Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
La vera superstar di Thor: The Dark World è Loki. Il suo cinismo è linfa vitale per lo script che gli riserva un tripudio di battute, colpi di scena, voltafaccia che ingannano lo spettatore e scene action da mozzare il fiato
Nonostante una costruzione narrativa articolata, Prisoners non si fa portatore dell'inossidabile e sempre valida suspense collezionando, al suo posto, immagini e situazioni un po' troppo familiari al genere e ai suoi estimatori.
In puro stile Paul Greengrass, Captain Phillips è un blockbuster altamente spettacolare ed intelligente, che coniuga intrattenimento ad alto livello con riflessioni politiche e sociali. Tensione alle stelle per quasi tutta la durata, una regia frenetica con primi piani strettissimi, asciutto ed essenziale nello stile, il film ha il merito di restituirci un Tom Hanks in grandissima forma..
A fronte di una struttura sempre uguale, il tocco in più del film arriva da una maggiore (e migliore) concertazione della storia, da un'interazione più efficace tra il protagonista e gli altri personaggi.
L'adattamento del romanzo di Orson Scott Card, classico della sci-fi letteraria, mostra l'addestramento di un bambino-soldato nel futuro: la cura della della confezione è buona, ma la scrittura risente di una certa superficialità di approccio.
I Metallica ripresi live in 3D su un palco ipertecnologico dove sono presenti tutti gli elementi dell'immaginario della band. Sullo sfondo delle canzoni durante il concerto, l'odissea surreale di un ragazzo nelle strade della città devastata dalla violenza. Non un semplice film-concerto, ma una vera e propria opera filmica tra realtà, finzione, concerto e videoclip.
L'opera seconda di Luigi Sardiello vede protagonista Antonio Catania nei panni di un pasticciere che si ritrova coinvolto, suo malgrado, in un grosso guaio. Volenteroso tentativo di noir surreale, il film però procede in modo confuso e quasi inerte, statico e senza ritmo, per colpa di una sceneggiatura e di una regia non all'altezza della situazione.
Arriva in Italia un cartone animato spagnolo, interamente realizzato al computer, girato in inglese e con grandi ambizioni internazionali; ma è l'ennesima dimostrazione di come il cinema europeo, quando rinuncia a un'artigianale inventività, non possa competere sul piano tecnico-produttivo con Hollywood.
Il film dedicato al fenomeno Wikileaks, diretto da Bill Condon, si avvale dell'ottima interpretazione di Benedict Cumberbatch, ma pecca di un'attenzione quasi esclusiva alla personalità di Assange, nonché di una tendenza gratuita al virtuosismo registico.
Le disavventure di un giovane berlinese tra incontri paradossali, umiliazioni e scoperte notturne. Una sorta di 'Fuori orario' tedesco, molto a basso budget, e con una azzeccatissima variazione di toni, tra la commedia e il drammatico.
Dark Skies è costruito per dare risalto alle intrusioni domestiche notturne in casa della famiglia Barrett ed al loro aspetto più spettrale e spaventoso, piuttosto che alle dinamiche familiari tra i personaggi.
L'interessante documentario di Riccardo Jacopino è un viaggio nella memoria, recente e meno recente, di autori e fan dell'iconico eroe dei fumetti; ma è anche un tributo a una figura, quella di Sergio Bonelli, la cui presenza aleggia costantemente su tutta la sua durata.
Da un racconto di Doris Lessing, la storia dell'amicizia simbiotica di due donne e la successiva relazione che ciascuna instaurerà con il figlio dell'altra. A tratti intrigante, il film sembra però a volte rinchiuso nella sua trama da racconto morale, dimenticando di tratteggiare a dovere i personaggi.
L'incontro tra le due icone dell'action muscolare, a lungo accarezzato e sempre rimandato, si realizza infine in un carcerario dal taglio fantascientifico; in cui le due star rifanno sé stesse, e riprendono i rispettivi modi di interpretare il genere, che fecero la loro fortuna nel corso degli eighties.
Dopo il fortunato esordio di tre anni orsono, Rocco Papaleo sceglie una strada nuova, che equivale tuttavia al recupero di una struttura narrativa più classica: confezionando una commedia animata da una variegata, apparentemente mal assortita, galleria di personaggi.
Luc Besson adatta e dirige una black comedy che è una parodia dei gangster movie di derivazione mafiosa, tra ironia, azione e violenza. Dal bestseller di Tonino Benacquista, la storia vuole dare un nuovo senso all'espressione "famiglia criminale" con De Niro autoironico che interpreta il boss decaduto e fa la parodia di se stesso, e Michelle Pfeiffer desperate housewife focosa e pericolosa. Produce Scorsese alla cui cinematografia il film è anche un omaggio, tra citazioni nostalgiche e dissacratorie.
