Tutte le recensioni dei film al cinema, in televisione e in streaming visti dalla redazione di Movieplayer. La nostra critica con voto per trovare velocemente nuovi film da vedere di ogni genere e per ogni preferenza.
L'esordio alla regia di Emanuele Cerman racconta uno dei più scioccanti casi di cronaca nera della storia italiana: ma il suo motivo di interesse principale sta in una rilettura che, lungi dal dire una parola definitiva sulla vicenda, dissemina dubbi e trasmette inquietudine.
Con Transcendence, l'esordiente Wally Pfister mette in scena un racconto sci-fi visivamente ipertrofico, squilibrato ma ricco di fascino, che riesce a lavorare sottopelle e a fissarsi nella memoria dello spettatore per molto tempo dopo la visione.
The Amazing Spider-man 2 è un film diverso dal suo predecessore, ma ne prosegue lo spirito ed approfondisce i temi, completando quanto introdotto nel primo capitolo e gettando le basi per quello che sarà il prosieguo della serie.
Blu è l'eroe per antonomasia della commedia familiare. Un personaggio che, una volta inserito in situazioni per lui improbabili e fantascientifiche, sembra destinato ad un fallimento dal risvolto comico.
Dopo aver dato vita alla rossa e carnale Tula, amante generosa di Gandolfini in Romance & Cigarettes, con Gigolò per caso John Turturro conferma ancora una volta il suo grande amore per il gentil sesso che, andando oltre la definizione di oggetto sessuale, riacquista il diritto alla tenerezza ed alla visibilità affettiva.
Nel complesso un film interessante che riesce ad ammaliare lo spettatore con la bellezza dirompente delle immagini e lo stile pulito di una regista che dimostra di saper muovere e posizionare la macchina da presa.
Film dal respiro internazionale e dai toni favolistici, Giraffada intrattiene, diverte e intenerisce per la grazia e per la delicatezza e l'originalità con cui riesce a trattare temi difficili come la guerra e l'elaborazione del lutto.
Per non brillando per originalità, Ti sposo ma non troppo è frutto di un piacevole mix di ingredienti in cui la classica struttura da romcom si fonde con la commedia degli equivoci di derivazione teatrale e con la capacità di fotografare la realtà contemporanea.
Un'opera marcatamente autoriale che trascina lo spettatore in un viaggio negli inferi dell'animo umano, nel dolore di una solitudine raccontata attraverso sguardi, gesti, silenzi, rumori e pianti, da un telefono che squilla ininterrottamente e da una luce che non riesce più a filtrare dalle finestre de dagli occhi.
La ricostruzione dell'epoca vittoriana, dei suoi oscurantismi e delle sue classi sociali è molto intrigante, e Fiennes riesce anche ad evitare alcuni dei cliché con una narrazione inusuale per il genere.
Nick Cassavetes approda nella commedia di genere mostrando una buona padronanza dei meccanismi comici e una predisposizione ai film 'in rosa' che non solo ci fa piacere ma ci allontana dai soliti cliché.
Il regista Mike Flanagan trasforma in lungometraggio un suo precedente, apprezzato corto, tornando a una paura molto frequentata, e quasi archetipica per il genere, come quella generata dalla propria immagine riflessa in uno specchio.
I Vanzina riescono, come sempre, a costruire un'ironia garbata e pulita ma che si ripete con puntuale prevedibilità nei suoi schemi
L'ultimo amore di Mister Morgan, solitario vedovo americano trapiantato a Parigi, che ritorna alla vita grazie all'amicizia e alle attenzioni di una giovane e vivace ragazza francese. Tratto da 'La Douceur Assassine' di Françoise Dorner, un film che parla di depressione, solitudine e legami familiari.
Il film non è esente da difetti, soprattutto dal punto di vista della sua costruzione narrativa, ma possiede quella forza genuina e quella bellezza legata ad un momento cardine della nostra vita, come l'adolescenza.
Evoluzione e conservazione, archetipi mitologici e letterari si mischiano confusamente in una storia che in sostanza è quella di una famiglia, l'unica sopravvissuta all'apocalisse che ha cancellato dal mondo tutte le malvagità della razza umana.
