Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Una guida all'interpretazione dell'ultimo enigmatico film di David Lynch.
Mulholland Drive contiene tutti gli elementi tipici del cinema di Lynch e la classica atmosfera onirica che ha reso celebre il regista.
La recensione de Il castello nel cielo, il film realizzato nel 1986, che è il terzo lungometraggio di Hayao Miyazaki, il secondo a portare il marchio dello Studio Ghibli dopo il precedente Nausicaa (1984).
Fin troppo maltrattato da critica e appassionati occidentali, "Needing you" è una commedia romantica veloce e piacevole, sorretta da due ottimi interpreti.
Un nuovo episodio per la spia inglese piu' famosa di tutti i tempi. La solita lotta del bene contro il male veste i panni del solito James Bond.
Gli Academy Awards arrivano alla 75° edizione con un'edizione in sordina influenzata dalla guerra in corso in Iraq. Tra rinunce e annunci di messaggi di protesta in diretta, la serata è in tono dimesso rispetto agli anni precedenti.
Il film di Oliver Parker ispirato alla famosissima commedia di Oscar Wilde, cercando di affrancarsi dal testo teatrale, perde però l'acutezza e la crudeltà del testo originale.
8 Mile è stato presentato come il film ispirato alla vera storia del rapper Eminem, ma il regista Curtis Hanson ne ha fatto una riflessione sui ghetti, neri o bianchi, e sui luoghi di nascita della cultura hip hop.
Dopo l'ottima accoglienza al Festival di Berlino, Io non ho paura, l'ultimo film di Gabriele Salvatores, arriva nelle sale italiane e porta una boccata d'aria fresca al cinema nostrano.
Una delle saghe più famose del cinema si sdoppia e torna sullo schermo con questo primo prequel.
A differenza di The Ring, dove la morte arriva attraverso un videotape, nell'ultimo film del regista inglese Alan Parker la vita del condannato a morte David Gale è legata ad un nastro ed al disperato tentivo della giornalista Bitsey Bloom di ritrovarlo.
Forse in quest'opera più d'ogni altra Hitchcock riesce a dipingere, con humour e profonda partecipazione, la natura umana com'egli la conosce.
Non è mera imitazione, quella operata da Ehren Kruger (sceneggiatore) e Gore Verbinsky (regista) sul film culto del giapponese Hideo Nakata, Ringu. Quella che questo remake americano ci ha portato è piuttosto una diversa interpretazione della storia originale.
Film di culto da noi, straordinario successo di pubblico in Giappone, un fenomeno di massa con pochi precedenti nella terra del Sol Levante: perché il pubblico giapponese ha amato tanto questo film?
I signori Smith sono felicemente sposati da tre anni, adorano bisticciare ma si amano teneramente. Un bel giorno scoprono che, per disguidi burocratici, non sono legalmente sposati e da questo fatto nascono equivoci e spassose schermaglie che rendono questa commedia una tra le più divertenti firmate dal genio della suspense.
C'è un sabotatore d'impianti elettrici che rende più buie del solito le notti londinesi, la polizia lo bracca ma i disagi continuano e si teme un terribile attentato...
Un uomo innocente ingiustamente accusato troverà nella fuga l'unica via d'uscita per riconquistare la libertà perduta, un gruppo di cospiratori cercherà di braccarlo e un incontro fatale gli cambierà la vita.
Cinque delinquenti si ritrovano insieme durante un confronto all'americana. Scopriranno che sono diventati marionette nelle mani di una figura mitica, Keyser Soze, e dovranno combattere per scoprire la verità e per tentare di salvarsi.
Questo film è stato etichettato spesso e volentieri come un ritratto di conflitti generazionali; una schematizzazione che non piacerebbe a John Keating...
Diretto da Stephen Daldry e con un ricco cast di grandi attori, il film è cadidato a ben 9 premi Oscar, tra i quali miglior film, miglior regia e miglior attrice protagonista: Nicole Kidman nei panni della scrittrice Virginia Wolf.
Il cinema di Ozpetek : delicato, trattenuto e sincero.
Il regista di "Sweet sixteen" ci racconta il suo cinema fortemente ancorato alla realtà
Uno dei pochi film in cui il compromesso fra il pubblico e il tentativo di portare sugli schermi una tematica per molti aspetti scottante, funziona senza scadere palesemente nel ridicolo.
Un viaggio nella memoria storica e personale per il ritorno al cinema del regista de "Le fate ignoranti"
Quando pensiamo al gotico, ci vengono in mente antichi castelli avvolti dalla nebbia... c'e' ancora posto per loro nelle nuove tendenze dell'horror?
