Un thriller fantastico noioso e soporifero, con un plot esile e una regia senza spunti, che non prova neanche ad approfondire i temi (l'eutanasia, l'accanimento terapeutico, i limiti morali della scienza) dai quali prende le mosse.
Edizione a doppio disco da incorniciare per il film di Sam Mendes: reparto tecnico e contenuti speciali sono infatti di altissimo livello.
Col suo continuo ricordarci che un bambino dovrebbe avere sempre il diritto di andare a scuola, Salvatore sembra più uno spot-fiume del Ministero dell'Istruzione che una favola educativa con morale importante.
Un'analisi delle analogie tre i personaggi centrali di due recentissime pellicole: N (Io e Napoleone di Verzì e Playing the Victim, vincitore del Marco Aurelio a Roma.
La conferenza romana di presentazione de Il giorno più bello, esordio alla regia di Massimo Cappelli con la coppia Placido-Troiano.
'A casa nostra' è uno dei peggiori film visti alla prima Festa del Cinema di Roma. Inconcludente e sgrammaticato, oltre piagato da una sceneggiatura improponibile.
Meno devoto al cyber-punk di quanto non lo fosse agli inizi della carriera, Tsukamoto conserva comunque dei retaggi di quella matrice che fa di lui uno dei più interessanti registi contemporanei.
Freundlich si ispira dichiaratamente al maestro Woody Allen, ma si dimostra un pessimo allievo, dotando il suo script di un rapporto personaggi-città che non trova mai un incastro perfetto.
La Eagle Pictures confeziona un ottimo DVD per il film di Stephen T. Kay: ottimi audio e video, ricchi ed interessanti i contenuti speciali.
Un fantastico lavoro sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico del film, sia per la sezione extra. Un'edizione imperdibile.
Il film di Christian Volckman ripropone stereotipi e motivi tra sci-fi e noir con un'estetica notevole seppur derivativa.
Pura sperimentazione grafica per un film d'animazione in 3 dimensioni che sembra bidimensionale in molti momenti a causa dell'uso particolare in bianco e nero, ma che tuttavia incorpora movimenti di macchina simili a quelli dei film tradizionali.
Per la presentazione romana del film, il regista e l'interprete Enrico Lo Verso incontrano la stampa.
Questo Playing the Victim rappresenta un curioso esempio di cinema russo che vuole staccarsi dai tipici stereotipi di quella cinematografia: un'operazione viziata, però, da un'impostazione visiva spesso forzatamente 'sperimentale'.
Una prima edizione della kermesse romana che si chiude con esiti anche superiori alle attese, nonostante qualche polemica e qualche intoppo organizzativo.
Trapero ci parla dell'impossibilità di accettare il lutto ed affrontare le colpe e i fantasmi del passato, e lo fa con un film freddo, quasi statico, ma estremamente comunicativo.
Ottimo lavoro dalla Fox per uno dei seguiti più attesi nel panorama home video.
Una storia dura, narrata con sorprendente naturalezza, grazie allo straordinario Tommo, ma anche grazie al resto del cast e al piglio registico di Meadows, immediato, viscerale, sincero.
Parole e luoghi vengonodalla memoria di Primo Levi, ma le immagini sono quelle della realtà dell'Europa dell'Est di oggi, con le rovine e la polvere lasciata dal crollo dei regimi comunisti, e di quella occidentale, ugualmente vuota e disillusa.
Vivace e divertente, 'La gang del bosco' non è solo una frammentaria sequenza di situazioni comiche, ma ha anche una struttura narrativa solida, seppur semplice, che lo rende un ottimo prodotto d'intrattenimento.
Il film scorre veloce e piacevole su due binari, quello degli adulti e quello dei ragazzi; due mondi che, pur presi dai loro problemi, guardano uno verso l'altro, con nostalgia e ammirazione.
Seconda volta alla Festa di Roma per Monica Bellucci che presenta un dramma che la vede protagonista, ma con ruolo e look inediti.
Peccato che la bravura della Rappoport non basti fare eccellere anche la pellicola, che naufraga proprio in quello che dovrebbe essere il suo punto di forza: l'atmosfera e la struttura narrativa da thriller.
A Scanner Darkly ripropone il lavoro di Philip K. Dick in maniera più che fedele, ancorandosi ad esso senza cercare di suggerire qualcosa di più.
Richard Gere incontra la stampa alla Festa del Cinema di Roma per presentare 'L'imbroglio'.
