Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Paul Haggis si conferma ottimo narratore, anche laddove si tratta di rielaborare soggetti non suoi: la fonte, qui, è un thriller francese del 2008 intitolato Pour Elle, e l'intenzione del regista è quella di approfondire alcuni temi delineati, ma solo sfiorati, dallo script originale.
La vera rivoluzione operata da Pisanelli nel suo documentario è la scelta di far parlare liberamente gli aquilani. Al silenzio che domina sulle macerie di quella che, da due anni a questa parte è diventata una città fantasma, si contrappongono le voci di coloro che rifiutano questo stato di cose e che lottano per riprendere possesso della propria città.
In C'è chi dice no si prende di petto un male atavico e apparentemente immodificabile della società italiana, come quello delle raccomandazioni: il film di Giambattista Avellino lo fa con l'arma della commedia, strappando risate che, come da tradizione del nostro cinema, sono risate amare.
Dopo aver conquistato il box office americano, l'attore arriva a Roma per presentare l'action/thriller diretto da Niel Burger in sala dal 16 aprile.
L'annuncio del nuovo reboot targato Warner conferma un trend sempre più allarmante. E intanto, nelle nostre sale, lo scarso riscontro di Boris il film attesta i limiti dello sfruttamento di soggetti non originali al cinema.
La nuova commedia diretta da Giambattista Avellino, dedicata alla piaga delle raccomandazioni sul lavoro, è stata presentata oggi ai giornalisti romani, alla presenza del regista e dei protagonisti Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini.
Rio vive dei colori e del calore della città sudamericana, una terra delle favole dove tutto è possibile; gli ingredienti giusti per una riuscita ci sono tutti: un protagonista buffo e problematico, un soggetto semplice, ma non per questo meno diretto e sincero, una serie di co-protagonisti dal fascino indiscutibile, una regia capace di sfruttare pienamente le grandi possibilità del 3D.
Il regista premio Oscar per Crash ha presentato a Roma il suo nuovo film, in una conferenza stampa in cui si è spaziato anche sui temi forti del suo cinema e sul suo modo di raccontare storie per immagini.
Il nostro incontro con il cast vocale della nuova pellicola d'animazione creata dallo staff di L'era glaciale, una favola divertente e colorata ambientata a Rio de Janeiro dove un pappagallino trova l'amore, salva dall'estinzione la sua specie e sventa un traffico illegale di animali; tra i doppiatori italiani, Fabio De Luigi, Victoria Cabello, Mario Biondi e i debuttanti assoluti Josè Altafini ed Emilio Carelli.
Il regista coreano ha presentato a Roma, in conferenza stampa, il suo ultimo interessante film, remake di un classico del cinema della Corea del Sud datato 1960.
Niente di nuovo sul fronte della commedia sentimentale made in USA, ma sono diversi i momenti esilaranti che strappano sorrisi e anche qualche grassa memorabile risata.
A tratti l'ingenuo Teo ricorda un Candido voltairiano calato in un contesto contemporaneo, capace di sbagliare e di apprendere dai propri errori senza, però, darvi mai troppo peso.
Dopo il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes, il regista coreano ha presentato il suo intenso film ai giornalisti romani, in una breve ma interessante conferenza stampa.
Il regista presenta il suo terzo lungometraggio, Questo mondo è per te, storia d'amore, di crescita e di precariato ambientata sul litorale toscano. Con lui il giovane protagonista Matteo Petrini.
Riuscita la missione ambiziosissima degli autori Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre di adattare al grande schermo la fortunata 'fuoriserie' Boris, che metteva e continua a mettere in scena una satira pungente sulla politica, sui network privati, sui cinepanettoni, sul precariato dei giovani e sull'Italia dei nostri giorni.
Dopo The Illusionist Neil Burger torna a raccogliere la sfida di raccontare il fascino perverso e altamente seducente di una realtà indotta.
Il nostro incontro con il regista di Mother e Memories of Murder, innovatore innamorato di Fellini capace di scombinare le regole canoniche dei generi per piegare il cinema all'esigenza di narrare la società coreana.
Si è tenuta stamattina a Roma l'anteprima del film scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo che hanno adattato per il grande schermo le atmosfere, la satira pungente e la verve dei loro mitici personaggi per il grande pubblico e per i fan della fortunata fuoriserie di Sky.
Le dichiarazioni della controfigura de Il cigno nero, la ballerina professionista Sarah Lane, sembrano mettere in discussione i meriti della Portman. Che per noi restano assolutamente incontestabili.
