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Senza mai perdere di vista il registro comico, Payne disegna un ritratto familiare assolutamente fuori dal comune che racchiude una riflessione dolorosa e autentica sull'amore, sull'attaccamento alla terra, al denaro e al proprio passato, ma anche una profonda meditazione sulle responsabilità e sull'onestà morale.
Pur rimanendo nell'ambito della commedia, 50 e 50 riesce a raccontare la terribile avventura del protagonista con grande naturalezza, facendo risplendere i momenti di verità contenuti in una sceneggiatura ben orchestrata da Will Reiser.
Abbiamo incontrato nel capoluogo piemontese il regista toscano che ha presentato insieme al cast il suo nuovo film, il secondo italiano in concorso di questa 29ma edizione della kermesse.
Regista impegnato, Robert Guédiguian ha voluto, con questo Le nevi del Kilimangiaro, raccontare una storia di drammi quotidiani, usando tuttavia un tono fresco e leggero, e bandendo qualsiasi enfasi "militante".
Da 'Che mi dici di Willy?' a 'Love for Life', passando per 'Philadelphia', 'Angels in America' e 'Rent': quanto è cambiato il modo di raccontare la malattia in trent'anni?
Concentrato su di un racconto di insofferenza giovanile dall'animo universale, Giuseppe Lazzari costruisce una storia di disagio rivolta ad un ambito famigliare deciso a non alleggerire coscienze da troppo sopite. Da qui i riferimenti non certo velati alla prostituzione e all'abuso infantile che, gestiti con realismo, trasformano la cronaca in un racconto dal gusto un po' naif.
Rania Attieh e Daniel Garcia sono riusciti a creare un film diverso sul Libano, scegliendo il punto di vista un uomo spaesato, incapace di confrontarsi con qualcuno.
Una commedia gradevole che omaggia l'hard rock cafone di provincia e racconta in maniera tenera e fantasiosa le disavventure amorose e musicali di un gruppo di provinciali disadattati alle prese con l'utopia del rock'n'roll, ragazzi che hanno visto sfumare i loro sogni di gloria e che ancora oggi cercano conferme.
Dopo più di un anno dalla fine delle riprese arriva al cinema il film che, grazie anche alla presenza trainante di Francesco Mariottini, ha conquistato il popolo del web dando vita ad un fenomeno di attesa senza precedenti
Il racconto è sempre e soltanto lieve e pur nella sua importanza il messaggio rischia di essere annacquato da un discorso che si fa subito fiaba, mito, quindi non del tutto credibile. La confezione, però, è accurata e il divertimento è assicurato.
Vincitore del Midnight Madness Award all'ultimo festival di Toronto, The Raid è un'esperienza esaltante, imperdibile per gli appassionati del genere, un poliziesco di rara forza visiva, trascinante, avvincente e dannatamente folle.
Un piccolo grande esordio quello del giovane regista di Reykjavik, un film intenso, essenziale e incisivo, di quelli che vorresti non finissero mai.
Il film di Pilote è un'opera compiuta e raffinata, costruita con mestiere attorno ad un personaggio principale che non si riesce a dimenticare, simbolo di una società che tutto consuma in nome del guadagno.
Ispirato all'omonimo saggio di Sergio Luzzato, Il documentario di Fabrizio Laurenti si addentra in maniera abbastanza particolareggiata sulla politicizzazione del corpo del Duce, soffermandosi in particolare sugli ultimi giorni di vita di Benito Mussolini.
Dopo anni trascorsi ad esaltare lo spirito comico e sperimentale di Aldo, Giovanni e Giacomo e del duo Ale e Franz, Massimo Venier maneggia la materia romantica con un'attenzione fin troppo guardinga, dividendo involontariamente il percorso narrativo de Il giorno in più in due diversi spazi temporali.
Per questo suo esordio alla regia di un lungometraggio cinematografico, Nick Murphy ha scelto un soggetto di assoluta classicità, espressione di una concezione europea della ghost story che negli ultimi anni ha ritrovato linfa vitale.
Sulle orme de Il grande freddo, ma con un linguaggio assai meno sofisticato e molto più pop, A Good Old Fashioned Orgy non è una commedia prettamente maschile o femminile, ma un'opera leggera e poco impegnativa, dotata del giusto equilibrio tra i sessi e di una miriade di doppi sensi e siparietti a dir poco geniali. Un film in cui la risata è assolutamente incontenibile.
