Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
E' la vena malinconica che serpeggia sotto la superficie spensierata l'ingrediente in più di un film che guarda con sincera dolcezza a questo magnetico tris di figure femminili.
Sacha Baron Cohen fa il salto che molti attendevano, allontanandosi dai suoi personaggi da piccolo schermo e confezionando una pellicola dal taglio maggiormente narrativo, in cui la satira politica si fa esplicita, il gioco della provocazione più scoperto, i riferimenti più trasparenti.
Cameron Crowe adatta il romanzo autobiografico di Benjamin Mee, sorta di fiaba moderna, innestando delle tematiche a lui care, come l'elaborazione del lutto, il rapporto padre - figlio, e il superamento delle crisi esistenziali.
Pur prendendo spunto dal lavoro iniziato dal Comandante Cousteau con Il mondo del silenzio, Jacques Perrin se ne distacca cercando di puntare l'attenzione sulla forza dell'emotività e costruendo insieme al regista Jacques Cluzaud un'opera dalla raffinata struttura artistica in cui la musica di Bruno Coulais si fonde con la ritmica naturale delle creature incontrate
Dai successi de Il medico in famiglia fino all'impegno teatrale e sociale, l'attrice racconta il percorso di una carriera all'insegna della sperimentazione
Dagli esordi sul grande schermo fino ai film con Bellocchio e Ciprì, l'attore racconta il suo modo di interpretare l'arte e la rappresentazione.
Il film di Cohen non presenta pretese da commedia raffinata o ambizioni particolari, limitandosi a intrattenere con leggerezza e mestiere e affidandosi alla chimica tra i suoi due, simpatici, interpreti.
L'umanità speciale di Casamatta, gli scontri israelitici/palestinesi e il destino tragico delle donne dell'isola Bordello Banishanta compongono la seconda giornata del festival romagnolo, nell'attesa di consegnare all'attore napoletano il Premio Casa Rossa alla carriera.
Fatta eccezione per alcuni rari momenti comunque difficili da ricordare, Project X fallisce proprio nella costruzione delle situazioni comiche, trasformandole in un irritante susseguirsi d'esagerazioni capaci di far apparire i goliardici universitari di Animal House come delle matricole innocenti ed inesperte.
Le sbalorditive doti di tutto il cast, e in particolare dei due protagonisti Ryan Gosling e Kirsten Dunst, sono il punto di forza di un film vittima di un'impostazione un po' troppo fredda e priva di mordente, incapace di amalgamare in maniera del tutto convincente gli elementi documentari con gli stilemi del cinema di genere.
Il mundial dimenticato è un racconto strampalato ed appassionante che vuol sembrare un documentario ma che è semplicemente un romantico divertissement di finzione realizzato come un filmato di History Channel e dedicato a tutti gli amanti del calcio puro e perduto, a tutti quelli che il calcio l'hanno amato, lo amano e lo ameranno in futuro nonostante la tristissima attualità che lo sta devastando.
Non si può dire che Thérèse Desqueyroux potrà essere ricordato come una delle opere più rappresentative di Claude Miller, ma come un onesto adattamento che manca di incisività e pathos.
Presentato stamattina a Roma il film che arriverà nelle sale il 1° giugno e che ricostruisce le fantomatiche vicende dei mondiali di calcio di Patagonia organizzati misteriosamente da un facoltoso conte nel 1942, in un periodo storico in cui l'Europa era martoriata dalla guerra.
Lorax - Il guardiano della foresta punta tutto sulla semplicità del racconto, sulla vivida bellezza delle immagini e su geniali particolari che rendono la storia fruibile, realistica e avvincente per grandi e piccini.
Spinto dal desiderio o dalla necessità di omologarsi alle caratteristiche del genere, Kormakur ha ricostruito l'intera vicenda attraverso un preciso e metodico utilizzo di forme retoriche in cui la criminalità si fonde sempre con il desiderio di rivincita e le necessità familiari.
Con Killer Elite, il regista esordiente Gary McKendry ci porta nei primi anni '80, nel cuore di una delle tante, piccole guerre combattute dagli stati occidentali per un pezzo di terra nel deserto posta sopra un mare di petrolio.
