Ci si diverte, ma si resta anche con l'amaro in bocca per il buonismo profuso a piene mani in una sceneggiatura che, con la sua idea di partenza, avrebbe potuto dare adito a risultati narrativamente interessanti se solo si fosse osato un po' di più.
La Universal ha confezionato un DVD impeccabile per l'esilarante film con Robert De Niro, Dustin Hoffman e Barbra Streisand
Il mito di Star Wars è rimasto del tutto intatto dopo quasi tre decenni di distanza, nonostante l'incredibile e continuata sovraesposizione, nonostante i prequel certamente non riuscitissimi, nonostante i continui tentativi di parodia ed emulazione
Il ritorno dello Jedi è sempre stato percepito come il punto debole della vecchia trilogia, ma visto oggi acquista un senso nell'ottica dell'intera saga, chiudendo un cerchio ideale formato dai sei film nel loro complesso.
Edizione nel complesso sufficiente per il film presentato da Wim Wenders a Venezia 2004. La parte migliore è certamente l'audio, mentre il video desta qualche perlessità
E' molto più di un film, quello a cui Lucas dava vita nel lontano 1977, anche molto più di una saga che sarebbe entrata nella storia del cinema: le coordinate stesse dell'intrattenimento cinematografico venivano ridefinite, in un periodo in cui Hollywood si stava rinnovando profondamente.
E' una storia di inevitabile violenza, a metà strada tra il noir e il western crepuscolare quella che dividerà il pubblico nel giudizio sul nuovo film di David Cronenberg.
L'ex giovane ribelle del cinema americano torna a Cannes con la storia di un attempato seduttore che scopre di avere un figlio.
In concorso a Cannes anche il secondo episodio della trilogia dedicata agli Stati Uniti di LArs Von Trier, già vincitore della Palma d'Oro con Dancer in the Dark.
Questa ricchissima edizione del Festival di Cannes è anche scenario del ritorno di David Cronenberg, che presenta A History of Violence, un thriller tratto da un graphic novel.
Un film in grado di raccogliere i frutti di quanto precedentemente seminato e sfruttare al meglio ogni elemento, sia esso narrativo/introspettivo o puramente estetico/effettistico, senza scadere mai nel banale o già visto
Dieci minuti di applausi a Cannes per un film decisamente affascinante ma anche molto complesso, ricco di simbolismi di ardua decodifica e di scene sessualmente molto esplicite.
In contemporanea con l`uscita nelle sale italiane, è stato presentato alla stampa presente a Cannes il nuovo film di Gus Van Sant, ispirato a Kurt Cobain e al suo misterioso suicidio.
Sezione video sottotono per il frenetico film di Hugo Rodriguez, ma l'audio frizzante e i discreti extra fanno raggiungere al prodotto la complessiva sufficienza
David Ballerini ha presentato a Viareggio il suo film incentrato sulla figura del martire irlandese Bobby Sands.
A Viareggio viene presentato il film del pittore /regista Tofanelli; presenti lo stesso tofanelli, i due attori protagonisti e il direttore della fotografia.
Il film sgancia piccole bombe che colpiscono prima al cuore che allo stomaco, rendendo bene tutte le violenze subite dal personaggio principale senza però indugiare sulla voyerismo gratuito e facendo crescere man mano l'indignazione dello spettatore.
Una fotografia splendida per l'ennesimo coacervo di clichè, spesso tipici dei prodotti italiani, vertenti sull'incontro fra una donna bella e elegante e l'uomo scorbutico ma sotto sotto tanto affascinante.
L'episodio conclusivo della saga più famosa della storia del cinema approda sulla Croisette, accolto con assoluto entusiasmo; George Lucas, accompagnato dal cast, racconta la sua avventura in conferenza stampa.
Un film privo di ammiccamenti o mitizzazioni che esprime in mnaiera naturale la tragicità della violenza e della prevaricazione sistematica come sistema cardine di un modo di vivere.
Giornata calda in tutti i sensi quella di oggi al festival di Cannes. In mattinata tutti gli occhi puntati sull`evento più altisonante tra i fuori in concorso: l`ultimo episodio della saga Star Wars, il conclusivo La vendetta dei Sith
Film evento della stagione e del 58° Festival di Cannes, questo Star Wars Ep. III mostra diversi difetti di sceneggiatura e regia, ma, facendo leva su temi e personaggi cari agli appassionati, riesce ad appassionare e non deludere.
Se l'idea di sottrarre qualsiasi elemento di spettacolarizzazione allo stereotipo del rocker disagiato e maledetto sulla carta poteva rivelarsi vincente, nella sostanza ci troviamo di fronte ad un film che cade nella stereotipizzazione opposta e che non si capisce mai dove voglia andare a parare.
Il regista newyorkese - accompagnato da Johansson, Rhys-Meyers e Mortimer - ha incontrato i cronisti dopo la presentazione fuori concorso del suo ultimo lavoro.
