Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Con una scelta coraggiosa, Alexandr Mindadze si affida ai suoi interpreti realizzando una pellicola fatta di un'incalzante successione di primi piani di facce stravolte e dettagli di corpi nervosi che occupano quasi costantemente la scena.
Il regista de Il Custodio torna al Festival di Berlino con una storia libera da vincoli narrativi, incentrata su temi come la solitudine e l'incertezza della vita, che vede protagonista un giovane che è stato appena lasciato dalla fidanzata. Il risultato però, non è allo stesso livello del film da lui diretto nel 2006.
La monarchia inglese è di scena a Berlino con il pluripremiato Il discorso del re, presentato tra gli eventi speciali dal regista Tom Hooper e dalle star Colin Firth ed Helena Bonham Carter.
Il nuovo film di Asghar Farhadi è un dramma psicologico avvincente come un thriller, che mette in luce anche temi importanti come le conseguenze di un male subdolo l'Alzheimer e i forti condizionamenti religiosi che caratterizzano i paesi islamici.
Medianeras di Gustavo Taretto è un film delicato e sincero, leggero e denso di spunti e dettagli vivi e vibranti, interpretato da due attori genuini nel trasmettere le emozioni dei protagonisti, mai enfatici, sempre misurati e coinvolgenti.
Anne Hathaway e Jack Gyllenhaal sono perfetti con i loro fisici scultorei e sinuosi e non sembri fuori luogo l'affermazione nell'ambito di un film che parla di malattia, perché in fondo, proprio nel loro contatto carnale e gioioso i due riescono a superare le profonde crisi che si trovano a vivere.
Dopo 'Disturbia' ed 'Eagle eye' il regista D.J. Caruso continua le sue incursioni nel genere del thriller, stavolta declinato nel paranormale tra ammiccanti rimandi alla cultura pop, riusciti effetti speciali, una buona dose di umorismo da teen comedy e i volti giovani di promesse come Dianna Agron.
Attimi di cinema di rara intensità si alternano a momenti di totale catalessi narrativa in The Future, mentre l'interpretazione vivida della July e quella dei due impeccabili partner, impreziosiscono una storia sulla carta come tante altre ma che buca lo schermo nelle mani di una cineasta che sa davvero il fatto suo.
Lo sceneggiatore storico di Ken Loach presenta di fronte a una sala gremita il bellissimo Even the Rain, complesso dramma ambientato sullo sfondo della guerra dell'acqua di Cochabamba. Ospite a Berlino insieme a lui il co-protagonista Luis Tosar.
L'anziano regista ungherese di culto presenta The Turin Horse nel concorso internazionale di Berlino. Ad accompagnarlo sono i 'suoi' attori: Janos Derzsi ed Erica Bok.
Presentato a Berlino nella sezione Panorama l'esordio americano del regista giapponese Shunji Iwai.
Sacrifice vive dei rapporti tra i personaggi, concentrando gran parte dell'"azione" nei cupi interni dell'abitazione del protagonista, con un'impostazione teatrale che tradisce l'origine della storia.
Abbiamo incontrato la brillante artista e cineasta del Vermont che con il suo atteso secondo film The future, presentato in concorso a questa 61ma Berlinale, proverà ad accaparrarsi il prestigioso Orso d'oro.
Altri tre film in concorso, da Miranda July a Asghar Farhadi e Bela Tarr, ed un paio di appuntamenti interessanti nelle sezioni parallele: il candidato all'Oscar Even the Rain e Toast con Helena Bonham Carter. In Panorama va segnalato l'argentino Medianeras.
Abilissimo nel fingere che il romanticismo non faccia più parte del mondo contemporaneo degli adolescenti, Ayoade punta tutto sulla narrazione, divisa per capitoli, e su un uso decisamente anticonvenzionale e personalissimo della macchina da presa, per sorprendere lo spettatore e divertirlo in maniera del tutto spiazzante.
Poema dell'unione tra due solitudini, Here ci guida nella scoperta del surreale paesaggio armeno, pianeta lunare semidesertico in cui si muovono pochi sparuti esseri umani.
Una 'rivoluzione spagnola' per una tranquilla famiglia borghese nella Parigi degli anni '60. Buone intepretazioni per il film di Philippe Le Guay, una commedia piacevole, ma forse un po' troppo 'perbene'.
Una mossa indubbiamente coraggiosa da parte di Fiennes, che però mostra tutti i suoi limiti in una regia altalenante che, specialmente nella seconda parte, è priva di personalità, insistita e ridondante.
