Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
Tra fughe mozzafiato e cadute vertiginose, ogni sequenza di 'Viaggio al centro della Terra 3D' viene esaltata da un incredibile senso di profondità ed è pensata per uscire dai ristretti confini dello schermo cinematografico e raggiungere lo spettatore in sala, ed in questo il film è più che riuscito.
Con in mente i grandi classici del cinema, partendo da Via col vento e finendo con Titanic, il regista realizza un'epopea d'amore e d'avventura a cavallo tra i magnifici paesaggi dell'outback australiano, il deserto e le impolverate campagne in cui è nato e cresciuto.
Quello di Monico e Muccino è un progetto ambizioso, il cui risultato è a tratti piacevole, grazie ad una caratterizzazione dei personaggi ben calibrata e ad una scelta degli interpreti azzeccatissima.
Imago Mortis è una storia di fantasmi, un po' favola nera e un po' thriller, un racconto fuori dal tempo che avvolge lo spettatore in una dimensione magica e lo proietta in un incubo ad occhi aperti, un'avventura agghiacciante che va al di la di ogni immaginazione...
Rigorosamente vietato agli adulti non accompagnati da bambini, il film si va a inserire in quel genere di commedie per famiglie dal respiro avventuroso-romantico e dal messaggio imbevuto di retorica che, almeno in teoria, eleva lo spirito e rassicura lo spettatore alla ricerca di buoni sentimenti.
Nel film di Jan Sverák vi è un protagonista silenzioso ma onnipresente, Praga, città antica e al tempo stesso soggetta a continui cambiamenti, non tanto nel sempre affascinante impianto urbanistico, quanto piuttosto nei ritmi di vita che si velocizzano a dismisura.
Se è vero che senza una guida sapiente il film avrebbe potuto molto facilmente scivolare nel clichè trasformandosi in un verboso e faticoso period drama senz'anima, bisogna anche riconoscere la misura in cui Revolutionary Road è Kate e Leo.
A due anni dal debutto americano con La ricerca della felicità, Gabriele Muccino torna dietro la macchina da presa e ci regala questo Sette Anime, una pellicola dotata di grande sensibilità emotiva ed altamente drammatica.
Il regista Vadim Perelman e lo sceneggiatore Emil Stern raccolgono lo spunto offerto dal romanzo di Laura Kasischke per raccontare, utilizzando in maniera un po' pretestuosa la risonanza emotiva dei massacri scolastici come quello del liceo di Columbine, il conflitto tra una giovane donna, i suoi desideri e il mondo che la circonda.
Tensione altissima e paranoia per l'esordio alla regia di Bryan Bertino, interpretato dalla splendida Liv Tyler e da Scott Speedman. Nonostante l'inevitabile confronto con pellicole come Funny Games, The Strangers si rivela un'efficace storia da brividi per iniziare il 2009 al cinema all'insegna della tensione.
Per la sua prima regia "in solitaria", Frank Miller manca sostanzialmente il bersaglio, con un film registicamente debole e dalla sceneggiatura esile.
Settimo lungometraggio per Aldo, Giovanni e Giacomo, il primo a episodi, il primo in cui i tre comici si travestono, adottano nomi di fantasia e si truccano in maniera irriconoscibile, il primo diretto da un regista 'esterno' e non più da loro tre al fianco di Massimo Venier.
Bill Murray, Tim Robbins, Harry Treadway e Saoirse Ronan si fronteggiano in un fantasy originale, che almeno a tratti riesce a comunicare il fascino della sua ambientazione sotterranea.
Nella 'favola' politicamente corretta di Garenq, che è anche autore della sceneggiatura, si parla di una coppia omosessuale che pare giunta al capolinea perché lui vuole un figlio, mentre l'altro non ne concepisce nemmeno l'idea.
Il fenomenale Jim Carrey sfodera in Yes Man una prestazione da urlo, arricchendo il personaggio potenzialmente esile di Carl Allen con tutte le armi migliori del suo repertorio.
