Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
A quasi sessant'anni dalla prima visione de 'Il più grande spettacolo del mondo', Francis Lawrence cerca di ricreare la magia di un mondo artistico costruito sul sudore e il sacrificio umano senza nemmeno sfiorare la possibilità di un confronto con il suo predecessore più illustre.
Fughe spettacolari, inseguimenti mozzafiato, ma anche tanti, tanti buoni sentimenti: perché se una cosa ha dimostrato la saga di Fast and Furious è che si può essere dei fuorilegge in piena regola, senza mai perdere il senso di giustizia e di rispetto reciproci; un trionfo dell'entertainment puro, insomma, in cui si chiede allo spettatore di partecipare senza troppi pensieri.
Le battute, le gag e le schermaglie sentimentali che la sceneggiatura offre sono restituite come da copione, ma nel film si nota una limpidezza di intenti, una lucidità nello sguardo e un'attenzione alla credibilità delle vicende, che segnala il regista come un nome promettente, più attento alla costruzione narrativa di molti suoi colleghi che si sono cimentati nel genere.
Nonostante alcuni limiti, i due registi dirigono il film con sicurezza e personalità, sfruttando al meglio lo spazio riservato alle sequenze d'azione e avvalendosi della non ancora sbiadita fisicità di Donnie Yen.
Con il suo Night Fishing, Park Chan-Wook si conferma un autore straordinariamente versatile: sul cortometraggio - che non lascia indifferenti - c'è un lavoro prettamente e squisitamente cinematografico, sia a livello di scelte registiche che di post-produzione, molto evidente nella cura del montaggio e della fotografia.
Il nostro incontro con i protagonisti del quinto capitolo della saga cinematografica più adrenalinica del grande schermo; il mito Toretto riunisce i suoi compagni fidati per rubare 100 milioni di dollari e poi (forse) appendere i motori al chiodo; Diesel, 'Questo film è la mia più grande vittoria a Hollywood'.
Delicato, potente e vero, Angèle e Tony è il film francese che non ti aspetti, una storia fatta di silenzi, giocata sulla sottrazione delle parole e sulla contraddizione dei sentimenti, un dramma sentimentale non usuale che abbraccia lo spettatore e lo conduce insieme ai protagonisti in un viaggio meraviglioso alla scoperta dell'amore.
Presentato a Roma il piccolo film indipendente diretto dalla regista Alix Delaporte che arriva nelle sale italiane dopo il grande successo riscosso in patria.
Beastly di Daniel Barnz decide di rivolgersi ad una determinata tipologia di pubblico, quella prettamente adolescenziale, e fa tutto in funzione di esso, dalla scelta degli interpreti al look, le canzoni, le atmosfere.
Non un film che ha la pretesa di cambiare il mondo, educare o tenere i giovani lontani dalla droga, ma solo quella di avvicinare forse per la prima volta in modo comprensibile la psicologia del tossico emarginato, di offrire un approccio diverso ad un problema che affligge la società del consumo e del mercato globale come un cancro silenzioso che non lascia speranza.
Stilisticamente impeccabile, Source Code attraversa tanti generi diversi e grazie al talento visivo di Jones e alla bravura di Gyllenhaal, grandioso nel reggere da solo l'intero peso della storia, riporta in auge un genere ormai saturo e declinato all'inverosimile, sfruttando un'idea di fondo nuova e stimolante che potrebbe prestarsi benissimo per uno sviluppo in lunga serialità.
Dopo quattro anni di assenza dal grande schermo la regista torna al cinema con una commedia sui misteri famigliari e gli affanni adolescenziali senza perdere di vista il colorato business del sacro
L'attrice Elisabetta Rocchetti fa il suo esordio dietro la macchina da presa con questo Diciottanni - Il mondo ai miei piedi, raccontando una storia di cinismo e abbandono che nasce nell'alta borghesia romana.
Un'articolata e densa intervista in cui il regista siciliano - che si cimenta nell'impervia impresa di adattare il caposaldo letterario di Verga in una chiave che punta sull'attualità - esprime il suo personale rapporto con il testo di partenza e affronta alcuni temi direttamente legati allo scenario politico, come l'immigrazione e il lavoro.
L'attrice romana, al suo esordio nella regia di un lungometraggio, ha presentato il suo lavoro alla stampa romana, svelandone la genesi e le molte traversie produttive.
Al di là della versatilità dimostrata dal regista di Enrico V e Hamlet, le potenzialità shakespeariane del soggetto sono state ben messe in evidenza nello script del film, messo a punto, nella sua versione iniziale, da quel J. Michael Straczynski che, oltre che apprezzato sceneggiatore del fumetto, è anche responsabile dello script del premiato Changeling di Clint Eastwood.
