Una nuova stagione è iniziata presentando sin da subito una trama piuttosto intricata ed una serie di colpi di scena perfettamente aderenti allo stile di Prison Break.
Il festival di Venezia ricorda attraverso il cinema la musica italiana: dall'opera di Puccini al musicarello anni '60 di Modugno, al mitico Yuppi Du di Celentano.
Il regista americano e l'attrice de Il diavolo veste Prada hanno incontrato la stampa per parlare di Rachel Getting Married, in cui lei interpreta una ex-tossicodipendente.
Film prolisso, banale e facilone, The Air I Breathe illude con un discreto inizio, salvo poi crollare precipitosamente ben prima della metà.
Aleksey German jr. gira in un campo dove non sono ammessi i colori, dove il cielo è sempre grigio e minaccioso e a predominare è il bianco, quasi a voler scolorire i contorni per sottolineare una situazione che impedisce le differenze.
Gli sfrenati ragazzi dell'Upper East Side e la loro folle estate negli Hamptons
Non si fa neanche in tempo a sentirsi dolcemente a casa, pronti a accogliere la seconda stagione della più bella serie prodotta l'anno passato, che siamo investiti dal cambiamento, che fa capolino silenzioso ma irreversibile
L'affascinante protagonista di V per Vendetta, nonché Regina Amidala nella saga Star Wars, esordisce alla regia con il corto Eve, presentato in anteprima al festival di Venezia.
Il regista e l'attore hanno incontrato la stampa al Lido per parlare di Birdwatchers - La terra degli uomini rossi, una delle pellicole più acclamate di questa edizione della Mostra.
La nuova generazione di attori e registi rilancia il senso di celebrità nel cinema italiano: belli, bravi e a prova di gossip.
Il successo di Entourage non si deve soltanto ad una forma di innocente voyerismo, la sua arma vincente sono i personaggi, a volte caricaturali, ma sempre misteriosamente amabili e decisamente divertenti.
Finalmente il cinema italiano raccoglie i frutti dell'impegno seminato negli ultimi dieci anni, ma senza smettere di soffrire per problemi, difficoltà e qualche polemica.
Pranzo di Ferragosto è un minuscolo gioiello di comicità, un revival a tinte forti che celebra la grande commedia all'italiana e che pone con grande onestà e senza pietismi uno guardo intelligente, schietto e pieno di tenerezza sulla vecchiaia.
L'intento di Puccini e la fanciulla non è tanto quello di realizzare l'ennesima pellicola autobiografica su un musicista, quanto la volontà di far luce sulle cause del suicidio della cameriera Doria Manfredi.
I tanti temi che Milk sembra destinato a toccare e le questioni messe in gioco vengono presto sciupate da una narrazione paradossalmente ostruita dal grande fascino delle immagini.
I protagonisti del film di Marco Bechis, cinque indios della tribù dei Guarani-Kiowà, portano al Lido un appello toccante sui loro diritti e la loro identità.
Bello e importante, il film usa un linguaggio cinematografico scarno e minimalista, con poche concessioni all'abbellimento, per narrare il dramma della tribù dei Guarani-Kiowà, uno dei tanti gruppi indios del Sudamerica a grave rischio di estinzione.
Abbiamo intervistato il più grande, il più simpatico e il meno diplomatico dei maestri del nostro Cinema che con il suo cortometraggio sul rione Monti di Roma e con la sua straordinaria vivacità ha portato una ventata di allegria nella Mostra affollata di seriose star internazionali.
A quarant'anni dal '68, la Mostra celebra attraverso illustri testimonianze il ricordo di un'edizione della Mostra dove la rivolta e la ribellione hanno fatto da protagoniste.
Tante risate in sala e negli incontri con la stampa, il più delle volte figlie di una comicità non voluta da registi, sceneggiatori, divi e falsi divi.
Naderi gira in un digitale povero con una fotografia che tende alla sottrazione, spegnendo i colori e affidandosi alla luce naturale, per scavare un solco profondo attorno ai protagonisti.
La storia gioca troppo in fretta le sue carte migliori occupando il resto del tempo a sviluppare il contorno tirando in ballo faziose dinamiche belliche e improbabili romanticherie da attempato teleromanzo.
Le ferventi aspettative per il cinema italiano a Venezia, fomentate dalla selezione fortemente nostrana dei film festivalieri e dal successo di Gomorra e Il divo al festival di Cannes, sono state prima profondamente deluse e poi riacciuffate per i capelli.
Il regista ha presentato il suo ultimo film, in concorso a Venezia, assieme al cast formato da Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Serena Grandi, Francesca Neri ed Ezio Greggio.
Il regista giapponese ha presentato al Lido il suo ultimo lavoro, una fiaba tenera, colorata ed elegante composta da centosettantamila quadri artisticamente complessi interamente realizzati a mano.
