I film più significativi del 2021, da Nomadland a È stata la mano di Dio

Le grandi opere d'autore e i blockbuster che hanno riportato il pubblico in sala nell'anno della lotta alla pandemia: ripercorriamo i film più significativi di questo anno 2021.

CLASSIFICA di 28/12/2021
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Dune: Zendaya e Timothee Chalamet in una scena

L'anno delle nuove emergenze e delle auspicate rinascite; l'anno delle agognate riaperture e delle ulteriori chiusure: il 2021 appena trascorso è stato vissuto in una costante altalena tra sconforto e speranza, tra ennesime ondate pandemiche e l'apporto salvifico dei vaccini. E il cinema, cartina di tornasole della realtà che ci circonda, ha attraversato insieme a noi queste diverse fasi: i grandi titoli costretti a disertare le sale per affidarsi allo streaming e al video on demand; i blockbuster che hanno concesso un po' di respiro alle sale cinematografiche e quelli che, al contrario, si sono scontrati con le dure leggi del box-office nell'epoca del Covid-19; le opere innovative e coraggiose che hanno segnato il ritorno in auge dei festival e quelle che, al termine dell'annata, sembrano volerci condurre verso un progressivo ritorno alla normalità.

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È stata la mano di Dio: un'immagine di Filippo Scotti

Autori di origine asiatica quali Lee Isaac Chung e Chloé Zhao hanno saputo offrirci sguardi alternativi sull'America, mostrandoci la "terra delle opportunità" con una lucidità priva di retorica; il filone del coming of age ci ha regalato la toccante parabola a sfondo italiano di Luca e le passioni erotiche dipinte da François Ozon sulle spiagge della Normandia, ma anche la ricerca di stabilità affettiva della norvegese Julie ne La persona peggiore del mondo e lo struggente confronto con il dolore nella Napoli di Paolo Sorrentino; e poi ancora ci sono state le intramontabili icone di massa, dall'agente 007 a Spider-Man, e la passione irrefrenabile espressa a suon di note e a ritmo di danza nei musical di Lin-Manuel Miranda e Steven Spielberg.

Di seguito, ecco dunque un viaggio, in ordine cronologico di uscita in Italia, lungo venti tra i film più significativi del 2021, quelli che ci hanno tenuto compagnia in un intenso anno di timori, difficoltà e desiderio di tornare a vivere.

1. Minari

Minari
Minari: un'immagine del film

Titolo-rivelazione del Sundance Film Festival 2020, ma approdato in Italia a oltre un anno di distanza, Minari si è imposto come una delle pellicole più apprezzate della scorsa stagione. La penna e la macchina da presa del regista e sceneggiatore Lee Isaac Chung, americano di origini sudcoreane, ci hanno fatto immergere nel contesto rurale dell'Arkansas con una storia autobiografica che, tuttavia, si ricollega al mito inossidabile dell'American Dream: un mito rielaborato con la consapevolezza di una famiglia di immigrati che divide le proprie giornate tra affetto, sacrifici e voglia di riscatto.

Minari, la recensione: un racconto di autentica dolcezza ad altezza bambino

2. Nomadland

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Nomadland: un primo piano di Frances McDormand

A Minari si ricollega direttamente Nomadland, l'opera della definitiva consacrazione della regista cino-americana Chloé Zhao, dopo Songs My Brothers Taught Me e The Rider - Il sogno di un cowboy: dal Leone d'Oro alla Mostra di Venezia 2020 al premio Oscar come miglior film, il terzo lungometraggio della Zhao ci porta nell'Ovest degli Stati Uniti con un viaggio on the road vissuto al fianco di Fern, vedova sessantenne impegnata a trovare una nuova dimensione lontana dai modelli dell'American way of life. E la mimetica prova d'attrice di Frances McDormand, ricompensata con il suo terzo Oscar, è un piccolo miracolo di naturalismo che arriva dritto al cuore.

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3. The Father

The Father
The Father - Nulla è come sembra: un primo piano di Anthony Hopkins

A proposito di mostri sacri del cinema e di performance destinate a entrare negli annali, è impossibile non citare lo straziante ritratto della senilità tracciato dall'ultraottantenne Anthony Hopkins in The Father, esordio alla regia del drammaturgo francese Florian Zeller con la trasposizione della sua stessa opera teatrale. Premiato con il suo secondo Oscar, Hopkins ci trascina in un film tutto girato in interni in cui il tentativo di aggrapparsi alla memoria assume quasi le sfumature di un thriller, mentre brandelli di realtà scivolano fra le dita del protagonista in un corto circuito di nomi, di volti e di piani temporali.

