Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Alla desolante chiusura di molte sale cinematografiche, abbandonate da spettatori e distributori, si contrappone la vivacità della televisione, ricca di proposte, in questo periodo. E le stelle (del grande schermo) stanno a guardare...
Una straordinaria annata ai botteghini italiani, soprattutto grazie al fenomeno 3D e ai blockbuster che ne hanno fatto largamente uso: Avatar di Jim Cameron su tutti, ma anche Alice in Wonderland.
Il primo tentativo di rappresentare in forma di commedia la vita nella tendopoli e il dopo terremoto a L'Aquila non convince più di tanto, minato com'è dalla banalità di dialoghi e situazioni, il cui tono eccessivamente scanzonato abbinato a un linguaggio filmico da fiction televisiva appare talvolta inappropriato al contesto.
Alla Casa del Cinema di Roma abbiamo fatto conoscenza col giovane regista Giuseppe Tandoi e con chi lo ha aiutato e girare il primo film di fiction, stando alle informazioni in nostro possesso, realizzato finora nelle tendopoli abbruzzesi.
La riflessione sull'immagine cinematografica come elemento da cui scaturisce il terrore, tipica del cinema asiatico dell'ultima decade, è l'elemento cardine cui ruota anche questo horror del tailandese Sopon Sukdapisit, sceneggiatore di 'Shutter' e 'Alone', qui al suo esordio registico.
Un quarto episodio che prova a chiudere la saga svecchiando in qualche modo i suoi temi, usando la logica del paradosso temporale già fatta propria da tanto cinema americano.
Lo script di Peter Berg e James Vanderbilt sa mantenere alto il ritmo della narrazione, arricchendola con una ricca dose di (auto)ironia e con personaggi dalle diverse personalità.
La Disney sbarca in Russia con un fantasy che vorrebbe unire la forza poetica dei racconti popolari e lo spettacolo puro; il risultato, però, è un ibrido di qualità non eccelsa, un racconto di semplice lettura e senza eccessivi approfondimenti che non è lontanamente paragonabile ai classici del genere.
Robert Downey Jr. riesce a donare al suo Steve Lopez momenti di assoluta verità fornendo una performance semplicemente perfetta, motivo principale per vedere il film.
Anticipate al RFF 2010 alcune delle produzioni Lux Vide per Rai Fiction che vedremo a partire dal prossimo settembre. Tra i protagonisti alcune delle più amate personalità dello spettacolo come Terence Hill, scalatore tra le Dolomiti, e Gigi Proietti, nei panni di san Filippo Neri.
Una trama complessa, ma non particolarmente avvincente per il film di Richard Kelly interpretato da Cameron Diaz e James Marsters, con l'ottimo Frank Langella nel ruolo di un villain gelido e orribilmente sfigurato.
Dalla mente di Vincenzo Natali arriva l'ultima, scioccante variazione sul tema tanto caro alla Mary Shelley del Dr. Frankenstein: un salto nell'oscurità dell'animo umano che da sempre agogna ad emulare il suo Dio creando la vita dal nulla.
L'abilità del regista sta proprio nel destreggiarsi attraverso questa ambiguità, descrivendo le ingiustizie, e a volte persino le crudeltà, compiute con l'atteggiamento superficiale e leggero di una ragazzina, e contemporaneamente la fragilità e la ricchezza interiore di Enid.
Dalla penna di Robert E. Howard, il regista Michael J. Basset costruisce un film poco sofisticato, ma coinvolgente, che si avvale di un protagonista carismatico, di un'ambientazione ben costruita e di una messa in scena potente.
Ci piace definire Predators come un B-movie di lusso, crudo, senza troppi fronzoli e maschio quanto basta: perchè non rispetta regole e archetipi di mercato, perchè non ci mostra quello che altri mille film ci hanno già mostrato, ma ci offre quel sequel atteso per anni dagli appassionati e che arriva solo ora, quando è di gran lunga fuori moda, nell'accezione più positiva del termine.
'Le ragazze dello swing' non è semplicemente la storia dell'ascesa e della disfatta di tre delle artiste più popolari del primo Novecento, ma anche un affresco realistico sui pericoli di un governo che ci vuole dire cosa ascoltare, cosa leggere e come parlare.
La lunga sfilza di nomination agli Emmy che You don't Know Jack ha conquistato è già un indicatore del valore dell'opera di Barry Levinson, che equilibra magistralmente l'epopea del personaggio pubblico Kevorkian e l'indagine del privato di Jack.
