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'Desert Dream' è un film inutilmente prolisso, che non favorisce l'empatia nei confronti dei tre personaggi principali.
L'attore americano, favorito nella corsa per la prestigiosa statuetta, è a Roma per presentare il film L'ultimo re di Scozia.
Per l'ottava giornata del Festival tre film in concorso - Bordertown, Ne touchez pas la hache e Desert Dream - e poi l'anteprima de 'I guardiani del giorno'.
MacDonald è certamente abile nel lavorare sulla tensione, ma si dimostra molto meno capace nel rendere tutte le sfaccettature dei suoi personaggi.
Un intenso mix tra dramma e commedia, dal ritmo elevatissimo, che tra una risata e un plot twist parla in maniera diretta di giornalismo e divismo ai giorni d'oggi.
Il dramma raccontato da Cedar è un'opera matura e sorprendente che sa essere spaventosa e claustrofobica nelle scene degli attacchi nemici ma anche emozionante e intimista nelle scene più corali .
Se l'idea è coraggiosa, la sceneggiatura non è sempre solida e credibile, ma è costellata di perle di humour e di momenti toccanti, e tanto basta a fare di Irina Palm, nel complesso, una pellicola deliziosa e sorprendente.
La conferenenza stampa post-screening per il film che ha avuto un'accoglienza fredda da parte della stampa (ma non deluderà i fan).
Facendo largo uso di immagini al computer, Snyder è riuscito a riprodurre in '300' lo stesso feeling e la stessa potenza delle tavole di Frank Miller.
Grande attesa per '300', il film di Zack Snyder ispirato alla graphic novel di Frank Miller. In concorso 'Beaufort' di Joseph Cedar e 'Yella' di Christian Petzold.
E' il giorno dei fratelli Taviani con 'La masseria delle allodole', ma anche dei due film in concorso: 'Irina Palm' e 'El otro'.
'El Otro' si pone il problema del tempo e dell'uso che ne facciamo nella nostra vita, ma anche un film sulle responsabilità e sulla consapevolezza di queste ultime.
L'attore/ regista presenta nella sezione Panorama il suo secondo film, sette anni dopo Pazzi in Alabama.
Si completa il dittico della guerra di Eastwood, con un film diverso da Flags of our fathers ma figlio della stessa passione e dello stesso corpus narrativo
Apnea, opera prima benedetta da Moretti, affronta, con un taglio particolare e deciso, la scomoda tematica dello sfruttamento del lavoro, di un certo, deviato, modo di fare impresa in Italia
Con il regista Bille August presentano il film Dennis Haysbert, Joseph Fiennes e Diane Kruger.
In 'Notte prima degli esami - Oggi' messa tra parentesi quella forte amicizia che aveva fatto inginocchiare per solidarietà tutti insieme i protagonisti nel primo film, c'è spazio solo per l'inconsistenza dei nostri giorni.
Pretendere un'opera strutturalmente complessa, che possa parlare di temi adulti come quelli trattati da questo film, da un 25enne è forse davvero un pò troppo.
Il film di Techiné, ambientato nel periodo in cui l'AIDS iniziò a mietere vittime, è a tratti un po' didascalico, ma emozionante e ben interpretato.
Il regista e i due interpreti hanno incontrato la stampa accreditata alla 57. Berlinale.
Protagonisti della quinta giornata del Festival i due film in competizione: 'When a Man Falls in the Forest' e 'Les Temoins', ma anche l'attesissimo 'Diario di uno scandalo', presentato fuori concorso.
Accolte da una vera e propria ovazione, le due attrici hanno raccontato alla stampa berlinese questo film fatto di passioni e ossessioni.
Una donna viene messa al mondo solo per vendicare la sua famiglia. Un melodramma sotto forma di film d'azione che ha saputo meravigliare ed ispirare anche Tarantino per Kill Bill.
Diario di uno scandalo si dimostra una rivelazione assolutamente inaspettata, un dramma sentito e equilibrato che racconta un noto fatto di cronaca con intensità e senza ipocrisia, tenendosi ben distante dalla retorica e dagli intenti pedagogici
Un cinema sospeso nel tempo che non deve rispondere a nessuna regola, ma semplicemente emozionare e stupire, scena dopo scena, per la sua straordinaria bellezza e sensibilità.
Quarto giorno di Festival, altri due film in concorso, tra cui quello di Saverio Costanzo. Ma l'evento più atteso è 'Lettere da Iwo Jima'.
Pur essendo tecnicamente superiore a 'Private', il secondo lavoro di Saverio Costanza limita a questo aspetto le note positive, ma amplifica quelle negative che già erano percepibili nel lavoro d'esordio.
