Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Presentata a Roma la commedia in uscita il prossimo 13 giugno, protagonisti quattro giovani problematici che fuggono dalla clinica in cui sono ricoverati per andare a Ibiza, nel cast anche Gerard Depardieu; 'I miei ragazzi sono meglio dei loro genitori, considerano la malattia come un plus', ha detto il regista.
Il documentarista inglese presenta al Biografilm Festival il film dedicato a Ralph Steadman, famoso vignettista britannico dal cui lavoro Terry Gilliam ha tratto ispirazione per il suo Paura e Delirio a Las Vegas.
Un film che manca di una solida struttura narrativa, ma che si lascia guardare più che altro grazia al fascino dei protagonisti, il sempreverde Bruce Willis ma anche la deliziosa Rebecca Hall.
Al BiografilmFestival il coreografo più famoso di Hollywood accompagna il documentario The Man Behind the Throne, dedicato alla sua carriera divisa tra star del pop e del cinema
La sua prima vita da rockstar, il debutto casuale a Hollywood, le turbolente relazioni con Winona Ryder e Kate Moss e la lunga storia d'amore con Vanessa Paradis: ora che anche per Johnny Depp è arrivato il momento del cosiddetto giro di boa ripercorriamo le tappe principali della sua vita e della sua (tuttora) inarrestabile carriera
In attesa del blockbuster diretto da Guillermo Del Toro, abbiamo potuto vedere un breve montaggio di sequenze da esso estrapolate: una selezione che mostra la potenza visiva del film, nonché il suo riferirsi a una memoria (cinefila e televisiva) comune a un'intera generazione.
Il documentario funziona perché prende gli snodi fondamentali della vita di Rodriguez e li trasforma in spettacolo cinematografico puro e per l'equilibrio con cui il regista è riuscito a bilanciare resoconto e rappresentazione, non perdendo mai di vista la centralità del protagonista.
Pietro Valsecchi racconta le novità Taodue della prossima stagione tra cinema e tv. Cast all star per new entry e ritorni eccellenti, dalla coppia Gioè-Pandolfi per Il tredicesimo apostolo 2 al cast di Squadra Antimafia 5, da Raoul Bova (Ultimo) a Pierfrancesco Favino (Buscetta).
Il regista milanese ha presentato in conferenza stampa il suo affascinante film, che rilegge la storia di un misterioso personaggio ottocentesco in una chiave astratta e simbolica. Con lui, l'attore Fabrizio Gifuni.
The bay è un film che oltre ad intrattenere in maniera piuttosto convincente e priva di demagogia, regala anche qualche momento da brivido e, perché no, importanti spunti di riflessione sulla responsabilità individuale e sul concetto di comunità.
La corsa disperata di Jaden Smith per salvare papà Will sul pianeta Terra disabitato da 1000 anni, un pianeta ora ostile popolato da creature feroci e letali. Uno sci-fi movie solo nelle premesse, dove il fulcro è rappresentato dal conflitto e dall'evoluzione del rapporto tra padre e figlio.
In questo film collettivo, alcuni dei più noti registi del nostro panorama indipendente si sono confrontati coi racconti del maestro americano, sviluppandone le idee in direzioni personali e imprevedibili.
The Butterfly Room, terzo lungometraggio dell'italiano Jonathan Zarantonello, mette insieme un cast ricco di scream queen e di volti noti dell'horror di ieri e di oggi: ma il film, ben scritto e diretto, si rivela tutt'altro che un mero esercizio di citazionismo.
Elemento di forza del film è sicuramente la costruzione ben articolata di una sceneggiatura che, oltre a non perdere di vista particolari come ambientazione, figure secondarie e umorismo politicamente scorretto, definisce senza alcun timore il carattere di un personaggio apparentemente negativo.
Dopo aver ricordato insieme i film e le serie TV che più ci hanno conquistato negli ultimi cinque anni, le celebrazioni continuano con un po' di inedite statistiche: i nostri articoli, il vostro contributo, e qualche curiosità...
Per festeggiare il nostro quinto compleanno, vogliamo ricordare, senza altre particolari pretese, i colpi di fulmine cinematografici e televisivi scoccati da quel 4 giugno 2008.