L'ultimo e irriducibile 'militante' del cinema europeo, Ken Loach, torna a girare una storia di degrado e disagio sociale in una metropoli scozzese.
E' nevrotico, l'inizio di "Ricordati di me", quarto lungometraggio di Gabriele Muccino: nevrotico come i suoi personaggi in perenne balia degli eventi, che sembrano rincorrere disperatamente il tempo che passa portandosi via sogni, aspirazioni, desideri.
Se i primi trenta minuti di Ricordati di me, l'ultimo film di Muccino, sono realmente interessanti, purtroppo la storia in seguito si affloscia e manca di quell'ironia e di quel tanto di cattiveria che possano suscitare l'interesse dello spettatore.
Dallo straordinario musical di Broadway un'ottima riduzione cinematografica per il regista esordiente Rob Marshall.
L'attore Bill Paxton passa dietro la macchina da presa e segna il suo esordio alla regia con un thriller ricco di suspense e finte verità.
A proposito di Schmidt può sembrare una commedia, ma non lo è. Può sembrare la lotta di un uomo contro il mondo che lo schiaccia, ma non lo è.
La storia di uno dei pochi sopravvissuti del ghetto di Varsavia durante la seconda guerra mondiale raccontata da Roman Polanski.
Dopo Febbre a 90° e Alta Fedeltà, un altro romanzo del golden boy britannico Nick Hornby diventa film.
Difficile immaginare un regista più adatto di Steven Spielberg per portare sullo schermo una versione moderna della favola di Peter Pan.
Tutto cominciò con la sparizione della proprietaria di un negozio di ferramenta e probabilmente Ed Gein non sapeva che avrebbe ispirato i thriller più famosi della storia del cinema, nonchè la fantasia di Alfred Hitchcock e Robert Bloch.
Con Moulin Rouge, il regista Baz Luhrmann conferma il suo gusto per anacronismo e irriverenza reinventando il genere del musical.
Dopo averci trasportato negli inquietanti futuri tracciati da A.I. intelligenza artificiale e da Minority Report, Steven Spielberg ci fa tuffare stavolta nel passato prossimo, quello degli anni Sessanta.
Questo film, diretto nel 1995 da Corey Yuen, rispetta in pieno le regole dell'action hongkonghese condito con elementi di melodramma e commedia. Ad assicurare la presa sul pubblico, il soggetto e la produzione di Wong Jing, e la presenza di una star come Jet Li.
Al centro della vicenda un preziosissimo triangolo in grado di conferire un enorme potere a chi lo possiede, ma solo in occasione dell'allineamento di tutti i pianeti, avvenimento che capita ogni cinquemila anni.
Michelle Pfeiffer nell'insolito ruolo di "cattiva" nel film di Peter Kosminsky, White Oleander, tratto dall'omonimo libro della scrittrice americana Janet Fitch.
Il più grande difetto di questo Final fantasy è quello di aver infranto, per primo, il tabù degli attori digitali.
Spielberg ci porta nel mezzo di una battaglia e ci descrive il vero aspetto della guerra.
Da dove viene la bella archeologa? Pochissimi non saranno al corrente del suo passato videoludico, mentre moltissimi aspettano con impazienza ogni nuova uscita del gioco di cui è protagonista.
Se è possibile trovare un filo conduttore nei suoi lavori (non opere, come dice lui stesso, ma lavori) così diversi fra loro è proprio il sogno. O meglio, la sensazione, quando ci si siede nella sala buia, di non essere del tutto svegli.
Come ogni evento che si rispetti, E.T. è particolare anche per alcuni aspetti della sua realizzazione.
Spielberg realizza con E.T. il suo film più personale e più rappresentativo, guidandoci in una esperienza emotiva unica ed irripetibile.
Indagini sporche è un robusto poliziesco, vincitore del Festival in Noir 2002 e tratto da un soggetto dello scrittore James Ellroy, già autore di L.A.Confidential.
Dopo più di trent'anni di attività Spielberg si conferma, là dove ce ne fosse bisogno, uno dei registi più completi del cinema contemporaneo.
Ripetitivo thriller psicologico che di thrilling ha davvero ben poco e di psicologico solo la patologica e preoccupante mancanza di fantasia si molti sceneggiatori e registi di Hollywood.
Dall'Inferno ad Hollywood, passando per il Maine: John Carpenter dirige "Christine", una femme fatale di lamiere che uccide a tempo di rock'n roll.