Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Di versioni in salse variegate di Romeo e Giulietta ce ne sono a bizzeffe nel mondo del cinema, ma gli autori di Gnomeo & Giulietta hanno modernizzato con originalità l'opera più appassionata del Bardo trasformandola in una Toy Story shakespeariana, col lifting del 3-D, le musiche glamour di Elton John e gli gnomi da giardino più spassosi del cinema d'animazione.
L'inquietante film di Mikael Håfström, incentrato sul tema delle possessioni demoniache, è stato presentato a Roma dallo stesso regista insieme a Anthony Hopkins, all'esordiente Colin O'Donoghue e ad Alice Braga, in un interessante incontro con i giornalisti.
Sceneggiato da padre e figlio 'd'arte', il film corale, esordio alla regia del giovane Matteo, è una commedia ambiziosa e amara dalle battute pungenti affidate alla bravura di un cast numeroso che comprende Gigi Proietti e porta su uno sgangherato barcone approdato sul litorale laziale Marco Giallini, Ennio Fantastichini, Francesco Montanari, Libero De Rienzo, Ambra Angiolini, Anna Bonaiuto e tanti altri.
Diverso dalla media dei film d'animazione in circolazione, l'opera di Verbinski piace per la caratterizzazione dei personaggi a partire da un protagonista che è tanto buffo e simpatico quanto profonde e pesanti sono le sue riflessioni sulla vita; forse non tutto tiene fino alla fine, ma vale la pena conoscerlo, questo mostriciattolo verde.
Il nostro incontro con l'autore francese che ha conquistato il premio alla regia all'ultimo Festival di Cannes grazie ad un film poetico e carnale su un gruppo di ballerine americane di new burlesque in trasferta transalpina; 'Le mie protagoniste hanno trovato un modo generoso ed efficace di fare politica, di esprimere rabbia'.
Forte della sua esperienza nella gestione di una narrazione al femminile, Emanuela Piovano si fa carico di un impegno non facilmente onorabile: scindere Simone Weil dalla vibrante energia dei suoi scritti filosofici per imporle l'analisi un po' sfrontata e voyeuristica della macchina da presa nella speranzosa attesa dell'imprevedibile.
Il regista Tom Reeve si offre con intelligenza e garbo ai giornalisti durante la conferenza stampa della sua commedia surreale 'Holy Water'. L'incontro è stato inevitabilmente dominato dall'argomento Viagra, tanto caro anche alla nostra attualità, e dalle polemiche sorte tra la casa farmaceutica Pfizer e i produttori del film.
Attraverso le avventurose vicende del carismatico boxeur Tiberio Mitri e dell'affascinante Miss Italia Fulvia Franco, il film per la tv di Angelo Longoni fa rivivere l'Italia del Dopoguerra in cui, grazie alla nascita della cultura di massa, si affermarono le prime star nell'immaginario popolare.
Atmosfera accesa per la presentazione alla stampa della miniserie dedicata al pugile Tiberio Mitri e alla Miss Italia Fulvia Franco, che è stata dominata soprattutto dalle polemiche nate tra la produzione e i discendenti di Mitri. I protagonisti Luca Argentero e Martina Stella hanno comunque dato conto della professionalità e della partecipazione con cui si sono calati nei rispettivi personaggi.
L'esordio nel lungometraggio di Nicola Barnaba è una divertente commedia, che si affida innanzitutto alla straripante simpatia dei protagonisti Enzo Salvi e Maurizio Battista; tuttavia, il film porta avanti una linea narrativa che si sforza di essere qualcosa di più di un mero collante tra le singole gag.
In una divertente conferenza stampa, con il duo Enzo Salvi/Maurizio Battista a fare (come nel film) da trascinatore, il regista Nicola Barnaba ha presentato la commedia Una cella in due, suo esordio nel lungometraggio.
La nostra lunga chiacchierata con il simpaticissimo autore, attore e regista romano che debutterà sul grande schermo il 16 marzo prossimo con Nessuno mi può giudicare, la commedia sull'Italia di oggi che vede impegnata la sua grande amica Paola Cortellesi insieme a Raoul Bova e a uno scoppiettante Rocco Papaleo.
Dopo aver conquistato con le suggestioni di una vita condotta all'estremo la fantasia di Roberto Rossellini, che a lei s'ispirò per la protagonista di Europa 51, la filosofa ebrea Simone Weil trova oggi nuova voce nel nuovo film della regista di Amorfù.
Il film di Russell si regge tutto sull'eccelsa interpretazione della coppia Christian Bale-Melissa Leo, meritati Premi Oscar per questi ruoli, e utilizza sapientemente la boxe come metafora delle relazioni umane, per le quali talvolta occorre combattere tenacemente. Ma The Fighter non è un ring action, piuttosto è un'opera complessa, drammatica, intensa e avvincente fino all'ultima immagine.
