Batman & Robin

1997, Azione

Da Daredevil a Suicide Squad: i 10 peggiori cinecomic di sempre

Goffi, imbarazzanti, orribili, alcuni persino teneri. Quando la moda del cinefumetto si trasforma in triste abitudine, ecco arrivare sullo schermo pellicole che avremmo solo voluto dimenticare. E invece no, siamo ancora qui a leccarci le ferite per colpa di efferate scelleratezze.

Wonder Woman: Gal Gadot in una foto promozionale

Abbiamo aspettato Godot per anni. Invano. Nella lunga attesa abbiamo trovato solo Gal Gadot, e nessuno sembra lamentarsene. Forse Bertolt Brecht aveva ragione a odiare i paladini, comprensibile quando anni fa affermò con fermezza che è "sventurata la terra che ha bisogno di eroi". Dando per buona la frase del celebre drammaturgo, le nostre vite, stracolme di fumetti e cinecomics, diventano miserabili e maledette. Il cinema di eroi ne ha sempre avuto bisogno, forse quanto l'uomo stesso, ma è innegabile che i personaggi ispirati alle tavole di casa Marvel e alle vignette di casa DC abbiano sollevato nuove onde da cavalcare senza sosta.

Oggi, però, non siamo qui per incensare i supereroi, non vogliamo ringraziare la meravigliosa epica collettiva del Marvel Cinematic Universe, né stringere la mano al sofisticato Batman di Christopher Nolan. No, oggi siamo qui con indomito spirito masochista a scavare nel peggio del peggio del cinecomic. Perché, quando un genere diventa una moda, è molto facile che si trasformi in pessima abitudine. Sia chiaro, cercheremo di perdonare il più possibile molti film usciti negli anni Ottanta e Novanta, quando il cinecomic era ancora acerbo e dotato di una goffa ingenuità. Per cui, se non trovate Supergirl - La ragazza d'acciaio, Steel, Spawn e Capitan America (quello del 1990), ora sapete il perché. E siccome non tutto ciò che memorabile rievoca solo bei ricordi, non dimentichiamo nemmeno la straniante deriva emo di Peter Parker nel deludente Spider-Man 3, l'orribile Rhino dello sprecato Paul Giamatti in The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro, il dimenticabile X-Men - Le origini: Wolverine e il grande neo dell'universo Marvel, quel Thor: The Dark World che sembra un lungo episodio di Xena principessa guerriera ad alto budget.

Tobey Maguire in una scena di Spider-Man 3, regia di Sam Raimi

Quello che faremo oggi è soffermarci su naufragi cinematografici davvero imperdonabili, dieci film imbarazzanti, orribili, incapaci di cogliere lo spirito di personaggi iconici, spesso dotati di grandi potenzialità drammatiche tradite in nome di una sciatta spettacolarità. Questa impietosa flop ten sarà in rigoroso ordine cronologico, perché il peggio non merita classifiche. Ci troveremo davanti a cinecomic bizzarri, senza anima, talmente orripilanti da essere diventati oggetti di scherno da parte dei loro stessi protagonisti. Quindi, forse, il buon Brecht aveva ragione. Siamo davvero sventurati.

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1. Uno scherzo senza Joker - Batman & Robin (1997)

Batman & Robin: George Clooney e Chris O'Donnell interpretano i due eroi del titolo

È vero, tutto vero: la Forza, l'ordine jedi, i bat-capezzoli, le bat-carte di credito, George Clooney che fa Bruce Wayne. Potevamo forse dimenticarci del circo di Joel Schumacher? Certo che no. Immancabile nel suo appuntamento col disastro, Batman & Robin è una fiera del trash in grado di scatenare nello spettatore una strana miscela di disagio e tenerezza. Svestita del suo fascino oscuro e gotico, Gotham City si trasforma in un luna park in cui Batman si muove scoordinato, spaesato, senza meta. Più che personaggi, quelli in scena sembrano pupazzi mossi da un burattinaio poco sobrio. Ci hai provato ad affossare il Cavaliere Oscuro, caro Joel. Per ben due volte. Poi ci ha pensato Nolan a ricordarci che cadiamo solo per imparare a rimetterci in piedi.

