Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Paranormal Xperience 3D ha l'ambizione di combinare effettacci, squartamenti e sangue a volontà con una drammaturgia ben precisa che si svela man mano che il film prosegue la sua corsa.
Dopo l'apprezzamento ottenuto a Berlino, Daniele Vicari e Domenico Procacci aprono ufficialmente la quarta edizione del Bif&st con il film che si prepara ad essere una delle opere più discusse di questa stagione cinematografica.
Il regista polacco ha presentato in conferenza stampa il suo affascinante film, trasposizione cinematografica di un quadro del pittore Pieter Bruegel che rappresentava il Calvario.
Bravo McTeigue nel regalare ritmo e verve umoristica ad una storia piuttosto semplificata ed a tratti troppo prevedibile che gli sceneggiatori non hanno saputo 'elevare' e rielaborare a dovere, e bravissimi gli attori che hanno contribuito a conferire ai personaggi la credibilità e la forza necessarie per supplire alle carenze di un racconto semanticamente un po' troppo spicciolo.
Il secondo capitolo del franchise punta soprattutto sull'azione e sugli effetti speciali, lasciando in secondo piano l'intreccio narrativo.
Il comico Uccio De Santis approda sul grande schermo con una commedia on the road dai toni lievi e garbati, pensata per piacere ai suoi spettatori e più in generale ad un pubblico di famiglie.
Interprete del cinema italiano e nuova scoperta di quello statunitense, per la giovane attrice italiana si prospetta un interessante futuro artistico dopo l'esperienza accanto a Nicolas Cage nel film diretto da Mark Neveldine e Brian Taylor
E' soprattutto sui contrasti, culturali, ma anche caratteriali, tra i due protagonisti che si sviluppa il film di Borensztein, vincitore di due riconoscimenti al Festival di Roma. Una commedia piacevole dalla messa in scena curata, e interpretata in maniera efficace.
La sceneggiatura scritta a sei mani da Lucio Pellegrini con Massimo Gaudioso e Michele Pellegrini smussa fin troppo gli angoli ed elimina i conflitti più aspri presenti nelle pagine di Nick Hornby, rinunciando volontariamente a una possibilità infinita di situazioni e varianti sicuramente più complesse da gestire.
Premio speciale della Giuria al Torino Film Festival, l'opera si ispira alla vera vicenda di un gruppo di studentesse americane che decidono di rimanere incinte contemporaneamente per crescere i rispettivi bambini con il supporto reciproco; 'La censura? Stupisce che arrivi dall'Italia', racconta Muriel Coulin.
Il film di Michael Dowse è l'ennesimo esemplare di commedia nostalgica che mitizza la cultura pop degli anni Ottanta e al tempo stesso ritrae la disillusa generazione dei trentenni in crisi, eterni ragazzi incapaci di trovare un loro posto nella società.
La nostra lunga chiacchierata con uno dei produttori e dei registi più conosciuti e prolifici del cinema mondiale, in tour in Italia per la presentazione del suo nuovo attesissimo The Lady, il biopic che grazie alla straordinaria interpretazione di Michelle Yeoh ci regala un indimenticabile e vivido ritratto della pacifista birmana Aung San Suu Kyi.
Il film tv di Leone Pompucci, in onda domenica e lunedì in prima serata, non è solo avvincente dal punto di vista narrativo, ma soddisfa anche dal punto di vista dello stile, regalandoci un'interpretazione da applausi di Luigi Lo Cascio.
Il nostro incontro con il cast della miniserie in onda domenica e lunedì dedicata al più grande 'perdente' della storia dello sport, privato della vittoria nella maratona olimpica del 1908 per aver accettato il sostegno di alcuni giudici ad un passo dal traguardo; 'Quelli come Pietri mi emozionano come spettatore e mi ispirano come attore', ha detto il protagonista Luigi Lo Cascio.
Grazie al romanzo di Nick Hornby E' nata una star, il regista Lucio Pellegrini si propone di seguire i passi di Lucia e Fausto che, convinti di aver generato un ragazzo mediamente privo di capacità eccezionali, si trovano a dover fare i conti con le sue inaspettate 'aspirazioni artistiche' e con un talento che nulla ha a che vedere con la recitazione.
Film di chiarissima lettura (in amore vince chi ama davvero) e dalla struttura lineare, la commedia sentimentale di Bortone gioca le sue carte sullo scontro fra teoria e prassi; la dissertazione più ingegnosa, il piano più dettagliato, cadono senza appello sotto i colpi dell'imprevisto, liberando quell'elemento inaspettato che è fonte di comicità.
