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Il regista ci parla del suo ultimo lavoro, premiato per la miglior regia a Cannes, ripercorrendo le ispirazioni che lo hanno guidato nello sviluppo del film, e della sua idea del cinema e dell'arte.
Una chiacchierata con il regista che in occasione dell'uscita del suo film, ci ha svelato il suo modo di raccontare la realtà e qualche dettaglio sulla lavorazione della pellicola.
L'attore ci racconta com'è stato recitare nel film e cosa lo ha colpito di più del copione, dal dramma etico ai realistici effetti speciali.
L'interpretazione di Cesar, il dolore e la rabbia insieme che vengono dal suo volto e dalla sua figura, sono probabilmente il principale punto di forza del film.
Accompagnato da Antonio Banderas e Elena Anaya, il regista spagnolo svela i misteri di un dramma intimista dalle tinte noir.
Sarah Jessica Parker torna sul grande schermo con una commedia dall'umorismo classico e dalla tematica per lei insolita, che la vede finalmente pronta ad aprire le porte ad un futuro professionale post Carrie Bradshaw.
Se vi aspettate una dura disamina sociale su quella particolare forma di campanilismo che sfocia in un becero razzismo, questo film non fa per voi; ciò che interessa al regista è la possibilità di sfruttare in ogni minimo risvolto un canovaccio consueto per permettere ai singoli interpreti di scatenare la loro indole comica.
Al ritmo di canzoni neomelodiche, pistolettate e dolenti muggiti, va in scena una tragicommedia forte che parla di noi, di uomini e donne, di meschinità e di orgoglio, di passato e futuro e, immancabilmente, di vita e di morte.
Un altro incontro londinese svoltosi durante l'evento organizzato da Empire: quello con il giovane regista indie che si prepara a riproporre l'epos di Godzilla sul grande schermo.
L'attrice di High School Musical ci svela in esclusiva le sue passioni segrete, come è stato riprendere il personaggio di Sharpay e perchè ha deciso di tornare nuovamente a indossarne la chioma dorata.
Sergio Caballero esordisce alla regia con un film di indubbia originalità, fatto di immagini capaci di togliere il fiato e di riflessioni ironiche, che ci guidano attraverso un racconto fiabesco sulla difficoltà di esistere.
Luca Guadagnino ci accompagna in un viaggio attraverso la cinematografia del regista statunitense, dai suoi esordi come aspirante produttore al futuro, magari in televisione o nell'animazione.
In serata sono stati assegnati i numerosi premi, che hanno reso giustizia anche alle pellicole escluse dalla competizione ufficiale ma che soprattutto hanno premiato l'intelligenza e l'ironia del due Hofer-Ragazzi, apprezzati tanto dalla critica quanto dal pubblico.
Nel suo terzo documentario dedicato all'artista canadese, Demme segue Neil Young nel suo concerto a Toronto, in cui protagonisti sono l'album The Noise ma anche i suoi grandi successi del passato.
Nel loro secondo lavoro, Luca e Gustav tornano per la strada, a cercare l'Italia che merita di essere vissuta e in cui è ancora possibile credere.
Un Butch Cassidy redivivo è il protagonista di questo western atipico di Mateo Gil, che anche nel ruolo del regista conferma la sua attenzione al personaggio, al suo mondo interiore e alla sua natura più vera.
Presentato a Roma il primo lungometraggio diretto da Edoardo De Angelis che vede protagonisti una grintosa Luisa Ranieri, Gianpaolo Fabrizio e Aida Turturro in una battaglia all'ultima bufala contro la concorrenza cinese.
Per la settima giornata del festival arriva Jonathan Demme e intrattiene la platea con il suo film più amato, Il silenzio degli innocenti, ma abbiamo incontrato anche un invecchiato Butch Cassidy, che ancora non ha del tutto messo da parte la sua vera natura.
Nella sua opera prima, Prashant Bhargava ci regala un affresco intimo e autentico sull'India che sta cambiando ma non è ancora pronta ad abbandonare le proprie tradizoni, attraverso il pittoresco filtro della festa degli aquiloni di Ahmedabad.