Nonostante le perplessità iniziali nell'uso del 3D, in Pina Wim Wenders si dimostra un maestro nella capacità di restituire la plasticità dei corpi e dei movimenti dei ballerini sia nei soli che nelle coreografie corali grazie a una stereoscopia che ricostruisce la tridimensionalità di un vero palco teatrale.
Innocent Saturday, Coriolanus e Service Entrance sono i tre film della sezione Competition per la giornata. In Panorama il documentario su Bruce LaBruce The Advocate of Fagdom ed il coreano Ashamed.
Dopo sei anni di assenza James L. Brooks torna al cinema con una nuova commedia romantica, raccontata attraverso i toni delicatamente ironici che contraddistinguono da sempre il suo stile.
Anche Vanessa Redgrave e Jessica Chastain tra gli interpreti di Coriolanus, ambizioso debutto alla regia dell'inglese Ralph Fiennes.
Il più classico dei buddy-movies polizieschi, condito brillantemente dall'inimitabile humor irlandese, si trasforma così in un western contemporaneo un po' commedia nera e un po' thriller dal gusto davvero sfizioso e corroborante.
Nonostante siano stati in tanti a richiedere accesso al famoso complesso di grotte Chauvet per realizzare un film, è stato Werner Herzog il primo ad ottenere il permesso per farlo ed ha messo in piedi un documentario, scritto, diretto e narrato da lui, capace di trasmettere l'emozione di trovarsi al cospetto di raffigurazioni di tale importanza.
Presentato nella sezione Panorama Special il thriller poliziesco in salsa brillante The Guard, brillante lungometraggio d'esordio del regista britannico John Michael McDonagh interpretato da Brendan Gleeson, giunto a Berlino per accompagnare il film. Assente invece Don Cheadle, co-protagonista del film nei panni di un impavido agente dell'FBI.
Il ministro Bondi sembra fare il verso alla famosa scena di Non ci resta che piangere e chiede un contributo unico di 1 euro per ogni spettacolo cinematografico. Può essere davvero una soluzione per aiutare il cinema italiano?
L'atmosfera di The Mortician, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2011, contribuisce a dar forma alla spenta monotonia e crudezza della vita del suo protagonista, supportata dall'immersività della terza dimensione, usata per dare profondità alla messa in scena piuttosto che per creare immagini ad effetto.
Sei piccole fiabe 'cinematografiche' compongono il nuovo lavoro di Michel Ocelot. Il talento dell'autore di Azur e Asmar trova la sua naturale dimensione da 'teatrino delle ombre' nel 3D. I profili dei protagonisti si stagliano su scenari da sogno, e prendono vita sotto lo sguardo meravigliato degli spettatori.
Un'ovazione accoglie Wim Wenders e il suo straordinario Pina, commovente omaggio alla danzatrice tedesca anima del Tanztheater Wuppertal.
Il film cerca di trovare una rappresentazione visiva dell'ambiente virtuale che fa da sfondo agli incontri dei ragazzi, per renderla accattivante dal punto di vista cinematografico, e lo fa usando sequenze in CGI semplici, ma graficamente curate e ben realizzate. A differenza di altri casi, seppur mantenendosi distante dalla realtà di questi ambienti, ne riesce a riprodurre un certo feeling, anche grazie all'alternanza con le immagini da webcam dei ragazzi, che contribuisce ad enfatizzare l'aspetto umano del fenomeno.
Perdersi Life in a Day significherebbe perdersi la possibilità unica di ascoltare voci, suoni, musiche, rumori e silenzi di gente comune sparsa in giro per il mondo, persone che raccontano il mondo così come lo vedono e lo vivono ogni giorno, e che di fronte a una telecamera parlano dei loro desideri, di quel che amano e di quello di cui hanno paura, senza filtri o copioni da recitare.
Una storia raccontata con garbo ed ironia dal regista Yasemin Samdereli e la sorella sceneggiatrice Nesrin Samdereli, spostandosi tra passato e presente, alternando e, a tratti, sovrapponendo i livelli della narrazione, sfruttando le differenze linguistiche.
In Yelling to the Sky lo stile sporco e sgranato proprio di tanto cinema indie veicola un contenuto fatto di degrado, abusi, sopraffazioni, alcolismo, droga e festini a base di sesso e rap.
Ulrich Kohler prova a mettere insieme le esperienze vissute al seguito dei genitori, che lavoravano come aid worker in Africa, ma il risultato è un film poco chiaro, che vorrebbe essere un dramma ambientato in un opprimente e torrido scenario fluviale, ma in realtà finisce per stancare quasi subito.