Gatto è finalmente protagonista di un'avventura tutta sua: un viaggio avventuroso alla ricerca di una fortuna inimmaginabile, ma anche l'occasione per ritrovare un tesoro, ben più importante, che credeva di aver perso per sempre.
Faenza torna a New York per raccontare con ironia e dolcezza il percorso di un adolescente verso la maturità. Un tragitto non facile, ma raccontato con leggerezza e qualche clichè di troppo.
La disperazione di Paola-Ulidi, le sue crisi violente e gli scatti d'orgoglio bastano, assieme allo sguardo rigoroso di Zoni, a fare di Ulidi piccola mia un'affascinante opera prima.
Un thriller accattivante, avvincente e mai noioso nonostante la sua silenziosità, ben congegnato narrativamente nonostante la lentezza con cui si svolgono gli eventi.
Dagli esordi a Radio Capital, passando per i successi televisivi di Italo-Spagnolo e Italo-Americano-Homeless Edition, l'ex-panettiere di Calcinate conquista il grande schermo con la trasposizione cinematografica del suo best seller che dal 2007 a oggi ha venduto un milione di copie.
Il nostro incontro con il regista italo-cileno e con Gigi Riva, autori del documentario che racconta la nascita della propaganda fascista; 'Quella non era la realtà vera, ma una manipolazione cinematografica', racconta l'autore di Garage Olimpo.
Un film, Way Home, che parla fondamentalmente d'amore, che non giudica e non parteggia ma semplicemente racconta in modo realistico e vero situazioni e stati d'animo in cui tutti nella vita potremmo ritrovarci improvvisamente immersi.
Avrebbe potuto essere un interessante istantanea dell'Iran di oggi, il film di Negati regala invece poche emozioni sprecando colpevolmente l'ottimo potenziale della storia, in un faragginoso sviluppo narrativo.
Marco Bechis va alle radici del fenomeno della propaganda fascista, una 'fabbrica del consenso' comune a tutte le dittature, ma che chiaramente assume una diversa valenza per noi spettatori e cittadini di oggi.
Un argomento triste e penoso che la regista francese trasforma in una sorta di film d'avventura, pieno d'azione, di colori, di tenerezza e di vita, ma soprattutto d'amore, il fulcro intorno a cui ruota tutta la storia.
Il film delle Coulin, finanziato dallo storico produttore dei fratelli Dardenne, Denis Freyd, immerge da subito lo spettatore in un'atmosfera rarefatta e rispecchia in pieno la bellezza e l'incertezza dell'adolescenza.
Opera dalla schiettezza strabiliante, quello di Werner Herzog non è un pamphlet politico contro la pena di morte, ma l'esempio cristallino di come un tema del genere possa diventare nelle mani giuste una riflessione acuta sull'essere umano, sulle sue contraddizioni.
Pur non raccontando una storia originalissima nelle sue linee generali, Sleep Tight accompagna lo spettatore in un pauroso viaggio negli oscuri meandri dell'animo umano e del sadismo psicologico, segnando una sorta di rinascita per la carriera del regista spagnolo.
In questo primo spin-off dedicato al Gatto più amato del cinema, Antonio Banderas è affiancato da un'affascinante Salma Hayek: i due ci hanno raccontato le loro affinità con le rispettive declinazioni animate.
Adulti poco cresciuti e adolescenti troppo maturi si affrontano in una storia che riflette una certa diffidenza verso la natura umana, che non spinge mai troppo sul pedale del cinismo ma bensì punta tutto su una tenerezza di fondo che pervade il film dalla prima all'ultima scena.
Il racconto dell'impresa sportiva di una squadra di baseball diventa il pretesto per mettere in scena un'umanità ferita, quella che insegue la vittoria, aspettando (im)pazientemente che arrivi e che magari arrivi alle proprie 'folli' condizioni.
Abbiamo incontrato il regista francese, insieme alla protagonista Arian Ascaride, per un'interessante conversazione sul suo nuovo film, ispirato a un poema di Victor Hugo.
Abbiamo incontrato Robin Williams, Sofia Vergara ed Elijah Wood, doppiatori d'eccellenza del sequel di George Miller, alla prima europea di questa nuova avventura d'animazione sui ghiacci dell'Antartide.
Abbiamo incontrato il regista finlandese in Italia per presentare il suo Miracolo a Le Havre e per ricevere il Gran Premio Torino assegnatogli quest'anno dal Torino Film Festival per celebrare i trent'anni di carriera alle sue spalle e gli altrettanti che lo aspettano in futuro.
