Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Abbiamo incontrato il regista inglese, impegnato nella promozione del suo nuovo film, tratto dalla graphic novel omonima di Posy Simmonds.
Checco Zalone fa ridere. Non sappiamo quanto sia la penuria di altri talenti comici a far risaltare le sue capacità, in ogni caso anche la più scontata delle battute, recitata con quell'aria stralunata e cafona al tempo stesso, acquista una forza esilarante davanti a cui poco si può fare. Questo basta e avanza a coprire le magagne di un film divertente in cui la storia sembra addirittura superflua.
A poco più di un anno dal successo di Cado dalle nubi, il comico pugliese ha presentato nella Capitale la nuova commedia "socialmente" scorretta, diretta da Gennaro Nunziante, in cui veste i panni di un addetto alla sicurezza che sventa un attentato contro il Duomo di Milano. Nel cast Rocco Papaleo, Tullio Solenghi e Ivano Marescotti.
Piuttosto che sullo sforzo "documentaristico", i due registi preferiscono concentrarsi sui caratteri antropomorfi degli animali protagonisti, puntando le loro carte sul conflitto col mondo umano e premendo sul pedale della spettacolarità visiva.
La svolta 3D di Avatar e il successo italiano di Benvenuti al Sud. La 'linea rosa' della stagione dei premi, e gli attriti tra il governo e il mondo dello spettacolo. Il ritorno di Peter Jackson al mondo di Tolkien, e la conclusione delle saghe di Twilight e Harry Potter.
La mano un po' grezza di Muccino, nell'accezione meno negativa del termine, contribuisce a restituire sullo schermo una storia dolce e amara fatta di spigolosità e chiaroscuri, caratterizzata da un tenore drammatico discontinuo alternato a momenti anche leggeri che si devono tutti alla dolcissima simpatia del piccolo protagonista.
Mai come quest'anno l'offerta cinematografica natalizia è incentrata sulla commedia, e persino autori più 'seriosi' - von Donnersmark, Castellitto, Mendes - puntano sul divertimento: una necessità per lasciarsi alle spalle un difficile 2010.
Presentato a Roma Un altro mondo, il film diretto e interpretato da Silvio Muccino che racconta una storia importante di crescita alle prese con la diversità, con l'Africa, con i pochi ricordi di un padre che non ha mai conosciuto e con le prime grandi responsabilità della vita.
Animazione e tanti film per ragazzi, ma anche molte prime visioni per tutti i gusti nell'offerta natalizia delle pay TV e dei canali in chiaro: da Alice in Wonderland a A Christmas Carol, da Nine a Shutter Island, fino ai nostrani Scusa ma ti voglio sposare e Io & Marylin. Un Natale tra tradizione, con i concerti e l'abituale programmazione del periodo natalizio, ed innovazione, con i primi passi del 3D casalingo.
Le nomination ai SAG avallano solo fino a un certo punto lo status di favorito di The Social Network; la gara è ancora aperta, e gli avversari agguerriti...
The tourist è purtroppo un tentativo poco riuscito di realizzare un mix tra un lungometraggio old style alla maniera del grande Alfred Hitchcock, con l'eleganza delle migliori avventure di James Bond e il fascino luccicante dei film moderni pieni di volti noti sulla falsariga di Ocean's Eleven.
Presentato a Roma il tradizionale film di Natale del trio di successo Parenti-De Sica-De Laurentiis, il cinepanettone numero 27 che, con qualche cambiamento rispetto al passato, prova a battere nuovamente il record d'incassi della stagione.
Il fascinoso attore a Roma per la presentazione di The Tourist, il film che lo vede protagonista al fianco della dark lady Angelina Jolie nei panni di un turista americano trascinato per amore in un'avventura misteriosa e intrigante in fuga tra i canali di Venezia.
La creatività di Jean-Pierre Jeunet riesce nuovamente a sfornare una favola originale dalla storia fantasiosa, dai personaggi surreali e dal memorabile protagonista, un maestoso e chapliniano Dany Boon.
Un'opera strana, curiosamente priva di un centro, alla deriva e vittima delle sue stesse ambizioni; la descrizione di due generazioni a confronto (con una terza a far capolino) finisce per risolversi in una serie di scenette slegate tra loro, su cui grava una certa convenzionalità di scrittura.
La nostra divertente intervista all'attore, che racconta l'esperienza con il doppiaggio di Megamind: dalla collaborazione con Tina Fey, al 'tuffo' nell'interpretazione del supervillain della Dreamworks.
Il film di Joseph Kosinski si riappropria dell'immaginario naïf ma al tempo stesso avveniristico del primo Tron per compiere la medesima operazione artistica, estendendo però la modalità di rappresentazione alle potenzialità plastiche e immersive della nuova tecnica tridimensionale.
