Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Rivive al cinema, grazie al fotografo Anton Corbijn al suo esordio dietro la macchina da presa, il mito di Ian Curtis, leader dei Joy Division, in un film intenso e illuminante che ci racconta la tragica vicenda di un genio scomparso prematuramente.
Un ibrido enigmatico ed affascinante, un techno-thiller ricco di misticismo, un giallo d'azione oscuro ed ipnotico zeppo di scene spettacolari che non fa altro che consolidare l'identità autoriale di un regista che ha scelto di travalicare i confini classici del cinema francese
Una collezione di musiche spagnole per il nuovo blockbuster di Woody Allen
L'interiorizzazione del dolore e l'agire che ne scaturisce, in Riunione di famiglia, è molto più misurato, per certi versi consolatorio rispetto a quanto visto in Festen. Si perde un pò di quella dura freschezza che era infusa nel film che portò Vinterberg a tentare la fortuna all'estero.
La realizzazione di Albakiara nelle parole del regista, Stefano Salvati, e di alcuni tra gli interpreti del film che rende omaggio a Vasco Rossi
Dopo aver battuto ogni record di incassi nei cinema d'oltralpe, arriva in Italia Giù al nord, commedia sulla tolleranza che avrà presto un remake italiano.
Si è conclusa nella giornata di sabato la rassegna di pellicole e documentari inerenti la vasta tematica del mondo lavorativo, intesa in numerose accezioni.
Un film fatto di fatto di elementi semplici, quotidiani, di cui abbiamo però dimenticato il vero valore: i silenzi, gli sguardi, il camminare insieme, e anche dal punto di vista tecnico è rispettata questa essenzialità, grazie a movimenti di macchina garbati e una fotografia che restituisce con grande naturalezza i passaggi di luce che segnano lo sfumare delle ore del giorno.
Il regista esordiente ha incontrato insieme al suo cast la stampa romana per la presentazione della pellicola 'no budget' (mille euro per girare) già in cartellone a Venezia.
Si presenta così il personaggio di Albakiara con la kappa, versione aggiornata della teenager di un tempo, persa ormai in un mondo privo di valori, futile, effimero, popolato di figure grottesche nella loro ostentata ignoranza, votato quasi esclusivamente all'esigenza di apparire.
A cavallo tra la fiction e il finto documentario, JCVD è un curioso esercizio di stile all'interno del quale recita Jean-Claude Van Damme in quanto attore, ma anche in quanto personaggio, offrendoci una spietata quanto gustosa autocritica.
Dopo il successo di Ricky Bobby, sia il regista Adam McKay che la coppia Ferrell-Reilly si cimentano nella versione familiare di Scemo e più Scemo.
Aspettando il sole è un film corale, girato come se ne vedono pochi dalle nostre parti, che ci racconta in modo grottesco e ai limiti del surreale di tante piccole storie che si sfiorano nella provincia italiana dei primi anni '80.
Parla Marco Bertozzi, regista di Predappio in Luce, autore convintamente di sinistra ma accusato, impropriamente, a causa del titolo del suo documentario presente al Festival, di essere il campione di un presunto revisionismo culturale messo in atto dalla giunta di centrodestra.
Un film complesso e semplice allo stesso tempo. Complesso perchè affronta le mille sfaccettature della psicologia umana, semplice nel suo ritornare sempre e comunque al tema dell'incomunicabilità e della distanza.
Death Race è un b-movie con tutte le caratteristiche del caso: sangue, adrenalina, bolidi che sfrecciano, belle donne. Oltre a questo, però, offre alcuni spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo.
Questo accumularsi e sovrapporsi di temi e situazioni non è affatto segno di una scrittura poco attenta o magari confusa: al contrario, la forza e l'innovazione di WALL·E sta anche in questa continua eccentricità, nel bonario rifiuto di seguire uno ed un solo filo conduttore.
Il regista francese ci parla del film che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes 2008, senza tacere sulle polemiche riguardanti il mondo della scuola pubblica, che però non hanno avuto effetti tangibili sull'inaspettato successo di pubblico ottenuto in patria.
Poco cambia nella forma e nella sostanza rispetto al passato ma stavolta Salemme ha puntato molto furbescamente su un co-protagonista d'eccezione che risponde al nome di Sergio Rubini.
Sotto la sua superficie di film fieramente di genere, declinata con uno stile squisitamente fifties, The Mist è una spietata ricognizione dell'incapacità contemporanea degli individui di funzionare come società organizzata e democratica.
Disaster movie è sì caratterizzato da una comicità pressoché incomprensibile nel vecchio continente, ma è anche latore di qualche spunto che varrebbe la pena approfondire.
Ritornano i giovani performer protagonisti del fortunato franchise di Kenny Ortega con Zac Efron e Vanessa Anne Hudgens. Scopriamo la soundtrack del terzo episodio.
Le avventure del celebre avventuriero della Mancha dal punto di vista della cavalcatura del suo scudiero, il ciuchino Rucio.
"Il nostro film non vuole attaccare nessuno. E' un modo per prendere in giro benevolmente e per valorizzare quel che c'è oggi di rilevante nella cultura popolare", dichiara l'attrice.
Salemme ha presentato insieme al cast a Roma il suo nuovo film No Problem, l'ottavo nella triplice veste di regista, sceneggiatore e attore.
