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Il grande pubblico italiano è pronto a fare la sua conoscenza al cinema grazie al fenomeno The Avengers, e tra pochi giorni Whedon mostrerà anche tutta la sua abilità nel reinventare generi e stereotipi grazie al geniale Quella casa nel bosco. Ma chi segue il mondo delle serie tv sa che ci troviamo di fronte ad un autore versatile ed innovativo.
Ci sono generi cinematografici che evidentemente non sono proprio nelle corde di determinati autori, e possiamo affermare che questo è il caso di generi come la commedia e il dramma sentimentale per il cinema di Johnny To.
Dopo essere stato accolto con calore alla 68.ma edizione del Festival di Venezia nella sezione Controcampo Italiano, il film di Fabrizio Cattani arriva in sala per accendere senza giudizio e preconcetti i riflettori su uno dei tabù più radicati della nostra società: l'infanticidio e la condizione delle madri che lo compiono.
Il film di Scott Hicks, adattamento di un best-seller di Nicholas Sparks, parte da uno spunto interessante, ma non riesce a uscire fuori dai canoni del tradizionale film sentimentale, scadendo in tutti gli stereotipi del chick flick. La sfida di Zac Efron nel dare vita a un personaggio più maturo e sfaccettato, invece, può dirsi tutto sommato soddisfacente.
Lungo e non sempre facile, il percorso degli Avengers al cinema convergerà tra pochi giorni in una delle pellicole più attese dell'anno: azione, spettacolarità, ma anche le importanti riflessioni proposte dal fumetto sono quello che la pellicola di Whedon promette al grande pubblico.
Siamo lontani (in termini di impostazione, non di qualità) dal maturo realismo del Cavaliere oscuro nolaniano, ma quello di The Avengers è un sano, puro intrattenimento da comic movie, potremmo dire il comic movie definitivo.
Il senso di freschezza che si respira in questa commedia (unito ad alcune fulminanti battute) fa in modo che si provi per essa un'istintiva simpatia: gli applausi convinti del pubblico di Udine, alla presenza in sala del regista, sono lì a dimostrarlo.
Nightfall è perfettamente inserito nei canoni tecnici ed estetici delle produzioni nere hongkonghesi, da non essere capace di fare un discorso originale o quantomeno personale su motivi e tematiche usurati e che avrebbero bisogno di autori maggiormente abili a sfruttarne le pieghe politiche e le possibilità spettacolari.
Johnny Depp interpreta un giornalista che si ritrova in una Portorico bagnata da fiumi di alcool, tra sirene bionde e squali americani. Ma nonostante le premesse, la regia si mantiene incolore fino alla fine.
Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo e Tom Hiddleston, a Roma per la premiere di The Avengers, hanno presentato il film, rispondendo alle domande della stampa riguardo i loro personaggi e l'esperienza sul set diretto da Joss Whedon.
Fei dirige la pellicola con sufficiente sicurezza, mantenendo l'attenzione dello spettatore sufficientemente alta, e lasciandoci con l'impressione di aver assistito a un thriller che, pur nei suoi limiti, si distanzia abbastanza dai cliché del genere da meritare almeno una visione.
il regista Gu Su-yeon offre un affresco del mondo delle gang giovanili giapponesi dai forti toni autobiografici. Il passato di 'ribelle senza causa' del regista è rappresentato dal film con uno stile secco e diretto, memore delle tante pellicole sulla delinquenza giovanile che il cinema giapponese ci ha offerto negli ultimi anni.
Il supervisore degli effetti speciali della produzione ci racconta quali sono state le difficoltà affrontate per creare gli strabilianti combattimenti tra le navi di Battleship e quelle degli alieni che invadono la Terra.
Visivamente splendido e ricco di dettagli naturalistici davvero mpressionanti, Leafie - La storia di un amore rischia più volte di andare fuori tema e di perdere il filo del discorso, ma nonostante qualche difficoltà nel mantenere un equilibrio narrativo alla fine raggiunge il suo obiettivo e arriva dritto al cuore.
Non viene mai pronunciata la parola 'anoressia' per tutti i 97 minuti della nuova opera di Marco Pozzi. Non c'è bisogno di esplicitare verbalmente un concetto che è ben presente nelle immagini, minimaliste ed eleganti, del film, così come nell'esistenza tormentata della giovane protagonista.