Il nuovo film di Agnès Jaoui (coadiuvata come sempre, alla sceneggiatura, dal suo compagno Jean-Pierre Bacri) gioca con una trama di rimandi all'universo delle fiabe, mettendo in scena una commedia corale che sa affrontare con leggerezza temi di un certo spessore.
Dal 3 giugno il regista toscano torna sul set per girare una commedia nostalgica, la storia di un bancario che, cacciato dalla moglie, rivive gli ardori degli anni giovanili dividendo casa con degli universitari; 'Undici film sono una grande fortuna e questo è perfetto per la mia età', ha detto Pieraccioni in conferenza.
La regista francese ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo lavoro, scritto ancora insieme al marito Jean-Pierre Bacri. Una commedia che, con una struttura da fiaba moderna, affronta temi universali e di spessore.
L'ultimo Pastore, Nadea e Sveta, Noi non siamo come James Bond e Lovebirds - Rebel Lovers sono solo alcuni dei titoli che caratterizzano la seconda giornata del festival, accanto alla premiazione del regista de La nave dolce.
E' stato presentato alla Casa del Cinema, in un interessante incontro, l'horror collettivo di produzione italiana, che vede coinvolti alcuni dei più interessanti nomi del nostro attuale panorama di genere.
Sebbene formulaico nello sviluppo, il film fa assolutamente centro perché eccelle negli elementi fondanti del genere: il brio dello script e dei personaggi e la cura dei numeri musicali.
Un film in alcuni tratti un po' presuntuoso che lascia però negli occhi un gusto forte che sa di provocazione e libertà, rappresentando alla perfezione l'istrionismo e la passionalità del suo autore celebrandone la voglia di divertirsi e di rimettersi in discussione dopo tanti anni di carriera passati a rispettare regole e dettami.
Non ci sono sbronze da smaltire, matrimoni o addii al celibato da festeggiare, niente pezzi del puzzle da rimettere insieme il giorno dopo: il terzo capitolo di una notte da leoni porta alla conclusione la saga e rinuncia allo schema narrativo che ne aveva decretato il successo, virando verso una commedia dallo stile più convenzionale.
A lungo andare tutti i personaggi, come le situazioni ipotizzate, perdono gran parte della loro efficacia, mixati vorticosamente in un insieme di eventi e stacchi temporali capaci solo di togliere continuità alla narrazione e di bloccare ripetutamente il ritmo comico.
Nell'era della bulimia teleculinaria, in cui si concepisce la gastronomia come un duello tra cuochi all'ultima ricetta, 'Slow Food Story' ci ricorda che il mondo è pieno di persone che hanno uno sguardo proiettato verso la salute del pianeta e che tentano di promuovere la cultura del cibo sano e sostenibile.
Reduce da un trionfo in Francia, il film si prepara a conquistare anche il pubblico italiano con una vicenda che unisce la forza di una sceneggiatura originale all'ironia dissacrante della protagonista Bernadette Lefont
Dopo la proiezione cannense, che ha diviso il pubblico ma non ha portato nessun premio al regista Nicolas Winding Refn, Solo Dio perdona si prepara a sbarcare nelle nostre sale. A presentarlo, lo stesso cineasta danese, in un interessante incontro.
Presentato stamattina a Roma il film che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Giancarlo Giannini, anche produttore e interprete principale.
Il film, concentrato sull'attività di un piccolo gruppo teatrale di Varsavia costretto a mettere da parte le proprie ambizioni interpretative dopo l'invasione tedesca, costruisce un vero e proprio gioco di specchi in cui all'artista è offerto il compito, come ricordava Edoardo De Filippo, di 'vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male'.
Il regista di Petal Dance ci racconta la sua storia di amicizia al femminile on the road sulle strade del Giappone.
In attesa dell'annuncio del palmares, ecco croci e (soprattutto) delizie cinematografiche degli inviati di Movieplayer.it alla sessantaseiesima edizione del Festival di Cannes, raccontate durante le nostre ultime ore in Riviera. Sperando di avervi fatto sentire, in questi frenetici dodici giorni, un po' parte dello show.
