Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Esce a sorpresa nei mesi estivi, dopo due anni, l'ultimo film di Dario Argento, segnato da infinite traversie produttive e già approdato sul mercato dell'home video.
Le immagini strabilianti e veloci di Kung Fu Panda 2 fuoriescono dallo schermo coinvolgendo gli spettatori, ma non hanno minore impatto le emozionanti sequenze che raccontano la vera storia di Po, il panda panzone più divertente del cinema.
Vedere il film di Wayne Wang è come godere di una piacevole pausa dai frenetici ritmi contemporanei;una fuga indietro nel tempo, verso un mondo in cui le donne si opponevano con gentilezza e grazia alla terribili violenze perpetrate dai loro uomini; emozionante nella prima parte, il film non riesce a mantenere la stessa intensità emotiva nel raccordo delle due diverse epoche, soffrendo pesantemente l'andirivieni temporale che caratterizza la struttura della narrazione.
Dopo un deludente secondo capitolo, Michael Bay recupera i punti di forza dell'esordio cinematografico dei Transformers, ma al tempo stesso riesce a innovare la formula della saga cibernetica introducendo un'atmosfera più cupa, a metà strada tra film di guerra e disaster movie, e soprattutto rivoluzionando la costruzione delle coreografie action grazie alla innovativa tecnologia tridimensionale.
Veicolando le differenze culturali attraverso il linguaggio universale dell'arte visiva, il regista albanese dà alla luce un viaggio semiserio tra le inusuali usanze di un paese di confine. Lo abbiamo incontrato in conferenza a Roma.
Facendo leva su di un background in cui l'amore per l'horror si mischia alle esperienze con i videoclip, Francesco Dominedò organizza intorno ai protagonisti di 5 (Cinque) un ambiente che nasce e si nutre nell'eccesso.
Presentato a Roma il film, in arrivo nelle sale venerdì grazie a Iris; Cinque rientra nel filone del crime metropolitano, e presenta un cast dal curriculum invidiabile al servizio del regista esordiente.
Non è da disprezzare, nonostante i limiti narrativi, il tentativo degli esordienti Davide Tartarini e Simone Julian Cerri Goldstein di portare nelle sale un vero e proprio thriller sovrannaturale, italianissimo nella concezione e nelle ambientazioni così come in alcune, interessanti, soluzioni di regia.
Se quello che cercate è un prevedibile, rassicurante, edificante, ben confezionato apologo in stile Disney, beh, allora avete trovato il cavallo su cui puntare.
Al di là di una realizzazione non priva di difetti, del film di Sergio Colabona si coglie la sincerità, la genuinità degli intenti, l'importanza dell'istanza divulgativa che porta avanti: per gettare luce su un episodio dimenticato della nostra storia, che copre di vergogna alcuni dei suoi protagonisti.
Un tuffo nel passato recente, quando Michael Jackson era ancora nero e non esisteva internet, è lo spunto per questa divertente commedia fantastica che intrattiene piacevolmente per un'ora e mezza.
Che rombino i motori! 'Sfruttiamo' l'uscita nazionale di Cars 2 per parlare delle macchine più belle (e più strane) che hanno impreziosito la storia del cinema; auto con un'anima buona (il Maggiolino Herbie) o malvagia (la Christine di John Carpenter), simboli di una gioventù bruciata, oppure brave compagne nei viaggi di una vita. Anche verso il passato, con un bel ritorno al futuro....
L'incontro stampa romano per la presentazione del film che narra la vicenda del cuoco anarchico che attentò alla vita di re Umberto I.
Il produttore di alcuni dei più imponenti blockbuster degli ultimi decenni, si è offerto con disponibilità a un incontro con la stampa italiana, interamente dedicato all'atteso terzo capitolo dei Transformers.
Abbiamo incontrato l'attore a Taormina per parlare con lui delle sue interpretazioni più recenti: Haven di 'Killing Bono' e Nathan di Misfits.
La scelta di dipingere un ritratto di Jim Morrison rinunciando alle interviste di rito e limitandosi a utilizzare materiali d'epoca permette a Tom DiCillo di creare un prodotto vitale che non solo omaggia il leader dei Doors, ma getta uno sguardo sui turbolenti anni '60, sulla rivoluzione sessuale e sul fermento artistico/politico/culturale che attraversò il mondo.
Proprio come il suo capostipite anche il sequel Cars 2 sconta un approccio orientato a un pubblico più infantile, con un intreccio piuttosto lineare, ma in questo caso ravvivato da una contaminazione con il genere della spy story, che sfrutta anche una notevole varietà di suggestivi scenari internazionali.