Se per buona parte della sua durata il lavoro di McG riesce sufficientemente a tenere il ritmo della storia è per il modo curioso di gestire gli inconvenienti del classico triangolo, prevedibili ma non per questo meno divertenti.
Dopo nove anni da il matrimonio tra Jim e Michelle, i tre attori si riuniscono al cast storico per American Pie: ancora insieme, quarto capitolo della saga diretto da Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg.
Chiamato a registrare i giorni della lotta e della resistenza sostenuti dalla residenza assistenziale Casamatta, il regista Enrico Pitzianti si è in realtà confrontato con un'innocenza allo stesso tempo fragile e tenace, capace di trasformare il documentario in un vero e proprio film.
Il regista milanese ha presentato alla stampa il suo nuovo film indipendente, che affronta un tema difficile come quello dell'anoressia e si avvale, tra le altre, dell'interpretazione di Gianmarco Tognazzi.
Seguendo la scia del primo Street Dance 3D, che aveva conquistato il pubblico britannico, i registi provano stavolta a coinvolgere una più vasta platea europea, puntando tutto sulla multiculturalità e la mescolanza tra stili di danza.
La struttura del romanzo di Camus si fonde con i dialoghi creati ex novo da Amelio attingendo al proprio vissuto; ne scaturisce un movimento in cui una storia rispecchia fedelmente l'altra, senza però la pesantezza di una mimesi forzata.
Conferenza di presentazione per il nuovo film di Gianni Amelio, tratto dal romanzo autobiografico di Albert Camus, un'opera che parla dei conflitti di ieri e oggi, rendendo merito ad un grande intellettuale; 'Eppure Venezia mi ha rifiutato, forse c'erano pellicole più belle', racconta Amelio.
Grazie ad una sovrapposizione di stili e atmosfere in cui la tradizione del grande cinema italiano si fonde con la sua ironia sempre acuta e irriverente, Woody Allen riesce a consegnare una visione personale non tanto della città eterna, quanto dell'incanto esercitato su chi le si avvicina
Dopo le magiche notti parigine, il regista newyorkese celebra le atmosfere della città eterna con lo sguardo incantato di chi ancora non ha dimenticato i bagliori de La dolce vita.
Fantascienza apocalittica, distruzione e catastrofi in grande stile con un po' di retorica, ma anche un'ispirazione quantomai insolita: parliamo del più classico dei giochi di carta e matita, la sempreverde battaglia navale.
Soddisfacente per ritmo e brio nella prima parte, nella seconda la storia si sgonfia, soffocata da una girandola di colpi di scena un po' forzati.
Nonostante un montaggio in stile video clip e un uso moderno delle immagini, Poker Generation di Gianluca Mingotto si lascia soffocare da una quantità ingestibile di clichè narrativi che non lasciano spazio a contenuti più giovani e attuali.
E' stato presentato a Roma il film che segna il debutto alla regia dell'attrice toscana, una commedia degli equivoci su una donna che deve imparare a fidarsi degli uomini; 'La mia Amanda? Difficile e adorabile come la Lucy dei Peanuts'.
Dopo aver realizzato videoclip e spot pubblicitari, il giovane regista padovano firma il suo primo lungometraggio con una storia di crescita e scoperta personale consumata intorno al tavolo da poker
Una conversazione con lo sceneggiatore di Buffy, Angel, Alias e Lost che esordisce alla regia con l'horror 'Quella casa nel bosco' (in sala dal 20 aprile) scritto con Joss Whedon.
Lungo e interessante incontro con la stampa questa mattina per il regista di Diaz - Don't clean up this blood, che a undici anni di distanza dal G8 di Genova racconta in maniera dettagliata quanto avvenne la notte del 21 luglio del 2001; 'Ho evitato la trappola del cinema politico, per spingere il pubblico a interrogarsi sul senso della democrazia'.
Il documentarista Enrico Pitzianti ha presentato nella storica cornice del Teatro Valle Occupato il suo ultimo lavoro, dedicato alle vicende di Casamatta e della tenera umanità che la abita.
In occasione dell'uscita del loro toccante e fantasioso film, abbiamo fatto un'interessante chiacchierata con i due registi, all'esordio nel cinema live action dopo l'animato Persepolis.
