Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Il nostro incontro con il regista britannico, che ci racconta l'impresa della realizzazione dell'adrenalinica, sconvolgente avventura ispirata a fatti realmente accaduti che vede protagonista James Franco.
Poliziesco a base d'azione e buon ritmo, 'The Stool Pigeon' è una solida prova di regia di Dante Lam, capace di tenere in pugno la narrazione alternando momenti dal tono diverso con intelligenza, riuscendo a risultare imprevedibile ed intrigante.
Ecco le dichiarazioni di Asghar Farhadi, Bela Tarr e degli altri vincitori della kermesse tedesca giunta al termine.
Un film interessante e coinvolgente, scritto e diretto, senza alcun giustificazionismo né sguardo malinconico/melodrammatico verso quell'epoca, da Andres Veiel, documentarista di Stoccarda al suo primo lungometraggio di fiction su un argomento che è stato già al centro di quasi tutti i suoi documentari.
Giunta al suo terzo lungometraggio, Julie Gavras affronta un tema inusuale e poco accattivamente come la crisi da invecchiamento, ma furbescamente piazza nei ruoli dei protagonisti due attori che certo non rappresentano il prototipo dell'anziano che tutti temiamo di diventare.
Per rendere al meglio il contesto in cui si svolge la storia, Marston punta sul realismo della messa in scena, e si concentra quindi sulle interpretazioni dei personaggi principali.
My Best Enemy è uno strano oggetto cinematografico di difficile catalogazione che si colloca nella terra di confine tra dramma, period comedy e parodia.
Un dramma umano ben interpretato dalle protagoniste, segnate da un episodio del loro passato. Splendida fotografia che si divide tra passato e presente con colori caldi e toni desaturati, e tra sensualità e dramma.
Non ci si annoia mai con 'Unknown', action-thriller diretto da Jaume Collet-Serra con piglio sicuro e buon senso del ritmo, che parte da spunti e suggestioni hitchcockiane avvalendosi di un cast ben composto.
Abbiamo incontrato stamattina, negli eleganti Partner Lounge del Berlinale Palast, il cast di The forgiveness of blood, ultimo film presentato in concorso a questa 61ma edizione della Berlinale, co-prodotto e distribuito da Fandango.
La splendida Diane Kruger, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e il tedesco Sebastian Koch presentano a Berlino l'adrenalinico action thriller Unknown - Senza identità.
Il bel dramma di Joshua Marston chiude la sezione competitiva. Il cast albanese del film, insieme al regista, arriva a Berlino insieme alla bella Diane Kruger, che invece è la protagonista del thriller Unknown, presentato fuori concorso.
Due eventi storici cronologicamente distanti si fondono nel dramma metacinematografico di Iciar Bollain, dando spazio anche alle storie dei personaggi principali. Un progetto assolutamente non facile, eppure riuscito.
The Advocate for Fagdom eccede, come tutta la filmografia di LaBruce, ma non ha il tono della denuncia, della ribellione o della commiserazione; restituisce semplicemente il ritratto a tinte forti di un uomo che ha fatto dell'affermazione della libertà sessuale e della lotta alle discriminazioni (soprattutto sessuali) una ragione di vita.
'Come Rain Come Shine' è la conferma del talento di Lee Yoon-Ki, un talento che gli permette di gestire con sicurezza un film non facile, elegante nella messa in scena ma mai troppo formale, capace di comunicare il senso di malinconia di una giornata di pioggia e quello di perdita della fine di un amore.
L'affascinante presidente della giuria del concorso berlinese presenta di fronte alla stampa la commedia Late Bloomers, che la vede protagonista a fianco di Wlliam Hurt.
Bela Tarr produce un film d'arte, un prodotto di un bellezza visiva sconvolgente, ma scarsamente commerciabile, dove ogni gesto, suono o immagine si carica di un senso profondo.
Toast racconta la gioventù del critico gastronomico Nigel Slater con tono favolistico e ritmo vivace, avvalendosi delle interpretazioni di Helena Bonham Carter e Freddie Highmore.
