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La regista confezione un'opera intimista ma anche con una spiccata verve da dark-comedy, incentrata su una protagonista un po' burtoniana, ossessionata dalla tragedia per sfuggire alla solitudine e per colmare il proprio bisogno di affetto.
Le creaturine blu ideate da Peyo rivivono in una trasposizione cinematografica che utilizza vari espedienti - a partire dalla mescolanza tra animazione tridimensionale e ambientazioni live action - con l'obiettivo di conquistare un pubblico trasversale, non riuscendo però appieno nell'impresa.
Fulcro della terza giornata è la sezione 'Piacere Immigrato', che avvicina il pubblico alla cinematografia delle comunità di stranieri più numerose a Milano. Ma anche il concorso lungometraggi è ricco di appuntamenti importanti, tutti dal forte impatto emozionale.
Nonostante Il Commissario Zagaria renda omaggio ai personaggi resi celebri da Banfi nelle commedie di culto degli anni Settanta e Ottanta, la miniserie Mediaset segue però il trend della fiction contemporanea, ispirandosi soprattutto a Montalbano, non solo per l'intreccio investigativo, ma soprattutto per la smaccata connotazione regionale. Ma naturalmente la serie è cucita addosso a Lino Banfi, autentico mattatore, che dà libero sfogo alla sua incontenibile vis comica.
La seconda giornata introduce il vasto pubblico nel vivo della competizione, proponendo pellicole dai temi forti in tutte le sezioni, ma lasciando anche spazio al mondo dei cortometraggi.
Per il suo primo documentario, Soderbergh sceglie un protagonista d'eccezione: quello Spalding Gray che tanto ha saputo farsi amare dall'America per la sua pungente, tragica comicità, e che tanto ha contribuito alla riflessione sul senso dell'arte.
Kotoko presenta una certa ricercatezza visiva, che si esplicita soprattutto nell'attenta ricostruzione degli interni, nella presenza costante degli oggetti infantili e nell'insistenza sui colori primari, parti di un mondo in cui la protagonista si illude di poter conservare un rifugio per sé e suo figlio.
Damsels in distress è una frizzante commedia caricaturale tutta giocata sulla demenzialità spicciola e sulla parodia della società americana.
In occasione della presentazione a Venezia dell'ultimo film di Johnny To Life Without Principle, abbiamo incontrato il regista e il protagonista Lau Ching Wan.
Con un intreccio insolito per un prodotto targato Milkyway, 'Life Without Principle' potrebbe forse segnare una svolta, o quantomeno un'evoluzione, per la carriera di un gigante del cinema di Hong Kong come Johnny To.
L'attore presenta ai giornalisti la sua nuova creatura, la miniserie targata Mediaset Il Commissario Zagaria, che mescola, sulle orme di altri celebri commissari del teleschermo, il genere poliziesco con la commedia. Durante la conferenza stampa non sono mancati momenti di ilarità, con dichiarazioni che non hanno risparmiato neanche il premier Berlusconi...
Missione di pace non ha certamente la forza irriverente di MASH e nemmeno la poetica malinconia di Mediterraneo, ma rappresenta una simpatica e leggera incursione nella commedia antimilitarista da parte dell'esordiente Francesco Lagi.
Le cose buone contenute in Texas Killing Fields sono molte. Al di là delle imperfezioni narrative e di qualche incertezza nel montaggio, il film scorre deciso verso la risoluzione finale dimostrando una buona capacità di controllo della tensione grazie ai colpi di scena che costellano il plot, ma questo non cancella i difetti della pellicola.
La visione del film di Bachschmidt non può lasciare indifferenti e ed è facile prevedere che il film, distribuito il 15 settembre, scatenerà nuove polemiche mettendo il dito in una ferita che non accenna a richiudersi.
Presentata nella sezione Controcampo italiano la commedia generazionale che parla di amore e passione in età matura; 'Dobbiamo raccontare quello che conosciamo meglio, i nostri sogni, i desideri e le nevrosi'
Prima volta a Venezia per il regista dell'Esorcista che porta al Lido un noir violentissimo e ironico, ammaliando i giornalisti con il suo grande senso dell'umorismo, 'Sono un direttore d'orchestra e mi prendo pochi meriti'
Dai fumetti al concorso veneziano il passo è breve. Gianni Pacinotti arriva al Lido per L'ultimo terrestre. Ad accompagnarlo il grande Roberto Herlitzka, i protagonisti Gabriele Spinelli e Luca Marinelli e il produttore Domenico Procacci.
