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Inserito nel programma di Panorama alla 64. Berlinale, il film di Edwards illustra i momenti meno noti dell'infanzia del Presidente ABraham Lincoln. Ce ne parlano a Berlino il regista e la star tedesca.
Il regista ci ha parlato del suo documentario che esplora il mondo dell'omosessualità in Italia e di come è stato coinvolto in questo progetto anche e sopratutto da un punto di vista emotivo.
Non buttiamoci giù è caratterizzato da un gran brio che lo rende piacevole e divertente, una commedia brillante che però non si sofferma mai ad approfondire i personaggi ed i loro drammi con passo a tratti sbrigativo.
Se dovessimo scegliere tre colori per riassumere la visione di In Order of Disappearanc punteremmo sul bianco delle sterminate distese di neve in cui la storia si svolge, sul rosso del sangue e sul nero della notte in cui Stellan Skarkgard agisce calandosi nei panni di una sorta di Ispettore Callaghan.
Pur essendo la sua un'opera discontinua, va riconosciuto a Salvadori di aver portato a conclusione il film nella maniera più giusta, senza ammiccare a happy ending suggestivi ma fittizi, rispettando per prima cosa l'essenza dei personaggi.
Presentato a Berlino Felice chi è diverso, il documentario di Gianni Amelio che esplora il mondo dell'omosessualità: storie di uomini che tracciano quasi un'antropologia della diversità attraverso le epoche e al di là di ogni stereotipo.
Un thriller innevato pieno di star e di vittime fa ridere Berlino. A dirigerlo è il norvegese Hans Petter Moland.
Mostrando uomini e donne che si amano senza vedersi, che sopperiscono alla carenza degli occhi con i rumori, annusando il profumo della pelle della persona prediletta, Ye obbliga il pubblico a mettersi sulla loro stessa lunghezza d'onda.
Dopo 'Giù al Nord' e 'Niente da dichiarare', torna il comico francese Danny Boon che dirige e interpreta il suo nuovo film giocando sul tema dell'ipocondria, ma si perde presto in una confusa e ripetitiva sottotrama a base di guerriglieri dell'Est Europa.
Conferenza stampa con irlandesi Brendan Gleeson e John Michael McDonagh, che tornano in coppia alla Berlinale dopo l'exploit del 2011 con 'Un poliziotto da happy hour'.
Presentato a Berlino nella sezione Special Gala, The Dark Valley è uno strano e originale western ambientato tra le montagne e i boschi dell'Alto Adige, che non mantiene nel finale le buone premesse, nonostante un incipit interessante e una confezione ben curata.
Presentato nella sezione Berlinale Special Gala l'ambizioso film australiano basato sul libro omonimo del romanziere Tim Winston del 2005: 17 racconti brevi portati al cinema da altrettanti registi e autori ognuno con la sua personale visione con il risultato di un oggetto misterioso non privo di fascino ma di difficile decifrazione.
Con originale e creativo uso di essenziali disegni a mano, Michel Gondry dà for a e vita alle sue conversazioni con Noam Chomsky nel documentario animato Is the Man who is Tall Happy?
The Nymphomaniac non è un film su sesso, ma sull'amore. Anche, e soprattutto, in assenza d'amore.
Il film colpisce per le sue atmosfere da horror urbano e per quell'aura minacciosa che sembra avvolgere tutto, tuttavia, la direzione della storia non è ben definita.
Il film ci emoziona nel profondo per il modo diretto di affondare le mani in una materia spinosa e delicata, senza mai rinunciare al proprio punto di vista e ad una critica feroce.
Lars von Trier si fa beffe di Cannes indossando la maglietta con il simbolo del festival e la scritta 'Persona non grata'. Shia LaBeouf lascia la conferenza dopo aver citato Eric Cantona. Follie alla Berlinale durante la presentazione del film.
A differenza di altre pellicole che hanno affrontato la delicata questione irlandese, '71 non ha paura di mostrare i torti di entrambe le fazioni, sia dell'IRA che dei Lealisti protestanti.
Il film è un'opera leggera, pervasa comunque da una riflessione continua sul valore dell'arte e naturalmente della vita umana.
Il regista sbarca alla Berlinale con il cast quasi al completo del suo nuovo film, il racconto di un gruppo di soldati americani che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò centinaia di capolavori dalle rappresaglie naziste.
Dal Sundance a Berlino il viaggio del personaggio interpretato da Rinko Kikuchi dal Giappone a Fargo sulle tracce di una valigetta piena di soldi e guidata da un'ossessione per i David and Nathan Zellner.
Presentato in concorso alla Berlinale, remake del poliziesco francese del 1973 Due contro la città, nella versione di Bouchareb diventa una sorta di western atipico ambientato lungo la frontiera nel deserto del New Mexico, cone Forest Whitaker in cerca di redenzione a cavallo di una vecchia Triumph. Più interessante e suggestivo nelle premesse che nel modo in cui la storia è raccontata.
L'appoccio diretto, quotidiano, al tema del matrimonio gay rappresenta la ricchezza di un film che, nei suoi momenti migliori, sa essere commovente e coinvolgente.
'Ho imparato molto sulla cultura e sul metodo di recitazione anglosassone sia da Brenda che da Forest', dice Rachid Bouchareb rispondendo alle domande durante la conferenza di presentazione del suo film in concorso a Berlino.
Scopriamo le prime dieci posizioni della classifica dedicata ai personaggi più pittoreschi e significativi del cinema di Joel ed Ethan Coen.
Nguyen-Vo Minh crea un'ambientazione suggestiva in un Vietnam del sud del prossimo futuro, ma non riesce a bilanciare gli diversi elementi della storia.