Il regista Jo Baier, pur avvalendosi della collaborazione del figlio Fosco nella stesura della sceneggiatura, non riesce a veicolare con voce chiara e potente la brillante arguzia del giornalista esploratore Tiziano Terzani.
La storia semplice e minimale raccontata da Jafar Panahi, con protagoniste un manipolo di combattive ragazzine che lottano contro il divieto imposto alle donne iraniane di accedere agli stadi, acquista un significato simbolico ben più grande: rappresentare la condizione di un'intera nazione soggiogata da un regime oscurantista e discriminatorio, imposto da decenni con la violenza e senza alcun consenso popolare.
A sette anni dalla scomparsa di Tiziano Terzani il suo romanzo testamento assume nuova forma e consistenza per arrivare sul grande schermo. Hanno presentato a Roma la pellicola di Jo Baier gli interpreti Bruno Ganz e Elio Germano, affiancati dal figlio dello scrittore, Folco Terzani.
Uno dei motivi di interesse di Silvio Forever sta nella sua singolare struttura, che ne fa un esperimento inedito nel panorama del documentarismo italiano: gli autori ricostruiscono una narrazione coerente della vita del personaggio, assemblando le sue parole senza mai modificarle e mettendo insieme una linea narrativa che ha l'andamento di un'autobiografia.
Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata è un melò camuffato da thriller hitchcockiano che promette ai suoi spettatori il rilancio di un genere ma finisce per affondare nel sentimentalismo da soap.
Il nostro incontro con James Marsden e con i doppiatori italiani Luca Argentero e Francesco Facchinetti, voci italiane del film che ha per protagonista un coniglietto pasquale desideroso di diventare un celebre batterista; e sull'importanza del messaggio di questa favola i tre concordano in pieno: 'Non bisogna mai rinunciare ai sogni'.
In occasione dell'uscita in homevideo dell'ultimo film di casa Disney, abbiamo incontrato i due registi per una lunga chiacchierata sui tanti aspetti del loro lavoro.
Sucker Punch è per certi versi il film più personale di Snyder, certo quello più ambizioso, in cui la sua visionarietà è (teoricamente) in grado di liberarsi dai lacci di storie e personaggi creati da altri, per esprimersi in tutta la sua libertà creativa.
Secondo progetto nato dalla collaborazione tra Universal Pictures e Illumination Entertainment dopo l'ottimo exploit di Cattivissimo me, il film di Tim Hill fa propria la struttura delle favole, neutralizzando ogni situazione perturbante, in favore di una storia in cui tutti riescono a brillare di luce propria, anche i cattivi; nel cast vocale italiano Luca Argentero e Francesco Facchinetti (al secondo doppiaggio 'animato' dopo Robots).
Il nuovo documentario su Silvio Berlusconi, il cui trailer è stato oggetto della censura dei dirigenti Rai, è stato presentato a Roma dai registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni, nonché dai due autori e giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
E' l'equilibrio il punto di forza della commedia di Ivan Reitman; non siamo trascinati da esilaranti situazioni comiche, né rimaniamo invischiati in un romanticismo eccessivamente zuccheroso; Amici, amanti e....è il godibile racconto dell'evoluzione di due protagonisti classicamente 'incasinati', quindi veri nelle loro fragilità.
Nell'immaginario prolungamento di una guerra fredda combattuta sul più rassicurante piano artistico, la Russia risponde all'esperta industria cinematografica americana con la sua prima opera di animazione in 3D.
Presentato stamattina a Roma Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata, reboot del cult che rese popolari i fratelli Carlo ed Enrico nei lontani anni '80. Nel cast la modella Vanessa Hessler nei panni di una Cenerentola della moda e il 'Libanese' Francesco Montanari stavolta con la pistola dalla parte del bene.
Kick-Ass di Matthew Vaughn colpisce per la sua capacità di coinvolgere e raggiungere lo spettatore, con una messa in scena di grande impatto, serrata nel ritmo e spettacolare nelle coreografie dei combattimenti, che sono sì violenti, ma anche complessi, creativi ed estremamente dinamici.
Lo script di Garland è abbastanza riuscito da veicolare i numerosi sottotesti e la profonda umanità della storia, accompagnati dagli alti valori tecnici e artistici dei vari reparti realizzativi.
La nostra intervista con Valerio Aprea, nelle sale italiane con 'Nessuno mi può giudicare' e, dal primo aprile, con 'Boris il film': 'Nel '96 ho assistito ad un piccolo spettacolo teatrale a Testaccio. Lì vidi Boris'. Il talentuoso interprete è in scena fino a domenica 20 marzo al Piccolo Eliseo di Roma con Momenti di trascurabile felicità.