Il regista di Notting Hill e la sceneggiatrice del Diavolo veste Prada realizzano il film che ti aspetti, dotato del classico armamentario da pellicola sentimentale edificante, con un pizzico di commedia sofisticata; quello che salva l'opera sono i battibecchi tra Diane Keaton e Harrison Ford, trascurati colpevolmente da uno script costruito invece attorno ad una protagonista monodimensionale a cui la canadese Rachel McAdams regala un assortimento da record di smorfie e mossette.
A metà tra un crime movie e un thriller dell'anima il film del bravo Andrea Molaioli è un'opera cupa in cui Toni Servillo e Remo Girone si muovono come fantasmi di se stessi e si dirigono lungo una strada fatta di drammi e miserie. Destinazione? Un abissale inferno color latte.
Presentato stamattina alla stampa il film impegnato Il gioiellino, opera seconda del regista de La ragazza del lago. Ispirata alla storia del crac della Parmalat, la pellicola rilancia i due monumentali attori nei ruoli dei criminali senza coscienza e riserva al grande pubblico piccole inaspettate sorprese e citazioni colte.
Il nostro commento a una cerimonia di consegna degli Academy Awards che ha evidenziato ancora una volta i difetti di un format obsoleto, e ha marcato un nuovo allontanamento dell'AMPAS dal cinema più coraggioso e moderno.
Con la consapevolezza del passato e il linguaggio dell'attualità, La vita facile segue quasi fedelmente il rassicurante corso tracciato da progenitori doc come Monicelli e Zampa, per dimostrare che la comicità agrodolce della vita quotidiana ha ancora il suo peso in termini artistici e non solo.
Interpretato da un cast d'eccezione straordinariamente in forma guidato da Anna Bonaiuto e Gianni Cavina, sorretto da musiche, costumi e scenografie di primo livello, Atelier Fontana merita di essere visto ed apprezzato da giovani e meno giovani, specie in un momento di difficoltà come quello che sta attraversando il nostro Paese.
La notte degli Oscar è alle porte e, per ingannare l'attesa, vi riveliamo quali sarebbero i vincitori degli 83. Academy Awards secondo la redazione di Movieplayer.it. Almeno sulla carta, prendiamo decisamente le distanze da quelle che sono le scelte più probabili dell'AMPAS...
Presentata a Roma Atelier Fontana, la nuova miniserie di RaiFiction che porta in tv la storia di Zoe, Micol e Giovanna Fontana, le sorelle della moda più famose d'Italia, interpretate da Anna Valle, Alessandra Mastronardi e Federica De Cola.
Così, dopo Ora o mai più e il successo dei suoi "disperati" Figli delle Stelle, Pellegrini torna in sala con La vita facile: lo abbiamo incontrato a Roma insieme agli interpreti della pellicola Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi.
Presentato a Roma il film d'animazione che vede per protagonista un camaleonte-attore in crisi d'identità, piombato per sbaglio in un far west pieno di loschi figuri; nel cast vocale americano Johnny Depp, Isla Fisher e la Little Miss Sunshine Abigail Breslin.
A quattro mesi di distanza dalla sua visita lampo per la presentazione in anteprima mondiale al Festival di Roma, il mitico John Landis torna nella Capitale in occasione dell'uscita nelle sale del suo nuovo attesissimo film.
La heist (?) comedy di Tom Reeve si inserisce bene nel contesto tanto in voga delle commedie a base di colore locale; e a un tuffo nella verde Irlanda non si dice mai di no.
Bravo Giovanni Veronesi a dirigere con mano leggera il più ispirato dei tre capitoli della sua saga, una commedia con poche cadute di tono (l'episodio di uno stanco e ripetitivo Carlo Verdone), piacevoli sorprese (l'amour fou tra Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti), e l'ovvia conferma di un mostro sacro come Robert De Niro, soggiogato dalle curve di una prorompente Monica Bellucci a cui regala una dichiarazione d'amore che molti giovanotti di oggi si sognerebbero.
Presentata a Roma la nuova commedia sentimentale firmata dal regista toscano, in uscita il prossimo 25 febbraio in 700 copie; con Robert De Niro assente ci hanno pensato Monica Bellucci e Carlo Verdone a tessere le lodi del grande attore americano; e Veronesi annuncia altri due 'manuali', "C'è ancora tanto da raccontare".
Nonostante le sue imperfezioni, Easy Girl è uno dei migliori teen movie visti sugli schermi americani per lo meno dai tempi di Mean Girls e ha il merito, oltre che di rilanciare un genere troppo spesso cannibalizzato dalla vendibilità e dalla mediocrità, di lanciare un'attrice di cui sentiremo parlare molto negli anni a venire.
