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A rappresentare l'italia in concorso al 67. Festival di Cannes, l'opera seconda di una giovane regista dalla sensibilità particolarissima: Alice Rohrwacher, che dopo aver esplorato il mondo interiore di una ragazzina solitaria in Corpo celeste, ricrea ne Le meraviglie il sentimento di un mondo e di un tempo scomparso.
Certamente più western che dramma post-apocalittico in senso classico, l'opera numero due dell'australiano David Michôd è un affascinante viaggio in un mondo brutale, senza legge e senza morale, al seguito di una memorabile coppia di antieroi.
Il mito del lusso francese rivive nei panni di un fragile, efebico, sensuale Gaspard Ulliel in un biopic visionario ed esteticamente voluttuoso.
Sei episodi grotteschi e un po' pulp per una satira arguta ed esilarante sulla società contemporanea e sulla innata brutalità umana.
Dopo gli spazi aperti e vertiginosi di C'era una volta in Anatolia, Nuri Bilge Ceylan ci riporta nel cuore inclemente ma scenografico della steppa per raccontarci un uomo dal cuore altrettanto inospitale.
Una storia d'amore che dura da ven'tanni quella tra la Dreamworks e Cannes "noi amiamo Cannes ed è un amore corrisposto" dice Jeffrey Katzenberg. Cate Blanchett e America Ferrera parlano del loro coinvolgimento nel film.
Vertiginoso, frenetico ed emozionante, il secondo capitolo di Dragon Trainer assicura divertimento per il pubblico più giovane e non solo.
Discreta edizione homevideo per il curioso e originale film di Davide Manuli con Vincent Gallo, Claudia Gerini e Fabrizio Gifuni. Video appena sufficiente, ma audio ottimo e buoni extra.
Un thriller classico per molti versi, il film di Atom Egoyan riesce ad essere ad un tempo troppo ambizioso e troppo pressappochista in sede di sceneggiatura: a renderlo comunque tollerabile pensano la regia e le interpretazioni.
Più buio di mezzanotte è un'opera prima che non manca di motivi di interesse, ma perde di focus per i troppi dettagli secondari aggiunti alla storia ed alcuni eccessi che ne limitano l'efficacia.
Seconda volta dietro la macchina da presa per Mathieu Amalric, il talentuoso interprete francese che questa volta decide di misurarsi con il polar adattando un celebre romanzo del maestro del genere Georges Simenon.
Nonostante l'atmosfera allegra e rilassata, Atom Egoyan e gli interpreti del film - tra cui Rosario Dawson e Ryan Reynolds - hanno discusso in maniera approfondita del delicato argomento trattato dalla pellicola.
Imperfetto ma emozionante, Timbuktu di Sissako regala alcuni momenti di grande impatto che da soli valgono un film.
Quasi 40 anni dopo Brian De Palma, ci ha provato Kimberly Peirce a portare sul grande schermo il romanzo di Stephen King. L'edizione homevideo in alta definizione presenta un ottimo video e un buon audio. Soddisfacenti gli extra.
Sebastiano Riso ed il cast del film, capitanato da Micaela Ramazzotti, hanno incontrato la stampa italiana nella suggestiva location del festival francese.
Una storia cupissima, quasi insostenibile, per un film che racconta la forma di amore più perversa e crudele che un essere umano possa infliggere a un altro.
A quattro anni di distanza dall'ingiustamente sottovalutato Another Year, Mike Leigh torna in concorso a Cannes con un intenso biopic dedicato a William Turner, pittore romantico inglese, ma lo fa in modo originale, concentrandosi più sulle ispirazioni dell'artista che sulle opere stesse.
Una storia intima e personale, con protagonista una donna che interpreta coraggiosamente sé stessa, raccontata con grande capacità di penetrazione e allo stesso tempo con delicatezza da tre registi esordienti.
Da riscoprire in una buona edizione homevideo l'inedito e torbido thriller con Willem Dafoe e Matt Dillon, diretto dallo scomparso Chris Brinker.
La curiosa e divertente comedy-horror cubana arriva in alta definizione con un buon reparto audio-video. Purtroppo come extra c'è solo il trailer.
"Se mi trovassi di fronte alla stessa scelta non ci penserei due volte e seguirei l'amore" ha detto la protagonista del film che oggi ha inaugurato il 67esimo Festival di Cannes.
Grande attesa per i film in gara. Tutti i giurati sono pronti a godersi lo spettacolo e a farsi sorprendere e colpire al cuore dai partecipanti, perchè essere a Cannes è come essere innamorati.
Una diva del cinema del presente per raccontare una tra le più grandi del passato, un biopic non canonico e tante polemiche che arrivano dal Principato. L'apertura di Cannes 67. aveva tutte le carte in tavola per far parlare di sé, e così è stato, ma dal film era lecito aspettarsi molto di più.
Discreta edizione homevideo per una parodia di grana grossa che prende di mira le saghe di Hunger Games e Una notte da leoni.
Da domani il Palais du Cinema e le sue zone antistanti si popoleranno di migliaia di accreditati, cinefili, addetti ai lavori e semplici curiosi per l'edizione numero 67 di questo Festival. Ma oggi, soltanto oggi, è ancora possibile attraverso questi luoghi ed osservarli con occhi diversi, in una atmosfera quasi magica.
Con questo reboot, Gareth Edwards cancella il ricordo dell'ipertrofica versione di Emmerich del 1998, rispettando le caratteristiche del Godzilla della Toho, e raggiungendo un buon equilibrio tra un mood retro, fedele al genere e al soggetto, e le esigenze di un moderno blockbuster.
