Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Presentato al festival di Roma il film del regista francese Eric Lartigau, passato dalla commedia al thriller. Nel cast i bravi e affascinanti Marina Fois e Romain Duris.
Abbiamo incontrato al festival di Roma 2010 il regista americano più noto del cinema indipendente, che ha presentato in anteprima nazionale la sua ultima opera, 'Pete Smalls is Dead', commedia nata, come al solito, non senza una faticosa gestazione.
Evitando la lacrima facile, Il regista Hans Van Nuffel indaga con attenzione le dinamiche relazionali instauratesi nel microcosmo dell'ospedale, e va a scandagliare con la sua macchina da presa la solitudine del protagonista, il giovane e bravissimo Stef Aerts.
Fariborz Kamkari costruisce il suo melodramma bellico usando un ritmo spedito, avvincente, piacevole, ma fin troppo 'facile'.
Il nuovo, atteso film di animazione dello Studio Ghibli è stato presentato al Festival di Roma dal regista Hiromasa Yonebayashi e dal co-produttore esecutivo Koji Hoshino.
Uno sguardo approfondito alle uscite CineKult di ottobre, dedicate alla serie Zombi, dal primo e mitico Zombi 2 di Lucio Fulci (omaggiato di un'edizione sontuosa) a Zombi Holocaust di Marino Girolami
Oltre alla presentazione della miniserie televisiva, tra gli eventi della giornata spicca la proiezione fuori concorso di The Borrower Arrietty, nuovo film scritto e ideato da Miyazaki.
Susanne Bier è abilissima a costruire un film in cui la tensione parossistica serpeggia fin dalle prime scene, ma il suo cinema così duro e viscerale non potrebbe fare a meno di un cast capace di esprimere l'incredibile gamma di emozioni richieste.
Ripercorrendo la favola del pirata Dragut, il quattordicenne Martino scoprirà l'amore, l'amicizia e il valore del sacrificio, in un'Italia sospesa tra la strage di Ustica e quella di Bologna.
L'attore americano ha incontrato la stampa italiana e internazionale alla kermesse romana per presentare il primo episodio firmato di Boardwalk Empire, successo fenomenale negli States in arrivo da noi a gennaio 2011.
Il regista francese si concede volentieri alla stampa per parlare del suo Carlos 'discolpando' il Festival di Roma nonostante il disguido occorsogli prima della proiezione ufficiale.
L'immortale segna un interessante cambio di direzione, almeno provvisorio, nelle produzioni della Europa Corporation di Luc Besson. Accantonato l'action spunta il cinema di genere più nobile in Francia: il polar, in un film in cui riecheggiano i temi dell'onore e della vendetta e si corteggia il classicismo andato perduto.
Cinema indipendente orgogliosamente pulp (sì, per una volta Quentin Tarantino potrebbe essere citato non a sproposito) che usa gli strumenti del cinema d'autore per inscenare un balletto macabro, in cui lo spettatore mantiene sempre, magari suo malgrado, un irriverente ghigno sul volto.
Il regista esordiente Massimo Natale ha presentato la pellicola alla stampa accreditata alla kermesse capitolina.
In conferenza stampa, la simpatica attrice francese è l'unica rappresentante di cast e crew dell'originalissimo film di Olias Barco.
Presentato in concorso al Festival del Film di Roma il nuovo film di Guido Chiesa, l'ennesimo di questa quinta edizione sulla genitorialità, il primo a raccontare l'infanzia di Gesù a partire dal suo concepimento per un viaggio a ritroso verso le radici del Cristianesimo.
Nonostante il regista cinese Liu Bingjian definisca il suo film come un thriller, 'The Back' è in realtà una riflessione autoriale sull'incancellabile eredità del maoismo, realizzata con piglio antinarrativo che privilegia uno stile pittorico delle inquadrature.
Nakata mette in scena un gioco cinematografico che, pur laddove tocca blandamente il tema della società dello spettacolo e dei reality è in realtà una divertita rielaborazione del sempiterno Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, già in passato oggetto di citazioni e variazioni sul tema da parte del cinema di genere.
Piccolo film prevalentemente al femminile, esordio della regista taiwanese Yu-Hsiu Camille Chen, Little Sparrows scandaglia gli abissi del dolore con leggerezza, con un tocco trattenuto e scevro da enfasi.
