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Il norvegese Bent Hamer continua ad offrirci i suoi ritratti agrodolci di viva solitudine, le sue storie minimali di uomini e donne che il gioco degli affetti ha ridotto spesso ad outsider, ma nondimeno vivi, mai arresi, mai pacificati.
Una storia dolce e amara come sa essere la vita, che racconta come si cambia per amore di qualcuno, ma anche un film triste, intenso e a tratti incredibilmente divertente, di chiara impronta teatrale, recitato in maniera impeccabile e commovente da tutti gli attori, bravissimi nel trascinare chi guarda in un turbinio di emozioni forti che sfiorano il cuore lasciando addosso una velata malinconia.
Napoli 24 è un piccolo miracolo, un gioiello in cui le pietre preziose spuntano dove meno te l'aspetti; un'opera che riesce ad emozionare per la verità che trasmette; e non parliamo di quel tanto sbandierato realismo che viene invocato dai più quando ci si trova a dover raccontare un materiale così sfaccettato e complesso, ma di quella poesia che traspare dall'umanità.
E' una vera sorpresa il documentario di Giovanni Piperno, non tanto per lo stile, quanto per la portata del messaggio che tra mille imbarazzi si trova ad incarnare; il fascino degli Agnelli è stato sì lo splendente biglietto da visita dell'Italia che piace, ma ha lasciato dietro di sé morti e feriti.
Al Torino Film Festival è il giorno dell'esordio dietro la camera da presa dell'attore di Magnolia Philip Seymour-Hoffman con Jack Goes Boating, il racconto di amori che iniziano e finiscono sullo sfondo di una romantica New York.
Capolavoro o esperimento non riuscito alla perfezione? La verità, forse, sta nel mezzo, perché The Hunter, opera del regista iraniano Rafi Pitts presentata fuori concorso al 28.mo Torino Film Festival, parte come un potente affresco dell'attuale società iraniana, un mondo in cui le contraddizioni sono all'ordine del giorno, così come i conflitti politici, per poi affondare nelle sabbie mobili di un confusionario racconto della mediocrità umana.
Faccia a faccia con Giovanni Piperno autore del documentario Il pezzo mancante, un'opera che tenta di mettere a fuoco i misteri e i drammi della famiglia più amata e odiata d'Italia, attraverso le vicende dimenticate (o volutamente annullate) delle eccezioni di casa Agnelli, Giorgio, il fratello dell'Avvocato ed Edoardo, secondogenito di Gianni, entrambi morti suicidi.
Nonostante l'infinita venerazione per Carpenter e per tutto ciò che il suo cinema ha rappresentato per gli appassionati del fanta-horror, The Ward non brilla per originalità, ma fa la sua degna figura sul grande schermo, d'altronde la classe c'è ed è innegabile.
Cinema civile e politico dunque quello di Loncraine e Morgan, sperimentale a suo modo ma anche tradizionale nella narrazione, intrecciata tra eventi privati e pubblici dei due personaggi, Clinton e Blair, che sono stati per anni al centro della scena mondiale.
In 127 Hours ritroviamo il Danny Boyle di sempre, quello che non ha paura a mescolare linguaggi diversi, ma che sa fermarsi davanti alla vera tragedia di Aron Ralston, un uomo disperatamente solo, interpretato dallo strepitoso James Franco.
Surreale, divertente, ironico, onesto. 'Infedele per caso' non è un film rivoluzionario ma un piccolo, bizzarro gioiellino semplice e irriverente capace di parlare al pubblico senza mezzi termini sulla 'questione' religiosa, farcito con un gustoso umorismo inglese in salsa agrodolce.
Con uno stile asciutto, in cui i movimenti di macchina sono quasi sommessi, completamente asserviti ai corpi e ai volti degli attori, i bravi Kristin Scott Thomas e Pio Marmai, Lola Doillon propone una sua visione personale del mondo e dei rapporti umani, ponendo interrogativi interessanti su quale sia il confine tra violenza e desiderio di vedere il proprio partner finalmente privo di ogni corazza.
In un hotel al centro di Roma, il regista norvegese ha presentato il suo bel film alla stampa, parlando anche della festività che fa ad esso da sfondo.
Francia e Canada protagonisti dell'apertura del 28° Torino Film Festival con Contre Toi, film d'apertura che inaugurerà la kermesse all'insegna del dramma, e due opere cinemusicali destinate a lasciare il segno.
Il fenomeno trans-mediale di Jackass è la perfetta incarnazione di tutti i paradigmi che dominano l'attuale immaginario dei media; uno degli indicatori più efficaci per misurare la spettacolarizzazione della società in cui viviamo. La terza dimensione accentua il grado di immersione dello spettatore, che viene così proiettato nelle squinternate e incoscienti esibizioni messe in scena da Johnny Knoxville e compari.