Non fantascienza ma "realscienza", secondo le parole del regista Varo Venturi, che ha scritto e diretto il film con l'idea di mostrare quella che, a suo avviso, sarebbe la realtà che si cela dietro le tante testimonianze (vere o presunte) di rapimenti alieni.
Redford racconta con vigore, dal suo punto di vista, una storia controversa come l'assassinio di Abraham Lincoln, ricostruisce con grande efficacia il clima politico dell'epoca diviso tra la paura e la voglia di voltar pagina, offre uno spaccato che dal pubblico si sposta gradualmente verso il privato.
Un horror d'azione che vorrebbe utilizzare la cornice di genere per trattare il tema della superstizione e dei massacri in nome della religione nel periodo medievale, esplorando al contempo il rapporto con la fede di due uomini che ad essa hanno consacrato la loro esistenza.
Più che rileggere in maniera personale il racconto scritto nel 1954 da Philip K. Dick, George Nolfi ne allunga a dismisura la trama e la stravolge imbottendola di un romanticismo stonato; il focus non è più concentrato sul protagonista e sui suoi dilemmi, ma sulla relazione sentimentale tra i due personaggi principali.
L'onda lunga dell'operazione che fu portata avanti da Tarantino e Rodriguez in Grindhouse continua a far sentire i suoi effetti sul cinema americano, anche in prodotti come questo che si rivelano meno teorici, e più sanamente fracassoni, rispetto all'esperimento dei due registi citati.
L'ultimo lavoro dei fratelli Farrelly si situa nel filone ormai consolidato della ricomposizione del legame coniugale, con elementi che riecheggiano le recenti commedie incentrate sull'immaturità del maschio americano, ma senza rinunciare ovviamente al consueto repertorio di comicità corporale e sboccata.
Fumettone fusion 3D ispirato a una popolare serie di graphic novel coreana, Priest fa della contaminazione tra generi diversi un punto di forza, ma le posizioni coraggiose su alcuni dei temi affrontati solleveranno non poche domande in sala.
Delirante, narcisistico, megalomane, violentemente poetico. Parliamo del film, del suo autore, e, in maniera non casuale, anche del personaggio di cui si narra all'interno di quella che potremmo definire una bizzarra e metaforica pseudo-biografia.
Il documentario di Roberto Orazi, senza pietismo e retorica, ci porta nella favela di KCal, autoproclamatosi orgogliosamente "trafficante di libri", che da quindici anni lavora per creare una rete di biblioteche in Brasile, per mostrare anche ai più poveri che un libro può voler dire felicità.
Questo X-Men: l'inizio, prequel che presenta le peculiarità e gli obiettivi programmatici del reboot, si rivela un prodotto godibile e ben costruito, che grazie anche a un'attenta e vivace regia riesce a non annoiare mai nei suoi 130 minuti di durata.
Dopo anni trascorsi alla corte di Martin Scorsese e Ridley Scott, lo sceneggiatore premio Oscar William Monaham debutta dietro la macchina da presa con la crime story London Boulevard, tratta dall'omonimo romanzo poliziesco di Ken Bruen.
Sono all'insegna della meraviglia stereoscopica i primi minuti del terzo Transformers mostrati in anteprima ai giornalisti, sorta di stuzzicante aperitivo tecnologico del blockbuster che uscirà il 29 giugno. Sembra imporsi un nuovo indiscusso protagonista in questo terzo capitolo della serie dedicata ai giganteschi robot: il 3D.
Un'edizione di successo, sia dal punto di vista dell'affluenza di pubblico che da quello dei contenuti, la prima a cura di Fabio Toncelli, che sottolinea come il panorama documentaristico sia in grande fermento, teso a fare propri nuovi linguaggi e nuove tecnologie.
Gli ultimi tre titoli della rassegna Italia Doc, tra cui il premiato My Marlboro City, animano l'ultimo pomeriggio del festival, mentre in serata la sezione Panorama Internazionale ci offre ancora tanto su cui riflettere.
Il nostro faccia a faccia con uno dei registi di culto dell'horror americano; padre artistico di Re-Animator (che torna a teatro in versione musical) il regista di Chicago racconta a Movieplayer.it il suo amore per la letteratura fantastica di Lovecraft e Poe e per il nostro cinema di 'paura' ; 'Voi italiani avete fantasia e immaginazione. Dario Argento è uno degli ultimi maestri, Mario Bava ha unito la bellezza alla paura'
In serata, a seguito della cerimonia di premiazione, il festival ha commemorato il genio di Flaiano attraverso un intervento di Enrico Vaime, chiudendo con ironia e intelligenza una giornata densa di appuntamenti.
