Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Litri di sangue versato, budella al vento, decine di teste e braccia strappate via ai legittimi proprietari, Wolfman assolve al suo compito dal primo all'ultimo minuto divertendo e raccontando una storia d'altri tempi attualizzandone il contenuto.
Il film di Oskar Roehler, regista de 'Le particelle elementari', fallisce nel rievocare la genesi del film di propaganda antisemita 'Juss l'ebreo' sia dal punto di vista della ricostruzione storica, sia per quanto concerne l'evoluzione psicologica del protagonista.
Il regista Aleksei Popogrebsky gestisce il film con passo lento ed ipnotico, uno stile che inizialmente risulta efficace, ma che alla lunga toglie punti di riferimento narrativi.
Red Hill è un western gustoso e essenziale, smaccatamente commerciale, ma capace di un entusiasmo "rock" contagioso. La sceneggiatura è talmente esile da sembrare quasi quella di uno slasher, ma il divertimento è assicurato
Pur inserendosi nel solco tradizionale della commedia familista americana, 'The Kids Are All Right', ha il pregio di affrontare con leggerezza un tema dibattuto come quello dei matrimoni gay, descrivendo una famiglia composta da coppia lesbica con figli come un nucleo perfettamente ordinario.
Nonostante alcune lungaggini e un certo ermetismo insistito, The Hunter getta uno sguardo duro e coraggioso sul nuovo corso dell'Iran, incrociando la storia di un uomo a cui è stato tolto tutto con la situazione politica del paese in un crescendo simbolicamente molto denso.
Dopo Appuntamento a Belleville, Sylvain Chomet si conferma con un film che vi si allontana per ritmo e ricchezza, ma che ne mantiene la stessa elevata qualità autoriale.
La giovane attrice di Twilight si mette alla prova con un ruolo molto diverso da quello che le ha dato la notorietà internazionale.
La regista indipendente Lisa Cholodenko assieme a Julianne Moore, una delle protagonista del film, presenta alla stampa 'The Kids Are All Right' commedia indie su una famiglia atipica in concorso al Festival di Berlino.
Capitolo conclusivo della 'trilogia di Yusuf', che ripercorre a ritroso la vita del protagonista, 'Honey' del regista turco Semih Kaplanoglu - in concorso alla sessantesima Berlinale - è un film dotato di una raffinata ricercatezza visiva, ma al tempo stesso eccessivamente oleografico e simbolico.
Pur con alcune trovate interessanti, il film della Holofcener lascia la sensazione di qualcosa di incompiuto, che scorre con ritmo per tutta la sua durata, ma che manca di affondare i colpi nelle accuse che muove alla nostra società, limitandosi a mostrare più che giudicare.
Jackie Chan insieme al regista al regista Ding Sheng e alla giovane attrice Peng Lin, hanno presentato a Berlino Little Big Soldier, anomalo wuxia cinese dal chiaro messaggio pacifista
Una conferenza tutta al femminile per presentare a Berlino "Please Give", nuova commedia indipendente di Nicole Holofcener. Oltre alla regista, presenti anche le acclamate attrici Catherine Keener, Rebecca Hall e Amanda Peet.
Dopo 'Giorni e nuvole' Silvio Soldini torna a parlare di precarietà sociale ed emozionale con il nuovo 'Cosa voglio di più' - presentato come evento speciale al festival di Berlino - affidandosi a un cast di attori in grado di trasmettere sensazioni di estrema autenticità e naturalezza.
Hans Petter Moland dimostra di districarsi egregiamente in un cinema che pesca abbondantemente nel grottesco, azzeccando momenti di comicità davvero esilaranti ma senza perdere di vista il tema del film.
Tratto da un romanzo austriaco, a sua volta ispirato a una storia vera, il film del tedesco Johann Rettenberger, in concorso al Festival di Berlino, finisce per risultare un'opera incerta, come sospesa tra le intenzioni di realizzare un film di genere e la dimensione metaforica della storia.