Traendo spunto dalle storie del proprio cast di non professionisti, Brendan Fletcher realizza un film emozionante e sincero sulla ricerca delle proprie radici, sul bisogno di dare un senso alla propria vita e ai propri rapporti, sull'importanza della responsabilità.
Durante l'evento londinese organizzato da Empire, abbiamo incontrato il regista di tanti blockbuster catastrofici, alle prese questa volta con la vera identità di William Shakespeare...
Con il suo film di diploma, il ventinovenne coreano Yoon Sung-Hyun ci regala n vivido ritratto dell'amicizia, della gelosia, della paura al tempo dell'adolescenza, intriso della delicata sensibilità del cinema orientale.
Una quinta giornata piena di appuntamenti a Milano, che inizia con un excursus sull'immigrazione e le sue conseguenze, micro e macroscopiche, e termina con due audaci esperimenti che coinvolgono la stereoscopia: Cave of Forgotten Dreams di Herzog e Mistero Buffo di Fo
Commedia piena di buone intenzioni e soprattutto di ottimi spunti narrativi, il film non mantiene fino in fondo le premesse lasciate intravedere nella prima parte, penalizzato da una coralità che raramente diventa ricchezza della storia nella sua complessità.
Il regista John Madden e gli sceneggiatori, per questo remake dell'israeliano The Debt, si sono sforzati di andare oltre il film-fotocopia, modificando in modo decisivo la struttura narrativa e dando alla loro pellicola un ritmo più serrato, che la avvicina ad un vero e proprio thriller.
Salito alle cronache cinematografiche grazie ai successi de L'ultimo Re di Scozia e State of Play, Kevin MacDonald si lascia sedurre dal fascino del passato con The Eagle, epica storica sulla misteriosa scomparsa della IX Legione romana.
Nella sua pellicola d'esordio, il francese Angelo Cianci dà vita a un divertente e sofisticato intreccio in cui sequestrato e (improbabili) sequestratori finiscono per scoprire di non essere poi così diversi, e che la linea che separa i buoni dai cattivi è spesso tracciata con un po' troppa approssimazione.
Vera protagonista della quarta giornata è la rassegna Colpe di Stato, che oggi propone una selezione di opere dedicate a tematiche ambientaliste, mentre la selezione ufficiale propone alcuni dei film più intimisti e poetici della sezione.
Attraverso un'opera metà fiction e metà documentario, i due registi raccontano la crisi economica greca e, con essa, la crisi di due diverse giovinezze: quella anagrafica, del giovane Haris che pensa solo all'oggi, e quella spirituale, del poliziotto Vassili che non sa più mettersi in gioco.
La regista confezione un'opera intimista ma anche con una spiccata verve da dark-comedy, incentrata su una protagonista un po' burtoniana, ossessionata dalla tragedia per sfuggire alla solitudine e per colmare il proprio bisogno di affetto.
Le creaturine blu ideate da Peyo rivivono in una trasposizione cinematografica che utilizza vari espedienti - a partire dalla mescolanza tra animazione tridimensionale e ambientazioni live action - con l'obiettivo di conquistare un pubblico trasversale, non riuscendo però appieno nell'impresa.
Fulcro della terza giornata è la sezione 'Piacere Immigrato', che avvicina il pubblico alla cinematografia delle comunità di stranieri più numerose a Milano. Ma anche il concorso lungometraggi è ricco di appuntamenti importanti, tutti dal forte impatto emozionale.
Nonostante Il Commissario Zagaria renda omaggio ai personaggi resi celebri da Banfi nelle commedie di culto degli anni Settanta e Ottanta, la miniserie Mediaset segue però il trend della fiction contemporanea, ispirandosi soprattutto a Montalbano, non solo per l'intreccio investigativo, ma soprattutto per la smaccata connotazione regionale. Ma naturalmente la serie è cucita addosso a Lino Banfi, autentico mattatore, che dà libero sfogo alla sua incontenibile vis comica.
La seconda giornata introduce il vasto pubblico nel vivo della competizione, proponendo pellicole dai temi forti in tutte le sezioni, ma lasciando anche spazio al mondo dei cortometraggi.