Il regista danese Michael Madsen ci accompagna nelle profondità di Onkalo, sito di stoccaggio per le scorie radioattive in costruzione in Finlandia, per stimolare una riflessione sul futuro della civiltà umana e sul valore della nostra eredità culturale.
Gabriella Bier ci mostra una conseguenza scarsamente esplorata del conflitto arabo-israeliano: l'impossibilità, per un'ebrea e un palestinese, di vivere insieme, in pace, nel Paese in cui sono nati.
Un'autobiografia in forma macabro-fantastica realizzata con l'aiuto dei suoi più stretti collaboratori, confezionata all'interno di un film atipico, totalmente sperimentale e strettamente autoriale.
Il documentario della Poitras, raccontando la storia di due ex collaboratori di Bin Laden, arriva a porre importanti interrogativi morali, non sono sul valore della giustizia, ma anche sul potere delle barriere culturali.
Chi si aspetta una commedia romantica inoffensiva farà forse meglio a rivolgersi altrove. Va detto però che se i dialoghi e certe situazioni non sono certo da educande, a stemperare il tutto c'è l'ironia giocosa, scorretta e sagace di Kevin Smith, supportata da un cast assolutamente irresistibile.
Il nostro incontro con il regista francese e l'interprete femminile del film presentato come evento speciale al Festival di Cannes 2010; protagonisti della pellicola sono un gruppo di agguerriti bambini di Parigi che insieme impediranno l'espulsione di una loro compagna di scuola, immigrata clandestina; 'In Francia siamo tornati indietro, il modo in cui il governo si è comportato con la questione tunisina è stato vergognoso', confessa Goupil.
L'esordio alla regia di Guido Pappadà tradisce chiaramente la sua formazione e il suo gusto per l'immagine, con una fotografia molto elaborata e un uso interessante ed espressivo del colore; il tutto, per rappresentare un viaggio che è innanzitutto dentro sé stessi.
Il placido Garfield verrà scosso dal suo torpore nientemeno che per salvare le sorti dell'universo: il suo atletico alter-ego Garzooka, infatti, richiede l'aiuto degli abitanti del mondo dei cartoni per sgominare la perfida Vetvix, che minaccia di ridurre tutti in schiavitù.
Un film girato totalmente in soggettiva, che accontenta l'insaziabile occhio del voyeur televisivo alla continua ricerca di gratificazioni visive; d'altronde chi di noi non ha mai desiderato che i protagonisti di un qualche reality rimanessero vittime delle proprie manie di protagonismo e della propria galoppante stupidità?
L'esordiente regista napoletano ha presentato il suo interessante film, insieme a gran parte del cast, nella conferenza stampa romana, parlando dei motivi che lo hanno spinto a girarlo e dei retroscena della sua realizzazione.
Arriva anche nelle sale italiane l'esilarante road movie firmato da Greg Mottola: abbiamo incontrato i suoi protagonisti, gli irresistibili interpreti di Shaun of the Dead e di Hot Fuzz.
Come l'arte nasconde dietro la sua evidenza significati e mondi remoti, così Tanovic utilizza la struttura di una commedia arricchita dall'elemento umoristico e dall'immancabile intreccio romantico per rivelare tra le forme di un artificio naturale la minaccia della distruzione.
Autore di No Man's Land e Triage, Danis Tanovic torna al cinema con una storia prebellica che completa idealmente il viaggio all'interno di un'umanità protagonista, suo malgrado, di una tra le pagine più cruente della storia recente.
Abbiamo fatto due chiacchiere con la regista di Balla con noi, che ci ha svelato qualche curioso retroscena della lavorazione del suo film, tra 'dolci pause' e trombe d'aria, e con i due protagonisti: Andrea Montovoli e Alice Bellagamba.
Dopo l'inaspettato successo di Una notte da leoni, era prevedibile la messa in cantiere di un sequel. Sequel che, sin dalle prime battute, sembra seguire il solco sicuro tracciato dal suo predecessore: ma il teatro, anziché la scintillante Las Vegas, è ora la cupa Bangkok, luogo alieno e pericoloso che può prendersi le persone e non restituirle.
Romain Goupil utilizza pochissimi movimenti di macchina, sublimando la sua ricerca di verità proprio nei primi piani di questi bellissimi bambini, con una grazia che non si dimentica; è un piccolo film forse non completamente riuscito, ma che restituisce con illuminante verità la durezza e la meraviglia di tutte le prime scoperte.
Orginale e incisiva, la pellicola di Pierre Schöller offre un ritratto credibile ed appassionante del lavoro, delle contraddizioni e delle idiosincrasie di un alto funzionario governativo.