Il nostro incontro con Guglielmo Scilla e Vincenzo Salemme, protagonisti del nuovo film di Cristiano Bortone, una commedia in cui un timido maestro d'asilo impara dal padre sciupafemmine il decalogo perfetto per conquistare una donna; lanciato dal web, Scilla/Will Woosh rivela: 'Il successo è come carta in acqua e si può dissolvere in poco tempo'.
In occasione dell'uscita in homevideo di Real Steel, prevista il 14 Marzo, abbiamo indagato sugli effetti speciali del film con uno dei supervisori: John Rosengrant.
Così, racchiusi tra mura protettive e rassicuranti, i protagonisti danno corpo a un confronto tra vivi e morti in cui la memoria del passato e il richiamo del presente costruiscono le fondamenta di una messa in scena soprannaturale nella forma, ma decisamente umana nel contenuto.
Dopo Mine Vaganti, Ferzan Ozpetek torna al cinema con un nuovo ritratto umano in cui una soffusa nostalgia si fonde con un chiaro omaggio al cinema del passato.
Da un mito troppo ingombrante come quello de L'esorcista di Friedkin fino a L'altra faccia del diavolo, di William Brent Bell, passando per numerosi esperimenti interessanti e b-movies: la nostra panoramica sul cinema 'posseduto'.
Abbiamo incontrato i due doppiatori del nuovo successo animato della Illumination Entertainment, giunti a Roma per raccontarci l'avventura ecologica vissuta al fianco di un guardiano baffuto molto speciale. A loro si è aggiunto anche il cantante Marco Mengoni, alla sua prima esperienza nel doppiaggio di un cartone.
Quattro anni dopo la sua realizzazione, l'interessante horror di Ivan Zuccon approda finalmente in sala, rompendo una decennale "invisibilità" del suo cinema nel nostro paese.
Nato in anni di accurata osservazione della fauna notturna che frequenta club e ritrovi della movida, Jonny Groove, con i suoi pantaloni maculati e le magliette attillate, è un concentrato di manie e amenità varie.
Nato nel lontano 1912 dalla penna di Edgar Rice Burroughs, meglio noto per essere il creatore di Tarzan, John Carter si presenta come un immenso compendio del genere fantasy, un lungo viaggio verso le forme, i personaggi e le situazioni che hanno definito la narrazione stellare e la struttura di un ipotetico panteon fantascientifico e non solo.
La nostra piacevole chiacchierata con il creatore di Jonny Groove, il personaggio di Zelig che debutta sul grande schermo nel film in uscita il prossimo 9 marzo; 'Avevamo pensato di farlo dirigere a Giulio Manfredonia o Luis Prieto, ma Jonny è rimasto con me'.
Il regista italiano, con alle spalle sei lungometraggi pressoché sconosciuti in patria ma di culto all'estero, ha presentato in conferenza stampa il suo film, liberamente ispirato a un racconto di Lovecraft.
L'esordio dietro la macchina da presa dello sceneggiatore Michael Brandt è un film spionistico dall'impianto tradizionale che sfrutta alcuni archetipi del genere (in particolare il tema della doppia identità) senza però riuscire a dosare in maniera convincente suspense e colpi di scena improvvisi.
Il regista degli acclamati Train de vie e Il concerto è giunto in Italia per presentare il suo ultimo film, in concorso allo scorso Festival di Cannes, in cui affronta questa volta il tema della cultura araba e del fondamentalismo, con il consueto stile a metà tra commedia e dramma. Con una parlantina tipicamente yiddish, Radu si è prodigato nell'illustrare ai giornalisti gli svariati aspetti di quest'opera complessa e stratificata.
Matteo Rovere va oltre la concretezza del romanzo firmato da Sandro Veronesi e affida il destino del suo film al volere di un cast armonicamente amalgamato ma mai omologato, in cui le diverse individualità si mettono al servizio di personaggi decisamente in cerca di attori.
Verdone, in una commedia dalla struttura più corale delle precedenti, racconta l'Italia della crisi da una prospettiva inedita, quella di tre padri separati; narrandoci così quella che è di fatto una storia di miserabili moderni.
L'interesse del regista Benedek Fliegauf si concentra unicamente sul piano emotivo della storia. Gli spazi immensi, le praterie incontaminate, le spiagge deserte sono teatro di una relazione sentimentale che prosegue anche dopo la morte, la presenza fisica degli esseri umani è ridotta all'osso e il passo lento della narrazione viene reso attraverso l'uso insistito di campi lunghissimi, sospensioni e silenzi.