Diretto da Greg Mottola e interpretato dalla coppia demenziale Simon Pegg e Nick Frost, Paul porta la relazione U.F.O./essere umano su di un livello insolito dove il timore e il sospetto lasciano spazio ad un cameratismo tipicamente maschile.
Greco non segue la classica evoluzione dell'improbabile storia d'amore fra i due protagonisti, ma privilegia una poetica sospensione temporale, 'amministrata' con grande perizia stilistica.
Presentato a Roma il film d'esordio di Francesco Antonio Castaldo, un intenso dramma familiare incentrato sulla storia di Alan, un trentenne eroinomane che riflette sul percorso di vita che l'ha portato a vivere nella sua triste condizione in balia di una totale apatia nei confronti del mondo.
Dopo dieci anni di duro lavoro, più di 700 persone coinvolte nella trilogia ed un numero imprecisato di effetti visivi, la saga di Arthur arriva al suo epilogo con Arthur 3 - La guerra dei due mondi.
Per celebrare il suo immaginario e la personale interpretazione del fantastico, la tredicesima edizione del Future Film Festival ha deciso di omaggiare il regista, con un'ampia retrospettiva che include la saga dei Minimei e altre opere recenti. Eccolo protagonista della conferenza stampa bolognese.
Per questo suo esordio nel lungometraggio di fiction, il regista Dario Baldi sceglie il genere della commedia leggera, sulla carta imparentata con i vari cinepanettoni e cinecocomeri, ma di fatto epurata da tutte le componenti di volgarità presenti in questi ultimi.
La nostra intervista esclusiva al regista, che presenta il suo ultimo lavoro, una storia ambientata a Cagliari e scritta dallo sceneggiatore Marco Porru.
Accolto trionfalmente al Tokyo International Anime Fair, Colorful va ad arricchire il curriculum di Keiichi Hara, autore sempre più apprezzato dal mondo dell'animazione.
Realistico e godibile dal punto di vista spettacolare, World Invasion sfrutta le moderne tecnologie per restituire sullo schermo un attacco extra-terrestre che non lascia spazio a riflessioni filosofeggianti ma si limita ad offrire lo 'spettacolo' dal punto di vista dei Marines, uomini abituati alla guerra reduci dall'Iraq e dall'Afghanistan che di fronte ad un attacco del tutto nuovo provano a ingegnarsi per salvare la pelle e il destino del mondo.
Il regista esordiente Dario Baldi ha presentato a Roma la sua commedia in salsa latinoamericana, insieme al simpatico duo di protagonisti Enrico Brignano e Francesco Pannofino, e alla bella Aurora Cossio.
La corsa al Platinum Golden Prize al via con Colorful e CJ7: The Cartoon, due pellicole capaci di riassumere gli stili che, dal Giappone alla Cina, contribuiscono a formare una parte considerevole del background dell'animazione orientale.
Nella gremitissima sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, una platea di fans in adorazione e giornalisti entusiasti ha raccolto Christopher Walken per una serata-evento moderata da Mario Sesti e Antonio Monda che ha ripercorso attraverso filmati e divertenti racconti la carriera dell'attore premio Oscar.
Alternando le immagini del concerto al Madison Square Garden e filmati risalenti alla sua infanzia, il film ripercorre la vertiginosa ascesa del cantante canadese Justin Bieber, assurto a idolo delle adolescenti (e non solo) grazie a YouTube.
A distanza di anni Jennifer Lopez torna sul grande schermo con un nuovo biopic musicale interpretato e prodotto accanto al marito Marc Anthony nel nome di Hector Lavoe, leggenda della musica caraibica morto a soli 47 anni per AIDS.
Habemus Papam è un successo, e ciò arriva quasi come una sorpresa in un ambiente che sembrava auspicare un passo falso di Nanni Moretti, per noi una voce unica e preziosa del nostro cinema che si prepara a renderci orgogliosi, insieme a Paolo Sorrentino, in quel di Cannes.
Il nostro incontro con il regista ed il cast del film tratto dall'omonimo racconto di Franco Lucentini; guariscono assieme dalle sofferenze di una vita Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini che ammette 'E' una faccia che racconta tanto quella che ho visto sullo schermo. Quell'essere speciale ha molto della mia vita. Che adesso fa ancora meno male'.
In occasione dell'uscita del nuovo atteso cinecomic dell'universo Marvel, abbiamo incontrato il regista Kenneth Branagh, cineasta shakespeariano che si è cimentato con un progetto per lui inedito.
A Roma insieme a Kenneth Branagh per presentare l'atteso cinecomic targato Marvel, il simpatico attore protagonista ci ha raccontato la sua esperienza sul set e il suo rapporto con il personaggio.
