Campione d'incassi ad Hong Kong nel 2002, grande successo in tutta l'Asia e iniziatore di una trilogia che ha generato un sequel e un prequel, questo "Infernal Affairs" rappresenta sicuramente uno dei titoli più importanti del "nuovo" cinema cantonese.
Ritmo, qualità della messa in scena, padronanza tecnica, direzione degli attori, humor nero e continue trovate geniali fanno di 'Reazione a catena' un film memorabile. Qui si ri-inventa l'horror, lo si estremizza con gli eccellenti effetti gore, lo si spinge verso l'avanguardia.
Edizione buona ma non troppo ricca quella confezionata da Medusa per la deliziosa commedia di Mamet.
Alcuni brani non sfigurerebbero come esempi scolastici di musica rock, ogni canzone è scelta per rappresentare un particolare genere musicale, andando a ricercare ove possibile i "maestri" o gli "inventori" di un certo suono.
Più che essere la colonna sonora del film omonimo, è lo spunto per creare un lungometraggio vagamente autobiografico, una sorta di mega-clip del disco.
La tematica del confronto culturale viene finalmente proposta in un interessante sprazzo di originalità, corrotto certo qua e là da trovate così concretamente realistiche da scadere facilmente nel volgare più gratuito.
Il film non ha molte più pretese di quante non ne avesse la serie animata che lo ha ispirato, sennonché il bambino di allora che oggi assiste alle avventure della Misteri e Affini resta attonito di fronte all'abissale pochezza del canide che ne è protagonista.
Rivive sugli schermi la grande storia d'amore tra Paride e la bella Elena: una storia che darà inizio ad una lunga guerra e soprattutto ad un attesissimo kolossal interpretato, tra gli altri, da Eric Bana, Orlando Bloom e Brad Pitt.
Un approccio molto moderno e personale, quello di Luna, che vede una fusione tra il documentarismo - con i contributi delle stesse donne che avevano offerto la loro testimonianza a Isabel Pisano, e la fiction - con le sezioni del film che vedono protagoniste Daryl Hannah e Denise Richards.
La graziosa regista spagnola Luna e la co-sceneggiatrice di 'Yo puta' hanno raccontato alla stampa la loro esperienza nel mondo della prostituzione.
Dopo la presentazione alla stampa del film "Valentin", il regista Alejandro Agresti e la protagonista Carmen Maura hanno risposto in modo esauriente alle domande dei giornalisti presenti.
Chissà se chi curò a suo tempo la compilazione di questo disco avrebbe mai potuto pensare che sarebbe rimasto nella storia come un "bignamino" dell'effervescente scena di Seattle.
Una colonna sonora praticamente perfetta per accompagnare la visione del film, e che al tempo stesso costitusce materiale per un CD da procurarsi se si vuole godere un ora di tranquillità, nello straordinario linguaggio della musica di qualità.
L'uscita nelle sale italiane de 'La passione di Cristo' spinge ad alcune riflessioni sulla rappresentazione della figura di Cristo nel cinema moderno.
Un dvd di buon livello per il film di De Palma ambientato sul Pianeta Rosso.
Questo film segna il ritorno al cinema, dopo la trilogia dell'Anello, dell'americano di sangue danese Viggo Mortensen, al galoppo verso nuove mirabolanti avventure nell'arsura nel deserto arabico.
De Oliveira sembra volerci dire che analizzando la storia umana è molto facile accorgersi dei grandi paradossi della nostra civiltà, soprattutto quando sono messi a nudo dalle semplici domande di una bambina curiosa.
Finalmente in dvd l'ultima (anche se è un film uscito da diversi anni) fatica di Smith. Un'edizione che non fa gridare al miracolo, ma che si farà apprezzare da tutti i fan del regista grazie agli extra molto appetibili.
Di recente, abbiamo assistito a un ritorno in auge del cinema italiano, con un gran numero di film nelle sale, e soprattutto con produzioni di varia natura ma anche di qualità altalenante.
Un dolce, toccante "viaggio" autobiografico che ha i sapori e i colori di un'età irripetibile: questo è l'ultimo film di Alejandro Agresti, uno dei maggiori cineasti argentini contemporanei.
Non era impresa facile far rivivere Frida Kahlo in un film, eppure la regista Julie Taymor è riuscita ad equilibrare le esigenze narrative cinematografiche con il materiale storico e biografico a disposizione, senza sbiadire la figura dell'artista, ma riuscendo a raccontare abilmente la sua vita straordinaria ed uno stralcio di storia.
Si chiude anche in dvd la trilogia che ha diviso gli appassionati di cinema. L'uscita digitale si presenta però come un'edizione che metterà d'accordo tutti, e in positivo.
Un'uscita davvero con i fiocchi, questa della Eagle, caratterizzata non solo da un reparto tecnico di tutto rispetto, ma anche da una serie di extra davvero molto interessanti oltre che numerosi.
Un grande quadro, in cui troviamo un gran numero di elementi insoliti mescolati in una logica distorta e malata.
