Oscar 2020, le nomination tra conferme e sorprese: dal boom di Joker al caso Parasite

Il commento alle nomination agli Oscar 2020: Joker, 1917, C'era una volta a... Hollywood e The Irishman capofila di un'edizione in cui il vero outsider è il coreano Parasite.

APPROFONDIMENTO di 13/01/2020
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Joker: un primo piano di Joaquin Phoenix

Non ha quasi alcuna speranza di portarsi a casa la statuetta come miglior film, ma può comunque vantare il primato di nomination agli Oscar 2020: Joker di Todd Phillips, originale cinecomic d'autore che reinventa la genesi del famigerato villain di Batman, si è guadagnato infatti ben undici candidature, un risultato superiore al previsto (nel nostro articolo sulle chance di Joker agli Oscar, undici nomination era il massimo bottino potenziale attribuito alla pellicola) e il coronamento di un successo di critica magari non unanime, ma comunque già suggellato dalla vittoria di due Golden Globe e del Leone d'Oro alla Mostra di Venezia.

Oscar 2020: tutte le nomination

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Una scena del film 1917

Ma non è solo Joker ad avere motivi per esultare in vista l'edizione numero 92 degli Academy Award, con addirittura quattro titoli che possono vantare la "doppia cifra" in termini di candidature. Con dieci nomination a testa, infatti, a contendersi la maggior parte dei premi principali ci saranno i due trionfatori dei Golden Globe, ovvero il kolossal bellico 1917 di Sam Mendes e l'affresco nostalgico C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino, insieme a The Irishman, il crepuscolare gangster movie diretto dal maestro Martin Scorsese. Tante sorprese e conferme, dunque, ma pure qualche omissione sorprendente e, ad appena un anno di distanza da Roma, un altro film straniero (anzi, "internazionale") che potrebbe rappresentare la vera incognita degli Oscar 2020...

I magnifici nove, da Joker a Piccole donne

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Little Women: Saoirse Ronan e Timothée Chalamet in una foto del film

Sono nove nel complesso i candidati in lizza per l'Oscar come miglior film, e da questo punto di vista è andato tutto esattamente come da copione: a completare la categoria principale, oltre ai titoli già citati, figurano - ciascuno con sei nomination - la commedia surreale Jojo Rabbit di Taika Waititi, la black comedy Parasite di Bong Joon-ho, il dramma in costume Piccole donne di Greta Gerwig e il film sentimentale Storia di un matrimonio di Noah Baumbach, seguiti dal più tradizionale dramma sportivo Le Mans '66 - La grande sfida di James Mangold (quattro nomination). Fra questi, a risaltare in particolare è proprio Parasite, favoritissimo come miglior film internazionale, ma in lizza anche per la sceneggiatura e la regia di Bong Joon-ho: un risultato inedito per la Corea del Sud e rarissimo per il cinema asiatico, in genere poco amato dai membri dell'Academy.

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Parasite: Lee Sun-kyun e Cho Yeo-jeong in una scena

Oscar: da Roma a La vita è bella, i film stranieri candidati per il miglior film

I registi: fra Scorsese e Tarantino anche Bong Joon-ho

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Roma 2018: Martin Scorsese sul red carpet

Nella cinquina dei registi, Bong Joon-ho si troverà a sfidare due "pezzi da novanta": Quentin Tarantino, alla sua terza candidatura in questa categoria, e Martin Scorsese, alla sua nona nomination da regista (più di lui soltanto William Wyler, a quota dodici) e con quattordici candidature complessive raccolte nell'arco della propria carriera (l'unico Oscar, tuttavia, è arrivato nel 2006 per la regia di The Departed). L'inglese Sam Mendes, premiato vent'anni fa per American Beauty, torna in competizione - e in pole position - con 1917, mentre l'altro 'neofita' che fa compagnia a Bong è il Todd Phillips di Joker, in lizza pure per la sceneggiatura adattata e per il miglior film (ma fra i co-produttori c'è anche Bradley Cooper, alla sua ottava nomination!).

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I beniamini dell'Academy, da Leonardo DiCaprio a Saoirse Ronan

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C’era una volta a… Hollywood: Brad Pitt e Leonardo DiCaprio in un'immagine del film

Pochissimi "nuovi volti" in mezzo a una quantità impressionante di superstar e veterani del grande schermo: le quattro categorie riservate agli interpreti segnano un'apoteosi del prestigio hollywoodiano, con beniamini dell'Academy quali Leonardo DiCaprio (alla sua sesta nomination) e Joaquin Phoenix (alla quarta) fra gli attori protagonisti, Renée Zellweger (alla quarta) e Charlize Theron (alla terza) fra le attrici protagoniste, oltre ovviamente a Saoirse Ronan, che a soli venticinque anni mette a segno, con Piccole donne, la quarta candidatura della propria carriera (la seconda per un film della Gerwig). Scarlett Johansson invece, finora sempre ignorata dall'Academy, recupera con gli interessi grazie a una doppia candidatura: da protagonista per Storia di un matrimonio e da supporter per Jojo Rabbit.