Piacevole incontro 'ravvicinato' a Cinecittà con il regista inglese di Attack The Block - Invasione aliena, irriverente fantasy-horror su una gang di ragazzini della periferia di Londra che respinge un gruppo di famelici extraterrestri; 'Mi piace il revival sci-fi che si sta vivendo in Inghilterra', ha spiegato.
Dopo Il popolo migratore e Microcosmos - Il popolo dell'erba, l'attore e produttore francese porta finalmente sugli schermi italiani un mondo oceanico diviso tra poesia e sentimento.
Più di una sequenza di Maniac dimostra una interessante capacità tecnica da parte del regista, che riesce a mettere in scena alcuni momenti intriganti, pur mancando della giusta dose di ironia.
Il premio a Garrone, il mancato riconoscimento a pellicole e interpreti che avrebbero meritato, qualche problema organizzativo, ma anche tanti film belli e interessanti: tiriamo le somme su quella che è stata la 65esima edizione del Festival.
La nostra divertente chiacchierata con il carismatico attore americano, doppiatore d'eccezione del baffuto e peloso Lorax, un guardiano della foresta molto speciale in azione contro il disboscamento selvaggio nel nuovo film d'animazione confezionato dagli autori di Cattivissimo me.
Da Bengasi a Tripoli, passando per i viaggi negli USA, in India, Turchia e Israele, Bernard-Henri Levy e il giornalista Gilles Hertzog seguono da vicino sia la parte militare che quella diplomatica della complessa vicenda libica, offrendone un resoconto il cui punto di vista appare evidente fin dal titolo.
Il cuore del film, di questo racconto di formazione tanto Huckleberry Finn e un po' Stand by Me, è il suo focalizzarsi sul punto di vista di Ellis, sulla sua perdita d'innocenza, sul suo imparare a riconoscere i pericoli e gli inganni dell'amore e della fiducia.
Questa seconda opera di Michel Franco conferma la limpida capacità del regista messicano di raccontare per immagini, con una storia emotivamente molto dura, che senza ricatti tocca le giuste corde, facendo vibrare lo spettatore di indignazione e rabbia.
Con rigorosa ed asciutta messa in scena, Wakamatsu (ri)costruisce il percorso che conduce al giorno del titolo, aggiungendo un tassello dopo l'altro alla complessa visione della società giapponese che Yukio Mishima aveva in mente.
Due anni dopo il suo The Housemaid, remake di un classico del cinema coreano, il regista Im Sang-soo dirige con questo The Taste of Money la sua prosecuzione ideale; riprendendo, anni dopo, le vicende della ricca famiglia protagonista.
L'autore e i protagonisti del film ci raccontano la realtà del Sud degli State gli ardori di un amore intramontabile, l'energia inesauribile dell'infanzia e il vero protagonista che scandisce i ritmi della storia, il Mississippi.
Il cuore di The Central Park Five è il racconto dei cinque ragazzi ingiustamente condannati, con le loro voci e le loro emozioni nel descrivere gli eventi e le loro reazioni ad essi.
L'opera prima e low budget di Adam Leon può contare su due simpatici protagonisti che costituiscono una coppia platonica piacevolmente fresca e spontanea.
Éric Lavaine impianta una farsa corale attingendo a un'ambientazione che di per sé è dotata di una forte valenza umoristica a causa della 'fauna' grottesca che spesso popola le navi da crociera.
Ricco di brio, a dispetto dei suoi protagonisti, La bottega dei suicidi è carico di invenzioni visive che accompagnano la genialità del soggetto; ma queste trovate non sono sostenute da una trama di livello, lasciando l'idea di partenza incompiuta.
Catherine Corsini confeziona un bel film sospeso tra il thriller hitchcockiano e il dilemma morale alla Dostoevskij.
Pur con alcuni momenti più deboli, 7 giorni all'Havana risulta un film godibile per chi vuole assaporare le atmosfere della città cubana e lasciarsi raccontare alcune delle sue tante anime.
