Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Modalità narrative vecchio stile e temi attuali - in particolare di questi tempi in Francia - per la pellicola a base di buoni sentimenti firmata da Aki Kaurismaki.
Il nuovo lavoro della regista di Caramel tratta un tema assai serio ma lo fa con un'ironia pungente ed una sfrontatezza ammirevoli. Il risultato è un'opera estremamente godibile che fa anche riflettere sull'assurdità di un conflitto pronto ad esplodere in qualsiasi momento, per qualsiasi sciocchezza.
Jack Sparrow e compagni hanno invaso la Croisette per presentare il quarto capitolo delle avventure dei Pirati dei Caraibi, il primo con Rob Marshall alla regia ed in 3D.
E' un'opera complessa, The Tree of Life, ancor più complessa di quanto sarebbe stato lecito attendersi: spiazza e stordisce, parte dal privato per arrivare all'universale, mostrando una polifonia di voci e di motivi che necessitano tempo (e forse più visioni) per essere assimilati appieno.
Assente l'atteso Terrence Malick, tocca a Brad Pitt far da portavoce al regista per soddisfare le curiosità della stampa sull'incredibile The Tree of Life.
La regia di Ron Howard è inappuntabile nel congegnare una commedia agrodolce che sa aggirare i pasticci sentimentalisti ed esaltare con bravura i suoi polverosi prototipi.
Nonostante uno script un po' debole, il film di Peter Chan si lascia apprezzare per le interpretazioni oltre che per la fotografia di buon livello e le impressionanti scene d'azione.
Pervaso da una grande tenerezza e nostalgia, il film di Jimenez rievoca la passione degli amori giovanili e allo stesso tempo parla di libri in maniera adorante e sottile.
Ricreare l'atmosfera di una casa chiusa, con le sue musiche, le sue routine, le sue mollezze, i suoi orrori, è l'obiettivo principale del film di Bertrand Bonello, ed è un obiettivo centrato
Il documentario di Rakesh Omprakash Mehra e di Jeff Zimbalist è esattamente quello che potevamo attenderci, una coloratissima celebrazione della storia e dello spirito della ricca e prolifica industria cinematografica indiana.
Un thriller che fin dalle prime scene è un crescendo di tensione e che alterna due differenti linee temporali, spesso non immediatamente distinguibili, così da avvicinarci alla sensazione di disagio e paranoia vissuta dalla protagonista, la brava Elizabeth Olsen.
Vivido, essenziale e lineare nella scrittura, il film è caratterizzato da una regia poco ostentata ma precisa ed efficace. Se poi Cécile De France è una sicurezza, è soprendente il lavoro dei Dardenne con il giovanissimo Thomas Doret, un'autentica forza della natura che i registi belgi arginano, plasmano, illuminano per raccontare una storia di semplice e toccante umanità.
The Artist è un grande omaggio al cinema di un tempo assai lontano ma in realtà mai dimenticato, ma soprattutto una commedia vivace e divertente, ricca di trovate davvero fantastiche, che va oltre la semplice operazione "nostalgia".
Nonostante alcune scene siano destinate a rimanere impresse nella mente degli spettatori, 'Michael' non colpisce quanto potrebbe o forse dovrebbe, per la sua volontà di non andare a fondo nelle motivazioni o nei sentimenti dei suoi protagonisti, limitandosi a mostrare soltanto.
Coraggiosamente, il regista si mette in gioco e ci mostra senza freni la fragile condizione (soprattutto psicologica) in cui si trova. Difficile però capire quanto faccia sul serio e quanto invece voglia furbescamente veicolare agli spettatori, perché tutto il film è prima di tutto molto autoironico e autocritico.
Con 'Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare' si decide di fare un passo indietro e tornare agli elementi che più avevano funzionato negli episodi precedenti: il personaggio di Sparrow ovviamente, ma anche i suoi duetti con Barbossa e con una controparte femminile forte.
Thriller atipico dai tempi dilatati, Miss Bala punta tutto sulla prova e sul corpo dell'esordiente Stephanie Sigman, ma manca di autentica tensione, a causa soprattutto di una sceneggiatura esangue e di una regia troppo pedante e dettagliata.
