Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Guggenheim racconta l'impegno dell'ex vicepresidente USA nell'ambito della ricerca sulla situazione drammatica del clima del nostro pianeta.
Comunichiamo tramite Internet per sentirci soli insieme agli altri. Il continuo overload di (in)utili informazioni ci costringerà un giorno non lontano a sigillare le nostre stanze con nastro adesivo rosso. E per sempre la morte sarà (una nuova) eterna solitudine...
Un ritratto dell'ex sex symbol della serie Arma letale, trasformatosi negli ultimi dieci anni in regista blasonato e di richiamo ma al centro di continue polemiche.
Martin Campbell sembra aver pensato formalmente a Casino Royale più come ad un contemporaneo action-spionistico che come ad un film dell'agente segreto britannico.
Von Trier ragiona sui rapporti umani, creando un microcosmo lavorativo simile ad una grande famiglia, in cui però, dietro un'apparente solidarietà, si celano egoismo ed arrivismo.
Apocalypto è un film d'avventura di buona fattura nobilitato da un'ottima regia che si inserisce nella scia sangue, sudore, muscoli e fango inaugurata da 'Braveheart'.
Uno dei più dolci e imperdibili saggi sull'infanzia e sull'umanità, un film in grado di minare ogni minima certezza del proprio costrutto per sostituirvi il proprio punto di vista. Un film vivo. Puro. Sincero.
Il regista è intervenuto in conferenza stampa per il lancio del film già accolto da critiche estremamente positive alla Festa di Roma.
Offerta varia nei generi, ma se si analizza la mole di film che ci attendono nel prossimo futuro non si può fare a meno di notare una propensione per l'impegno e la denuncia.
Quello di Dreyer è un mesto, austero canto rivolto all'uomo, alle sue concrete aspirazioni di felicità e alle sue verità scavate nella carne, quella medesima carne sacrificata nel fuoco del rogo per compiacere i sovrumani precetti d'una divinità sorda.
Per infrangere i tabù della solitudine Kaurismäki deve assorbire ogni elemento romantico e rendere la vicenda asettica e quasi impersonale.
Un tipico esempio di 'cinema adolescenziale' dove il racconto di avventure di ragazzi è un mezzo per criticare gli adulti.
Un film totalmente sbagliato, questo Eragon, che copre le mancanze di regia e sceneggiatura adagiandosi sullo sfarzo dei mezzi, e su un suppposto quanto forzato senso di epicità.
Una guida per avvicinarsi al mondo dell'attesissimo fantasy tratto dal bestseller di Christopher Paolini.
Nella tagline è racchiuso tutto il senso di un film che riesce ad assommare alla perfezione la natura del cinema come mezzo d'intrattenimento da un lato e come veicolo di riflessioni dall'altra.
I produttori, il regista e il numeroso cast del più atteso tra i cinepanettoni 2006 hanno incontrato la stampa romana.
Se, da un lato, Pambianco sembra davvero saperci fare con la cinepresa (digitale), il problema sorge una di fronte ad una sceneggiatura risibile, di un'approssimazione davvero singolare.
I campioni dell'animazione inglese e il principale concorrent americano alla Disney si uniscono per dare vita ad un interessante esperimento di animazione
Come consuetudine, arriva nelle sale il contingente di pellicole confezionata per cavalvare l'impennata degli incassi natalizi. In pole position i 'cinepanettoni'.
Kurosawa dirige il suo primo film a colori tentando di dare nuovo significato alla parola umanità attraverso la descrizione di un universo semplice e disperato.
Meno stilisticamente pulito di Trono di sangue e più vicino alla ruvida sincerità di I sette samurai, La sfida del samurai è diretto senza il minimo protagonismo per il regista e con una costante ricerca dell'invisibilità che è esemplare.
La regista ha partecipato ad una conferenza stampa a Roma per la presentazione del suo film, già passato alla Festa di Roma.
'Commediasexi' è un prodotto gradevole se non proprio esilarante, senz'altro superiore alla media delle commedie sguaiate accanto a cui si colloca.
Regista e cast del film natalizio targato Medusa a Roma per la presentazione della pellicola. Non mancano frecciatine ai concorrenti.
Denzel Washington incarna di nuovo l'eroe senza macchia e la sua solidità interpretativa avvince tanto dal voler fortemente che siano possibili tali metodi investigativi, ma soprattutto, accendere la voglia di credere ancora in un'alternativa.
