Gli estremi del titolo sono, in primis, le tre parti dell'Estremo Oriente da cui provengono i registi che hanno partecipato al progetto: Takashi Miike, Fruit Chan e Park Chan-wook.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida cornice dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, presentata da Daniela Poggi, aiutata da Joe Denti e da una folta schiera di attori e registi del cinema italiano.
La cura dei dettagli prevale sulla storia, e la sensazione di già visto affiora in molti momenti.
Va a indagare nel cuore nero del mondo dello spettacolo, il nuovo film di Atom Egoyan: False verità è un noir che mostra l'ovvio, ma sempre efficace, contrasto tra il pubblico e il privato delle star, tra l'apparenza luminosa dello star system e il suo lato oscuro.
Alessandro Siani non cede alla tentazione di interpretare sè stesso, ma ha l'umiltà di mettersi al servizio del film e della storia, riuscendo a renderla autentica nonostante la semplicità (o forse banalità) eccessiva.
Il film si va a collocare nella tradizione estetico-tematico-formale della commedia nera inglese, e che anzi fa di quella tradizione il suo primo e principale punto di riferimento.
Alessandro Siani ed il cast di 'Ti lascio perchè ti amo troppo' hanno incontrato la stampa della propria città in occasione della presentazione del film.
Sembra essere la saturazione visiva la principale carta giocata da questo Running, film d'azione "alla moda" diretto da Wayne Kramer: una caratteristica che stordisce all'inizio, ma che poi viene rapidamente a noia.
L'interessante Mary di Ferrara si fregia di un'edizione DVD di tutto rispetto. Ottimo il video, buono l'audio, peccato per un comparto extra da cui ci si poteva attendere di più.
Edizione in DVD piuttosto dimessa del film che ha appena vinto l'Oscar: nel complesso qualità audio-video poco più che sufficiente, mentre deludono gli extra.
Una buona edizione, ottima per vedere nella versione originale il film che ha fatto scoprire il grande talento di Wong Kar-Wai in Europa.
Sabine Azéma, protagonista di Incontri d'amore in questi giorni nelle sale, incontra la stampa romana.
L'argomento avrebbe richiesto un'audacia maggiore, ma i Larrieu sono decisi a raccontare una storia volgare cercando di non farla passare per tale.
Il nuovo film con il duo televisivo ' Luca & Paolo' pecca di presunzione, cercando di percorrere strade diverse senza portarne a temine nessuna, rivelandosi infine un ibrido con poco da dire
'Tristano e Isotta' spreca molte delle frecce al proprio arco finendo per essere una via di mezzo tra un film d'avventura e un melodramma storico, la dimensione mitica del racconto persa tra le nebbie inglesi.
Zathura è un film gradevole, divertente e tecnicamente ben realizzato che, sebbene non offra nulla di nuovo al genere sci-fi, sa mantenere il giusto ritmo e il necessario impatto emotivo per tutta la durata della pellicola, risultando un prodotto credibile e godibile non solo per i bambini.
Un film dall'aspetto curatissimo che, grazie anche ad un'intelligente sceneggiatura, riesce a dare ai giovani protagonisti e alla loro vicenda un buon spessore.
Donaldson racconta con uno stile assolutamente classico, non solo la storia del suo personaggio, ma soprattutto la sua America e cioè quella filtrata dall'immaginazione sognate di un regista australiano che non rinuncia ad elogiarne il suo mito fondativo.
Quel che manca al remake di 'Fog' è l'atmosfera che rendeva il film di Carpenter suggestivo, sinistro ed avvincente: un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra una vera ghost story ed un inutile videoclip da grande schermo.
Terkel miscela - in modo esasperato ed estremo - situazioni ascrivibili al dramma scolatisco e atmosfere proprie dell'horror-thriller, cariche di venature splatter e cinico-sarcastiche, nella migliore tradizione impartita da Simpsons e South Park
Incontro con Luca (Bizzarri) e Paolo (Kesissoglu), mattatori del piccolo schermo che sbarcano, per la terza volta, nelle sale, con una commedia thriller tratta da una storia vera.
Ottimo lavoro sotto ogni punto di vista per l'ultimo lavoro targato Disney.
Il mago più famoso tra i ragazzi torna in un'edizione ottima sia dal punto di vista del packaging che da quello dei contenuti.
Impeccabile per regia, sceneggiatura e interpretazioni, Inside Man travalica il genere e si fa riflessione su realtà e finzione, su apparenza e sostanza. Sul racconto e sul raccontare in senso ampio.
Un edizione soddisfacente quella che la Dolmen ha dedicato al bel La sposa siriana. Spicca la pulizia del video, audio discreto sufficienti gli extra.
Bella confezione a doppio disco per il film di Tim Burton. Convince soprattutto l'audio, mentre dal video ci aspettavamo qualcosa di più.