Giulio Base torna al cinema con una commedia satirica adattata da un romanzo di Piero Chiara e ambientata durante il fascismo. A fare da mattatore c'è Francesco Pannofino nei panni di un burocrate crudele e lubrico, ma il tono della farsa sfugge dalle mani del regista.
Il documentario racconta la riscoperta del lavoro, e dell'arte, di una dei più importanti esponenti della fotografia del XX secolo: Vivian Maier, che per decenni ha lavorato come bambinaia in varie città d'America, facendo contemporaneamente i suoi scatti, pezzi di vita 'rubati' alla quotidianità.
Divergent, primo romanzo dell'acclamata trilogia scritta dalla giovanissima Veronica Roth, è solo l'ultimo dei grandi successi letterari della nuova narrativa popolare young adult che approda al cinema: condivide con i predecessori tematiche e situazioni comuni al genere ed è ambientato in un futuro distopico come Hunger Games. Nonostante possieda una sua filosofia e dei protagonisti non privi di appeal, il limite maggiore è proprio l'essere uscito sulla scia della saga della ragazza di fuoco, di somigliargli troppo, talmente tanto da rischiare di diventarne solo una replica cinematograficamente meno interessante.
Nottetempo è un'opera che affonda le radici nella solitudine dei nostri tempi, un'opera sensoriale, intrisa di incertezza, ricca di suggestioni sonore e visive, folgorante nelle scelte musicali.
Ravello dimostra la rara capacità di tenere sotto controllo la storia, con un punto di vista originale, senza calcare la mano con macchiettistiche descrizioni delle situazioni strampalate legate alla malattia dei protagonisti, e concedendosi le giuste pause drammatiche.
L'otto aprile le sale italiane ospitano Coriolanus, impetuosa versione della tragedia shakespeariana con l'impressionante prova d'attore di Tom Hiddleston.
Sergio Mafio porta nuovamente al cinema i suoi Cuccioli per dimostrare che la comunicazione nei confronti dei più piccoli non è certo un gioco da ragazzi.
Veltroni ha composto non una elegia né una commemorazione, ma un album di ricordi che, a metà strada tra la ricostruzione storica e quella affettiva, appartiene ad una parte numerosa di Italiani disillusi.
La seconda avventura dell'eroe Marvel assume una forte valenza politica, occhieggiando al miglior cinema americano degli anni '70, ed espandendo in dimensioni e complessità il suo universo di riferimento.
L'esordiente Elisa Amoruso racconta con Fuoristrada la storia di Pino, un meccanico che da anni si veste da donna e ormai si fa chiamare Beatrice. Una vicenda umanissima raccontata con tatto e senza sensazionalismi.
Al netto di ogni ingiusta critica 'preventiva' e delle perplessità che spontaneamente nascono davanti ad operazioni del genere, il film delle iene Pio e Amedeo possiede più difetti che pregi.
Ricostruzione storica e gusto del racconto si intrecciano alla perfezione, per un risultato finale che, pur non essendo particolarmente originale, arriva al cuore.
F come falso ma anche come Frédéric Bourdin, il vero nome del giovane che nel 1997, grazie alle sue capacità di trasformista, riuscì ad assumere l'identità di un ragazzo scomparso nel nulla tre anni prima: una vicenda raccontata da Bart Layton nel documentario L'impostore.
Ferlito, nonostante le atmosfere noir arricchite da tocchi onirici tanto cari al suo personale gusto cinematografico, dà voce ad una vena romantica d'altri tempi che trae ispirazione da ambientazioni shakespeariane
L'arma con cui Bruni definisce situazioni spesso inafferrabili come i sentimenti non poteva che essere la personalità decisa ed evidente dei suoi personaggi. Però, forse per colpa di una tematica eccessivamente aleatoria e di una vicenda con un scarso potenziale emotivo, la caratterizzazione si sente fin troppo, andando, a volte, a forzare la mano alla realtà e renderla poco fluida.
Il drammaturgo e regista ceco Petr Zelenka mette in scena I fratelli Karamazov per un pregevole gioco d'attori e con una riflessione sottotesto sul disfacimento dell'ex blocco sovietico.
