Prosegue con The Blood Brothers l'importante viaggio della Avo Film tra i titoli più significativi dell'epoca d'ora della Shaw Brothers. Ottima edizione per il film di Chang Cheh. Spicca in particolare la qualità del video.
Nonostante alcune pecche e ingenuità di scrittura, l'esordio di Gabriele Albanesi funziona più che bene, nella sua programmatica riscoperta di un universo "di genere" mai dimenticato dal nostro cinema.
'Blob, fluido mortale' è uno di quei cult movies della fantascienza americana degli anni '50 che tematizzano, privandola però di una forma, la subdola invisibilità del pericolo comunista della Guerra Fredda.
Il grande senso geometrico del cinema di Kubrick diventa insieme di scatti futuristici di una realtà irreale, non certo per la violenza in essa insita, ma per il contesto in cui la stessa è rappresentata. E per il modo spudoratamente intellettuale con cui Kubrick l'affronta.
Una chiacchierata con l'attore che ha interpretato nel cult della scorsa stagione il panciuto sidekick dell'irresistibile reporter kazako.
L'esperienza prettamente televisiva del regista Kwapis ha consentito non solo di mutuarne alcuni interpreti, ma di conferire quella giusta sfumatura di leggerezza da sit-com che non ha guastato alla fluidità di una commedia altrimenti banalotta.
Una trama essenziale, punteggiata da dialoghi scarni recitati in una miscela di lingue che si intreccia a sottolineare la scarsa rilevanza delle parole in 'Transylvania', in cui è la musica ad essere protagonista ed a fornire l'ossatura che sostiene la narrazione.
L'approccio di Nispel alla storia, la sua intenzione di concentrarsi sulla rappresentazione grafica delle battaglie, sull'enfasi data alla violenza ed alla fisicità dell'azione risulta fallimentare non tanto per l'eccessiva violenza della messa in scena, ma per la resa caotica della stessa.
Il ritmo infernale favorito dallo schizofrenico montaggio, la scrittura dei personaggi, i toni demenziali e le continue gag fanno di Hot Fuzz una perfetta macchina da intrattenimento.
Una diligenza che sfreccia lungo la Monument Valley cerca di portare in salvo un carico di disperati. In fuga dagli Apaches e dall'ipocrisia borghese. La vera estetica del vecchio West è tutta nelle Ombre rosse che si stagliano su un momento epocale della storia occidentale.
Una Suora cattiva cattiva torna dal passato emergendo dalle acque. Per vendicarsi. Il debuttante Luis de la Madrid, che come montatore è un vero talento, smonta, goccia dopo goccia, la Nuova Ondata dell'Horror Spagnolo...
Hanno deliziato le infanzie di molti attuali adulti con le loro roboanti e catastrofiche evoluzioni. Ma i mostri giganti non torneranno. Perché il Kaiju di 'The host' non è come loro. Esso sfodera un pessimismo radicale estremo che disintegra l'entertainment di fondo.
Tra "incursioni" nel college, attori nudi in motel, commoventi omaggi e l'eredità artistica ed umana raccolta da John Wayne, ripercorriamo la genesi di quello che per molti è il più grande film Western di sempre.
La privazione, la ricerca, la sete di vendetta e il riscatto. Sentieri selvaggi è un film a più tappe, tutte costrette all'interno di quella lente d'ingrandimento chiamata vecchio west. Che ingigantisce le frustrazioni interiori di un individuo e di una società in procinto di "abbracciare" cambiamenti epocali.
Nato (casualmente?) da una serie di sequenze scollegate tra loro che David Lynch "girò" per sperimentare i nuovi metodi di ripresa digitale, 'Inland Empire' s'impone da subito come un classico del nuovo millennio cinematografico.
Non ci si aspetta grande spessore da uno spensierato e adrenalinico divertissement estivo, ma in questo caso sono proprio gli escamotage narrativi che sono strutturati in maniera approssimativa e si finisce per annegare nel tedio.
Ibrido tra un dramma adolescenziale ed un episodio di 'Ai confini della realtà', 'The Invisible' ha il suo principale punto debole in una sceneggiatura che fallisce nel fondere gli elementi soprannaturali con il dramma reale dei protagonisti.
Un film diretto in maniera mediocre, sceneggiato senza grande inventiva (e con un paio di autentici tonfi), e per di più pervaso da un intento moralizzatore che suona falso e anche vagamente sessista.
La sempre attenta e onnipresente regia di Lang dissemina tutto la pellicola di copiose indicazioni che lo spettatore prenderà in considerazione solo in seguito, scoprendo che fin dall' inizio il regista è stato generoso nell' offrire indizi metonimici e chiavi di lettura.
Al regista di Hero è stato affidato il compito di ideare la cerimonia di apertura per i giochi olimpici della prossima estate.
A fronte di un soggetto innegabilmente stantio, resta un film abbastanza inconsistente ma tecnicamente ben realizzato, fluido e dinamico nel suo risolversi, e costellato di graziose trovate grafiche e di gag di bassa lega che faranno impazzire i più piccoli.
Intolerance fu uno dei primi colossali insuccessi commerciali dell'industria cinematografica, ma anche un punto di riferimento imprescindibile per capire l'essenza del cinema delle origini.