Un documentario che racconta un disco tra i più rappresentativi della carriera di Bruce Springsteen, presentato al Festival di Roma alla presenza del rocker, in una festosa atmosfera da concerto.
All'opera di Christian Molina non mancherebbe proprio nulla per dirsi riuscita, eppure quello che stona è l'assenza di un vero e proprio punto di vista dell'autore in riflessione universale sull'essere umano.
Abbiamo incontrato l'attrice americana che è arrivata al Festival del Film di Roma 2010 sia per presentare il suo nuovo film I ragazzi stanno bene, in cui 'fa coppia' con Annette Bening, che per ritirare il Marc'Aurelio d'Oro che quest'anno la kermesse le attribuisce a coronamento di una straordinaria carriera, nel cinema indipendente come nel mainstream.
L'estroso, eccentrico, provocatorio autore di Hedwig e Shortbus John Cameron Mitchell infrange altri tabù in Rabbit Hole, ma lo fa con sorprendente garbo e misura, e lo script di David Lindsay-Abaire conserva la semplicità e l'intimità del dramma, trattenendo le emozioni dei protagonisti così come loro stessi reprimono e nascondono l'un l'altro i propri sentimenti.
Pur essendo una commedia piacevole, 'Le migliori cose del mondo' si rivolge al mondo degli adolescenti con sincerità, senza nascondere le problematiche legate alla loro età. L'opera della Bodanzky trasuda una forte impronta di autenticità, grazie anche alle interpretazioni dei giovani attori non professionisti.
Amore e guerra nell'Iraq di Saddam Hussein. A Roma è il giorno del toccante I fiori di Kirkuk di Fariborz Kamkari.
La regia di Fincher torna ai massimi livelli grazie alla gestione precisa ed efficace di uno script perfetto e di interpreti giovani e carismatici. Un film che celebra nel migliore dei modi la straordinaria avventura della creazione di Facebook.
Tra le ombre di un rapporto padre-figlio, un cupo intreccio di amicizia, cronaca e vendetta e le gelide atmosfere della Germania. 'Una vita tranquilla' ci trascina con un ritmo esplosivo mentre gli sguardi e il talento di Toni Servillo e del giovane duo D'Amore-Di Leva ci ricordano che il nuovo cinema realistico italiano gode di ottima salute.
Applaudissimo dalla giovane platea di Alice nella città, il film racconta in maniera leggera ma realistica le problematiche dell'adolescenza. Abbiamo incontrato a Roma aa regista Laìs Bodanzky, lo sceneggiatore Luiz Bolognesi e il protagonista Francisco Miguez.
Imperfetto sotto tutti i punti di vista il film è diretto da Ricky Tognazzi con un incedere svogliato e poco brillante stilisticamente assai più vicino alla fiction tv, a conti fatti la formula più indicata per raccontare una storia così piena di temi e con così tanta carne al fuoco.
Il regista irlandese Ger Leonard, al suo esordio registico, realizza un affresco corale che delinea un'umanità sofferente e violenta. L'operazione si caratterizza per una ricerca elaborata sul piano formale, che però finisce per sconfinare nel manierismo.
L'attore indiano, grande star del cinema di Bollywood, ha parlato al Festival di Roma del suo ultimo film, presentato nella sezione Eventi Speciali.
Gentile e ironico, Jesse Eisemberg si offre alla stampa romana in occasione dell'anteprima del bellissimo The Social Network, evento speciale del festival capitolino.
E' un film cupo e senza speranza Crime d'amour, testamento artistico di Alain Corneau, scomparso il 30 agosto scorso; il racconto procede lento su un'ineludibile catastrofe di avvenimenti fino allo sconvolgente epilogo, mostrando in maniera mirabile la sadica trasformazione di un rapporto di apparente amicizia tra due donne manager in un qualcosa di completamente opposto, che per forza di cose rende necessaria (anche) l'eliminazione fisica dell'altro.
A dominare la quinta giornata del Festival è senza dubbio la proiezione di The Social Network di David Fincher, già ampiamente riconosciuto come un capolavoro. Ma il fitto programma odierno comprende anche tre titoli in concorso: l'americano 'Rabbit Hole', l'italiano 'Una vita tranquilla' e l'irlandese 'Five Day Shelter'.