Per il suo primo documentario, Soderbergh sceglie un protagonista d'eccezione: quello Spalding Gray che tanto ha saputo farsi amare dall'America per la sua pungente, tragica comicità, e che tanto ha contribuito alla riflessione sul senso dell'arte.
Kotoko presenta una certa ricercatezza visiva, che si esplicita soprattutto nell'attenta ricostruzione degli interni, nella presenza costante degli oggetti infantili e nell'insistenza sui colori primari, parti di un mondo in cui la protagonista si illude di poter conservare un rifugio per sé e suo figlio.
Damsels in distress è una frizzante commedia caricaturale tutta giocata sulla demenzialità spicciola e sulla parodia della società americana.
In occasione della presentazione a Venezia dell'ultimo film di Johnny To Life Without Principle, abbiamo incontrato il regista e il protagonista Lau Ching Wan.
Con un intreccio insolito per un prodotto targato Milkyway, 'Life Without Principle' potrebbe forse segnare una svolta, o quantomeno un'evoluzione, per la carriera di un gigante del cinema di Hong Kong come Johnny To.
L'attore presenta ai giornalisti la sua nuova creatura, la miniserie targata Mediaset Il Commissario Zagaria, che mescola, sulle orme di altri celebri commissari del teleschermo, il genere poliziesco con la commedia. Durante la conferenza stampa non sono mancati momenti di ilarità, con dichiarazioni che non hanno risparmiato neanche il premier Berlusconi...
Missione di pace non ha certamente la forza irriverente di MASH e nemmeno la poetica malinconia di Mediterraneo, ma rappresenta una simpatica e leggera incursione nella commedia antimilitarista da parte dell'esordiente Francesco Lagi.
Le cose buone contenute in Texas Killing Fields sono molte. Al di là delle imperfezioni narrative e di qualche incertezza nel montaggio, il film scorre deciso verso la risoluzione finale dimostrando una buona capacità di controllo della tensione grazie ai colpi di scena che costellano il plot, ma questo non cancella i difetti della pellicola.
La visione del film di Bachschmidt non può lasciare indifferenti e ed è facile prevedere che il film, distribuito il 15 settembre, scatenerà nuove polemiche mettendo il dito in una ferita che non accenna a richiudersi.
Presentata nella sezione Controcampo italiano la commedia generazionale che parla di amore e passione in età matura; 'Dobbiamo raccontare quello che conosciamo meglio, i nostri sogni, i desideri e le nevrosi'
Prima volta a Venezia per il regista dell'Esorcista che porta al Lido un noir violentissimo e ironico, ammaliando i giornalisti con il suo grande senso dell'umorismo, 'Sono un direttore d'orchestra e mi prendo pochi meriti'
Dai fumetti al concorso veneziano il passo è breve. Gianni Pacinotti arriva al Lido per L'ultimo terrestre. Ad accompagnarlo il grande Roberto Herlitzka, i protagonisti Gabriele Spinelli e Luca Marinelli e il produttore Domenico Procacci.
Il film di Sokurov non è una vera e propria trasposizione dell'opera di Goethe, ma una trattazione filosofica sulle ambizioni di un essere umano rappresentato come creatura più che mai fallace, in un contesto in cui tutto intorno a lui sembra caratterizzato da disfacimento.
Maestro di stile e grande esteta del cinema, Friedkin va ad esplorare in modo assai più osceno rispetto al passato i meccanismi perversi e deliranti della violenza che genera altra violenza, e lo fa con un noir polveroso e sanguinolento in cui non esiste un eroe né una vittima, in cui non c'è un vincitore né un perdente, ma solo un grido disperato e liberatorio provocato dal disfacimento morale dei nostri tempi.
Un'operazione che sulla carta potrebbe ricordare quella tentata da Frank Miller e The Spirit, ma per fortuna con risultati ben diversi, perché laddove il film di Miller era un vuoto showcase di attori famosi e immagini ad effetto, il film di Gipi si concentra soprattutto sul messaggio di un'Italia addormentata, un paese assuefatto, in crisi non solo economica ma soprattutto morale.
Il Festival di Venezia rende omaggio domani ad uno registi contemporanei più importanti e originali con l'assegnazione del Leone d'oro alla carriera e la proiezione della nuova versione di Nel nome del padre.