Nel suo estremo rigore stilistico, nella sua messa in scena essenziale e privata di ogni sovrastruttura cinematografica, il film di Loznitsa si caratterizza per un forte pessimismo, con uno sguardo partecipe ma dolentemente privo di speranza verso i suoi personaggi.
Sulla Croisette col maestro canadese la star Pattinson, Paul Giamatti, Sarah Gadon, Emily Hampshire e lo scrittore Don DeLillo.
Non mancano le riflessioni e gli spunti filosofici, disseminati nell'interminabile fluire di parole che costituiscono i dialoghi di Pattinson con l'interlocutore di turno, ma l'autore fa fatica a metterle a fuoco e farle emergere dalla sua complessa costruzione verbale.
Il film di Ashim Ahluwalia sembra incaricarsi di smentire tutti i luoghi comuni sul cinema di Bollywood di ieri e di oggi, con un'estetica sporca e da prodotto occidentale anni '70 e una storia di marca tipicamente noir.
Lee Daniels eccede in tutto, anche nel voler coniugare all'interno di unico film davvero troppi temi, anche importanti, come razzismo, omosessualità repressa, il potere della stampa, l'amore impossibile. Ma è piacevole da guardare nel suo essere così volutamente sopra le righe, tanto da diventare un guilty pleasure immediato.
Cast al completo per The Paperboy, drammatico southern thriller condito di violenza e sesso esplicito. La Croisette si infiamma grazie a Lee Daniels.
Aiutato anche dalle buone interpretazioni di tanti giovani attori non professionisti, l'esordiente Arango documenta con uno stile realistico ed un certo distacco il disagio vissuto dai giovani afro-colombiani in una metropoli caotica e violenta.
Post Tenebras Lux chiede molto allo spettatore, non dando niente in cambio: la sua struttura narrativa necessita di uno sforzo per essere compresa, ma allo stesso tempo non stimola a fare quello sforzo.
La messa in scena di Leos Carax è affascinante, a tratti sorprendente, con trovate che rasentano il genio, e anche quando lo spettatore pensa di essere entrato nell'universo narrativo di Holy Motors, il regista francese riesce a stupire ancora.
E' impossibile non rimanere coinvolti dal film, non solo perché le vittime sono dei bambini, ma anche perché, da tutta la vicenda raccontata, è molto difficile individuare dei colpevoli.
Il maestro emiliano presenta a Cannes la sua ultima fatica, l'intimo Io e te. Una storia di scoperta, di conoscenza e di gioventù ambientata nel calore di un microcosmo, uno scantinato romano.
Premettendo che adattare un romanzo come Sulla strada era un'impresa tutt'altro che semplice, e che quando ci si confronta con i "mostri sacri" della letteratura si finisce sempre per scontentare una fetta di appassionati, bisogna dire che il film di Walter Salles presenta più ombre che luci.
Un film in cui si ride di gusto in diverse occasioni grazie ai due scatenati protagonisti Albert Dupontel e Benoit Poelvoorde e la loro strampalata e liberatoria "rivoluzione anarchica".
Ad accompagnare il regista all'incontro con la stampa sono intervenute anche le giovani star Garrett Hedlund, Sam Riley, Tom Sturridge e Kirsten Dunst, di ritorno sulla Croisette dopo il premio per Melancholia.
La tecnica di Trapero non è mai stata in discussione e, come spesso accade nei suoi film, anche in questo Elefante blanco non mancano alcune sequenze che lasciano davvero senza fiato per la coraggiosa ed elegante messa in scena.
Un nuovo calderone di generi e stili, mescolati insieme a ritmo vertiginoso, che spinge ancora più in là le sperimentazioni di pellicole come Happiness of The Katakuris e offre 134 minuti in cui Miike inserisce tutte le sue ossessioni cinefile, fumettistiche e pop.
Il pregio principale del film di Hong sta nell'apparente casualità della narrazione, in un gioco di incontri, confronti e svelamenti più o meno improvvisi di tratti dei caratteri, in uno script che sotto il tono leggero cela riflessioni amare sull'esistenza e sulle decisioni che la influenzano.