La saga del leone Alex e dei suoi amici animali sembra aver perso la freschezza delle origini già al secondo episodio, riproponendo una formula vincente ma già digerita. L'intrattenimento offerto dalla combriccola di Madagascar 2 è però a tratti estremamente piacevole.
Ci si può forse innamorare solo a sedici anni? Forse quell'incoscienza e quei batticuore non torneranno davvero mai più, ma anche il pubblico maggiorenne si merita un po' di romanticismo, ed ecco arrivare, per soddisfare questo atavico bisogno, George C. Wolfe.
Nonostante gli interventi di edulcorazione operati in fase di adattamento, quello di Herbig rimane un film di sicura originalità, in bilico com'è tra la parodia e la commedia per famiglie che però non si fa mancare parecchie allusioni decisamente adulte.
La tragedia dell'Olocausto raccontata attraverso l'amicizia di due bambini, uno tedesco e uno ebreo, con uno stile rigoroso, che non rinuncia a una rappresentazione realistica dell'orrore nazista.
Cosa trova l'alieno interpretato da Keanu Reeves - divo che ha già all'attivo emblematiche figure Sci-Fi comeJohnny Mnemonic e Neo - ripercorrendo nel 2008 le tappe della sua missione diplomatica sulla Terra?
Anche tutta boccoli platino, labbra a caramella e seni a palloncino, la Faris è una comédienne naturale e gestisce meglio che può il materiale che ha a disposizione, non particolarmente coadiuvata dall'anonima regia.
La longevità della saga sta tutta in una serializzazione di tipo televisivo, attraverso la quale vengono rivisti in una nuova luce elementi che il pubblico considerava archiviati, incrementando soprattutto la possibilità di inserire nuovi personaggi con un background costruito a posteriori.
Un'opera visivamente impeccabile eppure grezza, che tenta di superare gli evidenti limiti di sceneggiatura con le sfumature e la forza che trasuda un ben orchestrato mix di corpi, suoni, musiche ed emozioni.
Il difficile confronto con la scuola, le scoperte dell'infanzia e l'occhio privilegiato sul mondo adulto, l'illuminazione della cultura sono resi con grande garbo e sensibilità e seducono anche grazie al fascino di un'atmosfera anni Settanta qui ovattata in una dimensione quasi onirica.
Una favola d'amore, dolore e denaro che strizza l'occhio a Bollywood. Danny Boyle adegua il linguaggio ai nostri tempi nel raccontare la disperazione dell'infanzia e le difficoltà del crescere, ma anche la gioia del successo.
McCarthy possiede la sensibilità giusta per raccontare l'altro e smascherare le squallide regole del vivere ordinato. Emozioni accennate in un film d'incontri che incanta per profondità e per la bravura dei protagonisti.
Come al solito Wim Wenders riesce a riunire insieme tanti nomi importanti della musica internazionale, come pochi altri al mondo sono in grado di fare.
A sorprendere nel film di Eimbke sono la grazia e la disarmante gentilezza con cui il regista racconta l'elaborazione di un lutto, attraverso una serie di tappe formative semplici ma mai banali, costruite come una serie di confronti con i personaggi.
Un film horror che è anche e soprattutto una mirabile storia di formazione, capace di illustrare l'evoluzione interiore e le difficoltà della crescita con una sensibilità assoluta.
Il giardino di limoni non è un film sulla guerra, ma è essenzialmente una storia sulle donne, sulla solidarietà femminile, sulla loro sensibilità, sul loro modo di riuscire a guadare 'oltre', ad apprezzare le sfumature e non solo i toni accesi.
Presentato Fuori Concorso nella kermesse torinese, ma già un anno prima al Sundance Film Festival di Robert Redford, l'opera prima di Wyatt è un film squisitamente di genere, una co-produzione anglo-irlandese concepita per le nuove generazioni di appassionati che accontenta però anche gli amanti dei grandi classici.