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2. Buio pesto - Daredevil (2003)

Il bacio appassionato tra Jennifer Garner (Elektra Natchios) e Ben Affleck (Matt Murdock) in una scena del film Daredevil

Ci sono vecchie ferite che non vanno riaperte. E invece, ecco arrivare Netflix, spietata e decisa nel farci vedere come andava raccontata la triste storia di Matt Murdock. La serie tv Daredevil, perfetta nel mettere in scena il legame di sangue tra un uomo pieno di dubbi morali e la sua città maledetta, ha reso ancora più imperdonabile l'omonimo film del 2003. Il povero Ben Affleck, affiancato da un Colin Farrell insopportabile nel suo essere sopra le righe, è la vittima sacrificale di un cinecomic in cui le scene d'azione sono pessime, i personaggi simili a macchiette e Hell's Kitchen ci appare svuotata del suo fascino oscuro. Quasi per contrappasso, il buon Ben ha provato a dimenticare tutto passando alla concorrenza con un altro supereroe problematico, molto legato al contesto urbano, ma sembra che tra Affleck e il cinecomic non scorra proprio buon sangue.

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3. Felini e scontenti - Catwoman (2004)

La sexy Halle Berry in una scena del film Catwoman

Affascinante, sfuggente, felina. Sulla carta la bellezza mozzafiato di Halle Berry sembra in linea con una ridefinizione coraggiosa della letale Catwoman. Una scelta stuzzicante quanto ardita, perché in netta opposizione con i canoni estetici più algidi dell'iconica Michelle Pfeiffer amata nel meraviglioso Batman - Il ritorno. Peccato che la sua Catwoman si discosti dalla storia originale di Selina Kyle (il personaggio di chiama Patience Phillips) e che Gotham City abbia ceduto il passo a una banale New York. Il film diretto da Pitof, costato ben 100 milioni di dollari, non graffia mai, anzi è persino incapace di fare il solletico. Con scene action che sembrano uscite da un pessimo videogioco della PlayStation 2, Catwoman è un disastro totale, segnato da dialoghi piatti e personaggi incolori. Come se non bastasse, il film ha generato anche un videogioco. Indovinate com'è?

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4. Gridare vendetta - The Punisher (2004)

thepunisher

Iracondo, disperato, pronto a tutto pur di urlare in faccia al mondo il suo disperato bisogno di vendetta. Personaggio controverso e dotato di una morale grigia in cui è molto difficile distinguere Giusto e Sbagliato, Frank Castle assume le fattezze di Thomas Jane nel deludente film del 2004. Nonostante la buona presenza scenica dell'attore che ricorda non poco il Christopher Lambert dei bei tempi, il cinecomic non riesce affatto a sondare i tormenti che dannano l'anima di un uomo a cui è stato tolto tutto, preferendo dare forma a personaggi privi di spessore (antagonista interpretato da uno scarico John Travolta compreso) e a qualche sprazzo di ironia. Per informazioni migliori sul vendicatore fissato con i teschi rivolgersi alla serie Netflix o al sottovalutato Punisher - Zona di guerra, roccioso ed eccessivo come il protagonista impone.

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5. Accanimento - Elektra (2005)

Daredevil è stato un flop commerciale, un film osteggiato dalla critica, un'operazione artistica e commerciale da dimenticare. Allora perché non trarne uno spin-off? La geniale idea anima il lavoro del regista Rob Bowman, reduce dal sottovalutato Il regno del fuoco. Quello che Bob ancora non sa, è che Elektra sarà il suo ultimo film. Il trauma nasce da una pellicola scialba in cui lo spirito indomito di uno dei personaggi femminili più complessi, affascinanti e meglio tratteggiati nel mondo dei fumetti viene letteralmente maltrattato. Speriamo con tutto il nostro cuore che il buon Frank Miller, creatore della letale antieroina, non abbia mai posato gli occhi su questa sfortunata mini-saga utile solo a far sbocciare l'amore tra Ben Affleck e Jennifer Garner. Rapporto purtroppo naufragato.

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6. Caduta libera - Superman Returns (2006)

Kate Bosworth e Brandon Routh in Superman Returns

Un grande regista per il più iconico dei supereroi. A Bryan Singer vanno dati tanti meriti, tra questi quello di aver sdoganato il cinecomic come genere maturo, impegnato, dove far convivere spettacolo e riflessioni esistenziali. Per questo il suo X-Men, nel sempre più lontano 2000, ha segnato l'anno zero del cinefumetto moderno. Dunque, perché non affidare alle sue sapienti mani un'altra storia dedicata al tema della diversità? Perché non riporre tanta fiducia nel suo Superman Returns? Noi ci abbiamo provato a volergli bene, ma è davvero impossibile non rimanere perplessi dinanzi alla totale mancanza di carisma di Brandon Routh (già sabotatore di Dylan Dog), a sequenze senza mordente e a una storia incolore, lontana anni luce dal problematico dualismo tra Clark Kent e il figlio di Krypton. Al confronto, l'imperfetto ma volenteroso L'uomo d'acciaio è un capolavoro.

