Luca, la recensione del film Pixar su Disney+: conoscere per spazzar via la diffidenza

La recensione di Luca, il film Pixar diretto da Enrico Casarosa ora disponibile su Disney+ che porta i colori e il calore dell'estate e dell'Italia sulla piattaforma streaming Disney.

RECENSIONE di 18/06/2021
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Luca: una sequenza del film

Gioia, orgoglio, entusiasmo. Tante sensazione ci accompagnano mentre scriviamo la recensione di Luca, il nuovo film Pixar diretto da Enrico Casarosa, già candidato all'Oscar per il corto La Luna, e disponibile in esclusiva su Disney+ dal 18 giugno. Tante sensazioni, tutte positive, che cercheremo di tenere a bada per evitare di essere tacciati di campanilismo, ma sarebbe in ogni caso un'accusa infondata, perché il valore di Luca è limpido e cristallino come il mare da cui proviene il suo protagonista, un film capace di raccontare ed evocare i colori e il calore dell'estate che sta iniziando e del nostro paese, comunicando con grazia l'importanza della curiosità, della conoscenza e dell'accettazione, del prossimo così come di se stessi.

In fondo al mar...

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Luca: un'immagine di Contadino di Mare

Così si apre Luca, immergendoci in fondo al mar come cantava un altro classico di casa Disney, presentandoci fin da subito il mondo sottomarino in cui si muove il protagonista, che strizza l'occhio con ironia al nostro, tra pesci da portare al pascolo, coltivazioni di alghe e quel misto di timore e diffidenza per tutto ciò che è alieno, che viene dal mondo emerso percepito come minaccioso per le creature marine come Luca e la sua comunità. Un'ansia nei confronti dell'ignoto che viene dalla terraferma che in Luca si anima dei colori della curiosità, di una voglia di conoscenza che prende il sopravvento quando l'incontro con Alberto gli permette di fare il salto definitivo nel superare le proprie paure e lanciarsi in un'avventura all'insegna della scoperta. Di se stesso ancor prima ancora che del mondo.

Conoscere, capire, accettare

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Luca: il pescatore Luca in un'immagine del film

La spinta della curiosità, il freno del timore. Luca si muove nello spazio tra queste due forze opposte e c'è bisogno di un elemento scatenante per permettergli di uscire dall'impasse e della sua comfort zone. Questa forza esterna è l'amicizia con Alberto, una cattiva compagnia che rompe l'equilibrio precario in cui si trova il protagonista e gli permette di soddisfare la sua curiosità e fame di conoscenza, alla scoperta di un mondo diverso dal proprio, da vedere, capire e accettare. È un primo fondamentale messaggio che ci lascia Enrico Casarosa, che vede in questa curiosità la risposta al mondo di diffidenza in cui viviamo, la via per andare verso un cambiamento positivo.

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Luca: un'immagine

Questo ideale ponte verso il prossimo, verso chi è considerato diverso da noi, è alla base dell'accettazione, ma il regista aggiunge un ulteriore livello al suo Luca: non solo la necessità di comprendere gli altri, ma anche di circondarci di quelle persone che sappiano capire e accettare il nostro modo di essere, il nostro sentirci diversi di cui la natura di mostro marino è metafora. C'è questo nella bellissima amicizia che si crea tra Luca e Alberto in prima battuta e con la piccola e determinata Giulia poi, c'è la purezza e l'onestà delle amicizie dell'infanzia, di una complicità che tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella nostra vita.

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La necessità di imparare

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Luca: una scena del film d'animazione

Un altro sentimento che muove Luca è l'incredibile voglia di studiare e imparare, una lezione che lo stesso Casarosa ha fatto sua, perché evidente nel suo approccio all'animazione che attinge dai più grandi. Impossibile non scorgere echi di Hayao Miyazaki nel suo Luca, nella morbidezza e pienezza del tratto, nella fluidità e vivacità delle animazioni, nel modo unico di tratteggiare quella purezza dell'infanzia di cui parlavamo. Il suo Luca è un film semplice ma mai banale, diretto e immediato ma profondo e stratificato, che è inequivocabilmente Pixar ma arricchito dalle contaminazioni della formazione del suo regista. È un film che ha il calore e il colore dell'estate e dell'Italia, la freschezza e l'innocenza dell'infanzia, il profumo del mare incontaminato, e quel gusto per l'animazione tradizionale che emerge con prepotenza da una CGI ormai perfetta e capace di essere strumento completo nelle mani di artisti universali.

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Portorosso e l'Italia di Casarosa

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Luca:n un'immagine del personaggio chiamato Ercole Visconti

Tutto questo emerge da personaggi dal character design curatissimo e dalla personalità che schizza fuori da espressioni, movimenti e voci (impagabile Saverio Raimondo con suo cattivo Ercole Visconti), tra gestualità, battute e modi di dire (Silenzio Bruno! è già cult, per efficacia di suono e messaggio) che ammiccano al nostro paese tanto quanto l'ambientazione della pittoresca Portorosso, la località delle Cinque Terre in cui si sviluppa la storia: il paesino tratteggiato da Casarosa e dagli artisti Pixar è vivo, vivace e colorato, lascia lo spettatore con la sensazione di percepire gli odori del mare in estate, del nostro cibo, dei nostri stravaganti tic, con una selezione di canzoni che ci riporta indietro nel tempo, agli anni tra i '50 e i '60 con qualche concessione doverosa per Edoardo Bennato e i suoi brani da Burattino senza fili che sposano alla perfezione alcuni momenti della storia.

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Luca: Concetta e Pinuccia Aragosta

Qualcuno parlerà di stereotipi e luoghi comuni, ma è un omaggio fatto dall'interno, da una persona che ripensa a quelle suggestioni con nostalgia e amore. Non c'è sfottò negli spaccati di italianità che Enrico Casarosa mette in scena, ma un profondo e immutato affetto che per una volta ci fa sentire orgogliosi di essere italiani. Come lui, come Luca.

Conclusioni

Lo sguardo affettuoso di Enrico Casarosa e la Pixar verso l’Italia ci ha riscaldato il cuore ed emozionati, non possiamo che ribadirlo con decisione alla fine della nostra recensione di Luca. In film distribuito in esclusiva su Disney+ ha i colori e il calore dell’estate alle porte e del nostro paese che ospita la storia, ma anche importanti messaggi di accettazione e inclusività che non possono lasciare indifferenti nella società in cui viviamo. Di livello elevatissimo tutto il comparto tecnico, con una cura delle animazioni in CGI che trasmettono le sensazioni di morbidezza e calore che sono propri del disegno a mano. Tra echi di Miyazaki e una fantastica selezione di canzoni del nostro passato, Luca è un bellissimo viaggio in un angolino delle Cinque Terre che, da italiani, non può che renderci orgogliosi.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

4.3/5

Perché ci piace

  • Le tematiche che spingono verso la conoscenza, l’accettazione e la purezza dell’amicizia e dell’infanzia. Merce preziosa ai giorni nostri.
  • La capacità di Enrico Casarosa di realizzare un film profondamente Pixar, arricchito dalle contaminazioni e formazione del suo autore.
  • I tanti affettuosi e sentiti riferimenti ai nostri tic e alla nostra cultura che animano i luoghi e i personaggi messi in scena dal regista italiano.
  • Banale dirlo ormai, ma il livello tecnico messo in campo dalla Pixar è sempre più elevato e ricco.

Cosa non va

  • Qualcuno potrebbe scorgere luoghi comuni e banalità in alcuni dettagli del film… ma quel qualcuno sbaglierebbe!