Un loop spiazzante, voluto e cercato per fornire sostanza a un racconto d'amore che si dipana vorticosamente su molteplici di piani, fino ad un incredibile finale.
La sensazione principale che segue alla visione di 'The Black Dahlia' è quella di una successione di pezzi di bravura, un'unione di strepitosi talenti, che sembrano però amalgamarsi con difficoltà.
A Venezia il regista e gran parte del cast dell'attesissimo noir tratto dal romanzo di James Ellroy.
L'uomo di città che desidera tornare alla natura e 'giocare' al buon selvaggio si scontra invece con una natura impervia e implacabile (dalla quale è quasi impossibile fuggire quando lo desideri) e con la brutalità insita dell'uomo.
Le incredibili dichiarazioni di Muller riaprono la polemica, spargendo benzina su un fuoco che danneggia entrambi, in primo luogo gli stessi organizzatori del Lido
Il regista Francesco Amato e due protagonisti raccontano il film, primo lungometraggio uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia
Il cinema italiano comincia questa nuova stagione da dove si era interrotto, dalla scuola finita e dalle estati dei primi baci, ma si mettono finalmente da parte i "favolosi anni '80" per tornare ai giorni nostri.
Un insieme di lacrimevoli microstorie da romanzetti rosa, racconti posticci di speranza, disillusione e piccoli e grandi soprusi, tutti spacciati per prodotti di una guerra che si è lasciata dietro una lunga scia di miseria e sogni infranti.
Un DVD dall'ottimo video che ha il pregio, per essere un film di Woody Allen, di essere meno spartano del solito.
Ottimo lavoro da parte della DNC, tutti gli appassionati della fortunata serie ideata da Rod Serling apprezzeranno sicuramente il trattamento riservato a questa prima stagione.
Il film del canadese Jean-Marc Vallée non è solo un altro film sull'omosessualità: il regista non "bara", non cerca un coinvolgimento facile, ma al contrario mette in scena un autentico romanzo di formazione, sottolineando i conflitti (interni ed esterni), le paure e i disincanti di un adolescente degli anni '70.
Sceneggiato dal giovane talento Jason Smilovic, il film si snoda per 110' minuti fra flash back ed eventi in tempo reale con snellezza sorprendente.
Quello che fa la differenza in 'Cars' è la capacità di dare un'anima ai protagonisti, di rendere vive e credibili le auto umanizzate, donar loro delle personalità sviluppate e definite.
E' un uccello! E' un aereo! No, è il film che resuscita l'Uomo d'Acciaio dopo decenni di silenzio. La pellicola gira più veloce di un proiettile ma senza scavalcare con il proverbiale balzo gli altri comic-movies in circolazione...
Nessuna grande innovazione se non il merito di raccontare uno spicchio di verità con le parole semplici della strada.
I Mutanti dell'universo Marvel approdano sul grande schermo grazie a Bryan Singer. Che ne tratteggia a caldo i superpoteri e le X-umane debolezze, in un moderno affresco a tinte apocalittiche.
Uno pseudo-horror fatto male stilisticamente e pasticciato narrativamente. E come se non bastasse affetto da una congenita mediocrità recitativa...
Un dramma sobrio e asciutto, mai urlato, ma piuttosto suggerito sottovoce dall'uso della macchina a mano che va a indagare il volto intenso dello straordinario Ryan Gosling
Si è chiusa la 59° edizione del Festival di Locarno, con un esito abbastanza prevedibile per quanto riguarda le scelte della giuria.
Il grande regista russo parla dei suoi ultimi lavori in occasione del premio alla carriera insignitogli dal festival svizzero.
'Little Miss Sunshine' è una vera rivelazione, una commedia esilarante che dipinge con abile cinismo e una giusta dose di follia la middle class americana
Incontro con l'eccentrico regista finlandese a cui il Festival di Locarno ha dedicato una nutrita restrospettiva
Un poliziotto dai modi spicci e un imbranato rappresentante di commercio si trovano loro malgrado costretti a collaborare in una pericolosa indagine. Film senza guizzi né pretese che fallisce sia sul versante comico che su quello dell'azione.
Operazione rischiosa quella di Maurizio Sciarra che, per il suo ultimo lavoro, sceglie di rivolgersi alla grande letteratura e di adattare il drammatico racconto di Lev Tolstoj Sonata a Kreutzer
La regista Hilary Brougheralla sua opera seconda, affronta un tema tutto femminile, quello della maternità e dell'aborto, con apprezzabile lucidità.