Kiji Wakasatsu firma il suo miglior film da molti anni a questa parte calibrando perfettamente il discorso politico, inequivocabile nei suoi intenti e nella sua durezza, con la storia di una donna costretta a accudire un uomo che per tutti è un Dio della guerra pluridecorato dall'Imperato, ma che in realtà non è nient'altro che un soldato che si è macchiato di uno stupro imperdonabile
La messa in scena è all'insegna della misura e la scrittura è altrettanto meticolosa nello scandire il passo del film tenendo il giusto equilibrio nella sua graduale progressione verso il finale.
Il veterano Marc Lawrence riunisce in un unico film un vasto campionario di temi ricorrenti ormai consolidatosi nella storia della commedia americana: il 'rimatrimonio', la fuga dalla città, la riscoperta del West, senza però riuscire a rielaborare in maniera originale le prospettive del genere.
Il regista Silvio Soldini e gli attori Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher e Teresa Saponangelo hanno incontrato a Berlino i giornalisti italiani, discutendo intorno al loro nuovo film 'Cosa voglio di più', e rivelando a volte anche opinioni divergenti sui personaggi.
Commedia in costume scoppiettante nel ritmo e nella scrittura, il film è un remake divertito di Blood Simple dei Coen, ricco di ironia e autoironia e debitrice dello stile slapstick della vecchia scuola di Hong-Kong.
Una buona prova d'attore, per Ben Stiller, che ancora una volta ne dimostra le qualità al di là del genere più propriamente comico che gli ha dato la notorietà.
Il biopic del giovane regista Mat Whitecross ripercorre con stile eclettico e forsennato la vita dell'irriverente cantante punk Ian Dury. Ma il valore aggiunto del film è l'incredibile performance mimetica di Andy Serkis: il suo corpo si trasforma per l'ennesima volta per assumere le sembianze dell'uomo che inventò il motto "Sex & Drugs & Rock & Roll".
Exit through the Gift Shop non è un film su Banksy, quanto un film di Banksy, in cui l'artista si prefigge lo scopo di promuovere l'idea di street art, sostenendo che tutti possono occuparsene, anche se, conclude a fine film con il suo innegabile sarcasmo, non tutti dovrebbero.
Il regista Noah Baumbach e gli attori Ben Stiller, Greta Gerwig e Rhys Ifans presentano ai giornalisti il film "Greenberg", in concorso al Festival di Berlino, durante un incontro in cui è prevalso un tono ironico e informale.
Visivamente denso, disturbante nei toni, stilisticamente sovraccarico e multisfaccettato, Shutter Island ci racconta una storia di fantasmi che non abitano un luogo ma una mente, quella di uomo costretto da un luogo infausto e dai misteriosi accadimenti a scontrarsi faccia a faccia con le sue paure più profonde e irrisolte.
Un Ozpetek, quello di 'Mine vaganti', con meno velleità d'autore rispetto agli ultimi lavori, ma che sembra aver trovato un equilibrio tra i suoi temi ed il suo stile.
Thomas Vinterberg procede, per strappi e provocazioni, fedele al suo cinema ipercerebrale fatto di un'umanità miserrima e volutamente sgradevole e di eccessi drammatici, il cui accumulo appare troppo spesso gratuito e costruito ad arte per instaurare il disagio nello spettatore
Alla sua opera prima, Serbian si iscrive in quel corpus magmatico che è il nuovo cinema rumeno e racconta una storia carceraria di ineluttabilità con impeto e generosità e con un occhio politico alla realtà
Avati si cala per la prima volta nella realtà contemporanea per denunciare il vuoto morale che contraddistingue i potenti di casa nostra, a cui contrappone la forza e il valore dell'ingenuità e della speranza di chi crede nei propri sogni.
In una sala stampa asserragliata dai giornalisti e circondata dai fotografi, Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio e il resto del cast di 'Shutter Island', hanno descritto la loro esperienza di lavoro e rivelato il proprio personale punto di vista nei confronti del film.
Gli attori Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Elena Sofia Ricci, Ennio Fantastichini e Lunetta Savino hanno assistito Ferzan Ozpetek nella conferenza di presentazione del suo ultimo film al 60° Festival di Berlino.
Primo evento fuori concorso alla Berlinale, 'My Name is Khan' parte come una sorta di 'Rain Man' in salsa curry, per poi buttarci dentro di tutto: l'undici settembre, la guerra in Afghanistan, l'uragano Katrina, il presidente Obama...