In un periodo in cui l'uso e l'abuso di sequel e remake è sempre più sintomatico di una crisi creativa in capo ad Hollywood, la casa che ci ha regalato quindici anni di capolavori d'animazione riesce a sfatare anche questo mito, sfornando il più bel terzo capitolo che la storia del cinema ricordi.
Diretto in maniera assolutamente autentica e interpretato magistralmente da Claire Dance, il film della HBO racconta la storia vera della scienziata autistica Temple Grandin con uno stile visivo e una delicatezza narrativa che rendono la tv un nuovo convoglio artistico per storie "umane" destinate a incidere l'immaginario collettivo.
Incertezze professionali e sentimentali al centro della commedia interpretata dall'ex-Gilmore Girl Alexis Bledel. Lo sviluppo tuttavia, lascia a desiderare, manca un vero approfondimento tematico, e anche l'ironia stenta a decollare.
Oltre che sul battibecco amoroso tra i due protagonisti, classicamente improntato sul reciproco disprezzo apparente edestinato inevitabilmente a lasciare spazio al revival romantico, il film punta molto anche sullo spunto comico offerto dalla tematica del paranormale.
In un'Italia che sta dedicando sempre meno interesse e risorse anche ad un valore normalmente inattaccabile come quello dell'istruzione, è consolante che, almeno per una volta, sia la televisione a fare la propria parte nel risvegliare memorie e coscienze.
Presentato a Roma il listino Medusa della prossima stagione cinematografica che dedica, tra la variegata offerta di generi, grande attenzione alla commedia senza dimenticare i grandi autori, italiani e internazionali. Spazio anche al primo film in 3D interamente prodotto 'in casa'.
In una Roma torrida, l'attore premio Oscar ha presentato alla stampa Predators, l'atteso action-movie della 20th Century Fox che lo vede protagonista nei panni di un predatore spietato sulle tracce di alieni mostruosi e invincibili.
Muse, Beck, Vampire Weekend, Dead Weather, Black Keys, Bravery e Battles sono soltanto alcuni dei protagonisti selezionati per l'attesa colonna sonora del terzo capitolo della saga di Twilight.
Toy Story 3 arriva nelle sale italiane con una storia senza momenti di stanca, che scivola con incantevole freschezza verso un finale toccante e perfetto nel chiudere il cerchio della serie, iniziata quindici anni fa dal primo lungometraggio che ha fatto conoscere al mondo quel piccolo miracolo che si chiama Pixar.
Incarnando subdolamente il desiderio di molti americani medi, Morgan Spurlock si misura là dove FBI, CIA, esercito e mercenari hanno fallito cimentandosi nell'impresa senza la minima preparazione e ridicolizzando più di un soggetto coinvolto nella vicenda.
Il terzo capitolo cinematografico della saga di Twilight si pone obiettivi ambiziosi: coniugare azione e romanticismo, umano e soprannaturale, favola e quotidianità.
Non una parodia in senso stretto, ma nemmeno un'elaborazione postmoderna di contaminazione dei generi, oscillante tra suggestioni surrealiste e ben più prosaiche battute in romanesco, 'Butterfly Zone - Il senso della farfalla' produce un effetto straniante agli occhi dello spettatore.
Il regista, assieme al produttore e a parte del cast, intervengono alla conferenza stampa di 'Butterfly Zone - Il senso della farfalla', insolita mescolanza di fantasy, commedia e thriller, premiato al Fantafestival del 2009.
'Ragazzi miei' si dimostra una piccola, piacevole sorpresa nel panorama estivo italiano, con la sua capacità di emozionare con una storia vera e ben raccontata.
Se il soggetto di City Island naviga nelle acque del melodramma domestico, ricordando vagamente anche il grande Segreti e Bugie di Mike Leigh, la sostanza del film di Raymond De Felitta è un curioso ibrido tra commedia degli equivoci e cinema indipendente americano.
Una lunga chiacchierata con Paolino Ruffini, su 'Maschi contro Femmine' (e prossimamente anche 'Femmine contro Maschi') ma anche su sogni contro incubi, cinema contro cinepanettoni, critica contro pubblico. E su molto altro ancora, tra cui progetti cinematografici imminenti, televisione e teatro.
