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Insieme ad Ambra Angiolini e Giuseppe Battiston il regista di 'Una storia semplice' presenta a Venezia un'opera difficile che mescola concetti neoclassici come la bellezza dei reperti archeologici ed emblematici riflessi dell'attualità.
Pur seguendo un impianto di tipo tradizionale, che alterna immagini di repertorio con le testimonianze delle persone del luogo, il documentario si caratterizza per seguire un'insolita doppia traccia, quella del personale viaggio nella memoria dell'autrice e quella del recupero storico e cinematografico.
Esordio coraggioso e scabro, 'Et in terra pax' getta uno sguardo veristico e disincantato sulla marginalità dell'estrema periferia romana, che diventa quasi un luogo di desolazione esistenziale e di ineluttabile condanna.
Incontro stampa blindato per Saverio Costanzo, in concorso a Venezia con La solitudine dei numeri primi. Con lui gli interpreti del film, Alba Rohrwacher e Luca Marinelli, e l'autore del romanzo, Paolo Giordano.
Film intimo e familiare, risultato del laboratorio di cinema che Bellocchio tiene da più di dieci anni, Sorelle mai, nonostante la sua natura sperimentale, mantiene tutte le caratteristiche che fanno grande il cinema del regista piacentino, sospeso tra lo sguardo per i suoi personaggi e l'acutezza con cui racconta il macro.
Un film perentorio Venere Nera, in cui Kechiche che non fa sconti alla cultura occidentale né usa artifici di tipo scenografico e narrativo per addolcire la pillola e costruisce sullo schermo il dolente viaggio nella psiche e nel corpo di una vera e propria donna oggetto, una donna violata in tutti i modi.
Dopo l'acclamato esordio con Gone Baby Gone, l'attore e regista hollywoodiano torna alla regia con un interessante poliziesco ambientato a Boston e interpretato da un cast d'eccezione che vanta la presenza di Rebecca Hall, Jeremy Renner e Jon Hamm.
La video-maker Paola Randi esordisce con un insolito film ambientato nel cuore della Napoli multiculturale che, pur con qualche ingenuità da opera prima, è una piacevole commedia fondata sulla leggerezza dei dialoghi e sulle interpretazioni dei tre protagonisti.
La recensione di Attenberg, piccolo film sperimentale del 2010 che scava nella psiche di personaggi eccentrici e contraddittori, finalmente al cinema con Trent Film; nel cast anche il regista Yorgos Lanthimos.
Con il kolossal 'Noi credevamo' Mario Martone restituisce un'immagine della storia risorgimentale assolutamente interessante e scevra di facili ideologismi. Eccezionale la performance di Luigi Lo Cascio, che rende omaggio alla lotta sanguinosa di chi nell'Ottocento inseguì l'unità d'Italia.
Cineasta originale e sofisticato, de la Iglesia costruisce il suo film più bello sulle ceneri del suo passato e di quarant'anni di storia spagnola, un'opera molto personale che mette in scena i patimenti intimi e al contempo i singhiozzi nichilisti di un artista di straordinaria inventiva in preda ad un rigurgito emotivo convulso e incontrollabile, dannatamente liberatorio.
All'incontro con la stampa alla 67esima Mostra del cinema di Venezia il regista napoletano ha raccontato la genesi del suo kolossal risorgimentale insieme al nutrito cast e al co-sceneggiatore Giancarlo De Cataldo
Michele Placido dirige con efficacia un grande cast senza risparmiare nulla allo spettatore nella ricostruzione della biografia del Vallanzasca uomo e bandito.
20 sigarette si lascia guardare piacevolmente ma soffre della sindrome da esordio evidenziando pregi e difetti dell'opera prima senza mai trovare un equilibrio convincente o una chiave di lettura particolarmente originale.
Minimalismo naif in bianco nero in cui già i credits dei titoli di testa sono un manifesto d'intenti: Gallo, scrive, dirige, interpreta, musica, monta e produce il film probabilmente più a basso costo di sempre. E lo fa credendo di essere Jean-Luc Godard nei '60 se non Andy Warhol.
Con il mockumentary I'm Still Here, l'attore Casey Affleck, alla prima regia, compie la complessa impresa di delineare un ritratto esplosivo dell'antidivo Joaquin Phoenix, che ha deciso di ritirarsi dalla scena hollywoodiana per dedicarsi alla musica.