Uno dei film più allegorici sull'America ai tempi della guerra vietnamita. Il capostipite di una saga destinata a riscuotere un successo planetario a livello cinematografico e a consacrare Romero nell'Olimpo dei maestri del brivido.
La più violenta e sanguinaria opera di George Romero a metà strada tra l'analisi critica e spietata della società dei consumi e la condanna feroce e secca della policy americana.
Robin Williams ancora una volta nei panni problematici del personaggio ombroso al limite della psicopatia in questa pellicola appartenente a pieno titolo alla fantascienza "seria", quella che da sempre riflette sulle grandi questioni dell'esistenza.
I primi maestri approdano sulla Croisette: la seconda giornata di festival è in nome di Woody Allen, Kim Ki-Duk e Gus Van Sant.
La famiglia Huston con questo film diventa una famiglia veramente vincente, e il cinema d'avventura diventa il depositario di un'opera che spalancherà orizzonti dorati a tutti gli Indiana Jones a venire...
Il percorso umano, quasi dantesco, di tre avventurieri cercatori d'oro e, per questo, costretti a lottare, omericamente, con le avversità della natura, con la spietatezza dei banditi e con loro stessi.
Il regista e gli attori principali hanno incontrato la stampa accreditata sulla Croisette.
Un film che non risparmia niente e nessuno, che non fa prigionieri, distruttivo al limite del nichilismo. E (per e nonostante questo) un film divertentissimo.
Undici milioni di euro per portare sul grande schermo la storia di Modigliani: è la sfida di una produzione allargata a sei paesi che finanzia l'ambizioso secondo lungometraggio che il regista scozzese ha presentato a Roma.
La totale mancanza di profondità è il difetto più grande di un film che è il trionfo di sempreverdi cliché.
Cinema fatto di sguardi, di dilatazione dell'unità di tempo e di momenti di forte intensità emotiva, alimentato da un'esigenza realistico-sociale un po' ostentata e tipicamente italiana, il film conferma pregi e difetti della produzione del regista.
Un'edizione che si salva solamente per i contenuti speciali, audio e video lasciano invece molto a desiderare
Edizione a doppio disco da applausi per il bellissimo film di Michel Gondry: video e audio ad altissimo livello, extra abbondanti e molto interessanti
Edizione "povera" per il film presentato da Ozon a Venezia 2004: il livello tecnico è appena sufficiente e gli extra sono assenti
Fin dal prologo il regista ci avverte che quello a cui stiamo per assistere è un film che non contempla la speranza: ce lo dicono le immagini di una donna che si nasconde terrorizzata dal suo stesso figlio, ce lo dice la musica, e ce lo dice il titolo.
McCarthy, attore al suo esordio dietro la macchina da presa, realizza un film di disarmante semplicità nella sua forma ma di non indifferente complessità riguardo i contenuti che veicola.
Edizione curatissima sotto tutti i punti di vista: una menzione speciale per gli extra, tantissimi e fantastici per tutti gli appassionati di questo fumetto della DarkHorse.
Vivace incontro con la stampa per la presentazione del nuovo film di Marco Tullio Giordana, in uscita il 12 maggio, tre giorni prima della sua presentazione in concorso a Cannes.
I tempi lunghi, la musica scarna, i fiumi di birra e alcool, strutturano un film sincopato, con un climax ascendente di tensione che segue le regole chabroliane.
Il regista David Carreras si inserisce con questo "Hypnos" nel solco della nuova, fortunata stagione del thriller/horror spagnolo: il risultato, purtroppo, è la riproposizione di quelli che già sono diventati cliché, unita a uno script debole e a una regia scolastica e senza personalità.
A visione terminata, resta da chiedersi che senso avesse produrre questo seguito, interrogarsi inutilmente sul perchè si continuino a produrre opere di così basso livello e tale piattezza.
Scott è un accentratore nel suo approccio alla regia: un autore che ha una chiara, limpida visione dell'opera che sta realizzando, che ha la capacità tecnica di intervenire e controllare molti aspetti del prodotto creativo e cerca quindi di dare la sua impronta di autore estensivamente a tutta l'opera.
Non è tanto l'alternanza, a volte poco bilanciata, di elementi drammatici ed ironici a dare un senso di incompiutezza al lavoro, ma le diverse cadute di stile e l'insicurezza nel mettere in scena alcune situazioni che avrebbe richiesto una mano più ferma ed esperta.
Nell'ambito della presentazione viareggina della commedia firmata dal duo Miniero/Genovese, il cast si è concesso in conferenza stampa alla platea dei cronisti.
Il regista coreano è stato a Roma per la presentazione alla stampa della sua acclamata pellicola, e ha risposto alle donade dei cronisti.
Oscillando tra il dramma familiare e il giallo psicologico, il film non riesce a trovare una propria identità e finisce col risultare una parodia del cinema thriller di quarta serie.