Anthony Hopkins

Attore
Biografia

Cenni biografici di Anthony Hopkins


Nato in un piccolo centro del Galles, Hopkins riceve le basi della sua educazione alla Cowbridge Grammar School. A diciassette anni si ritrova casualmente sul set di una rappresentazione teatrale studentesca, e capisce immediatamente quale sarebbe stato il suo destino. Grazie anche alla sua bravura al pianoforte vince una borsa di studio al College of Music and Drama di Cardiff, dove rimane per due anni. Dopo altri due anni trascorsi nell'esercito, cerca sbocchi per la sua vocazione teatrale ma gli viene consigliato di perfezionarsi ulteriormente. Ottiene l'ammissione alla London's Royal Academy of Dramatic Art nel 1961 e ne esce diplomato a pieni voti due anni dopo.

Nel 1965 partecipa a un'audizione per il National Theater all'Old Vic e diventa allievo di Sir Laurence Olivier. Del 1968 è il suo debutto cinematografico in Il leone d'inverno, che gli vale la sua prima nomination ai British Academy Awards per il ruolo di Riccardo Cuor di Leone. La sua carriera è proseguita brillantemente, alternando cinema, teatro e perfino la TV britannica (dove sono rimaste celebri le sue interpretazioni dell'Otello e del gobbo di Notre Dame).
Nel corso degli anni Settanta sul grande schermo è comparso in numerose produzioni, tra cui Lo specchio delle spie, Casa di bambola, Juggernaut, e ha intrapreso in particolare un sodalizio con il regista Richard Attenborough, per cui ha lavorato ne Gli anni dell'avventura, Quell'ultimo ponte e Magic - Magia. Dal 1974 inizia, inoltre, a calcare anche i palcoscenici di Broadway, incrementando la sua notorietà. Dal punto di vista personale, invece, la sua vita è segnata da gravi problemi di alcolismo e da una vita sentimentale particolarmente burrascosa e libertina (numerosissime sono state le sue compagne, tra cui le attrici Petronella Barker e Joyce Ingalls, anche se al momento sembra essersi sistemato con la sua terza moglie, Stella Arroyave).

Negli anni Ottanta la sua fama viene riconosciuta in ambito internazionale grazie a interpretazioni di spicco in film come il capolavoro The Elephant Man di David Lynch, dove interpreta il sensibile Dr. Frederick Treves che tenta di salvare il deforme John Merrick, e il rifacimento de Il Bounty, in cui veste i panni dell'odioso capitano che in passato furono di Charles Laughton e Trevor Howard. Altro ruolo scomodo è quello di Galeazzo Ciano in Io e il Duce di Alberto Negrin, cui si aggiungono le intense interpretazioni in 84 Charing Cross Road e Amore e rabbia, nonché nell'adrenalinico Ore disperate di Michael Cimino.
Nel 1991, però, la carriera del compassato attore britannico è completamente sconvolta da un ruolo cui rimarrà indelebilmente legato: quello del "maledetto" Hannibal Lecter, deviato serial killer antropofago che ossessiona l'agente dell'FBI Clarice M. Starling (Jodie Foster) nel pluripremiato capolavoro di Jonathan Demme Il silenzio degli innocenti, per il quale Hopkins ottiene meritatamente l'Oscar. La figura dello schizofrenico omicida tornerà, un decennio più tardi, a perseguitarlo nei successivi capitoli della saga, Hannibal (2001) di Ridley Scott e Red Dragon (2002) di Brett Ratner.

Ottenuta la piena notorietà hollywoodiana, Hopkins ha la possibilità di esprimere tutto il suo versatile talento in produzioni importanti, come il Dracula di Francis Ford Coppola, dove si cala nei panni del Dr. Van Helsing, e i misurati e composti affreschi Casa Howard e Quel che resta del giorno di James Ivory, nonché Viaggio in Inghilterra, dove torna di nuovo sotto la regia dell'amico Attenborough.
Divenuto cavaliere dell'Impero Britannico nel 1993, continua incessantemente la carriera d'attore, prendendo parte a titoli più o meno riusciti, come la commedia Morti di salute, il melodramma familiare Vento di passioni, e l'intenso Amistad di Steven Spielberg.
Il suo talento trasformistico viene messo alla prova in alcuni film biografici, che lo vedono tramutarsi nel presidente Richard Nixon (Gli intrighi del potere - Nixon) e nel genio Pablo Picasso (Surviving Picasso, sempre per Ivory), mentre si immedesima nel generale Tito Andronico nell'adattamento della tragedia shakespeariana di Julie Taymor. Offre altre prove elaborate e complesse in Cuori in Atlantide di Scott Hicks e La macchia umana di Robert Benton.

Hopkins però non disegna affatto di partecipare in produzioni più commerciali, come l'insolito Vi presento Joe Black, dove fa addirittura conoscenza con la Morte (incarnata da Brad Pitt), il thriller Instinct - Istinto primordiale, che riprende le atmosfere de Il silenzio degli Innocenti, l'action Bad Company - Protocollo Praga, dove forma una strana coppia con Chris Rock, e la rielaborazione storica Alexander di Oliver Stone, in cui impersona l'anziano Tolomeo I.
Anche in epoca più recente l'attore continua a cimentarsi in pellicole autoriali, in cui fornisce performance memorabili, come in Proof - La prova di John Madden, dove è un matematico che soffre di problemi mentali; Tutti gli uomini del re di Steven Zaillian; Bobby di Emilio Estevez, dove è il memorabile portiere dell'Hotel Ambassador, nonché il ritorno sotto la direzione di Ivory con il classico Quella sera dorata. Non mancano, d'altronde, nemmeno produzioni di genere, come il thriller Il caso Thomas Crawford, dove si immedesima per l'ennesima volta nella parte di un genio criminale, e i fantasy La leggenda di Beowulf e Wolfman.
Dopo aver recitato per il maestro Woody Allen, sfoggiando un insolito registro da commedia in Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, si è trasformato in un anziano e risoluto sacerdote esorcista nell'horror Il Rito, mentre per l'adattamento del celebre fumetto Thor di Kenneth Branagh assume addirittura le sembianze del Dio Odino.

Non contento della fama raggiunta come interprete, il poliedrico Hopkins si è però cimentato anche dietro la macchina da presa, esordendo alla regia nel 1990 con il letterario Dylan Thomas: Return Journey, cui sono seguiti August e il meta-cinematografico Slipstream - Nella mente oscura di H.