La rivisitazione contemporanea (e non priva di umorismo) che la Disney opera della classica fiaba di Raperonzolo comprende una principessa niente affatto rassegnata a rinunciare ai suoi sogni di libertà e un protaonista maschile declassato da principe a ladruncolo dalle grandi speranze.
Scapestrata commedia corale prenatalizia, 'A Natale mi sposo' si aggiunge a una tradizione tutta italiana che funziona da quasi trent'anni, ma apporta qualche cambiamento giocando d'anticipo, con un titolo significativo, un'ambientazione non esotica e la strana coppia Salemme-Boldi.
Presentata a Roma la nuova commedia prenatalizia che riporta sul grande schermo il duo Vincenzo Salemme-Massimo Boldi, questa volta nei panni di due personaggi agli antipodi che provano in tutti i modi a non imparentarsi...
L'equazione matematica è quasi lapalissiana: c'è la solita trentenne in crisi, Katherine Heigl, l'oggetto del desiderio, Josh Duhamel, e una bimba che li inchioda alle loro responsabilità; non ci si aspettava qualcosa di diverso, ma una maggiore caratterizzazione dei protagonisti, quasi obbligatoria in presenza di storie dall'andamento immaginabile.
Un'ora e mezza di cinema italiano ne La donna della mia vita, che mescola sapientemente l'esperienza e la freschezza di attori di due diverse generazioni sotto la guida di un regista misurato come Luca Lucini che con discrezione fa un passo indietro e si mette alla finestra, a completa disposizione di un copione di stampo teatrale.
Uno sguardo al passato, al modo in cui il DVD ha cambiato il mondo dell'home video, e uno all'immediato futuro: una stagione natalizia nel segno del Blu-ray.
Per il sequel di Wall Street si riunisce la coppia David Byrne / Brian Eno, supportata da tre strumentali composti da Craig Armstrong.
Variazione sul tema del cult Tre uomini e una culla, la nuova fiction interpretata da Banfi e Toffolo sfiora temi anche importanti, come il rapporto padre-figlio, la vecchiaia e le discriminazioni sessuali, con un tono leggero e in grado di arrivare a larghi strati di pubblico.
Presentata a Roma la nuova commedia diretta da Luca Lucini che vede protagonisti Alessandro Gassman e Luca Argentero nei panni di due fratelli che entrano in conflitto per colpa di una donna. Nel cast anche Stefania Sandrelli, Giorgio Colangeli e la bellissima Valentina Lodovini.
Un Lino Banfi febbricitante ma sempre simpatico ha presentato, insieme al regista Luca Manfredi e al resto del cast, la fiction Tutti i padri di Maria in cui affianca l'altro "nonno" Lino Toffolo.
Si chiude con 'Saw 3D' il torture porn più longevo del cinema. Quali sono gli aspetti che ne hanno fatto la fortuna richiamando milioni di fan in tutto il mondo, e fino a dove avrebbe dovuto spingersi il mitico Enigmista?
La sposa Uma Thurman ancora una volta alle prese con una vendetta, ma stavolta è lei a subirne le conseguenze. Una commedia vivace e colorata che, nonostante qualche difetto, scivola verso il finale portandosi via i pensieri di troppo.
Un film visivamente molto ricco, elaborato, in misura ancor maggiore dei precedenti: dalle scenografie gotico-fantasy si passa a una predominanza di esterni, con una natura carica di misteri e pericoli ad enfatizzare il carattere del viaggio come impresa da compiere solo con le proprie forze.
Con 'Dalla vita in poi' Cristiana Capotondi ci accompagna in una ballata romantica in cui l'amore e i buoni sentimenti riescono a limare le sbarre della malattia e del carcere mentre una carrellata di personaggi grotteschi muove al sorriso.
Compie 60 anni uno dei registi più amati dal pubblico, un 'pedinatore' di italiani, specchio realistico di una società in evoluzione (e non sempre verso il meglio); talento con pochi eguali nel mondo comico italiano, i suoi film sono un racconto a tempo di rock sulle mille manie e le nuove solitudini che affliggono gli abitanti del Bel Paese.
Ricordiamo nel cinquantennale della scomparsa uno dei più grandi miti hollywoodiani di tutti i tempi: per Gable il mestiere dell'attore fu un esercizio di volontà accuratamente pianificato per sfuggire a una misera esistenza nell'Ohio fatta di lavori manuali e di anonimato.
Arriva nelle sale il film vincitore dell'ultimo Taormina Film Fest. A firmarlo è Gianfrancesco Lazotti, regista televisivo che ha scelto di raccontare al cinema una storia vera che mescola comicità, romanticismo e attualità. Nel cast anche Filippo Nigro e Nicoletta Romanoff.
Una fiction che ha l'ambizione di narrare trent'anni di storia italiana attraverso gli occhi di una famiglia e soprattutto di un ragazzino che vede sparire un mondo sostituito da un altro, i punti di riferimento radicalmente modificati.