Qualche lampo di perfidia e risate ad intermittenza per il ritorno sul grande schermo di Aldo, Giovanni e Giacomo, decisamente più ispirati rispetto al loro precedente lavoro; la storia scorre fluida e senza grossi intoppi grazie ad una sceneggiatura ben strutturata e alla regia diligente di Paolo Genovese, ma con un pizzico di coraggio in più il film avrebbe potuto prendere una piega diversa, forse più 'rivoluzionaria'.
Inizio d'effetto, alta tensione, poi esce fuori il lato filosofico e straordinariamente profondo di un film horror-thriller in stile Shyamalan, in cui nulla è esplicito, se non la paura, il buio e il senso di smarrimento.
Presentato a Roma il nuovo film di Paolo Genovese interpretato dal trio comico e da un gruppo nutrito di attrici in cui spiccano Angela Finocchiaro, Lucia Ocone, Antonia Liskova e l'esordiente Mara Maionchi, mentre Mina ha 'regalato' quattro brani inediti; distribuisce Medusa in 600 copie; 'Siamo una squadra forte. La comicità volgare non ci appartiene'
Arrivato in Italia con un anno e mezzo di ritardo, questo film è un ulteriore tassello della riflessione portata avanti da Sam Mendes sulla famiglia borghese americana, sulle sue contraddizioni e sulla ricerca/necessità di radici.
Attenendosi piuttosto fedelmente all'impianto dei romanzi C. S. Lewis, la trasposizione cinematografica del terzo capitolo della saga di Narnia, più che un'avventura fantasy in senso stretto, può essere considerata come un'elaborata allegoria legata a temi spirituali e filosofici.
Dopo La vita che verrà e La meglio gioventù, ecco un'altra opera che parla dell'Italia di oggi, attraverso le storie di un microcosmo borghese; la morte di un figlio disgrega la famiglia Giordani, ma diventa l'occasione di una rinascita; con tutti i pregi (un ottimo gruppo di attori) e i difetti (l'eccessiva semplificazione in alcuni punti), la miniserie di Gianluca Maria Tavarelli si distacca nettamente dalla media delle fiction televisive, prodotte dalla Rai negli ultimi anni.
L'autore di Madagascar ci ha parlato del suo ultimo lavoro, dall'idea di partenza, fino al lavoro 'di squadra' con tecnici e doppiatori.
Il nuovo film diretto da Sergio Castellitto e scritto da sua moglie Margaret Mazzantini è stato presentato a Roma in un incontro stampa che ha visto la presenza del cast quasi al completo.
L'opera d'animazione della Dreamworks, diretta dal veterano Tom McGrath, piace per la scrittura accurata e la grande attenzione ai dettagli, punti di forza di un racconto che trova il suo senso nel sovvertimento di ogni clichè.
Mià e il Migù racconta con delicatezza e dolcezza una storia da favola, senza perdere di vista il suo tema principale dell'impegno ecologista ed ambientalista.
Dopo l'antimilitarista e poco apprezzato 'Una lunga domenica di passioni' il filmaker più visionario del cinema francese torna con una fiaba carica di cromatismi e ricca di suggestioni. Ma stavolta a travolgerci nel suo stra-ordinario mondo ai margini della realtà non è una graziosa cameriera col caschetto ma un mattatore chapliniano, Dany Boon.
Il nostro incontro con il regista Gianluca Maria Tavarelli e il cast della miniserie tv in quattro puntate che Rai Uno trasmetterà in prima serata dal 13 dicembre; un affresco corale che parte dalle vicende di una famiglia devastata da un lutto, per poi diventare ritratto di una nazione in crisi d'identità. Tavarelli:'La meglio gioventù? Il paragone mi inorgoglisce, ma sono due opere completamente diverse".
Solo un autore come Eastwood poteva lavorare su un materiale simile senza creare un'accozzaglia di simboli, o peggio un pietoso sermone recitato da un comodo pulpito; il suo aldilà non ha nulla di religioso, somiglia, invece, alla fantasia di un artista che si interroga su un argomento così delicato e personale, regalandoci una risposta che non vuole essere definitiva.
L'atteso blockbuster dedicato al supereroe mascherato, che uscirà sui nostri schermi a fine gennaio, è stato presentato a Roma dal regista Michel Gondry e dagli interpreti Seth Rogen, Cameron Diaz e Christoph Waltz.
Il nostro incontro con il regista e il cast del terzo adattamento della saga di C.S. Lewis: Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero.
Un film che, nonostante il budget limitato, riesce a sfruttare al meglio le potenzialità della tecnologia a tre dimensioni, arrivando a comunicare un senso di letterale immersione che lascia piacevolmente meravigliati.