Meglio dire addio a forti sentimenti senza sperare in sconvolgimenti emotivi ed abbandonarsi ad una patinata commediola buonista, in cui il cattivo torna buono e rinuncia a cifre milionarie in cambio di una solare squattrinata francesina.
Come spesso succede nei film dei fratelli Vanzina molteplici ed espliciti sono i riferimenti alla commedia italiana ed ai grandi duetti comici della storia del nostro cinema.
Il regista con un nutrito contingente di attori ha incontrato la stampa per la fastosa presentazione romana del film in uscita il 15 dicembre.
Pur non facendo gridare al capolavoro, questo prequel resta comunque un prodotto che merita un'occhiata da parte dell'appassionato, sospeso com'è tra consapevole omaggio e tentativo, non sempre riuscito, di svecchiamento dei temi del modello originale.
Steven Zaillian ha messo al centro del suo discorso cinematografico i personaggi e le loro molteplici sfaccettature focalizzando la sua attenzione sul loro lato umano e psicologico.
Jill Culton e Michelle Mardocca hanno incontrato la stampa romana per il lancio del lungometraggio animato della Sony.
Gerard Pires tenta di realizzare un Top Gun francese, ma va anche oltre il suo modello per banalità e valori maschilisti da quattro soldi.
I film di Adam Sandler sono spesso caratterizzati da piacevoli scelte nel reparto soundtrack; questo non fa eccezione.
L'opera terza di Emmanuel Mouret è, per sua stessa ammissione, una "fantasia amorosa", in cui il tema del triangolo donna-uomo-donna viene affrontato nel modo lieve e fresco della classica commedia 'per una sera in tranquillità' e poco più.
Le rose del deserto mostra un regista poco lucido nelle modulazioni drammaturgiche, indeciso su quando prendere una strada piuttosto che un'altra e deciso di conseguenza a aggrapparsi al suo sentire e vedere a tutti i costi.
Il regista è passato nella Capitale per presentare la nuova commedia che arriva nelle nostre sale ancore prima del debutto in patria.
Il racconto procede in maniera lineare senza banalità e riesce a catturare l'attenzione dello spettatore anche grazie ad un equilibrato alternarsi tra fasi comiche e momenti più introspettivi.
Incontriamo il regista di Cambio d'indirizzo, in uscita il 6 dicembre nelle sale italiane.
Una pellicola tecnicamente impeccabile, questo Happy Feet, che però fatica, a differenza di altri film simili, ad essere goduto appieno anche dalle fasce di età più alte.
Alla conferenza stampa romana si parla del film Dreamworks/Aardman e del futuro dell'animazione.
Un film su cui aleggia una piattezza da TV movie della vigilia di Natale, una convenzionalità di forma e contenuto che annoia e irrita, lasciando il vuoto laddove ci si proponeva, teoricamente, di riempire di contenuto una vicenda universalmente nota.
Vi raccontiamo la prima edizione del Festival che si svolge, da quest'anno, a Castel di Sangro.
Il maestro francese Alain Resnais ci regala un divertissement piccolo e colorato, dalla consistenza lieve e delicata della neve che cade.
Manifesto della controcultura giovanile di fine anni sessanta e inizio anni settanta, Cinque pezzi facili rivisita con rigore e partecipazione la parabola del 'Figliol prodigo'.
Tra cielo e terra Robert Altman racchiude la città e ce la consegna, senza orpelli e senza concessioni alle convenzioni del narrare artefatto, ma con l'efficacia unica della naturalezza del suo cinema.
Si è lasciati poi liberi di vagare nello Shortbus, di lasciarsi penetrare lentamente, tra una risata e un colpo ben assestato nello stomaco, prima di un finale che spalanca la bocca e ci soffia dentro tutta la bellezza che resta del mondo
Una 'puntatona' di Ai confini della realtà con venature horror, il tutto impreziosito dalla cinetica regia di un William Friedkin in grande spolvero.
Poco più di un'ora per comporre un puzzle densissimo, ricco di tantissime foto sul set e di un'intervista fiume al regista che si trasforma progressivamente in un violentissimo attacco alla società capitalista e ai suoi strumenti di dominio culturale.
Il novantenne regista torna a presentare una nuova pellicola: 'Le rose del deserto' è il racconto ironico dell'occupazione della Libia durante il secondo conflitto mondiale.
Il punto di vista di Ofelia, simbolo dell'infanzia violata e del futuro negato, è centrale in una narrazione equilibrata e sempre in bilico tra la feroce realtà del fascismo e l'immaginario (?) mondo del labirinto.