Un Carlo Verdone simpatico, nel finale anche emozionato, ha presentato ai giornalisti romani il suo nuovo film, in cui affianca Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Micaela Ramazzotti.
Anche quest'anno la nostra redazione ha espresso le proprie preferenze riguardo alle candidature degli Oscar, e a Hugo Cabret di Scorsese va il maggior numero delle 'nostre' statuette.
Dismessi, momentaneamente, i panni del maresciallo Cecchini, l'attore approda al cinema nella trasposizione del romanzo di Camilleri. L'incontenibile Nino ci racconta della sua esperienza sul set siciliano e accenna ai suoi nuovi progetti.
Un successo, quello di Quasi amici, che si deve al modo in cui sono dosati gli ingredienti principali del film: un umorismo lieve ma non sguaiato, il giusto spazio alle emozioni, e una storia non nuova ma sicuramente piacevole e divertente.
A pochi anni dal suo esordio cinematografico, Matteo Rovere torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia di quotidiane inquietudini ispirate dalla penna di Sandro Veronesi
In occasione dell'uscita della sua divertente commedia, che racconta la nascita del vibratore, abbiamo incontrato la regista Tanya Wexler che ci ha raccontato genesi e curiosità del film.
Il film di Ken Kwapis racconta una storia che tenne l'opinione pubblica ambientalista (e non solo) col fiato sospeso, avvicinando americani e sovietici nell'opera di salvataggio di tre balene: il risultato, però, sfiora spesso il semplicismo, e l'emozione paradossalmente latita.
Con questa riedizione 3D, fin dal momento in cui le prime immagini subacquee che accarezzano il relitto del Titanic ci danno il benvenuto immergendoci in un mondo sommerso e ovattato capiamo di trovarci di fronte a uno spettacolo senza precedenti.
Se a livello di sceneggiatura non regala grandi momenti di originalità, il lavoro di Espinosa ha comunque dalla sua una convincente resa della componente più spiccatamente fisica della pellicola, e un cast che si dimostra ben assortito.
Dopo il grande successo televisivo de Il commissario Montalbano e molte rappresentazioni teatrali ispirate alle sue opere, Andrea Camilleri si prepara a espugnare il grande schermo con un romanzo dall'insolita struttura narrativa e dall'inaspettata attualità.
Smessa la maschera composta di occhiali e cicatrice saettante, Daniel Radcliffe si presta a indossare quella di un giovane padre vittoriano con tanto di barba e longilineità britannica alle prese con fantasmi dispensatori di morte.
Sean, ormai adolescente, si ritrova nuovamente catapultato in un'avventura rocambolesca: sulle tracce del nonno paterno e accompagnato dal patrigno Hank, si dovrà destreggiare tra animali immaginifici e pericoli decisamente reali.
Tsui Hark sa giocare con la terza dimensione, sfruttando la profondità nel mostrare le ambientazioni ed allo stesso tempo facendo sì che colpi ed oggetti volino verso lo spettatore durante gli articolati combattimenti.
Una complessa faida familiare, che si sviluppa in un arco narrativo piuttosto ampio e in una struttura narrativa di impronta teatrale. Il tutto sullo scenario della Cina rurale dei primi anni Dieci.
Un film sui ricordi del passato per Miguel Gomes, che punta sul bianco e nero e su scelte stilistiche che pesano sulla struttura narrativa, almeno per la seconda parte del film.
Scenari mozzafiato, ammalianti vedute aeree notturne e sconfinate panoramiche sui fiordi norvegesi fanno da sfondo ad una storia familiare intensa e lancinante ricca si spunti di riflessioni sul contesto umano e sociale che ruota intorno ad una piccola comunità costretta a passare dall'interminabile e asfissiante buio delle notti polari al sole di mezzanotte del solstizio estivo.
Quello che in Maupassant era l'indagine puntuta di certi malcostumi della nuova società francese diventa nel film del duo Donnellan-Ormerod, una vacua (e innocua) disamina sulla grettezza umana.
Presentato a Berlino il dramma sentimentale interpretato da Robert Pattinson, Uma Thurman, Christina Ricci e Kristin Scott Thomas che riporta sul grande schermo l'omonimo controverso racconto di Guy de Maupassant incentrato sull'aristocrazia parigina della fine del XIX secolo.