Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
I tre comici, consci del rischio, portano al cinema il loro spettacolo teatrale per venire incontro alle molte rischieste di tournée e per dedicarsi di più ai film.
Aldo, Giovanni e Giacomo per l'annuale corsa agli incassi natalizi optano per la cinematografizzazione del loro ultimo spettacolo teatrale. Grande successo a teatro ma poco divertimento al cinema.
C'è stato del nuovo a Torino 2006? Se per nuovo si intende il cinema prodotto, diretto e distribuito nel contemporaneo, ovvio che ce ne sia stato. Ma se il termine vale come categoria per interpretare il cinema di oggi, emergono inquietanti questioni.
Il regista del cult Hedwig ha presentato nella Capitale il suo nuovo lavoro, coraggiosamente distribuito dalla BIM.
Come già successo lo scorso anno, la seconda stagione di 'Masters of Horror' approda al Torino Film Festival, presentata dal suo creatore Mick Garris.
Con alcuni problemi di scrittura e di regia, 'Super Nacho' non è un film del tutto riuscito, nonostante il carisma e la presenza scenica del suo protagonista, Jack Black.
La visionarietà che qui si vuole rappresentare è mal raggiunta: troppi stili differenti che confondono e non creano unità nello stile del film che, in tal modo, si trasforma in un gran pasticcio.
Una commedia che non rende onore né alla carriera del regista Ivan Reitman, né a quella dello sceneggiatore dei Simpson Don Payne, né tantomeno a quella della musa di Tarantino.
Il regista ha presentato a Roma il film premiato con l'Orso d'argento per l'interpretazione femminile a Berlino 2006.
Presentata a Roma la commedia surreale firmata a quattro mani dai registi Marco Costa e Tonino Zangardi e interpretata da Anna Maria Barbera, cirdondata da un ricco cast.
Il massimo dell'artificio per ottenere uno dei film più realistici di sempre sul futuro e sulla guerra, alla faccia di chi sostiene che le tecnologie estraneino dalla pura visione cinematografica.
Mentre 'Salvate il soldato Ryan' è tutto proiettato verso un'ignota striscia di terreno che pullula di divise nemiche, 'Flags of Our Fathers' si propone di riflettere su quel che succede alle spalle della guerra combattuta con le armi.
Grazie alla scelta degli attori giusti, la commedia scorre leggera su temi difficili senza mai diventare noiosa; un po' buonista forse, ma mai patetica.
Spaventi prevedibili e preconfezionati, topoi del genere ormai stantii e incapaci di suscitare il minimo interesse uniti ad un'iconografia e un'estetica della paura riproposte in modo stanco e asettico.
Una favola moderna e fortemente attuale, capace d'incantare per la bellezza e la purezza delle immagini, e al tempo stesso in grado di suscitare profonde e quanto mai attuali riflessioni.
Il film di Eastwood è una destrutturazione radicale di quella che è considerata tutt'ora un'icona - la foto di Rosenthal - e di un Sistema che l'ha fatta propria e modellata a piacimento per i propri interessi.
Una colorata commedia che nulla aggiunge al filone in cui si inscrive, ma che può contare su un cast di tutto rispetto: l'ennesimo film fatto di tormentoni e scene sceme ad hoc.
Certamente al cospetto di un film dove si tratta della storia della sfortunata regina di Francia non ci si aspetterebbe di trovare un'antologia del periodo new wave/ post punk con inserti di musica contemporanea ed un pizzico di barocco.
Il regista del fortunato Le conseguenze dell'amore torna al cinema con il nuovo lavoro, presentato in questi giorni alla stampa romana.
Girato a basso budget e con uno stile da documentario-verità con camera a spalla, Borat unisce l'irresistibile comicità della slapstick comedy alla travolgente satira politica senza censura.
L'aspetto più evidente e sensazionale di 'Ultimatum alla Terra' è quanto il messaggio del film sia ancora oggi attuale ed efficace, anche ad oltre cinquanta anni di distanza.
Alatriste, tenuto insieme da una struttura narrativa estremamente labile, manca di coesione e di ritmo, e si trascina per quasi due ore e mezza di straziante abulia cinematografica
'Ricky Bobby' ha un approccio parodistico al genere delle corse d'auto e cerca di creare con scarso successo una buona amalgama tra situazioni comiche e sequenze di corsa.
Un film altamente sconsigliabile se non a spettatori estremamente raffinati e molto pazienti che vogliano provare a rintracciare qualche sprazzo di buon cinema in mezzo a un magma melenso e pretenzioso.
Cappelli, ennesimo regista esordiente allo sbaraglio in questo zoppicante inizio di stagione cinematografica, tenta un'analisi scherzosa, ma troppo frettolosa, delle contraddizioni della nostra società.