The Act of Killing è in parte racconto biografico, in parte odissea collettiva, in parte resoconto di un progetto artistico: ma è soprattutto un viaggio, sconvolgente quanto necessario, in una delle pagine più sanguinose, e colpevolmente taciute, della storia del Novecento.
Il film è un prodotto naif, pieno di ingenuità, non privo di una certa forza, il cui risultato però è poco coerente dal punto di vista narrativo.
Forte del successo ottenuto grazie a C'era una volta la città dei matti, con il quale ha raccontato l'impresa umana e professionale di Franco Basaglia, in Altri Tempi Marco Turco sfida in ancora il tema legislativo e prova, andando oltre la storia e la cronaca, a narrare il volto di una società alla disperata ricerca di un'identità dopo la disfatta delle seconda guerra mondiale
Proiettato in prima mondiale alle Giornate del Cinema Muto, dopo il casuale ritrovamento, il film di Welles del '38 doveva essere il prologo di una commedia teatrale ma, visto oggi, mostra una sua coerenza narrativa, quella di un lungo inseguimento sul modello delle comiche anni '20 ed è la conferma del talento per la commedia del cineasta americano, troppo spesso sottaciuto.
Strizzando l'occhio agli action frenetici ed estremi di Guy Ritchie, il film diretto dal regista pugliese Federico Rizzo, già autore di 'Fuga dal call center', ci porta insieme al suo zelante ragioniere della Mafia in giro per l'Italia e per il mondo sulle tracce di boss e trafficanti.
Un seguito che mantiene la stessa scoppiettante creatività del primo capitolo e non mancherà di conquistare e divertire il pubblico di giovanissimi, anche grazie al maggior spazio dato agli adorabili Minion.
Nonostante le numerose ingenuità della messa in scena e la faciloneria di certe soluzioni di sceneggiatura Black Star riesce, grazie alla sua genuinità e alla piacevole colonna sonora dei Bufalo Kill, a conquistare la simpatia di chi guarda e a mettere in risalto la schiettezza e l'entusiasmo del suo autore.
Se a Tommy Lee Jones bastano una manciata di secondi per bucare lo schermo, Matthew Fox costruisce il suo personaggio tassello dopo tassello con una recitazione intensa, ma misurata.
A poca distanza dall'uscita di The Conjuring, torna James Wan, nuovo maestro dell'horror contemporaneo, con il secondo capitolo di Insidious: ancora una casa infestata e possessioni demoniache, secondo le regole più classiche dell'horror sovrannaturale.
Il film è una commedia dalla carica eversiva piuttosto blanda, che si poggia completamente sulle spalle di un gruppo di protagonisti dalle personalità molto definite, pedine si muovono in una Milano ricolma di opportunità, ma solo per quelli che le sanno cogliere al volo.
Per narrare la vicenda del serial killer Robert Christian Hansen, Scott Walker confeziona un thriller classico nella forma e lineare nell'andamento.
Hirschbiegel non conosce il suo personaggio e non nutre per lui particolare passione. Il disinteresse si avverte in ogni singola inquadratura e, così facendo, consegna al cinema non una narrazione priva di giudizio ma una sorta di compito mal riuscito, svolto per puro dovere
Utilizzando l'elemento esterno come variabile inaspettata, Pablo Giorgelli costruisce un racconto fatto di attese, sospensioni e punti di vista soggettivi in cui due esseri umani iniziano a raccontarsi, mettendosi in gioco in un 'dialogo' basato sulle rispettive diffidenze e su di un dolore comune che non ha bisogno di essere svelato completamente per mostrare il peso e l'impatto esercitato sulle loro esistenze.
Luchetti è riuscito a non rimirarsi nello specchio infido dell'autobiografia, non ha proiettato i suoi spettri, né demonizzato gli aguzzini, limitandosi coerentemente a mostrare una parte della sua vita, con affetto ma senza indulgenze.
Avvalendosi di un gruppo di attori, tutti molto credibili, la Holland sembra voler utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, a partire da una fotografia molto bella, per arrivare al cuore del telespettatore e ci riesce quasi sempre.
Con una perfomance in bilico tra il patetico e il maniacale, Simon Pegg ci regala un personaggio che travalica la semplice macchietta lasciando trasparire umanità e complessità.
