Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Nell'immaginario prolungamento di una guerra fredda combattuta sul più rassicurante piano artistico, la Russia risponde all'esperta industria cinematografica americana con la sua prima opera di animazione in 3D.
Presentato stamattina a Roma Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata, reboot del cult che rese popolari i fratelli Carlo ed Enrico nei lontani anni '80. Nel cast la modella Vanessa Hessler nei panni di una Cenerentola della moda e il 'Libanese' Francesco Montanari stavolta con la pistola dalla parte del bene.
Kick-Ass di Matthew Vaughn colpisce per la sua capacità di coinvolgere e raggiungere lo spettatore, con una messa in scena di grande impatto, serrata nel ritmo e spettacolare nelle coreografie dei combattimenti, che sono sì violenti, ma anche complessi, creativi ed estremamente dinamici.
Lo script di Garland è abbastanza riuscito da veicolare i numerosi sottotesti e la profonda umanità della storia, accompagnati dagli alti valori tecnici e artistici dei vari reparti realizzativi.
La nostra intervista con Valerio Aprea, nelle sale italiane con 'Nessuno mi può giudicare' e, dal primo aprile, con 'Boris il film': 'Nel '96 ho assistito ad un piccolo spettacolo teatrale a Testaccio. Lì vidi Boris'. Il talentuoso interprete è in scena fino a domenica 20 marzo al Piccolo Eliseo di Roma con Momenti di trascurabile felicità.
Il nostro incontro con l'italiano Alessandro Jacomini, Lighting Supervisor di Rapunzel - L'intreccio della torre, ultimo film d'animazione di casa Disney in arrivo in homevideo dal 16 Marzo.
E' buffo come tutti i film che teorizzino la libertà espressiva assoluta del ballo 'popolare', rispetto alla vecchia concezione del balletto siano in realtà i primi ad essere costruiti in base ad una manciata di temi riconoscibilissimi; Street Dance 3D non si discosta da questa griglia, rinforzando l'atavico confronto tra arte nobile e quella di strada.
L'unico modo, per approcciarsi alla versione cinematografica di Dylan Dog, è quella di sospendere ogni possibile giudizio su un eventuale accostamento tra fumetto e film. Dylan Dog - Il film, va, semmai accostato piuttosto alla recente moda degli horror adolescenziali, in cui la componente orrorifica è spesso amalgamata con altri elementi, come la componente umoristica e pop.
Dopo un'attenta visione, scevra da ogni pregiudizio, la domanda che ci si pone non è tanto perchè si è voluto a tutti i costi andare a rivisitare un classico come Amici Miei, quanto più perchè lo si sia fatto senza avere alla base non solo un'idea, ma anche una sceneggiatura ben scritta e gli attori adatti per affrontare senza patemi d'animo un confronto difficile.
Il regista è giunto a Roma per inaugurare l'anteprima mondiale del tanto atteso film dedicato all'indagatore dell'incubo, confessando ai giornalisti la sua autentica passione per l'inquieto personaggio nato dalle tavole di Tiziano Sclavi.
Il film di Adam Green gioca abilmente con l'ansia dei personaggi e dello spettatore, mantenendo come punto fisso il realismo di una messa in scena che ha già in sé gli elementi per creare tensione: i paesaggi innevati apparentemente sconfinati, la notte che lentamente scende a gelare il sangue e la pelle, i lupi che si aggirano famelici, la mancanza di presenze umane tutt'intorno ai protagonisti.
Grottesche dichiarazioni d'amore, cene in terrazza sotto le stelle a cantare e ballare, bizzarre lezioni di seduzione e momenti di introspezione si alternano in un film di quelli in un cui è sempre più difficile imbattersi: spietato, beffardo, disilluso, avvincente, vivace, acuto e senza l'ombra di una sbavatura nella recitazione.
Presentato a Roma l'atteso e discusso prequel di Amici Miei di Monicelli, ambientato nella Firenze di fine '400 e interpretato da Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel e Massimo Ghini.