Film che ha disturbato la classe politica italiana in tempi di lotte operaie, colpisce ancora oggi per la lucidità con la quale descrive l'alienazione del lavoro in fabbrica e le miserie umane che da esso derivano e lo abitano.
Un thriller fantastico noioso e soporifero, con un plot esile e una regia senza spunti, che non prova neanche ad approfondire i temi (l'eutanasia, l'accanimento terapeutico, i limiti morali della scienza) dai quali prende le mosse.
Col suo continuo ricordarci che un bambino dovrebbe avere sempre il diritto di andare a scuola, Salvatore sembra più uno spot-fiume del Ministero dell'Istruzione che una favola educativa con morale importante.
Un'analisi delle analogie tre i personaggi centrali di due recentissime pellicole: N (Io e Napoleone di Verzì e Playing the Victim, vincitore del Marco Aurelio a Roma.
La conferenza romana di presentazione de Il giorno più bello, esordio alla regia di Massimo Cappelli con la coppia Placido-Troiano.
'A casa nostra' è uno dei peggiori film visti alla prima Festa del Cinema di Roma. Inconcludente e sgrammaticato, oltre piagato da una sceneggiatura improponibile.
Meno devoto al cyber-punk di quanto non lo fosse agli inizi della carriera, Tsukamoto conserva comunque dei retaggi di quella matrice che fa di lui uno dei più interessanti registi contemporanei.
Freundlich si ispira dichiaratamente al maestro Woody Allen, ma si dimostra un pessimo allievo, dotando il suo script di un rapporto personaggi-città che non trova mai un incastro perfetto.
Il film di Christian Volckman ripropone stereotipi e motivi tra sci-fi e noir con un'estetica notevole seppur derivativa.
Pura sperimentazione grafica per un film d'animazione in 3 dimensioni che sembra bidimensionale in molti momenti a causa dell'uso particolare in bianco e nero, ma che tuttavia incorpora movimenti di macchina simili a quelli dei film tradizionali.
Per la presentazione romana del film, il regista e l'interprete Enrico Lo Verso incontrano la stampa.
Questo Playing the Victim rappresenta un curioso esempio di cinema russo che vuole staccarsi dai tipici stereotipi di quella cinematografia: un'operazione viziata, però, da un'impostazione visiva spesso forzatamente 'sperimentale'.
Una prima edizione della kermesse romana che si chiude con esiti anche superiori alle attese, nonostante qualche polemica e qualche intoppo organizzativo.
Trapero ci parla dell'impossibilità di accettare il lutto ed affrontare le colpe e i fantasmi del passato, e lo fa con un film freddo, quasi statico, ma estremamente comunicativo.
Una storia dura, narrata con sorprendente naturalezza, grazie allo straordinario Tommo, ma anche grazie al resto del cast e al piglio registico di Meadows, immediato, viscerale, sincero.
Parole e luoghi vengonodalla memoria di Primo Levi, ma le immagini sono quelle della realtà dell'Europa dell'Est di oggi, con le rovine e la polvere lasciata dal crollo dei regimi comunisti, e di quella occidentale, ugualmente vuota e disillusa.
Vivace e divertente, 'La gang del bosco' non è solo una frammentaria sequenza di situazioni comiche, ma ha anche una struttura narrativa solida, seppur semplice, che lo rende un ottimo prodotto d'intrattenimento.
Il film scorre veloce e piacevole su due binari, quello degli adulti e quello dei ragazzi; due mondi che, pur presi dai loro problemi, guardano uno verso l'altro, con nostalgia e ammirazione.
Seconda volta alla Festa di Roma per Monica Bellucci che presenta un dramma che la vede protagonista, ma con ruolo e look inediti.
Peccato che la bravura della Rappoport non basti fare eccellere anche la pellicola, che naufraga proprio in quello che dovrebbe essere il suo punto di forza: l'atmosfera e la struttura narrativa da thriller.
A Scanner Darkly ripropone il lavoro di Philip K. Dick in maniera più che fedele, ancorandosi ad esso senza cercare di suggerire qualcosa di più.
Richard Gere incontra la stampa alla Festa del Cinema di Roma per presentare 'L'imbroglio'.
Vite perse, ritrovate e rimesse in gioco per raccontare che la vita è un fiume in piena che travolge e stravolge chi tenta di opporvisi.
Giuseppe Tornatore ed il cast de 'La sconosciuta' incontrano la stampa alla Festa del Cinema di Roma
Nonostante la lodevole cura con cui tratteggia i suoi personaggi, Le voyage en Arménie annega, sin dal principio, in un didascalismo piuttosto marcato, al limite della pedagogia antropoligicamente corretta.