Dopo aver vinto l'Orso d'Oro nel 2008 con Tropa de Elite, Josè Padilha torna a raccontare la storia del capitano Nascimento sullo scenario inquietante di una Rio de Janeiro in cui la corruzione, la violenza e la criminalità regnano sovrane.
Quello che risulta efficace ed aggiunge una importante chiave di lettura al documentario della Rostock è la capacità di accompagnare l'attività di Harry Belafonte al contesto storico americano: in questo modo il film riesce ad essere insieme il racconto, a tratti epico, della vita dell'artista, ma anche racconto dell'America di quegli anni.
Il regista di 007 La morte può attendere e di Once were warriors analizza nel dettaglio l'incredibile vicenda vissuta da Latif Yahia e la usa, senza mostrare un particolare interesse o una particolare delicatezza al riguardo, per raccontare l'Iraq di quegli anni e lo fa dando alla pellicola un tocco grottesco e volutamente kitsch che, se in certi momenti diverte e intrattiene, in altri viene invece talmente esasperato da risultare difficile da sopportare.
Quattro chiacchiere berlinesi con Cetto La Qualunque e il produttore di Qualunquemente, nella capitale tedesca per la presentazione ufficiale del film nella sezione Panorama della 61ma Berlinale.
Margin Call è una pellicola nervosa e coinvolgente, a tratti spietata, che affronta un tema scottante come quello del crack economico del 2008 fugando ogni possibile rischio di noia grazie alla scelta di puntare tutto sulla struttura corale.
El premio è un film autobiografico e sincero, fatto di immagini incisive, desolanti ed evocative, riuscito anche grazie alle interpretazioni delle due protagoniste.
Presentato nella sezione Panorama della 61ma Berlinale il nuovo film del regista neozelandese che torna sul grande schermo dopo quattro anni di pausa con un film indipendente ambientato in Iraq e incentrato sulla losca figura del figlio maggiore di Saddam Hussein.
La regista Celine Sciamma racconta con semplicità e leggerezza la ricerca dell'identità di Laure/Michael, con una regia che mette la protagonista sempre al centro della narrazione.
Il cast all star di Margin Call accompagna l'esordiente J.C. Chandor, regista del'incisivo thriller finanziario in concorso alla Berlinale. Insieme a Spacey e Irons sono presenti al festival anche l'interprete e produttore Zachary Quinto e il talentuoso Paul Bettany.
Quarantadue anni dopo la prima trasposizione filmica del romanzo ad opera di Henry Hathaway, che diresse John Wayne dritto dritto verso il suo primo Oscar, i Coen sorprendono tutti confezionando un nuovo capolavoro, lasciandosi alle spalle il film e il personaggio originale per lasciar posto ad una rilettura classica ed integralista del libro che però bene si adatta ai nostri tempi.
Il film di Grierson ha il suo indubbio fascino visivo, raggiunto grazie a scenografie naturali sapientemente ricreate e a una regia che gestisce bene gli spazi sempre più angusti e oscuri che i protagonisti si trovano ad attraversare, con il 3D che lavora efficacemente su un coinvolgimento quasi fisico.
Accoglienza calorosa per i talentuosi fratelli del Minnesota e per le loro star, Jeff Bridges e Hailee Steinfeld, freschi di nomination all'Oscar, e il 'cattivo' Josh Brolin; insieme presentano ll grinta, evento speciale della kermesse berlinese.
La presenza della sedia vuota di Jafar Panahi nella giuria di Berlino pesa come un macigno sul festival che si aprirà ufficialmente stasera con la première internazionale de Il grinta. Isabella Rossellini e gli altri giurati ricordano il loro collega incoraggiandolo a non perdere la speranza.
Tra risate fragorose e riflessioni intrise di amarezza e malinconia, il film racconta con semplicità lo smarrimento di un uomo di mezz'età che si rende conto di non piacere più come una volta alle donne e di non essere in un certo senso più padrone della sua vita.
Dotato d'ingombrante sex appeal e d'impressionante duttilità Romain Duris riesce a condurre egregiamente il gioco delle coppie con Vanessa Paradis in una commedia brillante e divertente che celebra l'amore senza banalità.
Burlesque segna il debutto come attrice di Christina Aguilera e come lei sono tante le stelle del pop che si sono cimentate al cinema: per una Jennifer Hudson che brilla, c'è una Britney Spears presto finita nel dimenticatoio, mentre Bjork e Gwen Stefani non hanno ripetuto la loro esperienza sul set. Se Sting e David Bowie guidano l'armata britannica, il french touch porta i nomi di Charlotte Gainsbourg e Vanessa Paradis; e Madonna è sempre lì.