Maurizio Sciarra torna a Locarno per presentare il suo ultimo lavoro, Quale amore, girato in Svizzera e liberamente tratto da La sonata a Kreutzer di Tolstoj.
Il film di Roberta Torre è un viaggio allucinatorio in un universo estetizzante che si materializza sul grande schermo ricordando, a tratti, le atmosfere morbose dell'ultimo Kubrick o di alcuni noir asiatici.
Horror decisamente sbrigativo dalla trama esilissima, dopo un energico inizio, Il collezionista di occhi prosegue come un treno nell'esibizione della lunga galleria di violenze efferate e sanguinosi omicidi.
Nickname: enigmista è un college/horror dignitoso, che ha però il difetto di mostrare cose già viste un centinaio di volte, e di non farlo in una forma migliore di tanti altri.
Abbiamo voluto approfittare delle settimane più torride dell'anno per scegliere i nostri dieci film dell'anno e chiedere ai nostri lettori più irriducibili di giocare con noi, dando il loro giudizio sull'annata cinematografica appena chiusasi.
La stagione si chiude e noi vi presentiamo, com'è ormai consuetudine ogni anno, i dieci film più amati dalla redazione di Movieplayer.it.
L'idea di un secondo capitolo della saga lascia perplessi, e incappa nel rischio di disperdere un cult nel situazionismo e nelle facili gag degli anni '90
Adam Sandler ha colpito ancora. Qui in veste di produttore, continua a diffondere commedie di dubbio gusto che ben poche risate strappano al pubblico rassegnato.
Le nostre riflessioni sui dieci film più fortunati al botteghino nella stagione appena trascorsa.
Il montaggio circolare, sapientemente sincopato, alleggerisce due ore di pellicola snocciolate fra operazioni rocambolesche e colpi di fucile.
L'innegabile bellezza delle immagini domina su tutti gli altri elementi fagocitando l'attenzione dello spettatore ma, alla lunga, l'estetica da videoclip del montaggio nelle visioni, i colori desaturati e i debordanti flashback fiaccano la tensione.
Con 'Time', cambiando registro e riplasmandosi nella forma, il cinema di Kim Ki-duk ha mantenuto quella radicalità di contenuti che lo rende oggi così necessario.
La terza stagione di Smallville è sicuramente la più curata: il reparto che è migliorato di più è senza dubbio quello degli extra, mentre video e audio si mantengono su buoni livelli.
Edizione a disco singolo dove spicca un ottimo video. Buono anche l'audio, sottotono solamente la parte dedicata agli extra.
Visivamente maestoso, tecnicamente ineccepibile, 'Ghost in the Shell 2 - L'attacco dei cyborg' è ricco anche dal punto di vista dei contenuti, così come ci si aspetterebbe da un'opera ispirata al lavoro di Shirow, che della complessità, oltre che dell'abilità grafica, ha fatto il suo marchio di fabbrica
Dopo mesi di anticipazioni, conferme e desolanti smentite è stata finalmente svelata la composizione della selezione ufficiale della 63. Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia
'Stick it' non brilla certo per analisi psicologica o per profondità nell'affrontare i temi che ne sono alla base, ma in definitiva non è totalmente da buttare per come li integra con leggerezza in una trama non originale ma godibile.
Il cinema di Mann è una struttura impressionante di segni, e Miami Vice, che non è un remake della serie omonima, un viaggio a meta perduta nei territori di un umanesimo in cui un mezzo sorriso vale quanto cento battute.
Non sorretti da una sceneggiatura davvero esile, con "The Eye 3" i fratelli Pang non riescono a perseguire fino in fondo i loro intenti, creando un ibrido di horror e commedia che finisce per deludere su entrambi i versanti.
Purtroppo un lavoro non esaltante fa di questo dvd così atteso soltanto un'occasione sprecata
Edizione molto buona in ogni settore per una pellicola che continuerà per molto a far parlare di sè.
Annapolis, più che un film drammatico, è uno statico action-movie di formazione, che, a dispetto di una trama solida e lineare, ha la pretesa voler spiegazioni esaurienti per ogni singola piegolina del tessuto narrativo
'5 bambini & lui' riesce a donare quel senso di stupore e magia tipico delle favole, e quindi possiamo considerare il risultato complessivo sufficiente, e soprattutto divertente per il pubblico giovane.
I ragazzi sono carini e accattivanti, e la sceneggiatura non manca di humour, citazioni e eco alleniane. Ma questo non basta a salvarci dalla noia.
Un horror-soft che non esprime tutte le potenzialità che si intravedono in embrione, affidandosi a una brava attrice e agli stereotipi del genere