Miyazaki ha una capacità sbalorditiva nel creare universi fantastici eppure plausibili, riuscendo sempre a proporre personaggi indimenticabili.
Edizione un po' scarna per All'ultimo respiro, un film con un Richard Gere d'annata datato 1983. Video zoppicante, meglio l'audio.
Coraggioso, trasgressivo, eccessivo e a tratti disturbante, Vinyan è un viaggio intimista del regista e dei protagonisti in una dimensione che va oltre il cinema, in una cultura in cui la morte è considerata la continuazione naturale della vita.
Conflitti generazionali, amori contrastati, passioni travolgenti, sensi di colpa brucianti, nascita e morte, passato e presente si intrecciano e spesso viaggiano parallelamente nel film che segna il debutto alla regia di Guillermo Arriaga.
Ozpetek lavora con impegno e, a tratti, quella stessa passione che permeava le sue opere precedenti si fa tangibile, eppure più di una volta il meccanismo si inceppa.
Il regista di origine turca è in competizione al Lido con il film tratto dal bestseller di Melania Mazzucco. L'accoglienza degli addetti ai lavori, però, non è stata esattamente entusiastica.
Uno sguardo alla prima stagione di Terminator: The Sarah Connor Chronicles, in attesa della seconda al via in USA.
Il film di Schroeder è curatissimo in ogni particolare scenografico, di una precisione quasi maniacale per quel che riguarda le ambientazioni, i costumi e i dettagli cerimoniali delle rappresentazioni delle geishe, e fino ad un certo punto anche molto coinvolgente.
Manie di protagonismo, crisi nervose, geniali picchi creativi misti a isteria, passione, impagabile ironia e un amore viscerale per il bello: Valentino si racconta in uno speciale documentario.
un film esagerato e fiero di esserlo, che fa salva la tradizione del genere senza lasciarsi tentare dalle nuove frontiere dell'horror.
La Theron accompagna Guillermo Arriaga alla conferenza di presentazione del dramma corale firmato dall'autore messicano. Stasera potrebbe arrivare anche Kim Basinger.
Finalmente il cult dei fratelli Coen approda in DVD in un'edizione italiana, ma si tratta di un prodotto davvero spartano. Sufficiente il reparto tecnico.
Il discusso regista Uwe Boll, in visita lampo nella capitale, ne ha approfittato per sparare a zero sull'uso ipocrita della censura e sui colossi del cinema americano.
Piacevole e (auto)ironico dramma contemporaneo sull'immigrazione, Machan apre un'importante finestra cinematografica sul sud est asiatico commuovendo per la sua semplicità e per l'estrema spontaneità di situazioni ed attori.
Edizione solo discreta per un Blu-Ray da cui ci si aspettava di più. Audio e video discreti, ma ottimi gli extra.
Con Achilles and the Tortoise ci si ritrova ad assistere a una sorta di biopic del Kitano artista, con una struttura narrativa più classica che comprende le tre fasi della vita in cui si traccia la parabola tragicomica di un "artista per forza".
Il regista di Dolls e Zatoichi torna in laguna a presentare la sua nuova opera, accolto come sempre dai fan adoranti e dall'interesse dei cinefili.
Ospite speciale e ad alto tasso di glamour di Venezia 65. è il leggendario stilista che da quasi mezzo secolo veste con immancabile eleganza le star del jet set internazionale.
Terapia d'urgenza è una medical-soap in cui gli intricati risvolti sentimentali tra medici affascinanti, chirurghi conturbanti e avvenenti infermiere la fanno da padrone, il tutto condito da un'attenzione alla cronaca ed alla realtà sociale nostrana.
L'intrigo in cui il valente ma ingenuo Mike resta intrappolato in nome dell'avidità e dell'iniquità altrui è ben costruito cinematograficamente e la sceneggiatura si fonda su alcune buone idee che rendono il plot in buona parte ingegnoso, terso e coeso.
Edizione discreta quella pubblicata a fine agosto da Fox per la prima stagione di Shark, serie legale interpretata da James Woods.
Rispetto ai connotati tetri del mondo post-11 settembre Uwe Boll ha intrapreso, con accanimento degno di un mastino, la strada della dissacrazione totale.
Tra furiose esplosioni di violenza, riti cannibalici, sfide tra cavalieri in pieno stile medievale, Doomsday finisce per documentare un geniale viaggio nel tempo a ritroso, giocando abilmente con le aspettative dello spettatore.
Petzold butta nel calderone sentimenti inespressi, complesse dinamiche matrimoniali, passioni improvvise, segreti inconfessabili, tradimenti e malesseri esistenziali di vario tipo senza preoccuparsi di focalizzare l'attenzione sui singoli elementi o di giustificare adeguatamente il background dei tormentati personaggi.
Pa-ra-da affianca attori professionisti (gli adulti) a debuttanti raccolti da strada e scuole (i bambini, naturalmente bravi) e sa convincere anche solo per la capacità di testimoniare un dolore credibile.