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4. Estate '85

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Estate '85: Benjamin Voisin e Félix Lefebvre

La scoperta dell'amore, l'esplosione dell'eros, ma anche la resa dei conti con la sofferenza di un cuore spezzato: con il suo adattamento di un romanzo di Aidan Chambers, in Estate '85 François Ozon realizza un racconto di formazione in cui l'amalgama di generi e registri narrativi produce un film sorprendente e magnifico, fra le vette più alte nella carriera del regista francese. L'appassionata love story fra Alexis e David nel paesaggio costiero della Normandia, sulla musica dei Cure e di Rod Stewart, si colora di fosche tinte noir, intrecciando elementi del thriller e del melodramma con una spregiudicatezza che è la cifra più adatta a restituire i moti dell'animo di un adolescente innamorato.

Estate '85, la recensione: della morte, dell'amore nel capolavoro di François Ozon

5. Luca

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Luca: un'immagine del film

E all'adolescenza, nonché al confronto con le nuove esperienze come strumento per conoscere se stessi, è dedicato anche un altro film di ambientazione balneare; con Luca, però, si passa dal Nord della Francia negli anni Ottanta alle coste della Liguria negli anni Sessanta, mentre i toni sono quelli delicati e coinvolgenti che da sempre caratterizzano le opere della Pixar. Diretto da Enrico Casarosa ispirandosi alla leggenda di Colapesce, Luca è la celebrazione dell'amicizia tra due creature anfibie determinate a trovare il proprio posto in un mondo che rischia di trattarle con diffidenza e ostilità, ma in cui i rapporti umani costituiscono una rete di sicurezza in grado di far superare anche le sfide più temibili.

Luca, la recensione del film Pixar su Disney+: conoscere per spazzar via la diffidenza

6. Una donna promettente

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Una donna promettente: un'immagine di Carey Mulligan

Una delle più sopraffine vendette orchestrate sul grande schermo negli ultimi anni, ma al contempo anche un film che, dietro la veste patinata e ironica della back comedy, rivela un divorante senso di frustrazione e di smarrimento. Una donna promettente, applauditissima e discussa opera prima dell'attrice Emerald Fennell, affronta di petto la questione degli abusi sessuali, ma soprattutto della percezione sociale delle relazioni fra uomini e donne, adottando il punto di vista di Cassie: un'erinni dal volto angelico intenzionata a ribaltare i ruoli di vittime e carnefici, che ha fornito a una strepitosa Carey Mulligan il suo miglior ruolo di sempre.

Una donna promettente, recensione: Carey Mulligan vendicatrice femminista sospesa tra Hello Kitty e Kill Bill

7. Dune

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Dune: un'immagine di Timothée Chalamet

È stata una delle sfide impossibili della Hollywood all'epoca della pandemia: rimandato di un intero anno, l'imponente film di Denis Villeneuve aveva l'arduo compito di riproporre l'universo fantascientifico del romanzo di Frank Herbert a una nuova generazione di spettatori, a quasi quarant'anni dallo sfortunato tentativo di David Lynch. E il suo Dune, costruito intorno all'amletico Paul Atreides di Timothée Chalamet, si è dimostrato un kolossal affascinante e immaginifico, che pur senza aderire alle tendenze e allo stile dei blockbuster odierni è riuscito a conquistarsi i favori del grande pubblico, dandoci conferma di una successiva Parte Due.

Dune, la recensione: benvenuti su Arrakis, sarà un lungo viaggio

8. Drive My Car

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Drive My Car: un'immagine del film

Nel corso del 2021, il regista giapponese Ryūsuke Hamaguchi si è guadagnato il suo spazio fra i nuovi, grandi nomi del cinema internazionale con due film incantevoli premiati ai Festival di Berlino e di Cannes: Il gioco del destino e della fantasia e Drive My Car. Basata su un racconto di Murakami Haruki, quest'ultima pellicola adopera il teatro come strumento di riflessione sulla realtà, sulla comunicazione e sulle interconnessioni che siamo in grado di stabilire con gli altri: il risultato è un'opera densissima e luminosa, che abbraccia lo spettatore sotto il segno di un'empatia presentata come la migliore ancora di salvezza nell'oceano dei nostri drammi privati.

Drive My Car, la recensione: farsi guidare dalle storie

9. No Time to Die

No Time To Die
No Time to Die: un'immagine di Daniel Craig

Altro blockbuster caduto 'vittima' della pandemia, tenuto in magazzino per un anno e mezzo e uscito finalmente nel momento in cui le sale avevano più bisogno di ossigeno: No Time to Die, affidato alla regia di Cary Fukunaga, ha segnato l'ultima avventura sullo schermo per il James Bond interpretato per ben quindici anni dall'attore Daniel Craig. In un sapiente concentrato di tutti gli elementi canonici della mitologia dell'agente segreto 007, e con un gelido Rami Malek nei panni del villain di turno, il film ha segnato la chiusura di un ciclo e il ritorno al cinema come grande esperienza collettiva.