Vite perse, ritrovate e rimesse in gioco per raccontare che la vita è un fiume in piena che travolge e stravolge chi tenta di opporvisi.
Giuseppe Tornatore ed il cast de 'La sconosciuta' incontrano la stampa alla Festa del Cinema di Roma
La Dreamworks associata alla Aardman animation sforna un prodotto ottimo sotto tutti i punti di vista
Digipack in tela di jeans per il film di Brizzi che ha sorpreso al botteghino: all'interno due DVD e il CD della colonna sonora. Ottimi audio e video, buoni anche gli extra.
Nonostante la lodevole cura con cui tratteggia i suoi personaggi, Le voyage en Arménie annega, sin dal principio, in un didascalismo piuttosto marcato, al limite della pedagogia antropoligicamente corretta.
Il grande regista cinese torna a raccontare con passione e tensione l'attualità del suo paese, servendosi di un toccante rapporto tra padre e figlio
La levità con la quale la narrazione scorre fluida accosta lo spettatore a problematiche dolorose, attraverso le esperienze di un gruppo di bambini dei quali, dopo poche sequenze, dimentichiamo la condizione.
La scrittura di Angelini è matura e riesce con efficacia a descrivere quello che si cela nelle fredde prigioni dell'odio e della solitudine.
Un susseguirsi di trovate comiche irresistibili fanno facilmente dimenticare i pur tanti difetti della struttura filmica.
Denso di tutti i suoi dogmi, dalla metropoli che schiaccia l'uomo, alla morte come inscindibile elemento di vita, il nuovo film di Tsukamoto approccia la realtà passando per l'onirico, in una singolare miscellanea di psicanalisi e memorie d'infanzia.
La regista indiana, in compagnia della fedele sceneggiatrice e della splendida protagonista femminile, ci parla della sua ultima opera, dell'adattamento e del cinema del suo paese natio.
Viggo Mortensen, Eduardo Noriega, Ariadna Gil ed Enrico Lo Verso presentano 'Alatriste' alla stampa di Roma
Linklater trascina lo spettatore nella sua corrente di immagini ricchissime di idee e dettagli, ma allo stesso tempo sempre funzionali al racconto e, in un certo senso, fuse con esso
Stefano Accorsi e Julie Gavras incontrano la stampa alla Festa del Cinema di Roma per presentare 'Tutta colpa di Fidel'.
'Grido' non è solo l'auto-biopic surreale di Pippo Delbono. E' qualcosa di più: sono appassionate dichiarazioni d'amore in forma di cinema.
Molti dei pregi di questo ottimo film risiedono nel soggetto originale di Infernal Affairs, ma le novità introdotte in fase di sceneggiatura, le ottime interpretazioni e il tocco personale del regista rendono l'operazione comunque decisamente riuscita.
Mira Nair torna a parlare dell'India, torna a invitarci a visitare la sua casa e la sua anima, torna a raccontarci quel profondo senso della famiglia che aveva caratterizzato il delizioso Monsoon Wedding del 2001.
Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio e Vera Farmiga incontrano la stampa alla Festa del Cinema di Roma per presentare 'The Departed'
Anche tralasciando le evidenti somiglianze con tanti altri film, non si può che definire questo primo film di animazione digitale prodotto dalla Sony Pictures un passo indietro rispetto ai risultati dei colleghi più blasonati.
Il difetto più evidente di 'Uno su due' è la mancanza di coraggio in fase di sceneggiatura, la scelta di restare in superficie, evitando di affondare i colpi.
Il film di Erdem riesce ad essere delicato anche quando racconta episodi brutali, sa farsi perdonare le poche cadute di stile, la ricerca puntuale dell'inquadratura ad effetto e l'eccessiva lunghezza.
Primo film italiano alla festa Internazionale del Cinema, Uno su due, si presenta alla stampa italiana e internazionale con il simpatico e imprevisto minishow di Fabio Volo.
N (Io e Napoleone) riesce ad avere due anime, quella di un interessante quadro storico e quella di una riuscita commedia, ma rimane troppo in superficie per poter essere considerato un film di spessore.
Giardini in autunno, film autoriale dall'umorismo mordace e grottesco, ci propone una riflessione sul reale valore del'avere e dell'esercitare il potere
Accanto allo sguardo su queste Little Italy americane (che si apprestano però ad essere fagocitate da Chinatown) Gagliardi inserisce, con rispettoso umorismo, il tema della labilità del successo.