Presentato a Roma il film d'esordio alla regia di Massimiliano Bruno che vede i due attori, nei panni di una improvvisata escort e di un coatto di borgata, protagonisti di una divertente commedia metropolitana ambientata nella multietnica Roma del Quarticciolo.
Pernilla August fa il suo esordio alla regia con un film intimo e doloroso sulla solitudine famigliare idealmente dedicato al "maestro" Ingmar Bergman.
La nuova fiction Rai sull'amore impossibile tra la figlia di Mussolini e un partigiano comunista è stata presentata oggi a Roma, in un'affollata conferenza stampa che ha visto la presenza, tra gli altri, dei due protagonisti Stefania Rocca e Alessandro Preziosi, oltre che del regista Graziano Diana e del produttore Luca Barbareschi.
L'opera corale diretta dal giovane esordiente Matteo Cerami, coraggioso nell'essersi confrontato con un cult senza tempo come quello sceneggiato dal padre, raggruppa un carrozzone senza speranze sulle stesse dune laziali del Casotto.
Un esperimento che va salutato con favore, per il suo tentativo di coniugare la logica del blockbuster con una visione più sobria del tema dell'esorcismo: una visione in cui gli shock gratuiti e l'immagine standardizzata della possessione siano sostituiti da un approccio più neutro e realistico.
Alla sua opera prima Purikitpanya si dimostra capace di sopperire alle limitazioni di budget (evidenti soprattutto nelle ricostruzioni in computer grafica) attraverso una gestione solida della messa in scena, senza comunque rinunciare alle dosi abbondanti di splatter tipiche dell'horror tailandese.
Ramona e Beezus ruota intorno al suo messaggio principale, quello dell'importanza di essere sè stessi, ed ha i suoi momenti più riusciti nella leggerezza con cui riesce a raccontare le vicende della piccola Ramona, sapendo rendere con efficacia l'atteggiamento di una ragazzina che non è ancora riuscita di capire la vita e sta cercando il proprio posto nel mondo.
Di versioni in salse variegate di Romeo e Giulietta ce ne sono a bizzeffe nel mondo del cinema, ma gli autori di Gnomeo & Giulietta hanno modernizzato con originalità l'opera più appassionata del Bardo trasformandola in una Toy Story shakespeariana, col lifting del 3-D, le musiche glamour di Elton John e gli gnomi da giardino più spassosi del cinema d'animazione.
L'inquietante film di Mikael Håfström, incentrato sul tema delle possessioni demoniache, è stato presentato a Roma dallo stesso regista insieme a Anthony Hopkins, all'esordiente Colin O'Donoghue e ad Alice Braga, in un interessante incontro con i giornalisti.
Sceneggiato da padre e figlio 'd'arte', il film corale, esordio alla regia del giovane Matteo, è una commedia ambiziosa e amara dalle battute pungenti affidate alla bravura di un cast numeroso che comprende Gigi Proietti e porta su uno sgangherato barcone approdato sul litorale laziale Marco Giallini, Ennio Fantastichini, Francesco Montanari, Libero De Rienzo, Ambra Angiolini, Anna Bonaiuto e tanti altri.
Diverso dalla media dei film d'animazione in circolazione, l'opera di Verbinski piace per la caratterizzazione dei personaggi a partire da un protagonista che è tanto buffo e simpatico quanto profonde e pesanti sono le sue riflessioni sulla vita; forse non tutto tiene fino alla fine, ma vale la pena conoscerlo, questo mostriciattolo verde.
Il nostro incontro con l'autore francese che ha conquistato il premio alla regia all'ultimo Festival di Cannes grazie ad un film poetico e carnale su un gruppo di ballerine americane di new burlesque in trasferta transalpina; 'Le mie protagoniste hanno trovato un modo generoso ed efficace di fare politica, di esprimere rabbia'.