Un'affollata conferenza stampa per il leggendario Clint, che ha portato fuori concorso a Berlino il suo ultimo film dedicato alla battaglia di Iwo Jima.
Saverio Costanzo e il cast del film hanno presentato il film al Festival di Berlino 2007.
L'estrema semplicità dello script, il suo essere terribilmente didascalico e prevedibile, non permette al film di decollare, ma lo condanna inevatibilmente al limbo della sufficienza.
Nonostante il contesto storico in cui si svolge il film di Ruzowitzky non siano privi di interesse, 'The Counterfeiters' non riesce a coinvolgere pienamente ed è sviluppato in modo da non lasciare nessuna traccia di sè nello spettatore.
La Delpy interviene in conferenza dopo lo screening Berlinese del suo divertente 'Two Days in Paris'.
'Two Days in Paris' è un film piacevole e divertente, ben interpretato e discretamente scritto e diretto, in cui si ride tanto e di gusto, soprattutto in una vivace prima parte, ma non esente da difetti, soprattutto dovuti all'inesperienza dell'autrice.
Molti dei difetti del film sono imputabili soprattutto alla regia di De Niro: partendo da questo interessante script ma con alle spalle un regista di maggiore esperienza si poteva e si doveva fare molto di più.
Terza giornata per la kermesse cinematografica tedesca: tra i film in concorso 'The Good Sheperd', 'The Counterfeiters' e 'Tuya's Marriage'. Nella sezone Panorama, anche il debutto alla regia di Julie Delpy e l'ultimo film di Eytan Fox.
Il leggendario interprete regala al Concorso della Berlinale il suo film che racconta uno spaccato della storia dei servizi segreti americani.
Il film di Cao Hamburger è un dramma raccontato con equilibrio e stemperato da tochi di ironia e dolcezza.
'I'm a Cyborg, but That's OK' è forse meno profondo ed articolato di quanto potessero essere i suoi lavori precedenti dal punto di vista della struttura e della trama, ma sicuramente visivamente complesso e ricchissimo.
A Roma la presentazione del 'newquel' del film sorpresa della scorsa stagione, con un cast in grande confermato ma anche alcune partenze e alcuni nuovi arrivi.
Regista e interprete intervengono in conferenza stampa per la prima berlinese del film tratto dal romanzo di Joseph Kanon.
Ben tre film in concorso, tra cui l'Intrigo a Berlino' di Soderbergh, e il terzo capitolo della saga dei samurai di Yamada e il nuovo film di Park Chan-Wook.
Un'iconografia che si rifà così apertamente al passato non è l'ideale per avvicinare le giovani generazioni, e non basterà a convincere i cinefili e gli spettatori più anziani che potranno sorridere le citazioni ai beneamati classici, ma difficilmente apprezzeranno il film in sé.
Tragica e appassionata, la vita di Edith Piaf approda sul grande schermo nella biopic diretta da Olivier Dahan e interpretata da Marion Cotillard.
Un meccanismo che, pur ricordando un certo cinema americano degli anni '70, non perde mai di vista la sua rotta originaria, evitando, quindi, di scivolare miseramente nella trappola della macchietta e del sorriso strappato ad ogni costo.
Rispetto ai suoi precedenti lavori questa volta Minghella, alla sua prima sceneggiatura originale, punta marcatamente il dito su un tempo del racconto e su una storia molto attuali.
E' la biografia di Edith Piaf il primo film in concorso dell'edizione 2007 del Festival di Berlino. Iniziano anche le rassegne Forum e Panorama, con 'Substitute', 'Ad Lib Night' e 'The Tracey Fragment'.
Per la presentazione berlinese de 'La Vie en Rose', fastoso biopic dedicato a Edith Piaf, intervengono in conferenza stampa il regista Oliver Dohan, il produttore Alan Goldman e una nutrita rappresentanza del cast.
Che bisogno c'era di costruire un background per un personaggio che proprio dall'assenza di motivazioni traeva uno dei suoi principali motivi di fascino? Ma, pur mettendo da parte questo aspetto, bisogna dire che questo prequel è cinematograficamente ben poca cosa.
Invece di darsi in un percorso lineare, Lynch procede per libera associazione di idee, immagini e suoni, riconducibili in parte alla logica primaria e ai processi di condensazione e spostamento tipici del sogno.
Sorprendente dal punto di vista tecnico, Arthur e il popolo dei Minimei dimostra che è possibile un cinema d'animazione europeo che si misuri anche a livelli.mondiale