Per il suo esordio alla regia, Graziano Salvadori sceglie di puntare il dito sulle discriminazioni sessuali all'interno della realtà di provincia; ma il tutto si rivela eccessivamente confuso, con una sceneggiatura episodica e indecisa sul tono da adottare.
Con un afflato un po' troppo edificante, il francese Pascal Plisson ci conduce in giro per il mondo - tra Africa, Asia e Sud America - mostrandoci le difficoltà quotidiane di alcuni tenaci bambini nel lungo tragitto che li separa dalle rispettive scuole.
Il film pretende di essere realistico, di saper raccontare il mondo dei ventenni, senza avere però un briciolo di autenticità e l'ipotetica 'verità' si scolorisce nel ritratto monodimensionale di una gioventù che cerca disperatamente una famiglia.
Dopo Attacco al potere, un nuovo film mette in scena l'assalto alla residenza del Presidente degli Stati Uniti. Ma, stavolta, grazie alla regia di Roland Emmerich e al duo Jamie Foxx-Channing Tatum, ci si prende meno sul serio e ci si diverte di più.
Dopo il successo de Il truffacuori, Pascal Chaumeil ripropone ancora una commedia romantica che ricalca la storia del precedente, sul modello delle più classiche commedie sentimentali americane: finti innamoramenti, matrimoni, messe in scena, scherzi del destino.
La Scherson possiede un'asciuttezza stilistica che ben si sposa con la prosa di Bolaño, così essenziale e pungente, ma qualcosa nella messa in scena sfugge di mano.
Per costruire un nuovo intreccio privo delle situazioni comiche nate dal primo incontro tra umani e le buffe creature all'ombra dell'Empire State Building, il team di sceneggiatori ha strutturato un sottotesto in cui temi universali come l'appartenenza famigliare e l'interferenza dell'ambiente in cui si è cresciuti danno vita a dei risvolti inaspettati
Satira anti-borghese, ripetuti colpi di scena e sangue a palate nel film diretto dal giovane Adam Wingard (nato nel 1982) che dimostra come l'horror possa essere ancora un genere vitale e spiazzante.
Il film di Ron Howard, per raccontare la rivalità e l'amicizia tra Niki Lauda e James Hunt, si concentra sulla drammatica stagione del 1976: il risultato è un film dalla regia molto classica, che enfatizza la dimensione mitica del confronto tra i due piloti.
Michel Gondry porta sullo schermo il romanzo di culto La schiuma dei giorni di Boris Vian, un'opera tra le più acclamate della letteratura francese, che con la sua complessità di linguaggio e di contenuti, fornisce al regista il materiale per tornare ad un progetto che gli consente di dare sfogo alla sua creatività.
L'intento del documentario di Markus Imhoof non è accusatorio. Dopo aver identificato l'origine della misteriosa moria di api, il regista non punta il dito su una causa o sull'altra, ma cerca di contrapporvi modelli positivi che forniscano una risoluzione al dramma.
Seguendo in perfetto ordine cronologico l'opera letteraria di Riordan, il regista Thor Freudenthal porta sul grande schermo una nuova avventura di Percy Jackson in cui la mitologia, ancora una volta, si modernizza e commercializza ad uso e consumo del pubblico più giovane.
Un detective e uno sceriffo del vecchio West impegnati a fronteggiare le forze del male, in un film a tutto action nel quale trovano spazio anche elementi caratteristici di altri generi e nel quale l'aldilà dei protagonisti sembra più 'virtuale' che soprannaturale.
Il principale elemento significante diviene l'immagine, la ricerca di bellezza si fa ossessione contenutistica e il destino dei congiurati veneziani assume una valenza universale tra gli splendori di palazzi e monumenti.
Il regista Robert Luketic, traendo spunto da un romanzo di Joseph Finder, dirige con Il potere dei soldi un thriller finanziario, che affonda il suo sguardo nel lato nascosto, e predatorio, del capitalismo americano.
Premiato con l'Oscar per il documentario Watermarks, Yaron Zilberman debutta alla regia con un film che vuole essere un'esaltazione del gruppo e della musica come ideale supremo.
Nel suo documentario, Ken Loach mette a confronto le riforme sociali attuate in Gran Bretagna dopo il 1945, il più avanzato esperimento riformista nella storia europea, col disastro a cui, successivamente, avrebbe portato la politica economica di Margaret Thatcher.
Un sonoro magistrale, una fotografia che parla da sola e panoramiche che tolgono il respiro tutte racchiuse in un film unico nel suo genere che regala momenti di grande intensità.