Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Un thriller con un'ambientazione insolita, con un killer "artigiano" che rifiuta la tecnologia, stringe amicizia con un prete e inizia una storia d'amore con una prostituta. Ma al proprio passato (e presente) è difficile sfuggire.
Il polacco 'Essential Killing' è un profondo e toccante dramma esistenziale, l'atroce viaggio di un uomo, l'intenso Vincent Gallo, che sprofonda nel nulla mentre si sforza di sopravvivere a costo di perdere la propria umanità.
Riuscito esperimento di Salvatores che sceglie una via ibrida tra documentario di repertorio e racconto di finzione per raccontare al tempo stesso la storia di un individuo e quella dell'intera società italiana del Boom.
Tsui Hark sfonda il genere dall'interno attraverso un'infernale contaminazione, disseminando nel suo Detective Dee and the Mystery of the Phantom Flame il germe del thriller e della commedia e abbracciando temi da fantasy.
Arricchito dalle canzoni e dalle testimonianze di Ligabue e dei suoi fan il film-documentario 'Niente paura' ritrae tra amarezza e disillusione l'Italia della nostra epoca, fasciata dall'inciviltà e dal mancato rispetto per la Costituzione-chimera.
Michelle Williams diserta la conferenza stampa di Meek's Cutoff, ma Bruce Greenwood e la regista Kelly Reichardt sono presenti al Lido per offrirci una prima chiave di lettura del drammatico western.
Il regista di Mediterraneo presenta 1960, film di montaggio che ricostruisce l'Italia del boom economico attraverso lo sguardo di un bambino del Sud Italia.
Balliamo sul Lido col rock di Luciano Ligabue, a Venezia per presentare il documentario ispirato alla sua musica.
Con uno stile minimalista fatto di pochi dialoghi, di colori freddi, di lunghi silenzi e stranianti inquadrature a camera fissa su cadaveri accatastati nonché sui volti scavati e sofferenti dei protagonisti, Larraìn conduce lo spettatore in un tunnel cupo e asfissiante, restituendo attraverso dettagli, scenografie, costumi essenziali e numerosi momenti ansiogeni, l'incubo di un paese immerso nella solitudine, alienato e straziato dall'interno.
Cinema radicale (persino nella scelta del formato 4/3) per un'opera sospesa che giunge ala sua inequivocabile sintesi proprio attraverso l'assenza. Assenza di azione e di storia, ma non di pensiero. Il corpo teorico dell'opera di Richards è denso e calibrato, nei suoi rari e pregnanti dialoghi, nella volontà di raccontare l'America attraverso la trance dei suoi spazi inesplorati.
Un'opera prima che sorprende per l'acutezza e la penetrazione dello sguardo e una fiducia nel potere dell'immagine sempre più rara tra i registi italiani. Massimo Coppola ha occhio per i volti e le cose e una sua cifra stilistica tutt'altro che trascurabile, eppure nel momento di tirare le somme il suo film perde un po' le fila del discorso.
Da cineasta delicato e al contempo artigiano eclettico e pittoresco del cinema moderno, ma sempre con un occhio strizzato al cinema classico, Ozon mette in scena una commedia d'altri tempi, riuscendo a trasformare un'opera molto teatrale in qualcosa di cinematograficamente appagante sotto tutti i punti di vista.
Gli inossidabili fratelli Pang decidono ancora una volta di rimettere mano all'infinita saga di 'The Eye' per dare vita al primo horror asiatico tridimensionale con risultati tuttavia deludenti soprattutto dal punto di vista narrativo.
Con il film documentario 'Passione' l'attore e regista italoamericano John Turturro svolge magnificamente il complesso compito di raccontare con calore e profondità la musica napoletana, fatta di mutuazioni continue tra tradizione e modernità, tra cultura autoctona e contaminazioni straniere.
Alla conferenza stampa veneziana il co-regista e co-sceneggiatore Oxide Pang, presente insieme alle due graziose attrici principali Rainie Yang ed Elanne Kwong, illustra con estremo dettaglio lo sforzo tecnico che è stato necessario per realizzare 'The Child's Eye', pionieristico esperimento di horror asiatico in 3D.
Si parla del ruolo delle donne nella società e nella politica nella nuova divertente commedia di Francois Ozon presentata oggi alla Mostra di Venezia. Protagonista una strepitosa Catherine Deneuve nei panni di una 'bella statuina' alla riscossa, una moglie inutile che un bel giorno si ritrova, con successo, a sostituire il dispotico marito alla guida dell'azienda di famiglia.