Il film di Sokurov non è una vera e propria trasposizione dell'opera di Goethe, ma una trattazione filosofica sulle ambizioni di un essere umano rappresentato come creatura più che mai fallace, in un contesto in cui tutto intorno a lui sembra caratterizzato da disfacimento.
Maestro di stile e grande esteta del cinema, Friedkin va ad esplorare in modo assai più osceno rispetto al passato i meccanismi perversi e deliranti della violenza che genera altra violenza, e lo fa con un noir polveroso e sanguinolento in cui non esiste un eroe né una vittima, in cui non c'è un vincitore né un perdente, ma solo un grido disperato e liberatorio provocato dal disfacimento morale dei nostri tempi.
Un'operazione che sulla carta potrebbe ricordare quella tentata da Frank Miller e The Spirit, ma per fortuna con risultati ben diversi, perché laddove il film di Miller era un vuoto showcase di attori famosi e immagini ad effetto, il film di Gipi si concentra soprattutto sul messaggio di un'Italia addormentata, un paese assuefatto, in crisi non solo economica ma soprattutto morale.
Il Festival di Venezia rende omaggio domani ad uno registi contemporanei più importanti e originali con l'assegnazione del Leone d'oro alla carriera e la proiezione della nuova versione di Nel nome del padre.
Scritto assieme alla moglie Simona Izzo e a Leonardo Marini, il film di Tognazzi perde quasi subito l'appeal comico per assumere i toni di una divagazione, un tantino moraleggiante, sui classici stravizi degli scapestrati ex ragazzi di un tempo e sulle malinconie della 'nuova' vecchiaia.
Piccolo gioiello del cinema spagnolo capace di combinare perfettamente fantascienza, dramma introspettivo e analisi sociologica in una fiaba cibernetica con protagonisti umani, cyborg umanoidi, animali meccanici e prototipi sperimentali.
In Quando la notte la maternità non viene vista come qualcosa di scontato e naturale, ma si tenta di metterne in scena i lati negativi, le difficoltà e quel senso di inadeguatezza e di claustrofobia che accompagna le neomamme nei primi anni di vita dei figli.
Un complesso dramma allegorico e grottesco che racconta improvvisamente di un uomo che si rende conto della monotonia della propria vita e, cosa ancor più importante, di come in realtà possa bastare molto poco per poterla spezzare.
Il viaggio di un uomo che nel perseguire il proprio piano viene a contatto con una realtà che non lascia speranza, un uomo a cui continuamente viene mostrata la propria impotenza di fronte alla giustizia, alla corruzione umana, alla propria inadeguatezza come padre.
Incontro col ruvido Ferrara e con i suoi attori, Willem Dafoe e Shanyn Leigh, persi nella notte di New York in attesa dell'apocalisse.
A cinque anni dalla candidatura all'Oscar per La bestia nel cuore, presentato proprio a Venezia nel 2005 e tre anni dopo Bianco e Nero, la regista capitolina con 'Quando la notte' torna a confrontarsi con il lato oscuro dei sentimenti e di una maternità non rassicurante.
Il regista nipponico sembra essere uno dei pochi, non solo nell'ambito del cinema asiatico, ad aver intuito le potenzialità reali del 3D, e ad usare questa tecnologia in modo conseguente.
Un progetto che nasce dalla classica domanda 'se avessi un ultimo giorno da vivere, cosa faresti' e svela un Ferrara inedito e sorprendente, che potrebbe essere ad una svolta personale piuttosto importante.
Lombardi si concentra sulla storia da narrare, e lo fa bene: è da lì che nascono le emozioni, dalla ferocia mostrata senza mediazioni sullo schermo, e da quella disperata voglia di riscatto, trattenuta ma più che mai da tener viva, che accomuna bianchi e neri, residenti e immigrati.
L'attrice ci racconta com'è stato tornare sul set della saga a base di azione e bolidi per il quinto capitolo della serie, appena approdato in home entartainment per la gioia dei numerosissimi fa.