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7. Teschio spento - Ghost Rider (2007)

Nicolas Cage in una scena action di Ghost Rider

Ci sono film adatti a determinati contesti, a momenti ben precisi. Ghost Rider andrebbe gustato sempre comunque in un sonnacchioso pomeriggio estivo, dopo pranzo, senza molta attenzione e aspettative per un perfetto b-movie senza pretese. Insomma, umo di quei film talmente brutti da fare il giro e diventare quasi divertenti. Memorabile soprattutto per il mitico parrucchino sulla testa di un perplesso Nicolas Cage, Ghost Rider snatura un personaggio folle, instabile e violento, annacquandolo in un'accozzaglia di scene memorabili solo per la pessima computer grafica. Nessuna delle potenzialità coreografiche del centauro infuocato vengono colte da un film diretto da Mark Steven Johnson. Proprio lui. Il regista di Daredevil. Mark, basta così. Per favore.

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8. Semaforo Rosso - Lanterna verde

Blake Lively e Ryan Reynolds in una scena di Green Lantern

"Nel giorno più splendente, nella notte più profonda, nessun malvagio sfugga alla mia ronda". Nonostante un motto così luminoso, niente salva Lanterna Verde da un profondo oblio. Uno dei simboli più riconoscibili e riconosciuti dell'universo DC, Hal Jordan non è solo un supereroe ma la punta dell'iceberg di un ricco immaginario, pieno di guerrieri intergalattici e pianeti millenari vincolati da diplomazie e tradizioni. Nello scellerato film di Martin Campbell, esperto di eroi mascherati dopo l'esperienza de La maschera di Zorro, niente è raccontato con passione e sincero rispetto per la ricca fonte fumettistica. Se è vero che non c'è limite al peggio, Lanterna Verde supera quel confine, e non è un caso che ormai lo stesso Ryan Reynolds si prenda in giro da solo sfruttando Deadpool come voce pentita della sua coscienza.

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9. Niente di fantastico - Fantastic 4 - I Fantastici Quattro/FILM

Fantastic 4: Jamie Bell trasformato in La Cosa

Altro modo di dire a illuminare il nostro cammino nel fango del cinecomic: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Come se non fossero bastate le zoppicanti esperienze de I fantastici quattro e I fantastici Quattro e Silver Surfer, nel 2015 arriva un reboot a peggiorare la situazione. Impresa non facile, ma perfettamente riuscita. Davvero un peccato, perché anche in questo caso la presenza del talentuoso Josh Trank, regista del bellissimo e innovativo Chronicle, faceva ben sperare. Illusione creata anche da un cast di giovani talenti in ascesa. Però una sceneggiatura sconclusionata, unita all'incapacità di cogliere l'ardente spirito di gruppo di Mister Fantastic e compagnia rendono Fantastic 4 un disastro su tutta la linea. Un film con un unico, grande merito: si dà il voto da solo.

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10. Pessimi, non cattivi - [FILM=/film/suicide-squad_41696/]Suicide Squad (2016)

Suicide Squad: Harley Quinn (Margot Robbie) e Joker (Jared Leto) se la spassano

Spirito pop, personaggi folli, la musica a fare da collante. Doveva essere la risposta del DC Extended Universe ai Guardiani della Galassia, ma più che un film Suicide Squad sembra un jukebox stonato. Pigro nella scrittura ed elementare nello svolgimento narrativo, il film di David Ayer si affida soprattutto alla buona volontà di Will Smith e alla frastornante bellezza di Margot Robbie, ma nemmeno loro riescono a salvare questo sgraziato baraccone da una pessima figura. Emblematico il Joker di Jared Leto, svestito di ogni fascino perverso e ridotto a gangster ridacchiante ma mai davvero minaccioso. Il suicidio cinematografico è servito.

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Suicide Squad: belli, sporchi, e cattivi. Anzi, nemmeno troppo.