Parabola allegorica che sceglie il mondo animale per parlare di temi dalla portata universale, il film di Gisaburo Sugii pecca senz'altro nella durata, sicuramente un po' eccessiva, ma merita senz'altro una visita per la capacità, tutta nipponica, di realizzare un lungometraggio di animazione adatto a ogni età.
'Il cane pompiere' è il tipico rappresentante delle produzioni per famiglie e svolge il suo compito tra pregi e difetti senza eccedere nè nei primi nè negli ultimi.
Dieci film molto lontani l'uno dall'altro, esempi di diversissimi ma ugualmente esaltanti approcci al modo di fare e vivere il cinema. Dieci film che ci fanno pensare che quella che ci lasciamo alle spalle sia stata davvero una stagione da ricordare.
Film, registi, interpreti: tutte le vostre preferenze per la stagione appena conclusasi.
Un'intervista con la bellissima attrice che racconta la sua esperienza sul set della commedia con Adam Sandler.
E' un ottimo prodotto il cofanetto a sette dischi che la Fox ha confezionato per la stagione 5 di 24: video e audio di pregevole fattura, extra numerosi e interessanti.
Un'edizione apprezzabile, quella della Fox per il legal thriller di David E. Kelley, nonostante qualche limite derivante dai dieci anni della serie.
Un'annata al botteghino che conferma, e in qualche caso amplifica, i trend individuati lo scorso anno.
Nonostante una struttura narrativa slegata e frammentaria, 'Idiocracy' non è un film malriuscito e risulta efficace sia nel suo ruolo di semplice commedia che nel suo intento satirico più ampio.
Edizione essenziale per il film con Jean Claude Van Damme: reparto tecnico ed extra si attestano sulla sufficienza.
Chi ama il cinema d'azione, le arti marziali, insomma i film in cui si parla pochissimo ma in cui tutti se le danno di santa ragione, non disdegnerà affatto questa pellicola dalle poche pretese.
Regista e interpreti incontrano la stampa in una conferenza di presentazione sul set di 'Tutta la vita davanti', che racconterà con ironia la generazione del precariato.
Eccellente video e ottimo audio per l'edizione dvd di un classico assoluto del genere wuxiapian, edito in Italia da Avo Film.
Giocando unicamente sugli interni e su dialoghi molto ricchi, Bergman contrappone due tipi diversi di silenzi, quello di Dio (come sempre fonte di sfiducia e di dubbio) e quello dell'uomo (fonte di incomprensione e rottura), utilizzando uno stile meno simbolico del solito ma più ricco esteticamente.
Presunto film di formazione che vorrebbe narrare di un momento fondamentale nella vita di un ragazzo ebreo e invece racconta solo i soliti luoghi comuni sui difficili rapporti paterni e sul confronto tra visioni di mondo differenti.
Poliziotto senza paura non si può forse definire un poliziottesco classico, ma è senza dubbio un ottimo lavoro e la vena ironica che scorre lungo la durata del film è una piacevole sorpresa.
Dal 28 agosto all'8 settembre un'edizione della Mostra del cinema che ancora una volta guarda al futuro e ai nuovi linguaggi digitali senza però dimenticare l'enorme bagaglio della tradizione.
La pellicola che ha consacrato il mito Clint Eastwood anche nel campo registico, è quella che, più di altre, ha favorito la rinascita del western come genere classico. Decretandone al contempo la fine per scadenza naturale dei termini.
Maial Zombie è un film che ha solo funzione di intrattenimento fine a se stesso, un film demenziale e irriverente sia nei confronti del genere horror che in quello delle commedie studentesche.
Un'edizione "a risparmio", quella della Mondo per il bel film di Eduard Cortés: video mediocre ed extra inesistenti, per un DVD che ha il suo unico punto di forza nel prezzo ridotto.
Edizione povera di extra ma soddisfacente a livello tecnico per il film di John Herzfeld con Paul Walker
Edizione a disco singolo soddisfacente per L'amore giovane. Ottimo il video, buono l'audio ma insufficienti gli extra.
Scene divertenti sì, ma basate soprattutto su i soliti stereotipi e cliché gay, sfortunatamente fin troppo reiterati in film e commedie di questo genere, alla ricerca di una facile risata forse più scontata che originale.
Con ampio ritardo rispetto agli Stati Uniti arriva sui nostri schermi uno dei campioni d'incassi della stagione cinematografica USA, Blades of glory, commedia demenziale ambientata nel mondo del pattinaggio artistico.
Buona edizione per l'ultimo toccante film di Gabriele Muccino con protagonista Will Smith: audio e video sono di ottima qualità, gli extra soddisfacenti.
Un film collettivo di giovani registi sull'Italia e sugli italiani. Sette episodi raccontano il vuoto che caratterizza i nostri tempi, afflitti dai reality show tra una crisi e la successiva.
Rapida come un videoclip, la pellicola è un turbinare di sequenze montate a velocità vertiginosa, tra rocamboleschi inseguimenti in auto e sparatorie in stile Hong Kong movie.
Lo sguardo meccanico di Ciprì è pietrificato; le parole di Maresco, invece, mobili e fastidiose come zanzare infaticabili amiche di borgata su un bianco e nero contemporaneo e un colore glorificazione di un passato celebre da celebrare.