Alla vigilia della 67esima edizione del Festival di Cannes, ecco i quindici film in cartellone che aspettiamo con più interesse. Tra gli altri, non solo i film di Cronenberg e Godard, ma anche gli ultimi lavori di Xavier Dolan, Nuri Bilge Ceylan.
Nella provincia del malessere a colpire è soprattutto la capacità del Collettivo John Snellinberg di esplicitare problemi comuni a molti trentenni/quarantenni italiani senza mediazione, con quella schiettezza brutale tutta toscana.
Commedia graffiante a base di humor nerissimo e bizzarro tipico della cinematografia balcanica, che in modo inaspettato vira nel dramma e nella denuncia degli aspetti più bui e obsoleti della Chiesa cattolica.
Patrizio Gioffredi, Lorenzo Orlandini e Duccio Burberi, regista, sceneggiatore e direttore della fotografia di Sogni di gloria, ci raccontano del presente e del futuro del Collettivo John Snellinberg.
Il film con Forest Whitaker arriva in alta definizione con un video soddisfacente ma soprattutto con un ottimo audio. Più che sufficienti i contenuti speciali.
Il simpatico regista giapponese ci racconta l'incapacità del suo paese di permettere al pubblico di crescere e la passione per il cinema italiano che lo ha spinto a intraprendere questo mestiere.
Hiroshi Nishio sfodera sicurezza nelle scelte stilistiche e costella il suo lavoro di riferimenti cinefili che rivelano la sua passione per la settima arte.
Il coraggioso film di Sandro Dionisio su immigrazione e viaggi della speranza arriva in homevideo con un ottimo video. Audio più che sufficiente, ma non ci sono extra.
Massimo Scaglione racconta la storia personale di Rosetta Pignataro che, ispirata da alcune chiacchiere ascoltate dentro una pasticceria newyorkese, si colloca nella visione generale di una società passata che oggi, pur cambiando forma e linguaggio, non è poi così diversa nella sostanza.
Si ride molto, ma, nonostante le peculiarità del suo supereroe, Yuichi Fukuda riesce sempre a fare un passo indietro prima di diventare volgare. In tal modo permette al suo pubblico di gustarsi in tutta tranquillità le ridicole mossette del suo Pervertito e i suoi genitali sbattuti in faccia a nemici altrettanto ridicoli.
A vent'anni dal debutto al Festival di Cannes, il film più celebrato di Quentin Tarantino continua ad essere uno dei più citati e imitati, nella vita come al cinema. Dalla maionese alla 'choco', passando per i milkshake da cinque dollari e i massaggi ai piedi, venti ragioni per le quali Pulp Fiction ha lasciato il segno.
Prosegue il nostro approfondimento sul capolavoro di Quentin Tarantino e sull'impatto culturale del film che ha creato una generazione di cinefili.
Nel 1994 Quentin Tarantino vinceva la Palma d'Oro a Cannes con il suo secondo film, la sua opera più citata e amata, entrata nell'immaginario collettivo per la spiazzante costruzione narrativa, per gli indimenticabili dialoghi e per un numero spropositato di sequenze di culto.
Miss Zombie è un'opera in cui ogni sequenza oscilla tra arte e simbolo, politica nel risultato prima che nelle intenzioni.
Tra importanti festival internazionali, circuiti d'essai e titoli in cerca di distribuzione, ecco uno sguardo d'insieme sul cinema d'autore europeo degli ultimi anni attraverso dieci film apprezzatissimi ma talvolta 'invisibili' e da (ri)scoprire.
Le protagoniste femminili - su tutte la solare e magnetica Kazue Fukiishi - riescono a tratteggiare con naturalezza i caratteri dei loro personaggi lasciandoli emergere a poco a poco.
Viaggio alla scoperta della famiglia giapponese, non più tanto tradizionale, con il regista e il protagonista maschile della delicata commedia che ha inaugurato il Wa! Japan Film Festival.
Anche quest'anno ci siamo: tra pochi giorni calcheremo la Croisette per raccontarvi la 67. edizione del festival più importante e chiacchierato del circuito festivaliero. Ma prima, come tradizione, il nostro vademecum per questa edizione della kermesse.
In occasione dell'annunciato addio al cinema del maestro giapponese, con l'uscita in sala del suo ultimo 'Si alza il vento', la Lucky Red ripropone, propedeuticamente, due delle sue precedenti e più celebrate opere: parliamo di 'Principessa Mononoke' e de' La città incantata'.
Valida edizione in DVD per il film tratto dal romanzo di Daniele Pennac. Brillanti audio e video, sufficienti gli extra.
Il film con Josh Holloway ambientato nello scatenato mondo della breakdance, arriva in alta definizione con una buona edizione, anche se il 2D è più convincente del 3D.
L'intenso film di Samuele Rossi presentano al festival di Garda 2011 arriva in homevideo con un'edizione tecnicamente discreta. Sufficienti gli extra.
I due registi hanno presentato alla stampa il loro primo lungometraggio, un affascinante thriller psicologico ispirato alla psicomagia di Alejandro Jodoroswski. Con loro, parte del cast, nel quale spiccano Désireé Giorgetti ed Ivan Franek.
Audio coinvolgente e buon video in alta definizione per l'avventuroso film francese in mezzo al mare con François Cluzet. Peccato per gli extra molto poveri.