Il nostro incontro con l'italiano Alessandro Jacomini, Lighting Supervisor di Rapunzel - L'intreccio della torre, ultimo film d'animazione di casa Disney in arrivo in homevideo dal 16 Marzo.
E' buffo come tutti i film che teorizzino la libertà espressiva assoluta del ballo 'popolare', rispetto alla vecchia concezione del balletto siano in realtà i primi ad essere costruiti in base ad una manciata di temi riconoscibilissimi; Street Dance 3D non si discosta da questa griglia, rinforzando l'atavico confronto tra arte nobile e quella di strada.
L'unico modo, per approcciarsi alla versione cinematografica di Dylan Dog, è quella di sospendere ogni possibile giudizio su un eventuale accostamento tra fumetto e film. Dylan Dog - Il film, va, semmai accostato piuttosto alla recente moda degli horror adolescenziali, in cui la componente orrorifica è spesso amalgamata con altri elementi, come la componente umoristica e pop.
Dopo un'attenta visione, scevra da ogni pregiudizio, la domanda che ci si pone non è tanto perchè si è voluto a tutti i costi andare a rivisitare un classico come Amici Miei, quanto più perchè lo si sia fatto senza avere alla base non solo un'idea, ma anche una sceneggiatura ben scritta e gli attori adatti per affrontare senza patemi d'animo un confronto difficile.
Il regista è giunto a Roma per inaugurare l'anteprima mondiale del tanto atteso film dedicato all'indagatore dell'incubo, confessando ai giornalisti la sua autentica passione per l'inquieto personaggio nato dalle tavole di Tiziano Sclavi.
Il film di Adam Green gioca abilmente con l'ansia dei personaggi e dello spettatore, mantenendo come punto fisso il realismo di una messa in scena che ha già in sé gli elementi per creare tensione: i paesaggi innevati apparentemente sconfinati, la notte che lentamente scende a gelare il sangue e la pelle, i lupi che si aggirano famelici, la mancanza di presenze umane tutt'intorno ai protagonisti.
Grottesche dichiarazioni d'amore, cene in terrazza sotto le stelle a cantare e ballare, bizzarre lezioni di seduzione e momenti di introspezione si alternano in un film di quelli in un cui è sempre più difficile imbattersi: spietato, beffardo, disilluso, avvincente, vivace, acuto e senza l'ombra di una sbavatura nella recitazione.
Presentato a Roma l'atteso e discusso prequel di Amici Miei di Monicelli, ambientato nella Firenze di fine '400 e interpretato da Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel e Massimo Ghini.
Presentato a Roma il film d'esordio alla regia di Massimiliano Bruno che vede i due attori, nei panni di una improvvisata escort e di un coatto di borgata, protagonisti di una divertente commedia metropolitana ambientata nella multietnica Roma del Quarticciolo.
Pernilla August fa il suo esordio alla regia con un film intimo e doloroso sulla solitudine famigliare idealmente dedicato al "maestro" Ingmar Bergman.
La nuova fiction Rai sull'amore impossibile tra la figlia di Mussolini e un partigiano comunista è stata presentata oggi a Roma, in un'affollata conferenza stampa che ha visto la presenza, tra gli altri, dei due protagonisti Stefania Rocca e Alessandro Preziosi, oltre che del regista Graziano Diana e del produttore Luca Barbareschi.
L'opera corale diretta dal giovane esordiente Matteo Cerami, coraggioso nell'essersi confrontato con un cult senza tempo come quello sceneggiato dal padre, raggruppa un carrozzone senza speranze sulle stesse dune laziali del Casotto.
Un esperimento che va salutato con favore, per il suo tentativo di coniugare la logica del blockbuster con una visione più sobria del tema dell'esorcismo: una visione in cui gli shock gratuiti e l'immagine standardizzata della possessione siano sostituiti da un approccio più neutro e realistico.
Alla sua opera prima Purikitpanya si dimostra capace di sopperire alle limitazioni di budget (evidenti soprattutto nelle ricostruzioni in computer grafica) attraverso una gestione solida della messa in scena, senza comunque rinunciare alle dosi abbondanti di splatter tipiche dell'horror tailandese.
Ramona e Beezus ruota intorno al suo messaggio principale, quello dell'importanza di essere sè stessi, ed ha i suoi momenti più riusciti nella leggerezza con cui riesce a raccontare le vicende della piccola Ramona, sapendo rendere con efficacia l'atteggiamento di una ragazzina che non è ancora riuscita di capire la vita e sta cercando il proprio posto nel mondo.