Di un tema dalle potenzialità umanamente esplosive come quello della rivalità tra padre e figlio, Cedar fa di Hearat Shulayim una commedia amara caratterizzata da uno humour asciutto, ma non freddo.
Il film attinge ad una vasta mole di documenti e di testimonianze per raccontare in maniera genuina, se non originale, la storia di un genio della musica: Radford opera però almeno una scelta anticonvenzionale, quella di lasciare senza nome le persone che recluta per parlare di Michel.
Nanni Moretti presenta in competizione a Cannes Habems Papam accompagnato da gran parte del cast capitanata dallo straordinario Michel Piccoli e da Jerzy Stuhr.
Abbiamo potuto assistere ad un'esclusiva anteprima per la stampa di 20 minuti del nuovo attesissimo lavoro di J.J. Abrams e possiamo dire con convizione che, a differenza di quanto sempre più spesso accade, il risultato è veramente all'altezza delle aspettative.
Polisse colpisce per l'estrema vitalità e per il coraggio ed ambisce a fornire uno spaccato della Parigi multietnica e più problematica, e ad essere così in qualche modo riconosciuto dalla giuria di Cannes 2011.
Il dramma di una madre che ha messo al mondo un essere incomprensibile e terrificante è stato affrontato dal premio Nobel Doris Lessing in uno dei suoi romanzi più famosi, Il quinto figlio. Ma Lynne Ramsay in questa straordinaria pellicola va anche oltre la lucida esposizione di quel dolore e di quel senso di colpa con cui è impossibile venire a patti, mettendoci di fronte a qualcosa di insostenibile.
La coraggiosa prova di Emily Browning è sicuramente l'elemento più sorprendente ma anche facilmente metabolizzabile di un film che ha raggelato il 64. Festival di Cannes con la sua composta, elegante, sensuale e mortifera freddezza.
Dalla romantica Parigi notturna all'assolata Cannes. Ecco Woody Allen e i suoi attori pronti a inaugurare la nuova edizione della kermesse francese al via tra poche ore con il divertente Midnight in Paris.
Non è certamente il messaggio o il plot il punto forte di questo nuovo film di Allen, ma sono gli ironici incontri, spesso surreali, del protagonista con tante personalità del passato, figure iconiche che il regista e scrittore tratteggia con la consueta (auto)ironia e in maniera irresistibile.
Un perfetto gentiluomo è una commedia agrodolce che fa riflettere e strappa qualche sorriso puntando sul grottesco, ma soprattutto si farà ricordare per le interpretazioni di Paul Dano e Kevin Kline.
Diretto da Antonio Baiocco e interpretato da Sebastiano Somma, Il Mercante di stoffe non offre spunti narrativi memorabili o scelte registiche degne di nota, aggrappandosi debolmente a una sceneggiatura dalla struttura inconsistente e frettolosa
Dopo molti sforzi produttivi il film arriva al cinema dal 13 maggio distribuito da Microcinema in 20 copie grazie all'impegno di Sebastiano Somma e del regista Antonio Baiocco
A sei anni da El habitante, Guillem Morales torna al cinema con un thriller dal retrogusto horror in stile ispanico interpretato da Belen Rueda e prodotto da Guillermo Del Toro.
Se il festival friulano continua a caratterizzarsi per l'efficacia organizzativa, questa tredicesima edizione ha messo in luce una qualità altalenante nelle proposte, oltre a una formula (specie dal lato premi) che forse avrebbe bisogno di un rinnovamento.
Un budget stratosferico, una distribuzione capillare, uno sforzo produttivo enorme per un risultato al botteghino che ha già stabilito il record mondiale per un film in lingua cinese: questo è Aftershock, il nuovo kolossal che Feng Xiaogang ha dedicato a due eventi tra i più catastrofici dell'intera storia della Cina.
Per una volta, Oriente e Occidente si invertono le parti in quanto a coraggio e consapevolezza nel mostrare le diversità, per una volta in un film orientale teoricamente libertario si esprime un assunto che è in sé profondamente reazionario.
Andrea Papini, insieme al cast del suo film, ha presentato il suo secondo lungometraggio: un po' commedia, un po' spy story, in cui la misteriosa identità di una mummia ritrovata nel ghiaccio mette alla prova un improbabile gruppo di detective.
