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La 63esima edizione del Festival si apre con un tiepido sole e il debutto del nuovo kolossal di Ridley Scott. Nel dare ufficialmente il via alla kermesse, il presidente della giuria Tim Burton ha lanciato un appello per la liberazione del regista Jafar Panahi.
Il loro amore è iniziato dieci anni fa ormai e per celebrare la grande empatia professionale che li unisce la coppia d'oro Ridley Scott - Russell Crowe torna sul grande schermo con uno strepitoso Robin Hood, un kolossal in cui si torna a respirare aria di leggenda.
L'attore australiano svela in esclusiva il backstage del film di Ridley Scott. Assieme a lui, l'attore Kevin Durand, lo scenografo Arthur Max, la costumista Janty Yates e il produttore Charles J.D. Schlissel.
In occasione delle visita al set londinese dell'attesissimo kolossal targato Disney, Movieplayer.it ha incontrato l'eroe Jake Gyllenhaal, la splendida Gemma Arterton e il gran Sir Ben Kingsley.
Presentato a Roma,in un tripudio di italiche star, La bella società di Gian Paolo Cugno, film dai forti risvolti melodrammatici.
Nonostante i disagi degni di un disaster-movie e alcune aspettative deluse, il cartellone della nuova edizione del Festival si preannuncia particolarmente ricco e interessante.
Presentato a Roma il nuovo attesissimo film di Daniele Luchetti che tra qualche giorno sbarcherà sulla Croisette e cercherà di portarsi a casa la Palma d'Oro in palio nella 63ª edizione del Festival di Cannes.
Senza preoccuparsi di ammorbidire troppo la materia lavica che riprende in una scuola di Ostia, Claudio Giovannesi fotografa con sensibiltà gli immigrati di seconda generazione lasciando parlare le immagini come in un film-inchiesta di Rosi. Ne esce un ritratto preoccupante dell'Italia in cui il melting pot è ancora una chimera.
Abbiamo incontrato a Roma il numeroso cast del film 'Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio' che, insieme alla regista esordiente Isotta Toso, ci ha raccontato cosa significa oggi in Italia essere stranieri e che senso ha parlare di xenofobia.
Per il suo debutto nel genere fantasy, Paul Weitz sceglie di non lasciarsi alle spalle la teen comedy, restando però nell'ambito di un prodotto dedicato a tutti il cui risultato finale è sicuramente accattivante, ma un po' freddo e poco coraggioso per quanto riguarda i dialoghi e la messa in scena.
Gli irresistibili protagonisti di 30 Rock e The Office sono una coppia in Notte folle a Manhattan, in arrivo sui nostri schermi per questo week end.
Senz'altro apprezzabile il tema 'verde' come anche la partecipazione di Brooke Shields, che torna sul grande schermo dopo le numerose escursioni televisive degli ultimi anni, ma Puzzole alla riscossa resta lungi dall'esser un film fruibile e divertente per tutta la famiglia nonostante il plot sia ben congegnato e l'ambientazione splendida.
La controversa vicenda della Papessa Giovanna, donna che nell'Alto Medioevo sarebbe salita al soglio pontificio sotto mentite spoglie, torna sul grande schermo grazie a una pellicola impreziosita da ottimi interpreti, ma fiacca e convenzionale nella messa in scena.
In esclusiva per i suoi lettori Movieplayer.it ha incontrato la giovane interprete Isabella Ragonese che, dopo aver partecipato a successi come 'Tutta la vita davanti' di Virzì e 'Dieci inverni' di Mieli, torna sul grande schermo insieme a Lorenzo Balducci in 'Due vite per caso', opera prima di Alessandro Aronadio.
Notte folle a Manhattan è una commedia degli equivoci sul classico tema dello scambio d'identità, che non riesce a sfruttarne a pieno le potenzialità del cast e del plot, causa una scrittura indecisa nel coniugare il messaggio familistico con il verbo comico più slapstick.
Nonostante la retorica finale, gli eccessi patriottici e qualche sentimentalismo da fiction, Le ultime 56 ore riesce nel difficile intento di coniugare spettacolo e riflessione rappresentando un raro esempio di cinema impegnato e 'scomodo' che non disdegna però l'intrattenimento.
Le intermittenze del cuore dei due protagonisti, arrotolati in un amore che si riscalda al chiar di luna, risultano funzionali ai lacrimoni in agguato, ma l'amour fou non domina la storia e viene sospeso per accogliere esorcismi politically correct ben più romantici.
Presentato a Roma il film di Alessandro Aronadio, in uscita il 7 maggio con la distribuzione di Lucky Red che vede protagonisti Isabella Ragonese e Lorenzo Balducci, che ha preferito disertare la conferenza stampa a causa delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il padre Angelo.