Film e videogiochi, un connubio non propriamente felice fino ad ora. Prova ad invertire la tendenza Need For Speed, prodotto da Dreamworks e EA Entertainment, con Aaron Paul di Breaking Bad. Sceneggiatura snella, le protagoniste come nel videogame sono le super auto mozzafiato, le corse e gli inseguimenti.
Traendo spunto da una vicenda iconica per la cultura giapponese, l'esordiente Carl Rinsch dirige un film che inserisce la storia su una matrice fantasy di marca tipicamente occidentale.
Arriva in Digital Download dal 14 Marzo il film a lungo atteso che riprende il personaggio di Veronica Mars, e mantiene lo spirito ed il feeling della serie originale.
Attori in parte per una commedia briosa e divertente che analizza il lato tragicomico di un doppio tradimento.
Ben vengano escamotage narrativi dal gusto infantile come macchine del tempo, un cane parlante e riferimenti a film storici per far comprendere che il cambiamento del nucleo famigliare non solo è necessario, ma è già avvenuto in modo naturale sotto i nostri occhi.
Laddove Peter Howitt avrebbe potuto tentare il "salto di qualità", ovvero esplorando il conflitto etico alla radice della storia, il film compie un passo indietro e ritorna su una posizione di schematico manicheismo, in cui l'ambiguità morale introdotta nelle prime sequenze si scioglie come neve al sole.
Più che un sequel, quello di Noam Murro è una sorta di 'midquel' del film di Zack Snyder, e ne riprende pienamente l'estetica, raccontando una battaglia svoltasi contemporaneamente a quella delle Termopili.
Pur interessante negli intenti, il progetto di una coproduzione internazionale per ridare visibilità al personaggio di Burroughs non sembra in grado di competere con altre versioni del passato per imporsi e conquistare il pubblico di tutto il mondo.
Racconto esistenziale, sotto forma di road movie, per un trentenne che soffre di autismo ed è in cerca di una donna: è il coraggioso esordio alla regia del friulano Carlo Zoratti.
Non è solo la costruzione dei piani a risultare interessante o la capacità di illuminare in maniera appropriata i paesaggi colombiani, ma è soprattutto il modo di portare avanti il racconto della storia di Chocó.
Nonostante la discontinuità della narrazione, la sceneggiatura scritta a quattro mani con Gianni Romoli consegna alcuni ritratti umani in cui sarcasmo, ironia e senso della realtà compongono una forza tutta al femminile.
Un film piacevole, a metà tra realismo e commedia, che però si ferma in superficie senza offrire né spunti di approfondimento né riflessioni degne di nota in materia di sentimenti che si intrecciano e subiscono un'evoluzione.
itoshi è un grande estimatore del lavoro svolto dalla Pixar e questo apprezzamento si avverte chiaramente nella volontà di dotare i suoi personaggi di caratteri definiti e ricchi di sfumature, cercando di avvicinarsi così alla pienezza narrativa sdoganata con successo dal gruppo creativo americano.
Fasulo ha dimostrato di avere le qualità necessarie per imporsi come un sofisticato illusionista. Il trucco con cui coinvolge gli spettatori è tra i più complessi, anche se realizzato solamente con la presenza di un unico interprete e della sua intimità, perché li porta a credere senza alcun tentennamento nella veridicità di ciò che si vede
Lo scozzese Paul Wright, al suo primo lungometraggio, dirige un poema lisergico con protagonista il sopravvissuto di una tragedia in mare: nel ruolo centrale, il giovane e promettente George MacKay.
Bernard Rose, conquistato dal genio e sregolatezza espressi di pari passi dal maestro genovese e puntando proprio sulla parte più oscura e misteriosa della sua personalità, ha scommesso tutti le sue "qualità" artistiche su un'atmosfera noir al limite dell'occulto.
La regista Jehane Noujaim dimostra tutto il suo talento nel creare un invidiabile equilibrio tra la ricostruzione storico-politica e la dimensione lirica dell'opera.
L'esordio di Giuseppe Marco Albano, classe 1985, è una divertita commedia, che racconta in forma grottesca le vicende, e le frustrazioni, di un regista non più giovanissimo che cerca di realizzare la sua opera seconda.