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10. Titane

Titane
Titane: un'immagine di Agathe Rousselle

Capolavoro o supremo abbaglio della giuria di Cannes? Opera innovativa o provocazione fine a se stessa? Pochi film hanno suscitato opinioni tanto polarizzate quanto quelle riguardanti l'opera seconda di Julia Ducournau, che dopo la vittoria della Palma d'Oro ha spaccato critica e pubblico. Fra revenge movie, cyberpunk e body horror, Titane segue la parabola di sangue della Alexia di Agathe Rousselle, la sua surreale gravidanza dopo l'amplesso con un'automobile e il bizzarro rapporto con un'ambigua figura paterna incontrata per caso sulla propria strada.

Titane, la recensione: donna, rinascerai con dolore

11. The Last Duel

The Last Duel
The Last Duel: Adam Driver e Matt Damon

Nel corso dell'autunno 2021, un veterano infaticabile del calibro di Ridley Scott ha portato al cinema ben due progetti molto attesi; ma mentre il pubblico sta mostrando una notevole attenzione per House of Gucci, il suo precedente The Last Duel è andato incontro a un ingeneroso fiasco. Eppure, questo cupo dramma ambientato nelle gelide corti europee di fine Trecento racchiude diversi motivi d'interesse: dal recupero dell'immaginario medievale per demolirne i falsi miti alla pluralità delle focalizzazioni su un racconto che mette continuamente alla prova la moralità dei suoi protagonisti, evidenziando il ruolo della donna all'interno della cultura patriarcale.

The Last Duel, la recensione: la gladiatrice che sfidò i duellanti

12. France

France
France: un'immagine di Léa Seydoux

Se Ridley Scott usa la storia del passato anche come mezzo per leggere il presente, è invece un'opera totalmente immersa nella contemporaneità l'ultima fatica di Bruno Dumont, France, titolo emblematico che corrisponde al nome della protagonista. Una sensazionale Léa Seydoux presta il volto a una fittizia star del giornalismo televisivo, figura-chiave di un film che, mescolando i toni della satira e del dramma, mette in scena il nostro rapporto con i media e le inesorabili contraddizioni di una realtà filtrata mediante i codici dello spettacolo. Per certi aspetti, France è davvero il Quinto potere dei nostri tempi: l'inquietante autoritratto di una civiltà che osserva se stessa attraverso gli schermi deformanti della TV e del web.

France, la recensione: in diretta dall'infelicità

13. Eternals

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Eternals: Richard Madden e Gemma Chen

Già presente in questa rassegna con il suo Nomadland, nel 2021 Chloé Zhao ha conquistato la ribalta mediatica anche in virtù di un progetto totalmente agli antipodi: un mega-blockbuster da duecento milioni di dollari di budget che ha aperto un nuovo capitolo nella saga del Marvel Cinematic Universe. Dotato di un ampio cast corale, capitanato da Gemma Chan e Richard Madden, Eternals non ha convinto appieno né la critica né i fan, registrando incassi di gran lunga inferiori alle aspettative; ciò nonostante rimane un peculiare esperimento all'interno del proprio genere di appartenenza, oltre a essere il primo film Marvel ad aver incluso un supereroe esplicitamente omosessuale.

Eternals, la recensione: il film Marvel che cambia tutta la prospettiva

14. Il potere del cane

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Il potere del cane: Kodi Smit-McPhee e Benedict Cumberbatch

Assente dal cinema da ben dodici anni, la regista neozelandese Jane Campion ha firmato, con Il potere del cane, uno dei suoi film più acclamati, guadagnandosi il premio per la regia al Festival di Venezia e prenotandosi un posto in prima fila ai prossimi Oscar. Tratto dal romanzo di Thomas Savage, questo composto melodramma dalla selvaggia ambientazione western dipinge una rete di relazioni pericolose nella cornice di un ranch del Montana degli anni Venti, affidandosi soprattutto alle immagini, alle ellissi, all'osservazione delle sfumature e dei dettagli e all'apporto di una grande squadra di attori, a partire dal sinistro cowboy Phil Burbank di un eccezionale Benedict Cumberbatch.