Tratto da un romanzo che documenta le indicibili condizioni dei detenuti politici in un campo di prigionia cinese, il primo film di finzione del documentarista Wang Bing possiede il rigore morale della grande letteratura di prigionia, da 'Se questo è un uomo' a 'I racconti di Kolyma', e delinea un desolante ritratto della condizione umana.
Arguto e ricchissimo documentario di montaggio firmato da un maestro del genere come Gianfranco Pannone, 'Ma che storia' racconta l'unità d'Italia e il suo risultato politico e sociale attraverso il ricorso a un vastissimo archivio di materiali di repertorio filmografici, musicali e fotografici modellati secondo un sistema stratificato e mai didascalico
Polemiche al Lido di Venezia per la proiezione del crime movie biografico dedicato a Renato Vallanzasca. Michele Placido presenta il film alla stampa insieme al protagonista Kim Rossi Stuart.
Giafranco Rosi realizza un vero e proprio 'unicum', un documentario che si regge interamente sulla presenza fantasmatica di un autentico sicario in incognito, capace di evocare l'intero mondo dei cartelli messicani della droga con la sola forza della propria voce e del proprio corpo.
Un thriller con un'ambientazione insolita, con un killer "artigiano" che rifiuta la tecnologia, stringe amicizia con un prete e inizia una storia d'amore con una prostituta. Ma al proprio passato (e presente) è difficile sfuggire.
Il polacco 'Essential Killing' è un profondo e toccante dramma esistenziale, l'atroce viaggio di un uomo, l'intenso Vincent Gallo, che sprofonda nel nulla mentre si sforza di sopravvivere a costo di perdere la propria umanità.
Riuscito esperimento di Salvatores che sceglie una via ibrida tra documentario di repertorio e racconto di finzione per raccontare al tempo stesso la storia di un individuo e quella dell'intera società italiana del Boom.
Tsui Hark sfonda il genere dall'interno attraverso un'infernale contaminazione, disseminando nel suo Detective Dee and the Mystery of the Phantom Flame il germe del thriller e della commedia e abbracciando temi da fantasy.
Arricchito dalle canzoni e dalle testimonianze di Ligabue e dei suoi fan il film-documentario 'Niente paura' ritrae tra amarezza e disillusione l'Italia della nostra epoca, fasciata dall'inciviltà e dal mancato rispetto per la Costituzione-chimera.
Michelle Williams diserta la conferenza stampa di Meek's Cutoff, ma Bruce Greenwood e la regista Kelly Reichardt sono presenti al Lido per offrirci una prima chiave di lettura del drammatico western.
Il regista di Mediterraneo presenta 1960, film di montaggio che ricostruisce l'Italia del boom economico attraverso lo sguardo di un bambino del Sud Italia.
Balliamo sul Lido col rock di Luciano Ligabue, a Venezia per presentare il documentario ispirato alla sua musica.
Con uno stile minimalista fatto di pochi dialoghi, di colori freddi, di lunghi silenzi e stranianti inquadrature a camera fissa su cadaveri accatastati nonché sui volti scavati e sofferenti dei protagonisti, Larraìn conduce lo spettatore in un tunnel cupo e asfissiante, restituendo attraverso dettagli, scenografie, costumi essenziali e numerosi momenti ansiogeni, l'incubo di un paese immerso nella solitudine, alienato e straziato dall'interno.
Cinema radicale (persino nella scelta del formato 4/3) per un'opera sospesa che giunge ala sua inequivocabile sintesi proprio attraverso l'assenza. Assenza di azione e di storia, ma non di pensiero. Il corpo teorico dell'opera di Richards è denso e calibrato, nei suoi rari e pregnanti dialoghi, nella volontà di raccontare l'America attraverso la trance dei suoi spazi inesplorati.
Un'opera prima che sorprende per l'acutezza e la penetrazione dello sguardo e una fiducia nel potere dell'immagine sempre più rara tra i registi italiani. Massimo Coppola ha occhio per i volti e le cose e una sua cifra stilistica tutt'altro che trascurabile, eppure nel momento di tirare le somme il suo film perde un po' le fila del discorso.
Da cineasta delicato e al contempo artigiano eclettico e pittoresco del cinema moderno, ma sempre con un occhio strizzato al cinema classico, Ozon mette in scena una commedia d'altri tempi, riuscendo a trasformare un'opera molto teatrale in qualcosa di cinematograficamente appagante sotto tutti i punti di vista.
Gli inossidabili fratelli Pang decidono ancora una volta di rimettere mano all'infinita saga di 'The Eye' per dare vita al primo horror asiatico tridimensionale con risultati tuttavia deludenti soprattutto dal punto di vista narrativo.