Il film di Di Biagio si propone di affrontare il tema del tradimento in chiave di commedia, gettando al contempo uno sguardo sul contrasto tra la vita della periferia romana e quello degli ambienti dell'alta borghesia.
Fernanda Pivano ci ha fornito la chiave del paradiso, ha arricchito la nostra cultura propagandando, attraverso le opere da lei tradotte, la libertà di pensiero, la giustizia, la pace, ma anche l'irriverenza, la lotta contro l'establishment perbenista e l'ipocrisia.
La nostra intervista con il regista già premiato con la Camera d'Or a Cannes nel 2009 per Dogtooth: 'In patria Alps ha diviso, ma è parte del gioco'.
La Arnold sacrifica in parte tutto l'aspetto sanguigno e violento della storia, creando una sorta di bolla protettiva davanti alle vicende raccontate, con una climax narrativa che sembra non arrivare mai ad una conclusione soddisfacente.
Sensi di colpa, gelosie, confusione tra sogno e realtà, paranoia adolescenziale fanno da sfondo a questa inefficace storia di maturazione raccontata attraverso la metafora vampiresca in un modo del tutto banale.
Il villaggio di cartone, intriso di religiosità, contiene un forte afflato mistico accompagnato da un'accesa denuncia nei confronti dell'opulenta società occidentale.
Film intenso e struggente che racchiude in due ore abbondanti l'accorato grido di dolore di una generazione ma soprattutto di un popolo che si ritrova spaesato, solo, abbandonato al suo destino, vittima dei suoi stessi errori ma anche capace di guardare avanti con speranza.
Gli straordinari duetti tra Deanie Ip ed Andy Lau, ovvero una caratterista veterana ed un vero e proprio divo del cinema orientale, regalano momenti di grande tenerezza e autentica commozione.
Di fronte al lavoro di un cast di eccellenza in cui tutti svolgono egregiamente la propria funzione, si comprende come la trama gialla che sottende il film funzioni perfettamente come chiave d'accesso a un mondo oscuro.
Presentato a Venezia il lungometraggio girato interamente in costume che segna l'esordio alla regia del giovane milanese Michele Rho e vede come protagonisti Vinicio Marchioni e Michele Alhaique.
La voce fuori campo dello stesso Vasco si racconta e ci racconta, con tono ora sottilmente nostalgico ora punteggiato di ironia, il suo passato e gli inizi del suo percorso artistico, uniti a riflessioni più personali sul suo approccio alla vita e alla musica.
Il film parte benissimo, ritmato, brillante, paurosamente graffiante, ma ad un certo punto la magia si spegne, in corrispondenza di un'infiltrazione onirica che stenta a funzionare e a portare il film sul giusto binario, con il risultato che il tutto viene bruscamente mitigato.
Come capita spesso quando ci si trova di fronte ad opere prime ambiziose non possiamo parlare di scommessa completamente vinta; la singolare scelta di ambientare la pellicola in un'epoca lontana e in un contesto rurale viene ripagata dall'ottima resa dei bellissimi paesaggi della Toscana, ma alla cura stilistica non corrisponde un'uguale attenzione narrativa.
Presentato alla 68ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica il nuovo film del regista di Happiness, che torna in concorso con il suo spirito grottesco e graffiante a due anni da Perdona e Dimentica.
Il gotha degli attori inglesi è riunito a Venezia per presentare l'anteprima mondiale de La talpa, spy thriller tratto dal capolavoro di John Le Carré. Colin Firth, Gary Oldman, Mark Strong, Benedict Cumberbatch e John Hurt ci parlano del film insieme al regista, lo svedese Tomas Alfredson.
Presentato il documentario di Sybille Righetti e Alessandro Paris che in 75 minuti racconta la trentennale carriera di un musicista unico nel panorama italiano, attraverso un'intima e appassionata intervista col rocker.
In occasione della presentazione al Lido del loro ultimo film L'arrivo di Wang, abbiamo incontrato i simpatici registi romani, per una chiacchierata sul loro film e sul cinema di cui sono esponenti.
I fratelli Marco e Antonio Manetti portano ulteriormente avanti la loro idea di cinema di genere italiano del nuovo millennio, con un occhio rivolto a un passato mai dimenticato ed uno proiettato nel futuro.