Fiction Rai in due puntate, Paolo VI - Il Papa nella tempesta rispolvera una figura controversa che molti sembrano aver dimenticato. La sua vita riflette la storia italiana tra gli anni '60 e '70, un periodo di grande fermento che il nuovo pontefice sembrerà cogliere prima di chiudersi improvvisamente alla modernità.
Helen sembra un film impossibile, nella sua rarefatta e ipnotica compostezza stilistica; in una lentezza eterea e sinuosa, che si libera con prepotenza dalla maniera, che a tratti ricorda Malick, altre volte il Van Sant di Elephant e Last Days.
Il regista John Moore converte il gioco della Remedy per il grande schermo, dando molto spazio all'atmosfera ed avvalendosi della fotografia glaciale di Jonathan Sela.
Apatow, Green, Rogen e soci sfornano un film che coniuga gli elementi della commedia goliardica e logorroica con azione e violenza grottesca.
Gelido, impeccabile e severo l'affresco storico-politico che Andrzej Wajda dipinge in questo Katyn senza lasciar trasparire la minima esitazione, senza retorica né divagazioni narrative.
A fare da ponte tra il Day 6 e il Day 7 della serie, arriva questo film TV che vede l'eroe interpretato da Kiefer Sutherland impegnato a cercare di salvare un gruppo di ragazzini africani braccati dai miliziani.
Il cinema di Kim Ki-duk trova una nuova dimensione onirica in questo Dream, una favola cupa d'amore e morte che insinua dubbi e instilla tormento nello spettatore.
Il nuovo film di Luca Lucini vive sul confine che passa tra dramma e commedia, raccontandoci in maniera delicata e garbata la difficile vita di un uomo che deve avere cura da solo della propria piccola bimba.
Quello che succede se Karate Kid si trasferisce nella luccicante e modaiola Florida e se, al posto delle discipline orientali, troviamo le ben più spettacolari ma vacue Arti Marziali Miste. Perfetto per la Mtv Generation.
La sgradevolezza del protagonista e la sua dissociazione dalla realtà fungono da riuscita metafora politica della coscienza di un Cile silente alla dittatura.
Non esiste nessun livello di complessità politica, e non solo, in W.: quello che ci viene illustrato è semplicemente una classica storia di ascesa e caduta americana, all'apparenza ruvida, superficiale e assolutoria nella sostanza.
Nonostante la sua forma canina, Bolt è molto umano nelle proprie reazioni: proprio come la nostra natura vuole, gli è difficile abbandonare le proprie convinzioni, ma sarà allo stesso tempo capace di trovare in se stesso, e nell'affetto dei suoi nuovi amici, le risorse per combattere per ciò a cui veramente tiene.
Un'anemica poesia d'amore adolescenziale con due protagonisti dalla bellezza accecante. Pur soffrendo di una scrittura approssimativa, Twilight saprà accontentare chi si nutre di romanticismo.
Una pellicola 'utile' a sviscerare un contesto, quello della Gerusalemme israeliana, spesso affrontato solamente per i pur gravi macro-problemi che lo affliggono, di cui porta alla luce il variopinto e sofferto sottobosco che lo alimenta.
Boldi continua con l'epurazione: niente parolacce, niente volgarità gratuite e a malapena qualche apparizione femminile in abiti succinti. Spazio come sempre all'ambientazione glamour, al lusso e...ai volti noti della tv.
Un horror intelligente ed emozionante, in cui la sensibilità europea nel narrare le ghost story si integra con una visione fiabesca e sognante del genere.
Awake si fa guardare dagli amanti del genere thriller e per la curiosità di vedere all'opera l'inedita coppia formata da due star emergenti come Hayden Christensen e Jessica Alba.
David Arnold, Alicia Keys e Jack White sono i protagonisti dello score composto per il nuovo episodio delle avventure di James Bond.
Frontiers non è un film di valore assoluto poi così eccezionale quanto piuttosto l'ennesima importante dimostrazione di come la Francia abbia scelto di investire con mezzi ed entusiasmo in un genere da troppo tempo in involuzione ed abbandonato a se stesso.