Il regista Mazzacurati e i suoi attori approdano al Lido per accompagnare La passione, secondo film italiano in concorso alla Mostra del Cinema.
La passione è una dichiarazione d'amore a un mestiere, quello del cinema, che si libera dell'autocompiacimento tipico di tante pellicole metacinematografiche per dirigere lo sguardo verso le altre arti, in particolare il teatro popolare e la pittura, celebrandone potenza e bellezza.
L'intento di rievocare il caposaldo della letteratura di Verga, a uso e consumo delle nuove generazioni, si risolve purtroppo in un adattamento schematicamente scolastico, dove qualche buono spunto di sperimentazione naufraga in un'attualizzazione troppo semplicistica.
Fedorchenko scrive e dirige in maniera impeccabile un racconto struggente e silenzioso intriso di poesia, di mistero e di passione, la storia di un distacco difficile ma inevitabile, quello dai propri cari, dalle tradizioni, da un mondo rurale che è destinato a finire, perchè quello che deve succedere alla fine succede e l'uomo, nella sua insignificante piccolezza, poco può fare per opporsi.
Noir dostoevskiano con protagonista uno straordinario Toni Servillo nei panni di un giocatore d'azzardo, 'Gorbaciof', diretto dal napoletano Stefano Incerti, è una sorprendente opera cinematografica dalla geometria perfetta e dal lirismo orientale destinata a bissare il successo de 'Le conseguenze dell'amore'.
Dopo un percorso di regia che l'aveva fatta deviare dalla cifra stilistica dei suoi esordi, Roberta Torre torna alla poetica che ha fatto propria sin dagli esordi, tornando al suo consueto immaginario, in cui i colori barocchi siciliani si fondono con la 'pop-art' e con la videoarte.
Se , come si maligna, Woo ci ha messo ben poco le mani, tanto di cappello a Chao-Bin, capace di sottrarsi dai paletti più angusti del genere per dirigersi altrove, in una zona dove il fulcro motivazionale rende giustizia alla serie di twist e spiegoni conclusivi che sorreggono il plot.
In occasione della presentazione di Reign of Assassins, John Woo ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera e si è sottoposto alle domande della stampa.
Con Somewhere Sofia Coppola torna al cinema che, grazie al potere delle sue immagini-parola e attraverso l'accurata psicologia dei suoi personaggi, sa rendere speciali le storie ordinarie di padri e figli riuniti quasi per gioco.
La regista e il cast presentano il film, molto applaudito nella proiezione ufficiale della sezione 'Controcampo italiano, parlando del rapporto nato sul set, che ha coinvolto in maniera diretta anche il quartiere catanese di Librino in cui è ambientato il film.
Tra i Leoni volati via in seguito all'inaspettato e violento temporale e la sala stampa chiusa per allagamento e rischio di corto circuito, arrivano al Lido Sofia Coppola e una folta schiera di attori italiani mentre si attende la gran serata di John Woo, Leone d'oro alla Carriera 2010.
Sotto una pioggia scrosciante, la regista presenta il suo film ambientato nell'assolata California. Accanto a lei, i due protagonisti Stephen Dorff ed Elle Fanning.
Il nostro incontro con la deliziosa interprete della rom com di Nanette Burstein Amore a mille... miglia, che racconta le insidie delle relazioni a distanza nell'America di oggi.
Con Tarda Estate la sezione Controcampo Italiano della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia guarda a Oriente. In questa intervista esclusiva, i due autori ci hanno raccontato la genesi del loro progetto.
Antony Cordier alla sua seconda prova da regista mette in scena un insolito caso di 'relazione a quattro', in cui il sesso diventa un vero e proprio linguaggio che apre alla reciproca conoscenza. 'Happy Few' si caratterizza per uno stile intimista, che però non sembra discostarsi dalla maniera di certo cinema autoriale tipicamente francese.
Artista visivo capace di confezionare straordinarie sequenze, Schnabel non finge obiettività e da buon pittore dipinge un mosaico espressionista a piccolissimi tasselli, troppo soggettivo e personale per riuscire a convincere appieno.
L'opera prima di Ascanio Celestini, tratta dal suo omonimo romanzo 'La pecora nera', è un ritratto delicato e toccante del disagio dei matti nei manicomi, che li costringono a vivere come in una prigione e li riducono a fragili spettri di se stessi da bambini.