Nel suo secondo lungometraggio Andrea Papini, prendendo spunto da un'ambigua misurazione topografica, aspira a definire, e magari a cancellare per un momento, i confini tra uomo e uomo.
Stupefacente per tecnica e spettacolarità il lavoro del giovane cineasta riesce nel difficile intento di dosare nel migliore dei modi il grande impatto visivo ed emotivo di un campione vero come Clemente Russo, poco esperto di recitazione ma bravissimo a mettersi al servizio di una storia dolorosa e intensa.
Tris di pellicole - Bedevilled, Paranormal Activity 2: Tokyo Night e Seru - per una Horror Night non esattamente entusiasmante. Il più convincente dei tre film proposti, in ogni caso, è proprio quello di Jang Cheol-so.
Presentato a Roma il film liberamente tratto dal racconto di Roberto Saviano che racconta la storia di uno dei tanti campioni nati e cresciuti a Marcianise, feudo della camorra ma anche vivaio storico del pugilato italiano.
Un tuffo nel passato storico, culturale e sociologico del nostro Paese che deve e può fungere da esempio per analizzare in modo profondo la drammatica crisi sociale e morale che stiamo vivendo.
Se il pubblico cantonese quanto mainland sembra aver apprezzato la commedia sentimentale di Johnny To, a noi non resta che aspettare il prossimo noir del regista.
Ancora una volta un certo tipo di commedia dimostra di intuire il disagio che serpeggia nella nostra società, in un mondo che frustra i colpi di genio (pur se bislacchi), ma si rivela incapace di trasformarlo in un discorso più ampio, spuntando le sue armi e privilegiando una risoluzione finale buonista.
Poco importa che gli interpreti siano troppo qualificati per una pellicola senza pretese: hanno il tempo di fare bella mostra di sé, e bilanciare i rispettivi, mostruosi talenti lasciandoci una sensazione di armonia e divertimento.
Un resoconto del nostro incontro con Michael Hui, vera e propria icona della comicità made in Hong Kong, ospite della tredicesima edizione del Far East Film Festival.
Abbiamo incontrato il regista e il cast della commedia che tratta il precariato dall'insolito punto di vista di tre magazzinieri di un pastificio salentino che si improvvisano artisti per sbarcare il lunario; 'E' la creatività artigianale che unisce gli operai e gli artisti', dice Vincenzo Salemme.
Dopo anni trascorsi ad apprendere i segreti del mestiere e a gestire parole e situazioni drammaturgiche, Giorgia Cecere esce finalmente dall'ombra protettiva e rassicurante dei suoi padri professionali (Gianni Amelio e Edoardo Winspeare) per soddisfare un personale bisogno di cinema.
Stupisce molto la maturazione stilistica di un regista come Takashima, che abbandonate le tonalità pop e gli eccessi un po' manieristici delle sue precedenti regie, riesce a contenere la sua visionarietà in una struttura narrativa senza sbavature, sempre al servizio di un racconto in cui all'orrore si alterna una sconfinata pietà per tutti i personaggi coinvolti.
Se per i primi tre quarti di film il tono resta comunque abbastanza misurato, tenendo a freno la naturale tendenza del soggetto a richiamare la lacrima facile, nell'ultima parte la sceneggiatura cede definitivamente a un melò esplicito e di grana grossa, con un'evoluzione della storia intuibile e tutta tesa a un'emotività d'accatto e di facile presa.
Presentata a Roma Napoli Milionaria!, la seconda di quattro commedie del grande De Filippo che un ambizioso e impegnativo progetto di Raiuno ha voluto trasformare in un evento culturale televisivo di grande fascino.
Il film, presentato oggi alla stampa romana dopo il passaggio nella sezione Controcampo all'ultima edizione del Festival di Venezia, segna il debutto della sceneggiatrice dietro la macchina da presa con un'avventura dei sentimenti.
A quasi sessant'anni dalla prima visione de 'Il più grande spettacolo del mondo', Francis Lawrence cerca di ricreare la magia di un mondo artistico costruito sul sudore e il sacrificio umano senza nemmeno sfiorare la possibilità di un confronto con il suo predecessore più illustre.