Il regista adotta un taglio realistico ed essenziale nel mettere in scena il viaggio di Jack, ponendo il protagonista sempre al centro della narrazione, ma fallisce nel circondarlo di un contesto ugualmente efficace, popolato di figure secondarie poco approfondite e situazioni irrisolte.
Arriva nella sezione Berlinale Speciale, in vista dell'uscita in Germania, il film pluri candidato agli Oscar; "Avere la fiducia di attori come Christian e Bradley dà senso al mio lavoro", ha raccontato in conferenza Russell.
Un viaggio rocambolesco attraverso il cinema dei celebri cineasti del Minnesota per ripercorrere insieme la classifica delle creature più indimenticabili partorite dalla loro mente.
Il regista di 'Keeps the Lights On' e il grande John Lithgow riflettono sulle difficoltà di un matrimonio gay nella progressista New York.
Del processo creativo che ha reso unico Saint Laurent nel suo campo, poco viene messo in mostra però nel film, ed è forse la pecca maggiore in un prodotto che invece avrebbe dovuto maggiormente esaminare questo elemento, amplificarlo, illuminarlo.
In occasione della prossima uscita di Solving, documentario che racconta la crisi dal punto di vista di un imprenditore in trincea, abbiamo fatto un'interessante conversazione col regista Giovanni Mazzitelli, spaziando dai temi trattati nel film all'attuale situazione del genere in Italia.
Anderson ci offre un'amara, spiazzante e illuminante riflessione sul progressivo e orribile imbarbarimento umano, mantenendo fede al proprio stile iperrealistico e grottesco; un pensiero che non lascia indifferenti, non se si amano le storie, o meglio la bellezza del raccontare le storie.
'Un Festival che vuole rappresentare non solo il cinema di tutto il mondo, ma essere un vero e proprio specchio dei cambiamenti del mondo stesso'. Così James Schamus, presidente della Giuria Internazionale, che abbiamo incontrato insieme agli altri membri; al via un Festival più che mai all'insegna della qualità e della diversità dei generi.
Pioggia di star alla Berlinale: Edward Norton, Tilda Swinton, Ralph Fiennes e il veterano Bill Murray a fianco di Anderson per l'attesa premiere.
Il brasiliano José Padilha, autore di Tropa de elite, dirige il remake di RoboCop con una discreta vena per le scene action, ma perdendo per strada quasi tutta la portata satirica dell'originale del 1987 di Verhoeven.
Quello di Giovanni Mazzitelli è un interessante documentario che racconta la crisi economica, e i suoi effetti sul tessuto sociale, da un'ottica precisa: quella di un imprenditore in trincea, seguito a distanza ravvicinata per tutta la durata del film.
Incontro con il grande regista David Lynch, a Milano per introdurre insegnanti e studenti alla meditazione trascendentale, il segreto mai nascosto della sua arte visionaria.
La scelta di Sam Garbarski di trapiantare il suo protagonista, un attore tedesco, nella frenetica New York è sensata. In questo modo il regista tenta di affievolire quella matrice realistica di fondo che il cinema europeo si porta dietro.
A qualcuno piace Rayon: mentre Jared Leto, straordinario interprete di Dallas Buyers Club, è in procinto di conquistare l'Oscar grazie alla sua performance nei panni femminili di un travestito, ripercorriamo i più importanti ruoli basati sul cross-gender nel cinema del passato e del presente.
Poco più che trentenne, Sydney Sibilia ha avuto l'intuizione di prendere le sue personali esperienze di lavoro unendole con la realtà sociale attuale non certo brillante e chiari riferimenti cinetelevisivi alla Breaking Bad.
Nel rassegnarsi alla sua sorte, Solomon deve accettare anche la differenza tra sé e chi la vita come dovrebbe essere non l'ha mai conosciuta; alla fine, è una consapevolezza terribile quella che riporta con sé nel mondo, quella di un uomo che ha visto la propria degradazione riflessa negli altri, e ha dovuto e potuto combattere solo per salvare sé stesso.
La storia di come Walt Disney convinse la scrittrice del romanzo di Mary Poppins a fare il popolarissimo adattamento del '64. Auto-celebrazione disneyana all'ennesima potenza, con flashback da melodramma vittoriano e un ottimo Tom Hanks nei panni dell'inventore di Topolino.
Con il suo lungometraggio d'esordio Sydney Sibilia riesce a far sorridere di gusto della precarietà grazie anche ad una banda ben assortita formata da Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Pietro Sermonti. In conferenza regsita e cast.
Dubitiamo che il pubblico possa essere ancora interessato alle vicende di un semidio che deve fare i conti con la sua doppia natura e che deve rielaborare il rapporto con un padre 'particolare' ed una madre manovratrice quanto basta.
Il regista torinese ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo lavoro, un'interessante ricostruzione, in forma di atipico documentario, dei rapporti che avrebbero legato il Sommo Poeta a un'antica setta esoterica.
Andrà in onda a San Valentino il film prodotto da Sky e diretto dai giovani filmaker Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi che allo zucchero preferiscono una buona dose di satira e di pungente cinismo. I due registi ci raccontano il loro progetto.
Una commedia d'amore molto poco romantica che si autodefinisce 'l'anti-Moccia' e mette alla berlina ipocrisie e note dolenti del nostro tempo con tanta ironia e un buon ritmo.
Disomogeneo, diluito nei tempi e posticcio nella messinscena, 'La gente che sta bene' è un film senza dubbio coraggioso ma che non graffia e non tocca mai le corde giuste.
Nonostante la sua derivazione teatrale, I segreti di Osage County presenta un ritmo, e un approccio estetico, che sono tipici del grande schermo: mettendo in scena una vicenda familiare che oscilla costantemente tra il dramma e un grottesco assolutamente consapevole.