Il potere del cane, la recensione: perdersi ai confini del western

15. La persona peggiore del mondo

La Persona Peggiore Del Mondo
La persona peggiore del mondo: Herbert Nordrum e Renate Reinsve

L'incertezza endemica dei trent'anni, la ricerca di un equilibrio forse impossibile, la scelta di abbandonarsi alle passioni e ai moti del cuore, a dispetto dei rischi: sono alcuni fra i temi al centro de La persona peggiore del mondo, ovvero l'educazione sentimentale della Julie di una radiosa Renate Reinsve, divisa fra due amori. Uno dei più talentuosi cineasti del Nord Europa, il norvegese Joachim Trier, mescola romanticismo, disillusione e dramma in questo racconto di formazione che ci pone alla stessa altezza dello sguardo della protagonista e ci spinge a condividere il suo percorso, passo dopo passo.

La persona peggiore del mondo, la recensione: pagine imperfette di un diario bellissimo

16. Tick, Tick... Boom!

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Tick, Tick... Boom!: un'immagine di Andrew Garfield

La storia di Jonathan Larson, il creatore del celeberrimo Rent, rielaborata secondo i codici del musical di Broadway: alla radice di Tick, Tick... Boom! vi è infatti l'omonimo spettacolo teatrale di Steven Levenson, che a vent'anni dal suo debutto in palcoscenico è approdato anche sugli schermi grazie a Lin-Manuel Miranda, qui al suo esordio dietro la macchina da presa. Un trascinante Andrew Garfield presta il volto al vulcanico Larson, compositore in piena crisi esistenziale, ma determinato a mettere frutto le proprie doti, in un film che costituisce un toccante omaggio al mondo del teatro musicale americano.

Tick, Tick... Boom!, la recensione: tutta la vita è musical

17. È stata la mano di Dio

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È stata la mano di Dio: un'immagine di Filippo Scotti

La pellicola italiana più apprezzata del 2021 è un racconto autobiografico di spiazzante sincerità, in cui alla dolcezza malinconica nella rievocazione del passato si unisce la commozione dolorosa per una perdita in grado di cambiare il corso di un'intera vita. Immerso nell'atmosfera vivida e popolare di una Napoli ammantata di una misteriosa magia, È stata la mano di Dio segna uno dei vertici assoluti del cinema di Paolo Sorrentino, premiato con il Leone d'Argento a Venezia: è il suo personalissimo Amarcord, con il volto limpido e lo sguardo cristallino di Filippo Scotti a offrirci un inedito "ritratto dell'artista da giovane".

È stata la mano di Dio, la recensione: il ritorno a Napoli di Sorrentino emoziona e commuove

18. Scompartimento n. 6

Scompartimento N 6
Scompartimento n. 6: Seidi Haarla e Jurij Borisov

Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2021, Scompartimento n. 6 è un altro esempio di un'annata da incorniciare per il cinema del Nord Europa: il regista finlandese Juho Kuosmanen ci consegna una storia on the road in cui, nello spazio angusto di un treno da Mosca diretto verso la baia di Kola, si incrociano le vite di una studentessa finlandese e di un giovane minatore russo. Dietro l'apparente semplicità di un racconto intimista, il film mette lo spettatore a contatto con il mondo interiore di questi due personaggi e con le rispettive difficoltà nel trovare il linguaggio più adatto per dar voce a se stessi e ai propri sentimenti.

Compartment No 6, recensione: il treno della speranza

19. Spider-Man: No Way Home

Spider Man No Way Home
Spider-Man: No Way Home: un'immagine del film

È il film-evento di questa fine d'anno: il travolgente fenomeno di massa che, fin dal suo debutto nelle sale, è riuscito a intercettare le attese di un'enorme fetta di pubblico, tagliando in appena una manciata di giorni il traguardo del miliardo di dollari d'incasso. Terzo capitolo delle avventure del giovanissimo Uomo Ragno di Tom Holland, con Jon Watts confermato al timone di regia, Spider-Man: No Way Home ha operato una scelta drammaturgica abbastanza insolita, ma che si è rivelata vincente su tutta la linea, alimentando la curiosità e l'entusiasmo collettivi nei confronti di questo blockbuster imponente e spettacolare.

Spider-Man: No Way Home, la recensione: crescere senza rete sotto i piedi

20. West Side Story

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West Side Story: uno spettacolare scatto tratto dal film

E a chiudere la nostra rassegna dei film-simbolo del 2021 è la nuova trasposizione di un musical già portato al cinema sessant'anni fa, diretta da un regista settantacinquenne che ha rivoluzionato più e più volte i meccanismi dell'industria hollywoodiana. Nel suo West Side Story, pur mantenendosi fedele alla vicenda dell'amore contrastato fra Tony e Maria e alle indimenticabili canzoni dell'opera firmata da Leonard Bernstein, Stephen Sondheim e Arthur Laurents, Steven Spielberg non si è limitato pertanto a un omaggio nostalgico, ma ha saputo far emergere a modo suo tutta la modernità, la poesia e la forza emotiva di un classico senza tempo.

West Side Story, la recensione: come aggiornare un classico