Forte della sua esperienza nella gestione di una narrazione al femminile, Emanuela Piovano si fa carico di un impegno non facilmente onorabile: scindere Simone Weil dalla vibrante energia dei suoi scritti filosofici per imporle l'analisi un po' sfrontata e voyeuristica della macchina da presa nella speranzosa attesa dell'imprevedibile.
Il regista Tom Reeve si offre con intelligenza e garbo ai giornalisti durante la conferenza stampa della sua commedia surreale 'Holy Water'. L'incontro è stato inevitabilmente dominato dall'argomento Viagra, tanto caro anche alla nostra attualità, e dalle polemiche sorte tra la casa farmaceutica Pfizer e i produttori del film.
Attraverso le avventurose vicende del carismatico boxeur Tiberio Mitri e dell'affascinante Miss Italia Fulvia Franco, il film per la tv di Angelo Longoni fa rivivere l'Italia del Dopoguerra in cui, grazie alla nascita della cultura di massa, si affermarono le prime star nell'immaginario popolare.
Atmosfera accesa per la presentazione alla stampa della miniserie dedicata al pugile Tiberio Mitri e alla Miss Italia Fulvia Franco, che è stata dominata soprattutto dalle polemiche nate tra la produzione e i discendenti di Mitri. I protagonisti Luca Argentero e Martina Stella hanno comunque dato conto della professionalità e della partecipazione con cui si sono calati nei rispettivi personaggi.
L'esordio nel lungometraggio di Nicola Barnaba è una divertente commedia, che si affida innanzitutto alla straripante simpatia dei protagonisti Enzo Salvi e Maurizio Battista; tuttavia, il film porta avanti una linea narrativa che si sforza di essere qualcosa di più di un mero collante tra le singole gag.
In una divertente conferenza stampa, con il duo Enzo Salvi/Maurizio Battista a fare (come nel film) da trascinatore, il regista Nicola Barnaba ha presentato la commedia Una cella in due, suo esordio nel lungometraggio.
La nostra lunga chiacchierata con il simpaticissimo autore, attore e regista romano che debutterà sul grande schermo il 16 marzo prossimo con Nessuno mi può giudicare, la commedia sull'Italia di oggi che vede impegnata la sua grande amica Paola Cortellesi insieme a Raoul Bova e a uno scoppiettante Rocco Papaleo.
Dopo aver conquistato con le suggestioni di una vita condotta all'estremo la fantasia di Roberto Rossellini, che a lei s'ispirò per la protagonista di Europa 51, la filosofa ebrea Simone Weil trova oggi nuova voce nel nuovo film della regista di Amorfù.
Il film di Russell si regge tutto sull'eccelsa interpretazione della coppia Christian Bale-Melissa Leo, meritati Premi Oscar per questi ruoli, e utilizza sapientemente la boxe come metafora delle relazioni umane, per le quali talvolta occorre combattere tenacemente. Ma The Fighter non è un ring action, piuttosto è un'opera complessa, drammatica, intensa e avvincente fino all'ultima immagine.
Il regista di Notting Hill e la sceneggiatrice del Diavolo veste Prada realizzano il film che ti aspetti, dotato del classico armamentario da pellicola sentimentale edificante, con un pizzico di commedia sofisticata; quello che salva l'opera sono i battibecchi tra Diane Keaton e Harrison Ford, trascurati colpevolmente da uno script costruito invece attorno ad una protagonista monodimensionale a cui la canadese Rachel McAdams regala un assortimento da record di smorfie e mossette.
A metà tra un crime movie e un thriller dell'anima il film del bravo Andrea Molaioli è un'opera cupa in cui Toni Servillo e Remo Girone si muovono come fantasmi di se stessi e si dirigono lungo una strada fatta di drammi e miserie. Destinazione? Un abissale inferno color latte.