Shahrukh Khan e il red carpet da sogno che profuma d'India. Il bell'attore, considerato da molti il Tom Cruise indiano, ci svela i suoi segreti in un incontro col pubblico della capitale.
Il bell'attore approda al Festival di Roma presentare Rabbit Hole, drammatica pellicola interpretata a fianco di una incredibile Nicole Kidman.
Poetico, terrorizzante, tenero e dolente ritratto di un'adolescenza difficile Let me in è per fortuna lontano anni luce dal glamour fantasy di Twilight ma più romanticamente vicino a E.T., specialmente per i tanti riferimenti al cielo, alla Luna, alla passione del ragazzino per i paesaggi lunari e per lo strettissimo legame d'amicizia che si crea con 'la creatura', con il diverso venuto da chissà quale parte dell'universo.
Allo scoccare della mezzanotte il Festival di Roma ha offerto un regalo ai 'Dylandogofili' più incalliti, presentando i primi venti minuti dell'attesa (e già controversa) trasposizione cinematografica della celebre creatura a fumetti di Tiziano Sclavi. Le immagini mostrate al pubblico confermano che si è deciso di propendere per un adattamento molto libero e svincolato dall'iconografia del personaggio originale.
Partendo dal romanzo di Andrea Camilleri, caratterizzato da un notevole sperimentalismo linguistico, il regista Mortelliti realizza un adattamento cinematografico più lineare, puntando soprattutto sulla ricostruzione scenografica e sulla valorizzazione degli interpreti.
Il film della regista messicana María Novaro, una delle più apprezzate autrici del suo Paese, si caratterizza per affrontare il tema dell'Alzahaimer da un insolito punto di vista, sottolineando le strette connessioni esistenti tra mondo naturale ed emozioni umane.
Il tono lieve che caratterizza "La scomparsa di Patò", adattamento cinematografico di un romanzo di Andrea Camilleri, è stato riproposto anche nella conferenza stampa, che ha visto protagonisti il simpatico regista Rocco Mortelliti e l'allegro terzetto composto da Nino Frassica, Maurizio Casagrande e Neri Marcorè.
L'apprezzata regista messicana, assieme all'attrice Úrsula Pruneda presentano il film 'Las Buenas Hierbas', che affronta in maniera veristica e senza patetismi il doloroso calvario della malattia degenerativa.
Col suo esempio Benazir Bhutto ha ispirato milioni di giovani donne musulmane, non solo pachistane, ma di tutto il mondo, le ha incoraggiate a lottare per i proprio ideali con coraggio aprendo loro la strada a mestieri di prestigio, allo sport, fornendo loro assistenza sanitaria. Nonostante gli aspetti controversi sfiorati dalla pellicola, l'eredità lasciata da Benazir Bhutto nel Pakistan di oggi non si cancella.
Nigel Cole firma un film piacevole nella confezione ed interessante nei contenuti, che ha il suo elemento di maggiore potenza nel talento della deliziosa Sally Hawkins.
Abbiamo incontrato Matt Reeves, giovane regista e sceneggiatore dell'acclamato remake americano di Lasciami entrare, a Roma per presentare fuori concorso l'avvincente thriller che vede protagonisti due ragazzini alle prese con le prime turbative sentimentali, con l'amicizia e con la diversità.
Il regista tedesco presenta alla stampa il suo terzo lungometraggio, incentrato sulla figura della poetessa Oda von Siering e sul suo incontro, appena quattordicenne, con un rivoluzionario che le insegnerà a raccontare, a pensare e a vivere.
Nel suo terzo lungometraggio, Kraus racconta l'evoluzione morale di una giovanissima poetessa e, insieme, i cambiamenti sociali a cui l'Europa si stava preparando, e lo fa con grande forza espressiva, senza rinunciare alla sensibilità.
Accompagnato dalla straordinaria Mahasweta Devi, l'italiano Italo Spinelli presenta in concorso a Roma il drammatico Gangor.
Jim Loach dà al film un taglio realistico e niente affatto declamatorio, rendendo evidente la volontà di affrancarsi dall'ingombrante figura paterna, e controllando accuratamente l'aspetto emotivo della vicenda.
Il figlio di Ken Loach ha presentato il suo lungometraggio d'esordio al Festival di Roma, insieme alla protagonista, la straordinaria Emily Watson, e alla sceneggiatrice Rona Munro.