A un romanzo complesso e stratificato, pervaso da una sensualità non ancora matura, ma accesa, vitale, e da un senso di scoperta dell'altro vibrante e necessario si contrappone un film elegante, algido e stilizzato, in linea con molta produzione orientale contemporanea.
Insieme a Maya Sansa e a Giorgio Tirabassi l'autore letterario e teatrale presenta alla stampa un'opera impegnata che denuncia con delicatezza, senza pretesti politici né ambizioni sociologiche, l'inquietante realtà degli internati nei manicomi italiani.
Deludente ritorno alla regia dell'autore hongkonghese che, tornato dopo cinque anni dietro la macchina da presa, riprende alcune tematiche consolidate nella sua poetica senza però riuscire a svilupparle in maniera originale e coerente.
Abbiamo incontrato il poliedrico regista, pittore e scultore newyorkese, a Venezia per la terza volta dopo Basquiat e Prima che sia notte per presentare Miral, il suo film in concorso tutto al femminile incentrato sulla storia della sua attuale compagna di vita, costruito come un mosaico sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese.
Il concorso del festival entra nel vivo con tre opere, tutte tratte da romanzi, caratterizzate da un forte impegno etico e sociale e fitte di problematiche esistenziali. Tra queste si segnala l'atteso debutto alla regia di Ascanio Celestini, tratto dall'omonimo romanzo 'La pecora nera'.
Rodriguez è di certo abile nel giocare con i gusti del pubblico con un genuino gusto per l'intrattenimento puro e scanzonato, ma il suo cinema è privo di guizzi che ne scuotano le opere e ne immortalizzino le trovate più gustose.
Non senza eccessi e con qualche lungaggine, Capuano è bravissimo a restituire un'immagine verace, crudele, positiva e appassionata della gioventù bruciata di Napoli, con tutti i suoi contrasti e le sue incoerenze.
Anche se la riserva di fuochi d'artificio verbali si esaurisce quasi di colpo, la commedia conserva un buon ritmo giocato tutto sul feeling tra i due protagonisti e su uno schietto realismo linguistico che vivacizza la storia.
Al via le danze in quel del Lido con un film d'apertura firmato dal talentuoso Darren Aronofsky; presentato oggi anche il chiacchieratissimo film di Robert Rodriguez e il chiassoso 'Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen'.
L'orrore nella bellezza. Il regista Darren Aronofsky a Venezia con il suo Black Swan (e con le star Portman e Cassel), ei brividi invadono il Lido.
L'esperto di blockbuster cinesi Andrew Lau recupera il mito di Bruce Lee per celebrare il settantesimo anniversario della sua nascita con un film che tradisce però l'originale iconografia del Piccolo drago e preferisce adagiarsi sulle tendenze del cinema mainstream della Repubblica popolare.
Rispetto al precedente The Wrestler, Black Swan risulta un film imperfetto, ma la grazia e la forza sprigionatesi durante la visione non possono esimerci dal ritenere Aronosfky uno dei registi più affascinanti e talentuosi attualmente in circolazione.
Dal brillante documentario American Teen alla rom com di alto profilo: la regista ci racconta la parabola che l'ha portata a dirigere Drew Barrymore e Justin Long in 'Amore a mille... miglia'.
Scattante, come i vecchi film con Bruce Lee, divertente con le sue strizzatine cinefile e commovente come 'Kung Fu Panda', il nuovo Karate Kid è un reboot riuscito, un mini action equilibrato in cui, al fianco del bravo Smith Junior, brilla il mitico maestro di arti marziali Jackie Chan.
Diamo il via a una serie di interviste realizzate con cast e crew di Amore a mille... miglia, una commedia romantica che racconta un amore a prova di chilometraggio. Il primo incontro è con la star maschile Justin Long, che nel film recita accanto alla sua compagna Drew Barrymore.
Sulla scia dell'indimenticabile 'Quattro matrimoni e un funerale' arriva dall'Irlanda una nuova commedia nuziale che tenta di conquistare il grande pubblico con l'esuberanza e la bravura dell'attrice Sally Hawkins.
L'opera non è solo una mera "operazione nostalgia", somiglia piuttosto ad un esperimento che mira a dimostrare quanto possa ancora funzionare oggi un certo tipo di film, un'opera onesta e roboante nel suo manicheismo, che non vuol piacere a tutti i costi e si lascia guardare con trasporto.