Presentata a Roma la nuova commedia di Eugenio Cappuccio, Se sei così, ti dico sì, che verrà ultimata tra due settimane; la soubrette argentina fa girare la testa al bravo attore pugliese, "reperto" musicale degli anni '80, con una grande voglia di tornare al successo; Rodriguez scatenata: "Senza testa io? Accusa ignorante"
Un elemento interessante del film è l'inserimento, in una struttura narrativa al contempo semplice e potente, di una riflessione sui media che trasforma la sfida in spettacolo televisivo, l'impresa dei due protagonisti in una sorta di film nel film andato in onda in diretta nazionale.
Presentata a Roma la scoppiettante 28ma edizione del Torino Film Festival contraddistinta dalla presenza dei titoli più attesi della prossima stagione e di grandi autori di oggi e di ieri, su tutti il nuovo Hereafter di Clint Eastwood, che chiuderà la kermesse, che accompagnerà la presenza, fisica e non, di tre amatissimi John del cinema: Huston, Boorman e, udite udite, il mitico Carpenter.
Un nutrito gruppo di giornalisti ha accolto la presentazione, al cinema Adriano di Roma, della nuova fiction di Ricky Tognazzi, co-prodotta da Rai Fiction.
Più spazio alla forte componente emotiva e meno riflessioni sul sociale per l'adattamento a stelle e strisce di 'Stanno tutti bene'. De Niro commuove con l'interpretazione di un padre che cerca di ritagliarsi uno spazio nel mondo che sta cambiando e nelle vite dei propri figli.
Prendiamo atto della comprensibile voglia di virare sulla "sophisticated comedy", abbandonando i territori della farsa volgare. Vale la pena, però, chiedersi se per fregiarsi del prestigioso titolo di commedia sofisticata basti ambientare un racconto retrivo nelle stanze di un albergo a 5 stelle o in appartamenti iper accessoriati della City.
Gangor non presenta particolari elementi di novità nella struttura, ma il suo merito principale è quello di tentare di creare un cinema internazionale, che nasca dalla fusione di ritmi narrativi e sguardi sul reale profondamenti diversi.
Supportato da una fotografia efficace, sbiadita e polverosa alla maniera delle immagini di repertorio degli anni '70, Carlos è un lavoro asciutto, realistico, che elegge a proprio modello il miglior cinema documentario.
Arriva nelle sale il nuovo film di Carlo Vanzina, sceneggiato assieme al fratello Enrico e a Francesco Massaro, una commedia degli equivoci in cui crisi economica e sentimentale si mischiano per 'stritolare' il protagonista, un giovane manager amato da quattro donne contemporaneamente.
In occasione dell'uscita in DVD e Blu-Ray di Shadow - L'ombra abbiamo incontrato Federico Zampaglione per una piacevole chiacchierata sul suo ultimo film e mostrarvi un esclusivo backstage.
Il grande merito artistico dell'opera di Mario Canale sta nell'aver riportato alla memoria l'originalità di un artista che da subito ha conosciuto il successo; il documentario non propone nulla di originale dal punto di vista stilistico, ma la sua forza sta nella genuina testimonianza che vuole essere.
Lo scrittore siciliano ha parlato con commozione del progetto Rai sul giovane Montalbano che sarà interpretato da Michele Riondino, e confessa: "Adoravo Tom Mix e Lubitsch".
Da quello capitolino come da altri festival di tutto il mondo arrivano i titoli che si contenderanno i premi cinematografici dei prossimi mesi, con The Social Network in prima linea come probabile frontrunner.
La madre piena di grazia è rappresentata qui in tutto il suo realismo a partire dal mistero del concepimento fino all'età adulta, passando per il momento più intenso, quello di un parto mostrato con infinito pudore in tutta la sua stupefacente naturalezza da Guido Chiesa, il quale miscela liberamente la lettera dei Vangeli canonici con quelli apocrifi.
L'esordiente Yonebayashi adatta i temi portanti della poetica di Miyazaki (l'ecologismo, la simbiosi con la natura, il rispetto per le diversità) a un soggetto di cui si nota la matrice occidentale, proveniente da un libro dell'autrice inglese Mary Norton.
Con il noir 'L'homme qui voulait vivre sa vie', ispirato a un'opera di Douglas Kennedy, il regista francese Eric Lartigau mette a segno un film carico di tensione in cui il thrilling dell'anima cattura lo sguardo anche grazie all'intenso Romain Duris.
L'economista e giornalista Giovanni Pedone esordisce con un documentario che, pur mantenendo un'impostazione tradizionale, riesce ad affrontare tutti gli snodi cruciali della crisi finanziaria globale, conducendo un'indagine che si affida tanto al parere degli esperti quando alle testimonianze della gente comune.