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Incluso nella selezione Prospettive Italia del Festival di Roma, il singolare documentario di Mezzapesa è stato presentato, in un'informale conferenza stampa, dal regista e dal simpatico protagonista.
La regista ha presentato a Roma il suo nuovo, sperimentale e anarchico The Gang of Jotas: un divertissement che è stato una pausa e uno svago dopo le precedenti, acclamate opere.
Amato e i suoi sceneggiatori dimostrano di saper modulare il tempo della storia e quindi quello dei protagonisti, mossi prima da un desiderio forte, incapaci di pianificare alcunché, poi vicini all'abisso, ma pronti a ritrarsi quando la catastrofe sembra ormai inevitabile.
Non possiamo negare a Tutto parla di te e alla sua autrice il merito di aver scoperchiato, seppur con poca lucidità, un tabù che i tanti retaggi culturali della nostra società hanno sempre tentato di insabbiare: la maternità non è solo sinonimo di gioia e felicità ma anche di disorientamento, paura e, in qualche caso, di tragedia.
Il nostro incontro con il regista Franceso Amato e gli interpreti Riccardo Scamarcio e Clara Ponsot; 'Mi piace fare film vitali, per questo spremo gli attori', ci ha raccontato il regista piemontese.
Due fratelli dietro la macchina da presa e due (fictional) davanti. Gli autori e il co-protagonista ci parlano di una delle pellicole più apprezzate del concorso romano.
Illuminato da una fotografia dalle tonalità cromatiche accese e sovraccariche, disseminato di dialoghi surreali e nonsense, pervaso da situazioni sempre sopra le righe e al limite del demenziale, il colorato ed enigmatico film della Satrapi è una sorta di fumetto vivente, un cartoon live action che stordisce lo spettatore, suscitando sensazioni che vanno dal divertimento al disorientamento.
Accantonate le atmosfere più patinate che hanno caratterizzato prodotti hollywoodiani come Il matrimonio del mio migliore amico, P.J. Hogan s'impossessa nuovamente di una voce australiana più grezza che, mitigata con una comicità black, riesce a ricondurlo alle atmosfere de Le nozze di Muriel, per poi superarle.
Roman Coppola realizza un film intimo e personale utilizzando ciò che conosce meglio e che gli è più vicino: il microcosmo di Hollywood in cui è nato e cresciuto.
Johnny To torna al noir (ed esordisce nella Cina mainland) con una pellicola magistralmente diretta, che annulla definitivamente qualsiasi epica gangsteristica, e in cui l'intreccio è all'insegna di un irriducibile cinismo.
Il regista di Hong Kong approda al Festival di Roma con il suo primo film girato interamente nella Cina continentale: la conferenza stampa di presentazione, all'Auditorium, ha visto anche la partecipazione di Wai Ka-Fai e di parte del cast.
A gestire un insieme di personalità ed etnie in cui l'italiano, forse per la prima volta, viene posto allo stesso livello degli altri, è una regia giovane e fresca che, dovendo affrontare i problemi produttivi di un'opera prima, sopperisce alla mancanza di fondi con leggerezza e creatività.
Il regista di una delle pellicole più applaudite del concorso romano ci svela i segreti del suo film onirico e visionario, interpretato dalla controversa star Charlie Sheen.
Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione CINEMAXXI il film d'esordio nella fiction della documentarista Alina Marazzi, un dramma tutto al femminile interpretato dalla grande Charlotte Rampling.
Preso da una celebrazione personale e dalla necessità di dimostrare la sua abilità con fotografia e montaggio, Paolo Franchi compone un'estetica sempre eccessiva dove i sentimenti non trovano mai il giusto spazio di espressione...
Un film da non perdere Bullet to the Head, che in un crescendo di violenza, humor e scene cult cattura lo spettatore risvegliando, a suon di cazzotti e pistolettate, l'amore nei confronti di genere che negli ultimi anni si è ripiegato su se stesso stupendoci con troppi effetti speciali e senza mai farci innamorare dei personaggi.
Strutturando il lavoro non come un'inchiesta politica, ma come un vero e proprio studio antropologico, Durzi e Fasanella tentano di ricostruire attraverso i ricordi di chi ha incrociato la sua strada, l'immagine di Silvio Berlusconi e del paese che è rimasto immobile a guardare la sua ascesa.