Guardare questo film vi farà vivere un'esperienza come poche, verrete travolti in un vortice di sovrumana violenza che non ha spiegazione, verrete catapultati in una di quelle avventure che non avreste mai voluto vedere sullo schermo ma che non riuscirete a non guardare fino in fondo.
In attesa dei vincitori, che saranno annunciati tra qualche ora, e della proiezione del film che chiuderà i battenti della manifestazione, ripercorriamo le tappe più significative della 28.ma edizione del festival cinematografico diretto da Gianni Amelio.
Alla vigilia della chiusura della 28ma edizione del Torino Film Festival arriva il momento di Henry, il primo film italiano in concorso, accompagnato dai balletti di Burlesque e dalla comicità a metà tra il grottesco e il trash di Super.
Una commedia nera ferocissima e disturbante, un carosello satirico che racchiude metaforicamente tutte le contraddizioni dell'umanità in un solo personaggio, una sorta di freak in cerca di vendetta per la sua condizione.
Un film a tratti un po' confusionario, dichiaratamente anni '80 ma dal look inequivocabilmente anni '70, con un uso continuo di camera a mano, e dalle immagini sgranate, elementi che contribuiscono a sottolineare la turbolenza dell'età e della passione musicale che scorre nelle vene dei protagonisti.
Un noir contemporaneo, intramezzato dalle confessioni di menti pericolose dritte in camera (quelle dei protagonisti) ma anche coraggioso e teso, forse un tantino prevedibile e confezionato con un piglio grottesco che non riesce a graffiare quanto la caratterizzazione dei personaggi.
Un film che piacerà ai patiti del pop e agli amanti di questo genere di spettacoli grotteschi, colorati e carichi di allusioni erotiche, nati nell'Inghilterra vittoriana ma diventati celebri negli Stati Uniti.
L'autore inglese, che ha ricevuto il Gran Premio Torino, ha parlato del cinema ('I film buoni escono sempre fuori, è un miracolo') e del suo sogno di portare sul grande schermo Le memorie di Adriano; 'Non ci sono i soldi, ma non demordo'.
Realizzato usando un linguaggio diverso dalla solita cronaca giornalistica e dotato di un insolito tocco farsesco, lontano dai toni drammatici che spesso gravano su questi argomenti, RCL sfrutta per il suo scopo unicamente il mezzo cinematografico e l'estro di un grande attore teatrale come Paolo Rossi.
Il nostro faccia a faccia con Daniel Stamm autore dell'horror L'ultimo esorcismo, un mockumentary sui finti esorcisti e i veri diavoli che bazzicano per le strade delle nostre città, spesso nascosti dietro rispettabili facciate.
Un film che non segue regole L'ultimo esorcismo, che non imita nessuno dei suoi predecessori e che riesce a portare una ventata di freschezza nel genere demoniaco nonostante la pratica dell'esorcismo sia uno dei temi più gettonati del cinema orrorifico.
Scordatevi i vampiri di Twilight; i discendenti di Dracula che animano il film del belga Vincent Lannoo amano il sangue umano, non si fanno problemi ad uccidere i bambini o gli handicappati, sono promiscui, incestuosi e ninfomani; ma sono anche ironici e divertenti, e per questo riusciamo a guardarli senza quella paura tipica che gli horror incutono.
Il brillante autore britannico esordisce al cinema dirigendo una commedia da brivido davvero pazzesca, dove la farsa illumina il moderno jihadismo e le situazioni tragicomiche in cui i protagonisti si ritrovano mettono in risalto le fragilità e le paure di quattro improvvisati terroristi.
Presentata l'opera collettiva che racconta la città partenopea attraverso 24 micrometraggi firmati da altrettanti registi; Pietro Marcello, vincitore dello scorso TFF con La bocca del lupo, divide i meriti con i produttori Angelo Curti, Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo, 'Senza la loro ostinazione questo lavoro non sarebbe stato possibile. I veri autori sono loro'.
Nel giorno che precede l'auspicato arrivo dell'amministratore delegato di Fiat ironicamente invitato alla proiezione di Ridotte Capacità Lavorative, il concorso celebra i minatori francesi di Jéremy Gravayat e i fotografi sudafricani che raccontarono la fine dell'Apartheid; spazio anche al nuovo lavoro di Peter Mullan e al documentario Napoli 24.
The Bang Bang Club è un film d'avventura a tratti romanzato, talvolta altamente drammatico, con ampi sprazzi di cinema verità, ritmato, dettagliato e veloce seppur convenzionale nella messa in scena e nella narrazione.
Nel film di Peter Mullan tutto è come deve essere: la descrizione degli ambienti proletari, l'utilizzo del turpiloquio come lingua a sé; se qualcosa non convince, però, è l'accumulo di informazioni che riceviamo sul giovane protagonista, senza che nessun elemento riesca ad essere la chiave giusta per spalancare il suo mondo.