Quello della vendetta è un cinema che rincorre schematicamente due modelli estremamente diversi. Da una parte la vendetta come indagine su un sentimento ineluttabile di rabbia a una perdita inaudita, dall'altra la vendetta come reazione a un degrado sociale o alla paventata assenza di giustizia, presupposto per azioni di ricostruzione dell'identità personale, ma anche - demagogicamente - collettiva.
L'inchiesta cinematografica di Sabina Guzzanti colpisce nel segno, spaziando con feroce ironia dalle macerie del terremoto alle ferite altrettanto profonde che L'Aquila ha subito, e continua a subire, nel nome dei sordidi interessi che legano imprenditori privi di scrupoli a una classe politica irrimediabilmente corrotta.
Enfatico e magniloquente nello stile, dall'impostazione eccessivamente didascalica, il film è un interminabile 'tazebao' di propaganda che ricostruisce minuziosamente gli anni di ascesa del Partito comunista cinese e della nascita della Repubblica popolare.
Diviso nettamente in due parti, il film concilia la messa in scena melodrammatica e sontuosa, tipica dei blockbuster cinesi, con sequenze d'azione ipercinetiche e realistiche che omaggiano il grande cinema di Hong Kong del passato.
Il curioso film di Lee Hey-jun, bizzarra favola metropolitana dal tocco stralunato e leggero, è la storia dell'incontro tra due solitudini, quella di un insolito naufrago e quella di una hikikomori, che riescono a completarsi a vicenda.
Insolito thriller di provincia che, prendendo spunto da modelli come 'Memories of Murder' e 'The Chaser', si caratterizza per un rifiuto deliberato delle convenzioni del genere, prediligendo una regia minimalista e anti-spettacolare.
Presentato a Roma il dramma bellico che per la prima volta in Italia affronta la triste vicenda dei militari italiani colpiti da leucemia dopo essere entrati in contatto con l'uranio impoverito nelle zone di guerra del Kosovo.
Il trentennale della morte di Alfred Hitchcock ci fornisce lo stimolo per ripercorrere la sua incredibile carriera e sottolineare l'importanza assoluta della sua opera, ancora attuale e insuperata.
Definito come l''Harry Potter coreano', il blockbuster natalizio 'Woochi' è in realtà una mescolanza sregolata e disarmonica di svariati elementi, dall'action, al fantasy, passando per la commedia fracassona, interpretato dal divo coreano Gang Dong-won.
Dramma sentimentale per teenager romantici, 'The Last Song' prova a lanciare la popstar disneyana Miley Cyrus nel mondo dell'entertainment per adulti, ma la storia, straziante melodramma familiare per cuori teneri scritta dal famoso Nicholas Sparks, non la fa decollare.
Sulla scia del successo commerciale del precedente '4bia', la casa di produzione GTH rilancia con un nuovo horror a episodi dallo stile variegato e fluttuante. Degni di nota in particolare l'episodio 'Backpackers', originale rivisitazione dello zombie-movie, e 'In the End' esilarante satira metacinamatografica sulle convenzioni del genere horror.
Insolito tentativo di rivitalizzare l'horror asiatico inoculando riflessioni sul tema della fede, 'Possessed' riesce ad affascinare per l'amalgama di suggestioni religiose evocate, dal cristianesimo alla ritualità pagana, e per l'originalità di alcune soluzioni visive.
L'esperimento meta-cinematografico di Lee Je-yong si situa in maniera unica al confine tra realtà è finzione, attraverso la messa in scena di un finto documentario che è soprattutto un omaggio alle diverse sfaccettature estetiche e recitative incarnate dalle sei straordinarie attrici protagoniste.
Dopo l'esordio con il convincente 'La casa sulle nuvole', il giovane regista romano ci presenta un'opera che accende l'attenzione sulla realtà multirazziale adolescenziale e sul problema della distribuzione italiana di un genere che meriterebbe maggiore attenzione.
Il regista Shin Dong-il, da sempre attento a tematiche sociali, affronta con coraggio inusitato per il cinema sudcoreano l'argomento delle relazioni multietniche, affidandosi a uno stile minimale e ai piccoli gesti quotidiani per descrivere il particolare rapporto di 'amicizia amorosa' sbocciato tra i protagonisti.
Interessante mix tra il racconto storico, ambientato durante il conflitto sino-giapponese, e il giallo classico sulla falsariga di 'Dieci piccoli indiani', 'The Message' è un ben congegnato e teso thriller spionistico, che testimonia il rinnovamento del cinema di genere cinese.