Miike tira i nodi al pettine di una nostra contemporaneità bacata e sanguinante. E nel mettere in scena un americano stanco che torna su un'isola giapponese alla ricerca di una sua vecchia fiamma, taglia i ponti con tutti, da una parte all'altra dell'oceano.
Bukowski ispira, nel bene e nel male, una pellicola di indagine nel mondo sotterraneo dell'american's dream, che non sfrutta appieno le sue potenzialità, pur offrendoci un Matt Dillon in stato di grazia.
Offre un discreto spettacolo, questo 'Solo due ore', supportato dall'indubbia perizia tecnica di un regista come Donner; ci si chiede però se nel 2006 ci sia ancora la necessità di un action movie identico a decine di altri.
Nella terza avventura l'inossidabile Hunt affronterà l'incarico più delicato della sua carriera e della sua esistenza, cercando di salvare la vita della sua compagna
Suggestivo nella messa in scena, grazie anche alla dura bellezza dei luoghi in cui è ambientato, emozionante per le situazioni rappresentate e coinvolgente per le emozioni che riesce a trasmettere, '8 amici da salvare' è sicuramente ben riuscito ed efficace.
Una delicata commedia di formazione. Un gustoso tuffo nel mondo della disco music anni '70. L'occasione di vedere un film con protagonisti afroamericani che non rubano, non spacciano crack e non dicono mai "motherfucker".
Dopo il passaggio all'ultimo Future Film Festival, arriva nelle nostre sale il discusso cartoon Terkel.
Film che sublima la categoria del brutto per assurgere ad uno status del tutto autonomo, Basic Instinct 2 rappresenta, all'inverso per la Stone, quello che il ritratto rappresentava per Dorian Gray.
Moll costruisce un'inquietante storia imperfetta, un sofisticato thriller psicologico tanto rigoroso dal punto di vista formale, quanto acrobatico in termini di sceneggiatura.
Groning si ostina a volerci offrire quest'illusione di realtà pura (ma il montaggio e i succitati primi piani ci mettono un niente a spezzarla), ci fa entrare nel monastero, ma non dentro i suoi abitanti.
Una buona edizione compresa di colonna sonora quella che la 01 dedica al bell'esordio di Stefano Pasetto.
Bella confezione e ottimo audio per il director's cut del film di Richard Kelly. Discreti anche gli extra mentre il video lascia perplessi.
Dal 10 al 25 marzo si è svolta la 24esima edizione: quindici giorni pieni di tutto ciò che il mercato di genere offre al momento e ha offerto nel recente passato.
Un progetto televisivo che ci dà l'occasione giusta per riflettere sul "nuovo" corso del cinema argentiano. Che comincia a non piacerci più.
Nip/Tuck è probabilmente la serie televisiva più vicina alla realtà odierna, invasa dai media, dal narcisismo, dalle griffe, dai modelli.
La rivincita dei trentenni ancora legati al cordone ombelicale, in un quadro ipocrita e pretestuoso della middle class americana
Battlestar Galactica è estremamente affascinante. Arricchita da effetti speciali di livello cinematografico, pone comunque l'enfasi nella descrizione dei personaggi, dei loro dubbi e delle loro paure.
Steve Martin resta uno dei volti più "plastici" della commedia statunitense, ma l'anonimità della regia e una sceneggiatura troppo esile fanno mancare un reale collante in grado di unire una serie di gag tutte uguali.
Moretti ci mette dell'autobiografico, ma lo fa con sobrietà e classe, disseminando il percorso esistenziale del protagonista di sottolineature di rara struggenza e sincerità, riuscendo perfino a commuovere senza cadere nella retorica o nella banalità.
Wong sembra aver fatto tesoro dell'esperienza di Final Destination 2, e quindi rispetto al suo precedente film si è positivamente alzato il tasso di splatter, nonché di ironia.
Un cocktail esplosivo, a metà strada tra la commedia sofisticata e quella svitata, tra i film di Lubitsch e quelli di Cukor. Il riso si mescola ad una profonda attività d'interpretazione in una pellicola che può essere letta a vari livelli senza che per questo perda vitalità.
La seconda sfida di Hitchcock nei confronti delle tecniche e delle leggi che il cinema impone ai registi; è un tentativo, più che ben riuscito, di fuggire dai dogmi limitanti della tradizione hollywoodiana per sperimentare un cinema puro.
Un film profondamente imperfetto, lontano dall'immagine che ne avevano sia regista che produttore; fallisce nella scelta di sembrare britannico a tutti i costi.
Capolavoro indiscusso del cinema di tutti i tempi, è un film che costringe alla riflessione e alla totale rivalutazione delle certezze più intime; un film che mette in crisi ogni preconcetto, ogni acritica visione della vita.