Storia Di Un Matrimonio
Storia di un matrimonio: un'immagine dei protagonisti

Piccole donne, recensione: una rilettura personale, fresca e rispettosa di un grande classico

Il grande ritorno di Tom Hanks, Anthony Hopkins, Al Pacino e Joe Pesci

The Irishman
The Irishman: un primo piano di Al Pacino nel ruolo di Jimmy Hoffa

Altri grandi nomi del cinema americano e internazionale sono quelli che risultano, appunto, nelle categorie dei non protagonisti, da Brad Pitt e Kathy Bates (entrambi alla loro quarta candidatura da interpreti) a Laura Dern (alla terza), a cui si aggiunge un quartetto di attori leggendari a cui l'Academy ha dato il "bentornato" dopo decenni di latitanza dall'elenco dei candidati: Tom Hanks (assente dal 2000) è alla sua sesta candidatura, Anthony Hopkins (assente dal 1997) alla quinta, Joe Pesci (assente dal 1990) alla terza... ma soprattutto Al Pacino. Ventisette anni dopo la sua doppia nomination (e il suo primo Oscar) nel 1992, Pacino torna in concorso accanto a Joe Pesci con The Irishman, per il quale ottiene la nona candidatura della sua straordinaria carriera (più di lui soltanto Meryl Streep, Katharine Hepburn, Jack Nicholson, Bette Davis e Laurence Olivier).

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La prima volta di Banderas e Johansson e la fumata nera per Egerton

Dolor Y Gloria
Dolor Y Gloria: Antonio Banderas in una scena

Soltanto cinque, invece, gli attori alla loro "prima volta" da concorrenti: Scarlett Johansson, il veterano Jonathan Pryce nel ruolo di Papa Francesco ne I due Papi, la giovane Florence Pugh di Piccole donne, Cynthia Erivo nel biografico Harriet (si tratta della sola attrice afroamericana in lizza quest'anno, nominata fra l'altro pure in qualità di autrice della canzone Stand Up) e, unico candidato per una performance in lingua non inglese, Antonio Banderas per Dolor y gloria, che fa guadagnare a Pedro Almodóvar la sua terza nomination per il miglior film straniero; una cinquina, quest'ultima, in cui il macedone Honeyland piazza uno storico 'ambo', essendo candidato in contemporanea anche come miglior documentario. Non ce l'hanno fatta, al contrario, la strepitosa Lupita Nyong'o di Noi, penalizzata probabilmente dalla scarsa proprensione dell'Academy per il genere horror, né il Taron Egerton di Rocketman, vittima di una concorrenza feroce a dispetto della vittoria ai Golden Globe e di un'agguerrita campagna promozionale.

The Two Popes Netflix
I due Papi: Anthony Hopkins e Jonathan Pryce nel film

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Gli altri esclusi, da Jennifer Lopez a Beyoncé

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Le ragazze di Wall Street - Business I$ Business: Jennifer Lopez durante una scena

L'omissione più inaspettata e clamorosa dell'anno, tuttavia, rimane senz'altro quella di Jennifer Lopez: lanciatissima comprimaria del campione d'incassi Le ragazze di Wall Street, la popstar latino-americana si è vista tagliata fuori a sorpresa dalla cinquina per la miglior attrice non protagonista, nonostante la valanga di nomination registrate in questa awards season. E sempre a proposito di dive del pop, fumata nera pure per Beyoncé, considerata tra i favoriti per l'Oscar alla miglior canzone, e per Awkwafina con il toccante The Farewell, uno dei successi del cinema indie dell'annata, totalmente ignorato (e superato, nella categoria delle sceneggiature originali, dal giallo Cena con delitto). Poche esclusioni di peso, comunque, in un'edizione che per ora sta seguendo quasi tutti i pronostici della vigilia: il prossimo appuntamento è per i premi delle varie guild, che serviranno a confermare (o modificare) lo "stato dell'arte" in merito ai favoriti per la notte del 9 febbraio.

Oscar 2020: lista aggiornata dei favoriti nelle categorie principali