Con il film documentario 'Passione' l'attore e regista italoamericano John Turturro svolge magnificamente il complesso compito di raccontare con calore e profondità la musica napoletana, fatta di mutuazioni continue tra tradizione e modernità, tra cultura autoctona e contaminazioni straniere.
Alla conferenza stampa veneziana il co-regista e co-sceneggiatore Oxide Pang, presente insieme alle due graziose attrici principali Rainie Yang ed Elanne Kwong, illustra con estremo dettaglio lo sforzo tecnico che è stato necessario per realizzare 'The Child's Eye', pionieristico esperimento di horror asiatico in 3D.
Si parla del ruolo delle donne nella società e nella politica nella nuova divertente commedia di Francois Ozon presentata oggi alla Mostra di Venezia. Protagonista una strepitosa Catherine Deneuve nei panni di una 'bella statuina' alla riscossa, una moglie inutile che un bel giorno si ritrova, con successo, a sostituire il dispotico marito alla guida dell'azienda di famiglia.
Il regista Mazzacurati e i suoi attori approdano al Lido per accompagnare La passione, secondo film italiano in concorso alla Mostra del Cinema.
La passione è una dichiarazione d'amore a un mestiere, quello del cinema, che si libera dell'autocompiacimento tipico di tante pellicole metacinematografiche per dirigere lo sguardo verso le altre arti, in particolare il teatro popolare e la pittura, celebrandone potenza e bellezza.
L'intento di rievocare il caposaldo della letteratura di Verga, a uso e consumo delle nuove generazioni, si risolve purtroppo in un adattamento schematicamente scolastico, dove qualche buono spunto di sperimentazione naufraga in un'attualizzazione troppo semplicistica.
Fedorchenko scrive e dirige in maniera impeccabile un racconto struggente e silenzioso intriso di poesia, di mistero e di passione, la storia di un distacco difficile ma inevitabile, quello dai propri cari, dalle tradizioni, da un mondo rurale che è destinato a finire, perchè quello che deve succedere alla fine succede e l'uomo, nella sua insignificante piccolezza, poco può fare per opporsi.
Noir dostoevskiano con protagonista uno straordinario Toni Servillo nei panni di un giocatore d'azzardo, 'Gorbaciof', diretto dal napoletano Stefano Incerti, è una sorprendente opera cinematografica dalla geometria perfetta e dal lirismo orientale destinata a bissare il successo de 'Le conseguenze dell'amore'.
Dopo un percorso di regia che l'aveva fatta deviare dalla cifra stilistica dei suoi esordi, Roberta Torre torna alla poetica che ha fatto propria sin dagli esordi, tornando al suo consueto immaginario, in cui i colori barocchi siciliani si fondono con la 'pop-art' e con la videoarte.
Se , come si maligna, Woo ci ha messo ben poco le mani, tanto di cappello a Chao-Bin, capace di sottrarsi dai paletti più angusti del genere per dirigersi altrove, in una zona dove il fulcro motivazionale rende giustizia alla serie di twist e spiegoni conclusivi che sorreggono il plot.
In occasione della presentazione di Reign of Assassins, John Woo ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera e si è sottoposto alle domande della stampa.
Con Somewhere Sofia Coppola torna al cinema che, grazie al potere delle sue immagini-parola e attraverso l'accurata psicologia dei suoi personaggi, sa rendere speciali le storie ordinarie di padri e figli riuniti quasi per gioco.
La regista e il cast presentano il film, molto applaudito nella proiezione ufficiale della sezione 'Controcampo italiano, parlando del rapporto nato sul set, che ha coinvolto in maniera diretta anche il quartiere catanese di Librino in cui è ambientato il film.
Tra i Leoni volati via in seguito all'inaspettato e violento temporale e la sala stampa chiusa per allagamento e rischio di corto circuito, arrivano al Lido Sofia Coppola e una folta schiera di attori italiani mentre si attende la gran serata di John Woo, Leone d'oro alla Carriera 2010.
Sotto una pioggia scrosciante, la regista presenta il suo film ambientato nell'assolata California. Accanto a lei, i due protagonisti Stephen Dorff ed Elle Fanning.
Il nostro incontro con la deliziosa interprete della rom com di Nanette Burstein Amore a mille... miglia, che racconta le insidie delle relazioni a distanza nell'America di oggi.
Con Tarda Estate la sezione Controcampo Italiano della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia guarda a Oriente. In questa intervista esclusiva, i due autori ci hanno raccontato la genesi del loro progetto.