Il regista Carlo Sarti gioca la carta del cinema surreale e la sua temerarietà andrebbe premiata; nel film, però, non sono le idee a mancare quanto il ritmo che trasforma la storia in una serie di piccoli quadretti legati tra loro da un esile filo.
Già Premio Solinas per la sceneggiatura, questa commedia, finalmente in uscita il 25 giugno dopo un lungo iter, annovera tra gli interpreti Fabio Troiano, Chiara Muti e un simpatico pesce rosso che con i suoi discorsi libertari sconvolge la vita del protagonista.
Il regista danese, che con 'Brotherhood' si è aggiudicato il Marc'Aurelio d'oro per il Miglior film allo scorso Festival di Roma, si racconta alla conferenza stampa romana, confidando le motivazioni che lo hanno spinto ad affrontare un tema così spinoso e delicato per la sua opera prima.
Pur con qualche approsimazione a livello di scrittura cinematografica, la commedia di Oreste Crisostomi è un esordio ricco di intuizioni, laddove una città di provincia come Terni si rivela lo sfondo adatto per famiglie scombinate ed eterne crisi sentimentali, che hanno per protagonista un'Alice più vicina al precariato che al paese delle meraviglie.
Accompagnato da una sfilza di attori, tutti molto motivati, il giovane regista Oreste Crisostomi ci ha raccontato come è nata la sua Alice di provincia
L'autore di Clerks si ritrova a dirigere per la prima volta un film scritto da altri e per la prima volta al servizio di una major.
Etichettato sotto il titolo di romcom per ovvie ragioni, 'A proposito di Steve' non offre allo spettatore niente di ciò che quest'ultimo potrebbe attendersi e questo, se vogliamo, è un merito.
Giuseppe Tornatore, Sergio Rubini e Rocco Papaleo hanno affrontato il tema del regionalismo e dell'autobiografia parlando dei loro ultimi film e confrontandosi in un vivace dibattito a Castiglioncello.
Con 'Una notte blu cobalto' Daniele Gangemi tenta con coraggio d'inserirsi in maniera anomala nel mercato cinematografico e non si rannicchia nella classica commedia, ma realizza un'opera ambigua e fantasiosa il cui vero protagonista è Alessandro Haber, nei panni di un impenetrabile angelo siculo barbuto.
A-Team è un buon esempio di popcorn movie senza fronzoli, tutto ritmo, esplosioni e ironia. Film che intrattiene e diverte andando dritto al punto, facendo la voce grossa, esibendo i muscoli e la tecnica e tenendo insieme il tutto con un montaggio luccicante, ma anche altrettanto funzionale.
Il nostro incontro con i due interpreti della saga, arrivati a Roma per presentare il loro ultimo lavoro, The Twilight Saga: Eclipse.
La nostra intervista esclusiva con l'interprete di Alice, diretto da Oreste Crisostomi: con lui abbiamo parlato del suo ultimo progetto cinematografico, ma anche dello showbiz nostrano, dei suoi tantissimi interessi - tra cui le arti marziali, l'astrologia e la meditazione - e della sua carriera: quindici anni fitti di esperienze televisive, cinematografiche e teatrali.
Dal 3D all'HD, le nuove tecnologie sfruttano la popolarità dei mondiali di calcio per fare il passo definitivo nella loro affermazione presso il grande pubblico.
Una vorticosa commediola costellata di equivoci magici che tuttavia non convince pienamente. Non mancano le scene divertenti, i personaggi sopra le righe e le situazioni assurde, ma l'impressione è che nel calderone siano stati gettati troppi ingredienti. E l'incantesimo non è riuscito.
In corso a Castel Porziano le riprese di Tutti al mare, debutto registico di Matteo Cerami nel segno di una commedia corale vecchio stile, che vuol essere un omaggio a Casotto di Sergio Citti (con la benedizione di papà Vincenzo).
In un film deludente per lo script infantile e scontato, si salva la prova di Dwayne Johnson, capace di rendere credibili le situazioni assurde in cui si trova coinvolto il suo personaggio.
Esordisce al cinema il regista trentenne Daniele Gangemi con 'Una notte blu cobalto', un sorprendente film d'autore in cui a farla da protagonisti sono il bravo Corrado Fortuna, l'angelo "bruto" Alessandro Haber, una Catania notturna e suggestiva attraversata a bordo di una vespa, la sinuosa colonna sonora dei Negramaro e una misteriosa polverina magica blu.