Todd Haynes

Regista, Sceneggiatore, Produttore
Biografia

Cenni biografici di Todd Haynes


Nato il 2 gennaio 1961 a Los Angeles, Todd Haynes cresce nei pressi di Encino. Allen E. Haynes, suo padre, era nel commercio dei cosmetici, mentre la madre Sherry Lynne studiava recitazione. Todd inizia ad occuparsi di arte fin da bambino, dipingendo e realizzando i suoi primissimi film amatoriali. Nel 1978, quando frequenta ancora le superiori, realizza The suicide, il suo primo vero cortometraggio, anche se il primo lavoro di Haynes ad avere una certa rilevanza risale al 1985. Quell'anno il futuro film-maker frequenta la Brown University, e gira un corto su Arthur Rimbaud intitolato Assassins. Conseguita la laurea in Arte e Semiotica si trasferisce a New York, dove è uno dei principali promotori della Apparatus Productions, un'associazione che supporta la produzione di cinema indipendente. E' in questo ambiente che realizza il controverso Superstar. In questo corto che narra la vita di Karen Carpenter il regista decide di utilizzare bambole della Barbie al posto di attori in carne ed ossa, una scelta che denuncia il desiderio del regista di stupire e cambiare le regole del cinema. Nei film di Haynes infatti sono presenti molto spesso alcuni meccanismi formali o narrativi che rivelano allo spettatore l'artificiosità del medium cinematografico. Simili stranezze nella scelta del cast ad esempio saranno replicate a distanza di 20 anni nel suo bio-pic su Bob Dylan, Io non sono qui.

Superstar riscuote un grande successo a molti festival in cui viene presentato nonostante la causa legale intentata da Richard Carpenter per l'utilizzo non autorizzato di brani musicali da parte di Haynes. Il primo lungometraggio del regista, Poison (1991), è ancora più controverso del precedente. I conservatori lo accusano di essere un'opera pornografica, ma questo non impedisce al film di vincere il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival. Attualmente Poison è considerato un lavoro seminale del cinema grottesco contemporaneo. Nel 1995 Todd Haynes realizza Safe, allontanandosi completamente dal suo genere per raccontare la storia di una donna colpita da depressione a causa di un virus e finendo per essere ricoverata in una clinica molto particolare. Il film è considerato uno dei migliori dell'anno dalla critica. Tre anni dopo esce nelle sale Velvet Goldmine, omaggio del regista alla musica glam rock nel quale si fanno espliciti riferimenti alla figura di David Bowie. La pellicola è tuttora un cult movie amato da critici e cinefili in particolare per la sua estetica pop anni '70.

Nel 2002 Haynes omaggia ed allo stesso tempo decostruisce il melò Hollywoodiano "alla Douglas Sirk" con il suo Lontano dal Paradiso. La pellicola, interpretata dalla sua stretta collaboratrice Julianne Moore, tratta il tema dell'omosessualità, argomento che per Haynes, gay dichiarato, è molto personale. Per questo dramma "moderno ed anacronistico" il cineasta vince l'Oscar per la migliore sceneggiatura. Segue a distanza di cinque anni Io non sono qui, compendio dello stile variegato e delle tematiche tanto cari al regista. Nel 2011 dirige Kate Winslet in Mildred Pierce, storia di una cameriera che riesce a diventare proprietaria di una catena di locali.

Haynes è famoso per la scelta di soggetti provocatori, ricchi di erotismo, ma non si distingue per essere il classico "regista gay che fa film sui gay". Il suo nome è invece legato al movimento del "New Queer Cinema", genere che lui stesso esplora e ridefinisce nell'ambito della cultura americana e non. I suoi film sono contaminati dalle ideologie postmoderne secondo cui l'identità e la sessualità sono concetti socialmente costruiti e pertanto soggetti a modifiche nel tempo. I suoi protagonisti sono spesso dissidenti la cui identità (anche sessuale) anticonformista li spinge ai margini della società. Nell'universo di Haynes la sessualità deviata e non convenzionale è una forza sovversiva che mette in crisi le norme della comunità ed è spesso repressa in modo brutale dal potere costituito. Haynes rappresenta gli artisti come l'ultimo baluardo contro le regole sociali, proprio per la loro natura di outsider. Non è un caso che diversi film da lui firmati siano ritratti inusuali di cantanti pop, come Carpenter, Bowie o Dylan. Le opere di questo film-maker sono contraddistinte da un trionfo della forma sul contenuto e in esse si reinventano numerose correnti artistiche, dal cinema d'arte degli anni '60 a quello lineare della Hollywood classica.