Al Festival Internazionale del Film di Roma è il giorno di una delle star più amate di Hollywoo:, l'indimenticabile interprete di Rocky e Rambo è giunto nella Capitale insieme al grande Walter Hill per presentare il loro nuovo film, un action mozzafiato incentrato sul tema della vendetta.
Una pellicola interessante e imperfetta, questo Ixjana, che colpisce l'occhio con una fotografia accattivante, ma si rivela a tratti un po' pretestuoso (e furbo) nella sua voglia di sorprendere a tutti i costi.
Dopo La spettatrice e Nessuna qualità agli eroi, il regista torna al cinema con un film troppo manierista sull'intimità coppia e le sue molte variabili autolesioniste interpretato da Isabella Ferrari e Jean-Marc Barr.
E' uno di quei progetti che suscitano istintiva simpatia e partecipazione, Il sole dentro: principalmente per l'importanza dei temi che tratta, ma anche per la capacità di arrivare al pubblico in modo semplice e diretto, con una buona cura della confezione.
Dando per scontato di trovarci nell'era dei reality e del dolore raccontato in diretta nazionale, Pappi Corsicato gioca con colori, sfumature, forme e costumi per mostrare il punto di non ritorno di una società culturalmente incivile.
Il messicano Enrique Rivero firma un'opera dall'incedere evocativo e meditativo, per quanto pervasa da un alone di cripticità, che si affida alle suggestioni naturali degli scenari di Xochimilco per riflettere sullo scorrere dell'esistenza e sull'accettazione della morte.
Liberamente ispirato a un racconto di Robert Louis Stevenson, Waves è un atipico noir ad ambientazione marittima, esordio nel lungometraggio del fotografo e videoartista Corrado Sassi.
Arriva il gran finale delle avventure di Bella e Edward, costretti a dimostrare ai temibili Volturi che la straordinaria figlioletta Renesnee non è una minaccia per il popolo dei succhiasangue.
Il nostro incontro con lo staff produttivo e il regista del nuovo lungometraggio d'animazione della DreamWorks, presentato al Festival di Roma e in uscita il prossimo 29 novembre; 'Si vive una volta sola e produco solo ciò che amo', ci ha raccontato Guillermo Del Toro.
Il regista Bibo Bergeron, insieme alle voci italiane Arisa, Raf, Enzo Decaro, Maurizio Mattioli e Simona Borioni, incontrano un gruppo di entusiasti piccoli fan del film.
Abilissimo dietro la macchina da presa nelle scene action, Placido perde i colpi quando si tratta di amalgamare le diverse fasi della narrazione, le sottotrame (troppe) e le singole evoluzioni dei personaggi coinvolti non riuscendo a sopperire alla lacuna più grande dell'opera, una sceneggiatura priva di centralità e di equilibrio.
Dopo aver ottenuto riconoscimenti con I Simpson e Futurama, il regista arriva alla guida di Ralph Spaccatutto, dimostrando che anche i videogiochi hanno un'anima.
Una pellicola che poco concede alle gag in favore di un racconto decisamente più maturo, che non tocca vertici stilistici straordinari, ma che saprà comunque impressionare (anche il pubblico degli adulti) con la semplicità di una storia ben diretta e sviluppata.
Espandendo il progetto della serie intitolata 'Life', la BBC Earth insieme a network francesi, tedeschi e italiani è riuscita a produrre e a realizzare questo kolossal della documentaristica che giunge nelle sale dopo ben quattro anni di lavorazione.
Marfa Girl è sì provocazione, sì gusto per l'eccesso e per il non filmabile, ma è anche qualcosa di più. Larry Clark affonda il coltello in una realtà complessa, contraddittoria, solo apparentemente immobilizzata in ruoli definiti e cristallizzati.
Con Back to 1942 il regista Feng Xiaogang firma il suo progetto più personale e ambizioso, una vibrante e toccante epopea popolare che ha l'obiettivo di riportare alla memoria un tragico episodio collettivo rimosso anche dai cittadini cinesi.