Non sappiamo se questa scelta proseguirà anche con le successive opere del regista, ma di certo con questo film Lav Diaz apporta delle modifiche significative al suo stile e alla sua poetica che non possono non lasciare il segno: non solo la buona fotografia ed alcuni movimenti di macchina molto ricercati e riusciti, ma sono soprattutto la compattezza della sceneggiatura e la tensione narrativa a rendere questa un'opera meno sperimentale, più chiara e potente nel suo messaggio.
Sono i riferimenti al doloroso passato del Sudafrica l'elemento più interessante di una sceneggiatura con troppe sottotrame e personaggi secondari, a cui probabilmente avrebbe giovato una maggiore semplicità dell'intreccio a favore di un maggiore approfondimento del background dei personaggi principali.
Ancora una volta Polanski parte dal teatro e lo trasforma in grande cinema, mostrando una visione ed una capacità tecnica che non si affievolisce col passare degli anni, indice di un purissimo talento.
Una volta portati a conoscenza delle condizioni di vita e lavoro degli intellettuali e dei creativi sottoposti alla censura del regime in Iran, non possiamo più chiudere gli occhi.
In un periodo in cui il vampiro fa tendenza, un regista non propriamente commerciale come Jarmusch prova a tornare alle origini filosofiche della figura del vampiro, a rendere il senso di malinconia e di solitudine che sono proprie della vita eterna. Una sensazione di profonda angoscia e dolente bellezza pervade il film, ma non mancano i momenti divertenti e un gran numero di citazioni colte e raffinate.
Il regista e gli interpreti del suo film - Tilda Swinton, Tom Hiddleston e John Hurt - parlano dell'importanza della musica, della bellezza dell'invisibilità dei protagonisti del film presentato a Cannes 2013 in concorso.
Due attori, un unico ambiente: la sfida perfetta per il regista che si diverte a 'dominare' i suoi attori ma rimpiange il tramonto del romanticismo.
Il nostro incontro con il simpatico artigiano dell'horror che ha portato a Firenze il suo splatter movie tutto da ridere.
Melodramma classico tanto per forma che contenuti, James Gray con The Immigrant racconta una storia semplice, forse non particolarmente originale, affascinato dalla possibilità di portare sul grande schermo elementi della sua storia familiare, oltre che alcune tematiche proprie del suo cinema.
Vedendo la protagonista Rina Takeda menar fendenti e modellare il temibile riso assassino con due dita, chi oserà ancora parlare di sesso debole?
Stephen Frears sceglie di raccontare non il campione Muhammad Ali ma piuttosto il caso che si scatenò intorno alla sua decisione di obiettare in base alle sue credenze musulmane. Un soggetto potenzialmente formidabile, svilito da una sceneggiatura poco coraggiosa.
La Gebbe è abile nel colpire lo spettatore allo stomaco con una messa in scena curata, riuscendo nell'intento di trasmettere e far provare la sofferenza del suo protagonista.
Una storia di amicizia al femminile, intensa seppur raccontata con stile rarefatto, con sguardi, gesti, lunghi silenzi.
Con il suo primo lungometraggio Ruairi Robinson, candidato agli Oscar per il miglior cortometraggio con Fifty Percent Grey, oltre a lanciarsi avventurosamente alla conquista del pianeta rosso, non mostra altre prospettive originali impegnandosi per lo più a ricalcare uno stile fantascientifico/horror ampiamente sperimentato
Le due star hanno affiancato il vivace James Gray che ci racconta l'origine della sua famiglia in un melodramma ambientato durante l'ondata di immigrazione negli USA. Il film è in concorso a Cannes.
Tratto da una delle opere più note del drammaturgo e scrittore tedesco Heinrich von Kleist, il film di Arnaud des Pallières affronta il suo glorioso soggetto senza risorse e senza ispirazione.
Dopo il successo planetario della saga de L'era glaciale, Chris Wedge cambia temi e registro: Epic è un prodotto dal taglio più classico e fiabesco, supportato da un eccellente comparto visivo e da un buon uso della stereoscopia.
Con Nebraska Payne costruisce il suo film più riuscito, un malinconico road movie esaltato dall'abilità dei suoi interpreti, su tutti un Bruce Dern in stato di grazia.