Approda domani nelle sale l'ultima, incredibile fatica registica di Darren Aronofsky. Un contributo fondamentale a tanta magnificenza arriva dalla Swarovski, che ha curato gli splendidi costumi e gli abbaglianti accessori utilizzati nella pellicola; per voi in esclusiva questa intervista con la direttrice creativa, l'affascinante Nadja Swarovski.
Diretto con grande sensibilità e col piglio deciso di chi sa cosa vuole e anche come ottenerlo, Our Grand Despair (La nostra grande disperazione) è una storia drammatica incentrata sui piccoli grandi traumi della vita, sull'amicizia e sulla maturazione di uomini e donne alle prese con gli imprevisti dell'amore.
Con una scelta coraggiosa, Alexandr Mindadze si affida ai suoi interpreti realizzando una pellicola fatta di un'incalzante successione di primi piani di facce stravolte e dettagli di corpi nervosi che occupano quasi costantemente la scena.
Il regista de Il Custodio torna al Festival di Berlino con una storia libera da vincoli narrativi, incentrata su temi come la solitudine e l'incertezza della vita, che vede protagonista un giovane che è stato appena lasciato dalla fidanzata. Il risultato però, non è allo stesso livello del film da lui diretto nel 2006.
La monarchia inglese è di scena a Berlino con il pluripremiato Il discorso del re, presentato tra gli eventi speciali dal regista Tom Hooper e dalle star Colin Firth ed Helena Bonham Carter.
Il nuovo film di Asghar Farhadi è un dramma psicologico avvincente come un thriller, che mette in luce anche temi importanti come le conseguenze di un male subdolo l'Alzheimer e i forti condizionamenti religiosi che caratterizzano i paesi islamici.
Medianeras di Gustavo Taretto è un film delicato e sincero, leggero e denso di spunti e dettagli vivi e vibranti, interpretato da due attori genuini nel trasmettere le emozioni dei protagonisti, mai enfatici, sempre misurati e coinvolgenti.
Anne Hathaway e Jack Gyllenhaal sono perfetti con i loro fisici scultorei e sinuosi e non sembri fuori luogo l'affermazione nell'ambito di un film che parla di malattia, perché in fondo, proprio nel loro contatto carnale e gioioso i due riescono a superare le profonde crisi che si trovano a vivere.
Dopo 'Disturbia' ed 'Eagle eye' il regista D.J. Caruso continua le sue incursioni nel genere del thriller, stavolta declinato nel paranormale tra ammiccanti rimandi alla cultura pop, riusciti effetti speciali, una buona dose di umorismo da teen comedy e i volti giovani di promesse come Dianna Agron.
Attimi di cinema di rara intensità si alternano a momenti di totale catalessi narrativa in The Future, mentre l'interpretazione vivida della July e quella dei due impeccabili partner, impreziosiscono una storia sulla carta come tante altre ma che buca lo schermo nelle mani di una cineasta che sa davvero il fatto suo.
Lo sceneggiatore storico di Ken Loach presenta di fronte a una sala gremita il bellissimo Even the Rain, complesso dramma ambientato sullo sfondo della guerra dell'acqua di Cochabamba. Ospite a Berlino insieme a lui il co-protagonista Luis Tosar.
L'anziano regista ungherese di culto presenta The Turin Horse nel concorso internazionale di Berlino. Ad accompagnarlo sono i 'suoi' attori: Janos Derzsi ed Erica Bok.
Presentato a Berlino nella sezione Panorama l'esordio americano del regista giapponese Shunji Iwai.
Sacrifice vive dei rapporti tra i personaggi, concentrando gran parte dell'"azione" nei cupi interni dell'abitazione del protagonista, con un'impostazione teatrale che tradisce l'origine della storia.
Abbiamo incontrato la brillante artista e cineasta del Vermont che con il suo atteso secondo film The future, presentato in concorso a questa 61ma Berlinale, proverà ad accaparrarsi il prestigioso Orso d'oro.
Altri tre film in concorso, da Miranda July a Asghar Farhadi e Bela Tarr, ed un paio di appuntamenti interessanti nelle sezioni parallele: il candidato all'Oscar Even the Rain e Toast con Helena Bonham Carter. In Panorama va segnalato l'argentino Medianeras.