E' complesso penetrare l'intimità dello spettatore: questo film ha tutte le carte in regola per farlo.
La pellicola scritta da Mike White funziona come una bomba ad orologeria, è piena di piccole gag irresistibili, di un gruppo di divertenti ragazzini, di musiche straordinarie, e vive sullo stato di grazia di un indemoniato Jack Black.
In una piccola sala, nemmeno troppo piena, del cinema Plinius di Milano il regista torinese Marco Ponti risponde quasi intimidito alle poche domande dei giornalisti presenti.
Pesce d'aprile? No - proprio no: un'uscita eccezionale, che segna il cammino per quanto riguarda il digitale, sia animazione che non. Un dvd perfetto.
Scandali, minacce, litigi, pentimenti, fulmini e morti improvvise durante la proiezione. Ma soprattutto tanta pubblicità e tanto merchandising. Cosa c'è dietro il film - fenomeno dell'anno?
Dopo Santa Maradona, ecco l'ennesima commedia sulle inquietudini generazionali di trentenni in fuga con l'aggiunta del colpo grosso a soluzione finale.
Un film coraggioso nello scegliere di mostrare elementi cupi e dark, dalle molte sottoletture, ma che non perde di ritmo e di mordente nel raccontare una grande avventura in grado di affascinare i più piccoli.
Un vero e proprio "caso" cinematografico, con una campagna pubblicitaria e mediatica senza precedenti: ma cosa c'è di concreto, oltre all'estremamente grafica odissea "gore-religiosa", in questo terzo film da regista di Gibson?
Un cinema che vola basso e si nasconde troppo spesso in un macchiettismo irritante e in alcune involontarie pretese simil-sociologiche sul nuovo femminismo e sulla crisi d'identità dell'uomo moderno.
Dopo il bellissimo e personale "PTU", Johnny To, coadiuvato da Wai Ka-Fai, torna a un cinema di stampo più commerciale, che tuttavia non manca di mostrare, in questo caso, spessore e buon senso dello spettacolo.
Le ambizioni di un giovane cronista di provincia, desideroso di lavorare nel mondo del cinema anche a costo di mille sacrifici e di umiliare sé stesso, vengono soffocate ben presto da una Hollywood che induce paura e, allo stesso tempo, rispetto.
'Fratelli per la pelle' è il classico film realizzato da chi si diverte a maneggiare la macchina da presa e lo fa con presenza di spirito, idee ed una straordinaria energia.
Ci troviamo di fronte ad una storia che tocca tutti nel profondo, che ci parla di accettazione della propria realtà, per quanto tragica o difficile possa essere.
Anche visto a vent'anni dall'uscita, 'Sangue facile' è un film che conserva una carica esplosiva e disturbante che ha davvero pochi rivali nella cinematografia di ogni tempo.
Presentando il recente "I fiumi di porpora 2" alla stampa, un Jean Reno affabile e simpatico ha risposto alle tante domande dei giornalisti presenti all'hotel De Russie di Roma, parlando anche dei suoi futuri progetti.
Alla conferenza stampa che ha seguito la proiezione del film "Il costo della vita" ha partecipato il regista Philippe Le Guay, che in modo semplice e schietto ha risposto alle poche domande dei giornalisti.
"Il costo della vita" è una commedia francese che solo apparentemente sembra volerci parlare del denaro, perché in realtà riesce, nel modo più delicato e fine possibile, a raccontarci dei sentimenti.
Dopo lo straordinario successo de La maledizione della prima luna, la Disney ci riprova e torna nelle sale con un nuovo film ispirato ad un'attrazione del parco giochi per antonomasia, Disneyland.
Un risultato davvero modesto, per l'esordio alla regia di Matteo Petrucci: un thriller scritto e recitato male, con una regia pretenziosa che soffre della smania di stupire a tutti i costi con ogni singola inquadratura.
Questo "sequel" (più di nome che di fatto) del thriller di Kassovitz si rivela purtroppo un totale fallimento, a causa di una sceneggiatura del tutto risibile e di una regia piatta e anonima.
Edizione non ricchissima ma ottima dal punto di vista tecnico per il film di Joel Schumacher.
Robert Altman trasporta il pubblico sul palcoscenico nel profondo del balletto in una pellicola che appartiene più al genere documentario anche se non è classificata come tale.
Partendo da uno spunto che potrebbe anche essere interessante, ma che risulta datato e in alcuni momenti involontariamente comico, lo svolgimento diventa presto falso e pretensioso.
Un'edizione ottima sotto tutti i punti di vista, ma che perde un po' soltanto sul versante extra, dove poteva essere inserito più materiale (magari in un secondo disco).
Alla conferenza stampa seguita alla presentazione del nuovo film da lui interpretato, "Oceano di fuoco - Hidalgo", un Viggo Mortensen particolarmente loquace ha sviscerato i vari aspetti del film.
Bastava il titolo per illuminarci sul tema del film: è l'ora e mezza successiva che ci sembra uno spreco di pellicola e di talenti per un Rubini che convince sempre meno come regista e sempre più come attore.