Il sorprendente livello qualitativo di Howl ha fornito il contesto adatto anche per uno stimolante incontro con i registi del film Rob Epstein e Jeffrey Friedman
Tratto dal best seller di Robert Harris, 'The Ghost Writer' segna il gradito ritorno di Roman Polanski alle atmosfere thriller delle origini, in cui momenti di suspense hitchcockiano si alternano a tocchi di humour nero e grottesco.
Giornata ricchissima centrata sull'ultimo riuscito film di Polanski, L'uomo nell'ombra. Presentato anche Howl, ricercata ricostruzione del processo per oscenità ai poemi di Ginsberg e l'italiano Due vite per caso.
Una prova d'attore, quella di Franco così come quelle degli altri interpreti, che non distoglie dall'opera messa in piedi dai due registi, che hanno realizzato un film dal messaggio preciso ed articolato, che oltre a sapere cosa dire, sa anche come dirlo, risultando sempre comprensibile e diretto.
In questa terza prova alla regia Moccia si sdogana parzialmente dal pubblico dei giovanissimi e tenta un excursus nel mondo dell'amore maturo, anche grazie ad alcune concessioni alla comicità. Non abbandona, però, l'atteggiamento eccessivamente superficiale e favoleggiante che è anche la chiave del suo successo.
Prima giornata dell'edizione numero 60 del Festival di Berlino dedicata alla conferenza di apertura, al cinese Apart Together, primo film in concorso e a numerosi film della sezione Forum. In serata inaugurata anche la sezione Panorama
Incontro con il regista e il cast di Apart Together, film d'apertura della sessantesima kermesse berlinese che racconta il dramma della divisione del popolo cinese affrontando però temi universali come l'amore a la famiglia.
Wang Quanan, già autore de Il matrimonio di Tuya, torna a Berlino con una nuova pellicola che apre la sezione competitiva.
Una chiacchierata con il cast e il regista del film: si parla di sentimenti, generazioni e di critica. E Raoul Bova si lascia sfuggire un'anticipazione sul suo prossimo futuro.
Sembra conoscere bene la materia che tratta, l'esordiente ventiseienne Antonio Campos, con un film dallo stile asciutto, quasi documentaristico ma in grado di coinvolgere nel profondo.
Quattro chiacchiere con Benicio Del Toro, attore tra i più premiati, affascinanti, talentuosi ed eclettici della sua generazione in arrivo sul grande schermo nei panni, anzi nei peli, di Wolfman, uno dei più bei licantropi mai visti al cinema.
Intervista all'autore de Il figlio più piccolo, che con questo film si concentra su 'un presente indecente che va sorvegliato', e al cast della pellicola, nel quale spicca il talentuoso Nicola Nocella e un insolito Christian De Sica.
Eastwood sbarca nel Sudafrica di Mandela e unisce la sua anima biografica a quella civile, passando per quella sportiva, portando in dote il suo cinema prezioso in termini di selezione e semplicità. Mancano però un po' il calore e la curiosità che anima il suo miglior cinema.
Un'edizione sulla carta molto interessante quella del sessantenario, che conferma il coraggio delle scelte del festival tedesco, mai alla ricerca affannosa dei grandi autori affermati. Tra big comunque Martin Scorsese fuori concorso con Shutter Island e l'ultimo di Roman Polanski in competizione. Italiani rappresentati da Soldini e Ozpetek.
Lo straordinario regista premio Oscar e l'attore hollywoodiano tra i più talentuosi della sua generazione sono sbarcati a Roma per presentare il loro ultimo lavoro Shutter Island, thriller psicologico intriso di inquietudine che arriverà nelle sale il 5 marzo prossimo.
Delattre si cimenta con una parodia del poliziesco basata sulla struttura della commedia degli equivoci. Nonostante possa contare su qualche situazione comica riuscita, il film ben presto si inceppa in una sceneggiatura troppo tradizionalista e politically correct.
Presentato a Roma Lourdes, terzo film della regista austriaca Jessica Hausner, già autrice dell'horror claustrofobico Hotel, presentato all'ultima edizione della Mostra di Venezia dove ha riscosso un grande successo di pubblico e critica.