Recensione Hook - Capitan Uncino (1991)

Difficile immaginare un regista più adatto di Steven Spielberg per portare sullo schermo una versione moderna della favola di Peter Pan.

Un regista che non vuole crescere

Difficile immaginare un regista più adatto di Steven Spielberg per portare sullo schermo una versione moderna della favola di Peter Pan. Chi meglio di un regista eternamente bambino, che solo due anni dopo avrebbe avuto il coraggio di alternare un capolavoro indiscusso come Schindler's List ad un costoso giocattoloni come Jurassic park, avrebbe potuto raccontare la storia di un uomo schiavo del proprio lavoro e di una società frenetica che cerca di tornare bambino e di ritrovare i propri pensieri felici? Eppure Spielberg, forse proprio perché troppo compiaciuto del suo stesso giocattolo, fallisce in maniera quasi banale, realizzando un film esteticamente piacevole e affascinante, ma vuoto.

Le carte in tavola c'erano tutte: un soggetto intrigante, un cast, artistico e tecnico, di tutto rispetto, un budget e una produzione in grado di soddisfare tutti i vezzi fanciulleschi del regista. Quello che manca è un po' di quella magia presente nelle precedenti opere del regista, perché se anche il film si lascia guardare, manca un autentico coinvolgimento emotivo da parte degli spettatori, così come manca un approfondimento dei pur interessanti temi che vengono soltanto accennati per dare maggiore spazio ad azione e divertimento.
Lo stesso target del film non è ben definibile: non è chiaro se il regista voglia rivolgersi principalmente ad un pubblico giovane come potrebbero far pensare i colori vivaci e la calda fotografia, o ad un pubblico più adulto che possa effettivamente apprezzare il tormento del protagonista, troppo "cresciuto" e razionale per poter tornare alla semplicità e spensieratezza tipica della gioventù, ma soprattutto il messaggio del film.
A soffrirne sono gli stessi protagonisti, e in particolare Dustin Hoffman, che rimane coerente con il resto dell'opera offrendo un'interpretazione brillante ma poco profonda, e Robin Williams costretto, suo malgrado, a farsi carico di buona parte del film e di trascinarlo anche nelle scene più deboli, mentre gli altri attori, pur di una certa importanza come Julia Roberts, Bob Hoskins e Maggie Smith, sono sacrificati in ruoli da comprimari.

Si narra che Spielberg si avvicinò al progetto perché affascinato dal classico della Disney, Peter Pan. Questo film avrebbe potuto essere un nuovo classico per bambini di tutte le età, ma il risultato non è altro che un film che si dimentica in fretta e che lascia davvero poco nel cuore degli spettatori: quello che ci resta è solo il rammarico per un'operazione sulla carta davvero interessante sfruttata in così malo modo; se solo Spielberg avesse voluto osare di più o perlomeno si fosse accostato all'opera in maniera più critica, oggi probabilmente avremmo una gemma in più nella sua impressionante filmografia.

Movieplayer.it

3.0/5