Otto amici, quattro coppie gay: questi gli ingredienti della commedia di Mariano Lamberti, che offre uno spaccato onesto e libero da pregiudizi della realtà omosessuale, forte di un cast ottimamente costruito.
Il regista e il cast hanno presentato l'adattamento cinematografico della commedia teatrale di Roberto Biondi: un affresco sincero, ironico e libero da pregiudizi sull'amore contemporaneo, poco importa se gay o etero.
Cattaneo sfrutta al meglio i desolanti panorami di una fantasmatica Bologna, degno palcoscenico per un protagonista disperatamente solo, ripreso in tutta la sua pesantezza di corpo sfinito.
Premiato in numerosi festival internazionali, torna in sala il film di Marco Luca Cattaneo che parla di pornodipendenza, una pellicola low budget finanziata anche dal cast; 'Si buttano tanti soldi per cose inutili, ma il cinema si fa con poco', ci ha raccontato la protagonista, Sara Sartini.
Il nuovo lavoro dello studio di Wallace & Gromit è un vero e proprio colossal d'animazione, che valorizza un cast di personaggi originali e pittoresti con un comparto tecnico di assoluto valore e la solita attenzione per i dettagli.
Lo script gioca spesso con lo smontaggio e il rovesciamento autoironico degli archetipi della fiaba originale, mentre Tarsem reinterpreta la storia alla luce della sua concezione di cinema postmoderna e contaminata.
Dai fratelli Grimm al regno incantato di Walt Disney fino al moderno Biancaneve e il cacciatore, la favola cambia forme e contenuti grazie al live action per costruire un racconto drammaturgicamente più completo.
I registi Mike McCoy e Scott Waugh si concentrano quasi esclusivamente sull'obiettivo di catturare l'essenza dell'azione in battaglia, cercando di trasmettere allo spettatore l'esaltazione fisica e sensoriale del combattimento. Per questo motivo decidono di puntare su una messa in scena iperrealistica e immersiva, prendendo spesso ispirazione anche dal linguaggio e dagli stilemi dei videogame.
Nella sceneggiatura non vi è scena che non sia stata inserita per giustificare qualche movimento di macchina dal dubbio gusto spettacolare o i durissimi scontri nei quali Perseo ha la meglio sfruttando soprattutto le sue qualità umane, cioè l'astuzia e la tenacia.
Le pretese di spaccato sociale, nel film dei Vanzina, o peggio di satira di costume, sono ridotte davvero al minimo: si sorride, spesso si ride, ben consapevoli di guardare un bozzetto di realtà, una caricatura in fondo piacevole.
I due fratelli, sceneggiatore e regista, insieme a un cast composto tra gli altri da Diego Abatantuono, Lino Banfi e Christian De Sica, hanno presentato in conferenza stampa la loro nuova commedia.
Dopo aver conquistato l'Oscar per la regia con lo strabiliante City of God nel 2004, Meirelles si è dedicato a storie dal carattere più europeo utilizzando sempre una narrazione asciutta e sintetica. Uno stile, questo, che continua ad applicare anche in 360, facendolo diventare il punto di forza di un film altrimenti ad alto rischio di complessità.
Quello di Giordana è un film sorprendentemente misurato, una pellicola rigorosa e chiara che riduce al minimo gli elementi spettacolari per puntare le sue carte su una scansione del racconto che non conosce sosta e che avvolge lo spettatore in un movimento continuo.
Mentre Hunger Games macina record negli USA noi abbiamo incontrato la splendida protagonista Jennifer Lawrence a Madrid in occasione della premiere spagnola del film.
La lunga e interessante conferenza di presentazione del film, in uscita il 30 marzo, dedicato all'eccidio che nel 1969 diede il via alla stagione del terrorismo; 'Solo ora mi sono sentito pronto per girare un'opera del genere', confessa il regista.
Se la contaminazione tra cinema e pittura non è una novità, un film come quello di Lech Majewski sposta l'asticella della sperimentazione più in là, sfumando ulteriormente i confini e dando vita ad un'esperienza di forte spessore estetico ed intellettuale.
Un cast da manuale della recitazione sorregge un film che, pur sviluppando alcuni spunti insoliti nella sceneggiatura, ritrae un'India fin troppo folkloristica e non sfugge allo stile patinato tipico dell'autore di Shakespeare in Love.