Le canzoni degli Abba per il musical basato sui più grandi successi del celebre quartetto svedese.
Un ibrido americaneggiante capace di 'frullare' insieme l'azione di una puntata di 24, la tensione de L'Esorcista e i risvolti intimisti e psicologici in stile Shyamalan.
Coco Chanel si assesta su livelli decisamente convincenti e restituisce l'energia vitale della protagonista, sempre indipendente dal giudizio altrui ed innovativa nelle proprie creazioni.
Regista, sceneggiatore e produttrice di Coco Chanel hanno presentato a Roma la fiction in onda domenica 5 e lunedì 6 su RaiUno con l'attrice che ne interpreta il ruolo da giovane.
La chiave interpretativa di Miracolo a Sant'Anna sta proprio nel flashback contenuto nel cuore del film e ambientato nella Louisiana degli anni '40, là dove il regista pone la sua firma indelebile denunciando polemicamente la realtà dell'epoca che vedeva i soldati neri trattati alla stregua di animali e cacciati sul retro dei locali mentre i prigionieri tedeschi venivano serviti con ogni riguardo.
L'avventurosa storia dell'Uomo Ragno made in Italy (ma solo per finta), che in breve tempo è diventato un cult su Youtube.
Storia di un agente anti-terrorismo israeliano che si reinventa coiffeur, il film di Dennis Dugan attinge a piene mani nell'ormai sterminato repertorio del politically incorrect.
Di uomini non se ne vedono ma, come logica vuole, se ne parla parecchio: è proprio da una tragica quanto fortuita scoperta riguardante un esponente del genere maschile che avranno origine le piccole e grandi vicende di un affiatato gruppetto di amiche.
Il regista afro-americano racconta la strage di Sant'Anna di Stazzema in un film controverso destinato a suscitare un infuocato dibattito. Con lui a Roma per la presentazione del film sono arrivati anche l'autore James McBride e il cast.
L'attrice premio Oscar a Roma per la presentazione della commedia musicale Mamma Mia! di cui è protagonista insieme a Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgård. Dal 3 ottobre in tutti i cinema.
Se la cava benone Violante Placido, qui al suo primo importante ruolo da protagonista assoluta in una fiction tv, riuscendo a coniugare con personalità le due facce della stessa donna.
La giovane attrice romana protagonista della miniserie in due puntate di Raiuno, in onda domenica 28 e lunedì 29 settembre in prima serata, interpreta una ragazza madre costretta a vivere sui marciapiedi ma che per la figlioletta decide di uscire dal giro senza voltarsi indietro.
Il distributore italiano punta molto sulla linea politica anti-bushiana della Lange e del suo ultimo film, ma a piace vederlo come una gradevole commedia, che alterna momenti riusciti a qualche caduta di stile.
L'umorismo si tramuta in qualche occasione in parodia, l'azione e il ritmo raggiungono picchi impensabili, torna qualche fantasiosa venatura horror e il calderone di effetti speciali e ambientazioni si fa ancor più variegato.
De Niro e Pacino godono nel recitare, godono nello 'sfidarsi', lo si percepisce ad ogni inquadratura. Hanno gioito nel condividere la scena e hanno fatto molta attenzione a non cedere l'uno il passo all'altro, neanche per un istante.
L'ambiguità è sicuramente tra le cause principali della parziale illeggibilità dell'opera di Emily Tang Xiaobai e, insieme al ritmo fiacco, l'elemento che ha fatto storcere il naso a molti a Venezia.
Una storia che poteva risultare scontata ed all'insegna del già visto, ma che, al contrario, si riscatta proprio grazie all'originalità dell'autrice almeno dal punto di vista figurativo e dello scavo nei personaggi.
Si rafforza il connubio fra il compositore Andrea Guerra ed il regista Ferzan Ozpetek.
Il regista de L'appartamento spagnolo torna nella capitale francese con un affresco corale, splendidamente interpretato ma vittima di troppi cliché.
Una storia in cui ognuno dei protagonisti deve per forza di cose crescere, abbandonare il proprio piccolo mondo, incentrato su sterili bisogni primari, e imparare ad assumersi le responsabilità che comporta l'essere membro di una società civile.
Il leggendario Miller approda a Roma per presentare alcune scene del suo nuovo film, in arrivo nelle sale di tutto il mondo a Natale.
Campione di incassi al box-office Usa, il divertentissimo Tropic Thunder sta per giungere finalmente nelle sale italiane. Il suo regista, ideatore, co-sceneggiatore, co-produttore e protagonista Ben Stiller è giunto nella Capitale per incontrare i giornalisti in occasione della presentazione ufficiale.
Un piccolo film indipendente a metà tra la commedia sentimentale e il dramma etnico di denuncia sociale, un racconto commovente e colorato, intriso di quel pungente sarcasmo capace di far più riflettere che sorridere.
Ci si aspetta di più da un'idea, che almeno sulla carta si dimostra accattivante, ma in assenza di una struttura narrativa convincente, e di altri elementi fondamentali, l'idea stessa si spegne prima dei titoli di coda.
Cosa proponeva lo sceneggiato televisivo di una volta? Essenzialmente grandi attori provenienti dal teatro, registi dotati di forte personalità, soggetti ispirati ai classici della letteratura italiana e mondiale, singole scene preparate con una attenzione agli aspetti interpretativi, stilistici e scenografici che oggi raramente si nota.