Tratto in parte da un racconto di Richard Matheson, il film di Shawn Levy sa miscelare bene i suoi elementi più propriamente spettacolari, gli immancabili combattimenti tra robot di ogni forma e dimensione, con gli inevitabili buoni sentimenti che il rapporto padre/figlio mette in campo,
Nel caso di questo Happy Feet 2 in 3D, è corretto dire che formula che vince non si cambia: il film segue narrativamente, infatti, le tracce lasciate dal suo predecessore, anche in una storyline semplice e lineare, con un protagonista che dopo una delusione va a cercare la sua strada altrove distaccandosi dalla famiglia e dalla comunità.
Dal 5 all'11 dicembre la manifestazione si prepara ancora una volta ad accendere i riflettori sull'evoluzione della crime story attraverso un intenso percorso culturale in cui il linguaggio cinematografico dialoga agevolmente con letteratura e televisione.
L'opera del regista russo andrebbe apprezzata se non altro per la volontà di recuperare una favola nota per il balletto musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij, una storia che al di là dell'atmosfera fiabesca nasconde dei messaggi molto profondi, uno su tutti e cioè la salvaguardia della fantasia dei più piccoli.
L'efficacia di quest'ennesima variazione sul tema all'interno del filone caper movie è garantita da una ben oliata sceneggiatura, ricca di momenti esilaranti, dalla regia funzionale di Brett Ratner, ma soprattutto dalle brillanti interpretazioni di un affiatato cast corale, capeggiato da un insolito Ben Stiller e da un Eddie Murphy memore dei suoi successi anni Ottanta.
Seguendo la strada già tracciata da Aldo, Giovanni e Giacomo, Ficarra e Picone riescono ad affrancarsi dal piccolo schermo per portare a termine il quarto step di un progetto cinematografico degno della definizione di commedia.
Dopo il successo de La matassa, il duo comico più famoso di Zelig torna dietro la macchina da presa con una commedia sentimentale degli equivoci accanto a Ambra Angiolini, Sascha Zacharias e Diane Fleri
Un esordio, quello di Emmerich nel genere del period drama, che basterebbe a conferire un qualche motivo di interesse a un film che nasce da una sceneggiatura scritta, ormai un decennio fa, da quel John Orloff che fu autore dello script di una serie acclamata come Band of Brothers.
In occasione dell'arrivo della clip esclusiva di Tower Heist: Colpo ad alto livello, offerta da Movieplayer.it, vi accompagnamo in un viaggio alla scoperta del caper movie.
La scelta di dividere in due capitoli l'ultimo episodio delle vicende di Bella, Edward e compagni ha permesso alla sceneggiatruice Melissa Rosenberg , di restituire con puntualità gli snodi narrativi della trama, anche quelli incentrati su Jacob, dal cui punto di vista sono narrati alcuni degli avvenimenti più drammatici che coinvolgono gli inquilini soprannaturali di Forks.
Il cantante/attore ha presentato in conferenza stampa la sua versione televisiva della commedia Questi fantasmi di Eduardo De Filippo, terza di una serie di adattamenti che comprende Filumena Marturano, Napoli milionaria! e la prossima Sabato, domenica e lunedì.
Presentato dal direttore artistico Gianni Amelio il 29° Torino Film Festival che aprirà con il dramma sportivo con Brad Pitt L'arte di vincere - Moneyball e dalla consegna del Gran Premio Torino ad Aki Kaurismaki. Nel carnet del TFF 2011 anche il nuovo di Alexander Payne con George Clooney, il nuovo horror di Balaguerò e due documentari d'eccezione, quello di Scorsese su George Harrison e quello di Werner Herzog sulla pena di morte.
Nel film di Tarsem Singh, la mescolanza tra scenografie classiche e green screen, tra il cinema di polvere e sangue del peplum classico e le meraviglie della CGI, colpisce visivamente nel segno, in una messa in scena sontuosa e curata.
Tra la rinascita della così detta commedia e il sempre attuale dramma esistenziale con riferimenti ad una cronaca elevata a Storia, il percorso compiuto da Bonifacio Angius e dal suo Sagràscia rappresenta un atto di coraggio mosso dal più ardito spirito intellettuale unito ad una incoscienza artistica finalmente costruttiva.