Iron Man 2 è uno scanzonato e divertente blockbuster che non tradisce origini e aspettative. Hard rock come la musica che ne accompagna le pirotecniche trovate sceniche, gigione come il suo protagonista Robert Downey Jr., ricco di humour e di personaggi carismatici.
Aldo, Giovanni e Giacomo, nei panni di tre uova di tartaruga in viaggio per gli abissi, ci raccontano la bellezza dell'ecosistema sottomarino attraverso l'incontro con i suoi abitanti, dal minaccioso squalo martello ai simpatici pesci pagliaccio.
Conferenza stampa densa di osservazioni e critiche per i tre comici, che prestano le loro voci a tre uova di tartaruga nell'edizione italiana di Oceani 3D.
Sorta di favola dalla morale pacifista, 'Little Big Soldier' è una commedia d'ambientazione storica dalla sceneggiatura piuttosto tradizionale, ma in grado comunque di offrire onesto intrattenimento grazie alla carismatica interpretazione di Jackie Chan.
Divenuto il caso dell'ultima stagione cinematografica con oltre 11,4 milioni di biglietti venduti, il film di Yoon Je-kyoon, al suo primo grosso progetto dopo aver realizzato una serie di commedie demenziali, è un giocattolone catastrofico pieno di effetti speciali pensato solo per un intrattenimento di massa.
Dopo sei anni dalla fine delle riprese, il film di Farina arriva in sala: la storia di Alessandro, un bambino inspiegabilmente ostile nei confronti dello zio, racconta l'esigenza insopprimibile di verità che si nasconde in tutti noi, ed esplora gli abissi della coscienza umana, anche nei suoi aspetti più sordidi.
Opera coraggiosa, quasi del tutto antiretorica, lirica e profondamente umanista, 'The City of Life and Death', rievocazione dell'ignominiosa strage di Nanchino, entra a pieno diritto nel novero degli affreschi antimilitaristi che hanno segnato la storia del cinema.
Il giovane Yang Qing, alla sua prima opera cinematografica, firma una commedia grottesca interamente ambientata in un supermarket notturno, riuscendo a sopperire alle limitazioni di budget con uno stile dinamico e ritmato.
Il ritorno alla regia di He Ping dopo una pausa di sei anni è un wuxiapian anomalo, un'opera manifesto d'impostazione pacifista, incardinata nella tradizione filosofica cinese, con una messa in scena quasi operistica e formalmente raffinata.
Nel trentennale della sua scomparsa, è doveroso ricordare un grande esponente del cinema di genere italiano, che con la sua inventiva seppe supplire ai limiti produttivi che gli furono imposti, influenzando tanto cinema successivo.
Opera difficilmente classificabile, anche rispetto all'eccentricità che ha da sempre contraddistinto la filmografia di Pang Ho-cheung, 'Dream Home' è un sadico e ferocissimo slasher che non lesina in smembramenti splatter, ma che al tempo stesso incanala la brutalità dell'horror in uno spietato atto d'accusa accusa contro la società consumista e materialista di Hong Kong.
Clamoroso hit commerciale in tutta l'Asia, grazie alla ricercatezza della confezione e alla presenza delle due divine cinesi Zhang Ziyi e Fan Bingbing, la commedia sofisticata 'Sophie's Revenge', al di là degli effettivi meriti artistici, testimonia l'incredibile trasformazione dell'industria cinematografica cinese.
Abbiamo incontrato il maestro del cinema hongkonghese giunto stamattina per la prima volta in Italia per ricevere dalle mani di Dario Argento il Leone Nero, vinto al Courmayeur Noir in Festival lo scorso dicembre con Vendicami, il gangster-revenge-movie di cui ci ha parlato che sarà nelle sale italiane venerdì 30 aprile distribuito da Fandango.
Un rifacimento non necessario, ma indispensabile per comprendere come nulla sia cambiato negli ultimi quarant'anni, a parte il cinema. Un film di intrattenimento di livello superiore, estremizzato, adrenalinico e spettacolare, che non rinuncia all'ironia e alla citazione del suo predecessore ma che ne fa una extended version di grande qualità.
Un horror a scatole cinesi, per Federico Zampaglione, non originalissimo, ma sicuramente non prevedibile. Scenari suggestivi - tra boschi fitti di vegetazione e bunker sinistri - per una storia alla quale non mancano scene molto forti.
Pericolosi triangoli d'amore, scandalosi innamoramenti transgenerazionali, famiglia allargata, critiche alla borghesia e alla generazione televisiva sono le tematiche della commedia romantica di Nina Di Majo. Protagonisti la brava Margherita Buy e un sorprendente Fabio Volo.