Presentato stamattina alla stampa il film impegnato Il gioiellino, opera seconda del regista de La ragazza del lago. Ispirata alla storia del crac della Parmalat, la pellicola rilancia i due monumentali attori nei ruoli dei criminali senza coscienza e riserva al grande pubblico piccole inaspettate sorprese e citazioni colte.
Il nostro commento a una cerimonia di consegna degli Academy Awards che ha evidenziato ancora una volta i difetti di un format obsoleto, e ha marcato un nuovo allontanamento dell'AMPAS dal cinema più coraggioso e moderno.
Con la consapevolezza del passato e il linguaggio dell'attualità, La vita facile segue quasi fedelmente il rassicurante corso tracciato da progenitori doc come Monicelli e Zampa, per dimostrare che la comicità agrodolce della vita quotidiana ha ancora il suo peso in termini artistici e non solo.
Interpretato da un cast d'eccezione straordinariamente in forma guidato da Anna Bonaiuto e Gianni Cavina, sorretto da musiche, costumi e scenografie di primo livello, Atelier Fontana merita di essere visto ed apprezzato da giovani e meno giovani, specie in un momento di difficoltà come quello che sta attraversando il nostro Paese.
La notte degli Oscar è alle porte e, per ingannare l'attesa, vi riveliamo quali sarebbero i vincitori degli 83. Academy Awards secondo la redazione di Movieplayer.it. Almeno sulla carta, prendiamo decisamente le distanze da quelle che sono le scelte più probabili dell'AMPAS...
Presentata a Roma Atelier Fontana, la nuova miniserie di RaiFiction che porta in tv la storia di Zoe, Micol e Giovanna Fontana, le sorelle della moda più famose d'Italia, interpretate da Anna Valle, Alessandra Mastronardi e Federica De Cola.
Così, dopo Ora o mai più e il successo dei suoi "disperati" Figli delle Stelle, Pellegrini torna in sala con La vita facile: lo abbiamo incontrato a Roma insieme agli interpreti della pellicola Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi.
Presentato a Roma il film d'animazione che vede per protagonista un camaleonte-attore in crisi d'identità, piombato per sbaglio in un far west pieno di loschi figuri; nel cast vocale americano Johnny Depp, Isla Fisher e la Little Miss Sunshine Abigail Breslin.
A quattro mesi di distanza dalla sua visita lampo per la presentazione in anteprima mondiale al Festival di Roma, il mitico John Landis torna nella Capitale in occasione dell'uscita nelle sale del suo nuovo attesissimo film.
La heist (?) comedy di Tom Reeve si inserisce bene nel contesto tanto in voga delle commedie a base di colore locale; e a un tuffo nella verde Irlanda non si dice mai di no.
Bravo Giovanni Veronesi a dirigere con mano leggera il più ispirato dei tre capitoli della sua saga, una commedia con poche cadute di tono (l'episodio di uno stanco e ripetitivo Carlo Verdone), piacevoli sorprese (l'amour fou tra Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti), e l'ovvia conferma di un mostro sacro come Robert De Niro, soggiogato dalle curve di una prorompente Monica Bellucci a cui regala una dichiarazione d'amore che molti giovanotti di oggi si sognerebbero.
Presentata a Roma la nuova commedia sentimentale firmata dal regista toscano, in uscita il prossimo 25 febbraio in 700 copie; con Robert De Niro assente ci hanno pensato Monica Bellucci e Carlo Verdone a tessere le lodi del grande attore americano; e Veronesi annuncia altri due 'manuali', "C'è ancora tanto da raccontare".
Nonostante le sue imperfezioni, Easy Girl è uno dei migliori teen movie visti sugli schermi americani per lo meno dai tempi di Mean Girls e ha il merito, oltre che di rilanciare un genere troppo spesso cannibalizzato dalla vendibilità e dalla mediocrità, di lanciare un'attrice di cui sentiremo parlare molto negli anni a venire.
Tensione, splatter e divertimento amalgamati da una generosa dose di salsa piccante. Una pellicola senza troppe pretese, che tuttavia si lascia guardare con piacere.