Amanda Sandrelli

Attrice
Biografia

Cenni biografici di Amanda Sandrelli


Figlia d'arte d'eccezione - suo padre è il cantante Gino Paoli, sua madre l'attrice Stefania Sandrelli - Amanda ha esordito nel 1985 insieme alla coppia comica Roberto Benigni e Massimo Troisi nel cult Non ci resta che piangere, dove si distingue subito per l'interpretazione della timida - è un po' svampita - madamigella medioevale che fa innamorare il povero Troisi. Due anni dopo è accanto alla madre nel dramma L'attenzione di Giovanni Soldati. Segue poi l'incontro con Giuseppe Bertolucci, che la vuole in Strana la vita e Amori in corso. Dopo il bizzarro esperimento fantasy di Bruno Bozzetto, Sotto il ristorante cinese, è la volta del poliziesco I giorni del commissario Ambrosio, accanto a Ugo Tognazzi.

Dopo essersi sposata con l'attore peruviano Blas Roca Rey, da cui ha avuto due figli, Rocco e Francisco, Amanda si è in seguito dedicata soprattutto ad alcuni film per la televisione - tra cui Una lepre con la faccia da bambina, Piccole donne oggi, la miniserie Il ricatto 2, e Il sassofono - e al teatro, facendosi apprezzare in numerose pièce come "Cinque" di Duccio Camerini, "Gianni, Ginetta e gli altri" della celebre Lina Wertmüller, "Il pellicano" e "Bruciati", dove ha spesso recitato insieme al marito.

Negli anni Novanta l'attrice non ha disegnato anche delle incursioni nel grande schermo, prendendo parte a film solitamente curiosi, come il surreale Stefano Quantestorie (1993) di Maurizio Nichetti, la commedia degli equivoci Bruno aspetta in macchina (1996), e l'ambizioso tentativo fantascientifico di Gabriele Salvatores, Nirvana (1997), dove recita al fianco di Diego Abatantuono.
Insieme al papà Gino Paoli, inoltre, si è esibita nella versione italiana della canzone del cartone Disney "La bella e la bestia"; mentre accanto alla madre ha recitato nella recente fiction, dal titolo eloquente, Io e mamma (dove compare anche il marito Blas Roca-Rey)

Membro di Amnesty International assieme al marito, nel 2004 Amanda ha diretto anche un cortometraggio, Un amore possibile, candidato ai David di Donatello, nel quale rievoca la sua personale storia d'adozione di un bambino del Malawi, Mobwuto.

Più di recente l'attrice ha lavorato soprattutto per produzioni televisive di successo, come le serie Positano e Il giudice Mastrangelo e le fiction Le madri, Perlasca: un eroe italiano e Mafalda di Savoia, dove ha ritrovato Stefania Rocca. È tornata al cinema, invece, con un ruolo in Ricordati di me (2003), di Gabriele Muccino, e nell'esordio alla regia della madre Stefania, Christine Cristina (2009), storia della poetessa Cristina da Pizzano, presentato al Festival di Roma.