Che ci si trovi di fronte a vampiri o a licantropi poco importa, perché sia la saga di 'Twilight', sia questa rielaborazione fiabesca sui generis (che intreccia l'archetipo di Cappuccetto Rosso con la leggenda del lupo mannaro), non sono tanto dei racconti horror, quanto piuttosto vere e proprie metafore dei turbamenti e dei languori emotivi della pubertà, legati alla prima scoperta del sesso.
Presentata a Roma l'attesa pellicola del regista capitolino, in concorso al prossimo festival di Cannes, in cui un papa appena eletto, lo straordinario Michel Piccoli, cerca l'aiuto di uno psicanalista per guarire dalla depressione; "Il mio silenzio stampa? I registi fanno troppa confusione quando parlano dei loro progetti. Spero che questo film parli da solo".
Un nuovo inizio per la saga di Scream, in cui Wes Craven è apparso ispirato come non mai, tanto cinico quanto brillante, sicuro di aver finalmente ritrovato la vena artistica di un tempo.
Il dodicesimo film di Nanni Moretti è perfettamente centrato nella cinematografia dell'autore capitolino, che continua a mostrare con assoluta fermezza la crisi di una società, lasciandone intravedere crepe e abissi, mascherandoli dietro ad un riso quasi isterico.
Lo scrittore statunitense, giunto alla notorietà con i suoi libri per ragazzi incentrati sul personaggio di Greg Heffley, ha presentato stamattina il primo film ispirato alla serie, che uscirà in Italia a luglio.
Incuriosisce che un regista come Eugenio Cappuccio, per sua stessa affermazione indifferente al panorama televisivo, si sia lasciato coinvolgere da un progetto deciso a raccontare le ricchezze e le miserie vissute all'ombra del piccolo schermo, ma ancora più che come co-protagonista abbia scelto colei che della tv sembra aver fatto un regno personale. Un mistero presto svelato, visto la produzione ad opera di Antonio e Pupi Avati.
Il plot di Faster è semplice, nitido, cristallino. Si potrebbe definire cinema d'azione basilare, tanto che i tre principali protagonisti non possiedono nemmeno un nome, ma sono semplicemente Driver, Cop e Killer, quasi entità astratte. L'ipercinetico film di George Tillman Jr. sembra omaggiare tanto gli archetipi del cinema action - come il film di vendetta e il road movie - quanto l'estetica del videogame.
Nato da un soggetto di Antonio Avati e prodotto insieme al fratello Pupi dalla DUEA, il film si appoggia completamente sulla versatilità di un attore d'esperienza come Emilio Solfrizzi a cui è affidato il compito di tratteggiare il profilo dolce-amaro della meteora Piero Cicala, ex cantante pugliese anni ottanta diventato famoso con il brano Io, te e il mare.
L'orsetto di pezza più famoso del mondo torna sul grande schermo con spirito e immagine immutata, per raccontare non solo di miele, ma anche di misteriosi mostri e code scomparse.
Le immagini del viaggio della nave, del suo equipaggio, di quelle acque che non hanno nazionalità, danno coesione a un concept in ogni caso profondamente organico nonostante la sua poliedricità e la frammentarietà delle sue voci, perché Il colore del vento è un'unica storia, la nostra, come il Mediterraneo è il Mare Nostrum.
Guardando da un lato al linguaggio delle avanguardie, dall'altro alla pittura e ai nuovi media, Nero cerca di costruire una sorta di onirico docu-drama in cui la figura del mistico Rasputin emerga nella sua complessità, distanziandosi dalle ricostruzioni più convenzionali.
Il regista italiano ha presentato ai giornalisti romani il suo ultimo film, un singolare esempio di docu-drama in bilico tra cinema, videoarte e linguaggio dei nuovi media, insieme agli attori Francesco Cabras, Daniele Savoca e Franco Nero.
Nel rifare un classico del cinema coreano come The Housemaid, il regista Im Sang-soo mette in scena una cupa odissea nell'umiliazione di una donna, che sarà preludio a una vendetta all'insegna del nichilismo.
Presentato a Roma il thriller-action fantascientifico che tra colpi di scena e viaggi avanti e indietro nel tempo regala un'avventura mozzafiato come non se ne vedevano da tempo.
Arrivata nelle sale americane alla fine di febbraio, l'ultima fatica della coppia Patrick Lussier/Todd Farmer (San Valentino di Sangue in 3D) ha diviso immediatamente la critica. Apprezzato per il suo Grindhouse style o disprezzato senza nemmeno tanta veemenza per l'eccessivo cattivo gusto dimostrato, Drive Angry è in verità un prodotto dalla natura molto semplice che non promette quasi nulla che non possa offrire.
Paul Haggis si conferma ottimo narratore, anche laddove si tratta di rielaborare soggetti non suoi: la fonte, qui, è un thriller francese del 2008 intitolato Pour Elle, e l'intenzione del regista è quella di approfondire alcuni temi delineati, ma solo sfiorati, dallo script originale.