Tensione, splatter e divertimento amalgamati da una generosa dose di salsa piccante. Una pellicola senza troppe pretese, che tuttavia si lascia guardare con piacere.
Il nostro incontro con il regista britannico, che ci racconta l'impresa della realizzazione dell'adrenalinica, sconvolgente avventura ispirata a fatti realmente accaduti che vede protagonista James Franco.
Poliziesco a base d'azione e buon ritmo, 'The Stool Pigeon' è una solida prova di regia di Dante Lam, capace di tenere in pugno la narrazione alternando momenti dal tono diverso con intelligenza, riuscendo a risultare imprevedibile ed intrigante.
Ecco le dichiarazioni di Asghar Farhadi, Bela Tarr e degli altri vincitori della kermesse tedesca giunta al termine.
Un film interessante e coinvolgente, scritto e diretto, senza alcun giustificazionismo né sguardo malinconico/melodrammatico verso quell'epoca, da Andres Veiel, documentarista di Stoccarda al suo primo lungometraggio di fiction su un argomento che è stato già al centro di quasi tutti i suoi documentari.
Giunta al suo terzo lungometraggio, Julie Gavras affronta un tema inusuale e poco accattivamente come la crisi da invecchiamento, ma furbescamente piazza nei ruoli dei protagonisti due attori che certo non rappresentano il prototipo dell'anziano che tutti temiamo di diventare.
Per rendere al meglio il contesto in cui si svolge la storia, Marston punta sul realismo della messa in scena, e si concentra quindi sulle interpretazioni dei personaggi principali.
My Best Enemy è uno strano oggetto cinematografico di difficile catalogazione che si colloca nella terra di confine tra dramma, period comedy e parodia.
Un dramma umano ben interpretato dalle protagoniste, segnate da un episodio del loro passato. Splendida fotografia che si divide tra passato e presente con colori caldi e toni desaturati, e tra sensualità e dramma.
Non ci si annoia mai con 'Unknown', action-thriller diretto da Jaume Collet-Serra con piglio sicuro e buon senso del ritmo, che parte da spunti e suggestioni hitchcockiane avvalendosi di un cast ben composto.
Abbiamo incontrato stamattina, negli eleganti Partner Lounge del Berlinale Palast, il cast di The forgiveness of blood, ultimo film presentato in concorso a questa 61ma edizione della Berlinale, co-prodotto e distribuito da Fandango.
La splendida Diane Kruger, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e il tedesco Sebastian Koch presentano a Berlino l'adrenalinico action thriller Unknown - Senza identità.
Il bel dramma di Joshua Marston chiude la sezione competitiva. Il cast albanese del film, insieme al regista, arriva a Berlino insieme alla bella Diane Kruger, che invece è la protagonista del thriller Unknown, presentato fuori concorso.
Due eventi storici cronologicamente distanti si fondono nel dramma metacinematografico di Iciar Bollain, dando spazio anche alle storie dei personaggi principali. Un progetto assolutamente non facile, eppure riuscito.
The Advocate for Fagdom eccede, come tutta la filmografia di LaBruce, ma non ha il tono della denuncia, della ribellione o della commiserazione; restituisce semplicemente il ritratto a tinte forti di un uomo che ha fatto dell'affermazione della libertà sessuale e della lotta alle discriminazioni (soprattutto sessuali) una ragione di vita.
'Come Rain Come Shine' è la conferma del talento di Lee Yoon-Ki, un talento che gli permette di gestire con sicurezza un film non facile, elegante nella messa in scena ma mai troppo formale, capace di comunicare il senso di malinconia di una giornata di pioggia e quello di perdita della fine di un amore.
L'affascinante presidente della giuria del concorso berlinese presenta di fronte alla stampa la commedia Late Bloomers, che la vede protagonista a fianco di Wlliam Hurt.
Bela Tarr produce un film d'arte, un prodotto di un bellezza visiva sconvolgente, ma scarsamente commerciabile, dove ogni gesto, suono o immagine si carica di un senso profondo.
Toast racconta la gioventù del critico gastronomico Nigel Slater con tono favolistico e ritmo vivace, avvalendosi delle interpretazioni di Helena Bonham Carter e Freddie Highmore.
Approda domani nelle sale l'ultima, incredibile fatica registica di Darren Aronofsky. Un contributo fondamentale a tanta magnificenza arriva dalla Swarovski, che ha curato gli splendidi costumi e gli abbaglianti accessori utilizzati nella pellicola; per voi in esclusiva questa intervista con la direttrice creativa, l'affascinante Nadja Swarovski.
Diretto con grande sensibilità e col piglio deciso di chi sa cosa vuole e anche come ottenerlo, Our Grand Despair (La nostra grande disperazione) è una storia drammatica incentrata sui piccoli grandi traumi della vita, sull'amicizia e sulla maturazione di uomini e donne alle prese con gli imprevisti dell'amore.