Abilissimo nel fingere che il romanticismo non faccia più parte del mondo contemporaneo degli adolescenti, Ayoade punta tutto sulla narrazione, divisa per capitoli, e su un uso decisamente anticonvenzionale e personalissimo della macchina da presa, per sorprendere lo spettatore e divertirlo in maniera del tutto spiazzante.
Poema dell'unione tra due solitudini, Here ci guida nella scoperta del surreale paesaggio armeno, pianeta lunare semidesertico in cui si muovono pochi sparuti esseri umani.
Una 'rivoluzione spagnola' per una tranquilla famiglia borghese nella Parigi degli anni '60. Buone intepretazioni per il film di Philippe Le Guay, una commedia piacevole, ma forse un po' troppo 'perbene'.
Una mossa indubbiamente coraggiosa da parte di Fiennes, che però mostra tutti i suoi limiti in una regia altalenante che, specialmente nella seconda parte, è priva di personalità, insistita e ridondante.
Nonostante le perplessità iniziali nell'uso del 3D, in Pina Wim Wenders si dimostra un maestro nella capacità di restituire la plasticità dei corpi e dei movimenti dei ballerini sia nei soli che nelle coreografie corali grazie a una stereoscopia che ricostruisce la tridimensionalità di un vero palco teatrale.
Innocent Saturday, Coriolanus e Service Entrance sono i tre film della sezione Competition per la giornata. In Panorama il documentario su Bruce LaBruce The Advocate of Fagdom ed il coreano Ashamed.
Dopo sei anni di assenza James L. Brooks torna al cinema con una nuova commedia romantica, raccontata attraverso i toni delicatamente ironici che contraddistinguono da sempre il suo stile.
Anche Vanessa Redgrave e Jessica Chastain tra gli interpreti di Coriolanus, ambizioso debutto alla regia dell'inglese Ralph Fiennes.
Il più classico dei buddy-movies polizieschi, condito brillantemente dall'inimitabile humor irlandese, si trasforma così in un western contemporaneo un po' commedia nera e un po' thriller dal gusto davvero sfizioso e corroborante.
Nonostante siano stati in tanti a richiedere accesso al famoso complesso di grotte Chauvet per realizzare un film, è stato Werner Herzog il primo ad ottenere il permesso per farlo ed ha messo in piedi un documentario, scritto, diretto e narrato da lui, capace di trasmettere l'emozione di trovarsi al cospetto di raffigurazioni di tale importanza.
Presentato nella sezione Panorama Special il thriller poliziesco in salsa brillante The Guard, brillante lungometraggio d'esordio del regista britannico John Michael McDonagh interpretato da Brendan Gleeson, giunto a Berlino per accompagnare il film. Assente invece Don Cheadle, co-protagonista del film nei panni di un impavido agente dell'FBI.
Il ministro Bondi sembra fare il verso alla famosa scena di Non ci resta che piangere e chiede un contributo unico di 1 euro per ogni spettacolo cinematografico. Può essere davvero una soluzione per aiutare il cinema italiano?
L'atmosfera di The Mortician, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2011, contribuisce a dar forma alla spenta monotonia e crudezza della vita del suo protagonista, supportata dall'immersività della terza dimensione, usata per dare profondità alla messa in scena piuttosto che per creare immagini ad effetto.
Sei piccole fiabe 'cinematografiche' compongono il nuovo lavoro di Michel Ocelot. Il talento dell'autore di Azur e Asmar trova la sua naturale dimensione da 'teatrino delle ombre' nel 3D. I profili dei protagonisti si stagliano su scenari da sogno, e prendono vita sotto lo sguardo meravigliato degli spettatori.
Un'ovazione accoglie Wim Wenders e il suo straordinario Pina, commovente omaggio alla danzatrice tedesca anima del Tanztheater Wuppertal.
Il film cerca di trovare una rappresentazione visiva dell'ambiente virtuale che fa da sfondo agli incontri dei ragazzi, per renderla accattivante dal punto di vista cinematografico, e lo fa usando sequenze in CGI semplici, ma graficamente curate e ben realizzate. A differenza di altri casi, seppur mantenendosi distante dalla realtà di questi ambienti, ne riesce a riprodurre un certo feeling, anche grazie all'alternanza con le immagini da webcam dei ragazzi, che contribuisce ad enfatizzare l'aspetto umano del fenomeno.