Il cupido del cinema britannico, Richard Curtis, s'inventa regista per questa commedia natalizia dal cast stellare.
Takeshi Kitano ci regala un altro film dal grande impatto visivo ed emotivo, un film da vedere e da gustare con gli occhi, con le orecchie e - fortunatamente - con il cervello
Scott dirige il film horror perfetto, realizzando allo stesso tempo un metro di paragone per i film successivi e rinnovando la visione dello spazio. In una parola: capolavoro.
L'indisponente Hugh Grant accompagnato dal simpaticissimo Bill Nighy, dall' incantevole Alan Rickman e dal geniale sceneggiatore Richard Curtis - per la prima volta in veste anche di regista - a introdurre un film sull'amore in tutte le sue innumerevoli sfaccettature.
L'inquietante film di David Lynch viene proposto con una strepitosa qualità video
Una produzione senza senso, Eddie Murphy dà il peggio di sè. Evitatelo.
I due grandi attori francesi accompagnano a Roma Francis Veber, regista della commedia prodotta da Luigi ed Aurelio De Laurentiis.
Discreta e onesta edizione della Warner per il film di Clint Eastwood
Ottima edizione per il film con John Travolta, con una tecnica audio-video da riferimento
Le divorce è un film che non coinvolge e non commuove, non regala empatia né ci spinge a riflettere sulla difficoltà di armonizzare le differenze culturali.
Lars Von Trier è un autore a cui piace giocare con le emozioni degli spettatori e, capitolo dopo capitolo, trova sempre un modo più originale per eseguire la stessa operazione.
Lei: all'apparenza una cinica donna in carriera dei nostri giorni, in realtà una donna dal cuore spezzato. Lui: un affascinante rampollo di una famiglia aristocratica di fine '800, perfetto gentleman d'altri tempi...Sarà amore?
Film appartenente alla new-wave horror nipponica, questo "Ju-on" risente molto dell'influenza del produttore esecutivo Kiyoshi Kurosawa, ma si rivela comunque un horror ben costruito, affascinante e, soprattutto, genuinamente terrificante.
A Ceccherini non piacciono gli americani ma dedica loro un film ammettendo anche che correrebbe ad Hollywood anche solo per una particina di 30 secondi, o dichiarando che avrebbe sempre voluto fare il contadino perché lui in fondo è così, un pò terra terra come il protagonista.
All'insegna della noia, questo film del regista che ha creato un genere, ma che sembra abbia ormai poco da dire...
Una ragazza cerca se stessa su un'isola del Mediterraneo dopo avere perso le tracce del fidanzato. Sesso, luce e buio.
Swimming Pool scorre sul filo dell'ambiguità, senza mai definire nettamente la situazione, lasciando allo spettatore-voyeur la facoltà di giudicare ciò che vede, il riflesso di quello che avviene intorno alla piscina.
Incontro romano con il regista e la sua giovane musa per la presentazione romana del film di cui è protagonista anche Charlotte Rampling.
Tornando a casa è un piccolo film, e tutto sommato interessante, che mostra la vita massacrante ed ingrata di quattro uomini induriti dalla solitudine e dalla fatica.
Lo diciamo subito, per non essere fraintesi. Matrix Revolutions conferma appieno tutto quello che il secondo film della serie aveva anticipato: nulla di buono.
Un thriller poliziesco-militare onesto fino all'epilogo, quando un numero eccessivo di colpi di scena tolgono credibilità all'intera vicenda.
Poche ore prima dell'uscita italiana nelle sale del suo film, il discusso vincitore del Leone d'Oro all'ultimo Festival di Venezia ha incontrato la stampa ed ha parlato di sé e del film delle numerose polemiche che questo ha suscitato qui in Italia, in Russia ed oltreoceano.
Siamo lontani - ormai irreparabilmente lontani - dalle atmosfere roventi dei primi due film della saga, due capolavori che sono rimasti a fornire un passato illustre ad un feticcio horror quale è ormai il nostro alieno.
L'ennesima follia dall'Oriente. La maledizione delle spirali coinvolgerà tutto e tutti...
Nessuna sorpresa, ma emozioni genuine e ben orchestrate dalla regia elegante di Gary Ross grazie alle interpretazioni degli attori, tutti bravissimi.