Da sempre interessato a un'adolescenza autodistruttiva, questa volta il regista e fotografo americano si lascia sedurre da un gruppo di ragazzi divisi dai conflitti culturali e personali ai confini con il Messico.
A quattro anni da Il seme della discordia, il regista napoletano affronta, accanto a Laura Chiatti e Alessandro Preziosi, l'ossessiva ricerca della bellezza e la necessità di apparire ad ogni costo per confermare il proprio successo personale.
Presentato in concorso nella sezione Prospettive Italia il film d'esordio di Matteo Pellegrini, un'interessante riflessione sulla società di oggi, sempre più spaccata, multietnica e piena di contrasti.
Al suo esordio alla regia Régis Roinsard dimostra di conoscere alla perfezione tutti i meccanismi della commedia romantica, confezionando un prodotto impeccabile sotto ogni punto di vista che omaggia in chiave affettuosa e nostalgica il cinema degli anni Cinquanta.
Presentato a Roma il nuovo film d'azione diretto da Michele Placido che vede impegnato un grande cast internazionale ma anche la figlia Violante e Luca Argentero.
Il regista esordiente rivela, in compagnia dell'attrice protagonista, i segreti all'origine del brillante Populaire, deliziosa commedia romantica ambientata nel mondo dei campionati di stenografica, che omaggia con brio le atmosfere degli anni Cinquanta.
È l'affresco storico cinese 1942 uno dei film sorpresa di questo settimo Festival Internazionale del film di Roma. Il regista Feng Xiaogang , campione d'incassi in patria, ha raccontato ai giornalisti la difficoltosa realizzazione di questa opera magniloquente, vibrante epopea popolare che riporta alla luce una tra le pagine più dolorose della storia della Cina.
Marco Spagnoli rende omaggio a uno dei registi più ingiustamente trascurati del recente passato italiano con un ritratto dalla dimensione intima e familiare che ripercorre l'articolato percorso umano e professionale di Giuliano Montaldo, affidandosi soprattutto allo straordinario carisma e alle doti affabulatorie del protagonista.
Attraverso l'utilizzo di una vicenda piccola e personale, il regista riesce a condurre lo spettatore verso una riflessione più ampia, ponendolo all'interno di un naturale movimento evolutivo dove anime e linguaggi diversi cercano di convivere.
'Stratificato' è il termine più azzeccato per descrivere il nuovo lavoro del talentuoso Martin McDonagh, un sofisticato esercizio di stile meta-cinematografico che può essere letto anche come una satira tagliente sul cinema di genere hollywoodiano e come una riflessione sul significato della violenza nella cultura americana.
Dopo lo struggente Silent souls, il visionario regista russo Aleksei Fedorchenko torna a scrutare con sguardo affascinato il misterioso popolo dei Mari, componendo un vibrante caleidoscopio di frammenti narrativi caratterizzati da un'estrema liricità.
In questo Centro Historico, quattro maestri del cinema europeo offrono la loro visuale, il loro sguardo, su una città la cui anima, spesso dolente, è in gran parte sconosciuta a chi la visita, e spesso anche a chi la abita.
Il giallista, autore dei romanzi L'ottava vibrazione, Un giorno dopo l'altro e Guernica, passa dietro la macchina da presa per firmare la trasposizione cinematografica di una sua opera a metà strada tra thriller e soprannaturale.
Dopo l'apprezzamento ottenuto con Diversamente giovane, documentario dedicato a Giovanna Cau, Marco Spagnoli consegna una fotografia inedita e personale del maestro, con Giuliano Montaldo - Quattro volte vent'anni.
Il regista olandese di culto, da sempre fautore di un'estetica sui generis e fuori dagli schemi, presenta al Festival di Roma il suo innovativo mediometraggio, sorta di opera collettiva realizzata attraverso l'apporto creativo degli utenti di internet.
La ricerca della protagonista, il suo continuo interrogarsi su una figura paterna risucchiata in una specie di grande buco nero della Storia, ha una forza inusuale per un film italiano.
Il regista de 'Il matrimonio del mio migliore amico' presenta fuori concorso la sua ultima commedia autobiografica per dimostrare che si può e si deve ridere della follia della propria famiglia