Il grandissimo successo di The Social Network di David Fincher non è bastato a trascinare il pubblico nelle sale. The Social Reckoning, il nuovo film scritto e diretto da Aaron Sorkin e ambientato nello stesso universo del cult del 2010, ha debuttato negli Stati Uniti con appena 5,5 milioni di dollari, fermandosi al quinto posto della classifica.
Un risultato inferiore alle già prudenti previsioni della vigilia e particolarmente distante dai numeri registrati sedici anni fa dal film con Jesse Eisenberg. A prendersi il weekend è stato invece Mammina, horror Universal e Blumhouse con Jessica Chastain, arrivato a 27,5 milioni di dollari nonostante recensioni tutt'altro che entusiaste.
The Social Reckoning parte male al botteghino: solo 9 milioni nel mondo
Sony sperava in un'apertura americana compresa tra i 7 e gli 8 milioni di dollari per The Social Reckoning (in italiano The Social: Il prezzo della verità). Anche quella sarebbe stata una partenza contenuta, ma il risultato effettivo è riuscito a scendere ancora più in basso.
Ai 5,5 milioni raccolti in Nord America si aggiungono infatti soltanto 3,5 milioni provenienti da 29 mercati internazionali, per un debutto globale di circa 9 milioni di dollari. Una cifra problematica anche considerando il budget relativamente controllato, pari a circa 30 milioni.
Il confronto con The Social Network, poi, è inevitabile. Il film diretto da David Fincher debuttò nel 2010 con 22 milioni di dollari negli Stati Uniti e concluse la sua corsa con circa 224 milioni nel mondo, oltre a conquistare quattro Oscar. Sony aveva provato a ridimensionare le aspettative definendo il nuovo progetto un'opera collegata più che un vero sequel, anche perché
.Questa volta Sorkin è passato dietro la macchina da presa e ha costruito la storia attorno a un'ingegnera di Facebook, interpretata da Mikey Madison, che consegna migliaia di documenti interni a un giornalista interpretato da Jeremy Allen White. Nel cast figura anche Jeremy Strong nei panni di Mark Zuckerberg.
Accoglienza tiepidissima per il nuovo film su Facebook
A complicare la situazione c'è anche l'accoglienza. The Social Reckoning ha ottenuto giudizi contrastanti dalla critica e un B- al CinemaScore, segnale di un passaparola che difficilmente potrà trasformare il film in un successo tardivo.
Secondo l'analista David A. Gross, inoltre, storie costruite attorno a potere aziendale, denaro e intrighi finanziari hanno trovato negli ultimi anni un terreno particolarmente favorevole nelle serie TV. Sul grande schermo, invece, possono faticare a creare quel senso di evento necessario per convincere il pubblico ad acquistare un biglietto.
A sottolineare ancora di più la distanza tra i due nuovi titoli del weekend è il risultato di Mammina. L'horror con Jessica Chastain ha raccolto 27,5 milioni di dollari negli Stati Uniti e altri 17,69 milioni all'estero, arrivando a 45,19 milioni globali contro un budget di appena 18 milioni. Tutto questo nonostante un 19% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un deludente D+ al CinemaScore.
Il box office premia ancora Resident Evil
Tra i film già in sala continua intanto l'ottimo percorso di Resident Evil, terzo con altri 8,3 milioni di dollari e ormai arrivato a 300 milioni worldwide contro un costo di produzione di circa 75 milioni.
Seconda posizione per Verity, con Anne Hathaway e Dakota Johnson, che raggiunge i 113 milioni mondiali, mentre Heart of the Beast con Brad Pitt sale a 131,3 milioni.
Per Sony, i risultati di Resident Evil e soprattutto di Spider-Man: Brand New Day, diventato nel frattempo il terzo film con il maggiore incasso della storia, possono rendere meno doloroso il passo falso di The Social Reckoning. Per il film di Sorkin, però, la strada appare già in salita e dopo un esordio così debole, servirà un passaparola decisamente più forte per evitare una permanenza molto breve nelle sale.