Il Ritorno è un viaggio simbolico, atemporale (potrebbe essere ambientato in qualsiasi periodo storico) nella coscienza, nella condizione umana.
Scola torna con il suo nuovo "Gente di Roma", in un collage di frammenti di vita, a svelare la città eterna e i suoi abitanti nuovi e vecchi, per un atto d'amore nei confronti della nostra capitale, del cinema e della vita stessa.
Anche Olmi, insieme a Tarantino, affronta il doppio riferimento all'oriente e alla vendetta. Ma il risultato è quanto di più distante possa esserci dal regista americano. Olmi infatti realizza un'opera di grande bellezza visiva, e lascia il messaggio alle immagini più che alle parole.
Ispirato da Thomas De Quincey, Argento costruisce una fiaba dark, evanescente e surreale, ma allo stesso tempo spaventosa e claustrofobica.
Un dvd pieno di extra e confezionato in modo superbo che però non è supportato dal film in sè.
Edizione buona ma al di sotto di quelle che erano le premesse per il film di Paul Thomas Anderson.
Un ritratto molto semplice ma struggente allo stesso tempo, per i sentimenti veri e genuini che la macchina da presa del regista è riuscita a catturare, per dimostrare come ancora esistano negozi con una storia e una vita alle spalle.
Dopo My Name is Tanino, il regista livornese Paolo Virzì decide di raccontare ancora una volta attaverso gli occhi di un outsider una città, per poterne cogliere gli aspetti più vistosi, i paradossi e le incongruenze.
Dalle rive del Niger a quelle del Mississipi, le voci che hanno rivoluzionato la storia della musica.
Ancorati al passato in un mondo che cambia, i protagonisti di "Goodbye, Lenin!" vivono la confusione propria di chi assiste al finire di un'epoca e affronta un mondo che stenta a riconoscere.
Seconda prova cinematografica per Lara Croft dopo un esordio tutt'altro che positivo. Sarà bastato il cambio alla regia per risollevare le sorti dell'eroina sul grande schermo?
L'uomo che ha cambiato il cinema degli anni '90 con Pulp Fiction è un autore in senso pieno, che per dare il meglio di se stesso deve avere in mano il controllo totale di ogni dettaglio del film.
Un festival alla sua prima edizione, forse ancora piccolo ma giovane, frizzante, coraggioso e già importantissimo per la sua scelta di campo.
Il regista cerca di mostrarci un incontro magico tra personaggi chiusi nelle loro tradizioni arcaiche e primitive delle montagne e la costa, il mare, così ben fotografato nel film.
Un film che ha segnato in profondità il cinema degli anni '90, contaminando i generi, ridefinendo l'estetica della violenza e abbattendo qualsiasi distinzione tra cinema "d'autore" e "di genere".
La trama è semplice, quasi essenziale, ma Tarantino riesce a capovolgere qualsiasi aspettativa del pubblico grazie a una regia assolutamente innovativa.
La quotidianità è la sovrana assoluta del film, la vera trovata geniale del regista, quella che riesce magistralmente ad innalzare la pellicola sul palmo della credibilità.
Vera e propria rivelazione del cinema europeo d'inizio secolo XXI°, Il favoloso mondo di Amelie è la perfetta rappresentazione di quello che il cinema del vecchio continente dovrebbe, per ragioni storiche e culturali, essere.
La regia di Scorsese ha la stessa tragica compostezza della storia e della prosa di Edith Wharton, ed è tra le più equilibrate ed allo stesso tempo sbalorditive prove del regista italo-americano.
Un film che segna un primo passo verso un cinema meno narcisistico, più concreto, ma che comunque non rinuncia a quelle caratteristiche autoriali che Quentin Tarantino aveva già espresso nelle precedenti opere.
Dopo sei anni di silenzio, il regista più innovativo ed influente degli anni Novanta, Quentin Tarantino, torna sul grande schermo con un film da lui scritto e diretto.
Ottima edizione a doppio disco per il film d'esordio alla regia di Clooney.
I geniali fratelli Coen si dedicano quest'anno a quella che si potrebbe definire la "divorce comedy", riscrivendo e reinterpretando come al loro solito un genere tipico del cinema americano contemporaneo.
Everything that has a beginning has an end... La rivoluzione sta arrivando.
Discreta ma "ingannevole" edizione della Eagle per il film di Todd Haynes.