Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Diretto da Mike Lerner e Maxim Pozdorovkin, il documentario ricostruisce la vicenda del gruppo punk russo delle Pussy Riot, incriminate e imprigionate per essersi esibite nella Cattedrale di Cristo Salvatore e per essersi opposte a Putin.
Mentre arriva al cinema il suo nuovo film, l'apprezzatissimo Blue Jasmine, con una strepitosa Cate Blanchett in odore di Oscar, riscopriamo i migliori personaggi femminili protagonisti dei classici di Woody Allen: donne sognatrici, nevrotiche ma sempre e comunque adorabili (o quasi).
Un omaggio al cinema poliziesco all'italiana degli anni '70 da parte di un gruppo di appassionati del genere, dal regista agli attori, legati all'ambiente degli stunt e del "poliziottesco". Difficile produrre oggi questo genere di film in Italia, con tutto il repertorio, dagli inseguimenti alle sparatorie: evidente la passione e l'entusiasmo dietro al tentativo di omaggio e rilancio.
Il regista e il cast di Roma Criminale incontrano la stampa alla Casa del Cinema di Roma per la presentazione del film che è un omaggio ai classici polizieschi all'italiana degli anni '70.
A metà tra dance film e sport movie, un film sul B-boying che ha il pregio di lasciare gli esistenzialismi dei personaggi sullo sfondo e di mettere in primo piano il ballo e le sue evoluzioni, al ritmo di una colonna sonora potente ed efficace, con gli attori veri b-boys di professione che si esibiscono in coreografie fenomenali e sincronismi perfetti.
Dopo il fallimento del suo precedente film-cartolina, Woody Allen dirige un'opera che ha l'acutezza e la sensibilità dei tempi migliori, affidandosi a dialoghi ottimamente scritti e a una notevole Cate Blachett.
Enrico Brignano, Serena Autieri e Serena Rossi hanno incontrato la stampa romana per raccontare l'esperienza vissuta per doppiare i tre protagonisti di Frozen - Il regno di ghiaccio, il nuovo film Disney Animation.
Chris Buck e Jennifer Lee hanno presentato il nuovo lungometraggio Disney Animation in uscita il 19 Dicembre, raccontando le loro scelte nell'adattare la fiaba di Andersen.
A lungo atteso, il remake di Old Boy firmato da Spike Lee si avvale di una buona regia, ma anche di una struttura troppo debitrice all'originale, che finisce inevitabilmente per 'normalizzarne' lo sguardo.
Il trentaseienne regista spagnolo tenta in maniera goffa e involontariamente grottesca di rimodernare la suspense e i meccanismi perversi del cinema di Hitchcock confezionando un thriller kitschissimo pieno di scene scult e maldestramente surreale
Nella sezione E adesso in Italia, il conduttore di Gazebo, Diego Bianchi, ha presentato una piccola anteprima del suo debutto registico, Arance e martello, un film che racconta con ironia e disincanto la crisi della sinistra; 'E' straziante essere di sinistra in Italia. Provi tanta sofferenza e piccole sporadiche gioie', ha raccontato Diego Bianchi.
Abbiamo incontrato il celebre attore romano ospite del 31° Torino Film Festival con La mossa del pinguino, il film che segna il suo debutto come regista. Insieme a lui Ennio Fantastichini, Antonello Fassari e il co-sceneggiatore nonché protagonista del film Edoardo Leo.
Alla vigilia dei primi awards significativi nell'arco della stagione dei premi che si concluderà al Dolby Theater il 2 marzo, scopriamo quali sono, al momento, i titoli e le performance in gioco.
Un piccolo film dal grande cuore, che non nasconde mai la sua spiccata romanità, che rimane coerente e onesto con il pubblico e che si fa portatore di un messaggio positivo e ottimista in un momento in cui c'è veramente poca voglia di sorridere.
Tanto sfuggente e impenetrabile appare il musicista siciliano, tanto il lavoro dei due registi è chiaro, puntuale e lineare e permette allo spettatore di comprendere qualcosa di più, non tanto del processo creativo di Battiato, ma della sua vita.
Una divertente commedia esistenziale ambientata in un luogo quasi surreale, sospeso nel tempo e nello spazio, in cui le timidezze, le paure e le solitudini si amplificano e fluttuano nell'aria mosse dal potente turbinio di un ventilatore azionato alla massima velocità.
Il regista è bravo e delicato nel tratteggiare gli impercettibili, ma fondamentali cambiamenti d'umore di Chérif, sfruttando con efficacia l'energia vitale del protagonista.
Noir avvincente che, senza cedere il passo alla pornografia sanguinaria, manipola le definizioni, trasfigura il senso comune dei sentimenti e si infiltra nei meandri dell'animo umano e nei corridoi della coscienza cercando di sfatare il mito dell'Amore onnipotente.
Esordio alla regia dell'indiano Ritesh Batra con una delicata commedia sentimentale che parla di cibo, amore, solitudine e speranza. Prodotto con il TorinoFilmLab, lontano dalle chiassose e colorate suggestioni del cinema di Bollywood, questo piccolo film conquista con la semplicità di una storia d'amore epistolare che stupisce per la profondità delle riflessioni e la serietà del suo registro.
Dupieux si dimostra bravissimo a mantenere alto l'interesse di una storia in cui non si intravede alcuna possibilità di redenzione per i suoi protagonisti, esagerando in più di una situazione, con un'irriverenza esilarante.
Una storia corale che narra, con rispetto e pudore, di marginalità e solitudini contemporanee ritraendo tutto il disorientamento e la voglia di ribellione scatenati dalla crisi economica.
Il film della Triet trova la sua energia nella qualità dei dialoghi, logorroici, sfibranti, caotici e proprio per questo estremamente credibili e in uno stile registico essenziale e pulito che porta la macchina da presa in mezzo alle persone, là dove la storia si compie, ma anche in alto, quasi a cercare un'oggettività diversa, una distanza che non è freddezza.
Abituato ormai da alcuni anni ad essere 'Il testimone' di curiosità e indagini svolte con la naturalezza e l'ingenuità dell'uomo comune, per l'occasione Pif fa valere le sue origini palermitane creando uno degli esordi cinematografici più interessanti degli ultimi tempi.
Struggente documentario rurale che scava nelle profondità dell'animo umano osservandone le fragilità e i bisogni primordiali.
Quella dell'autore canadese è un'opera in bilico tra dramma e commedia che riesce a far sorridere e riflettere e che tuttavia avrebbe meritato un epilogo più coraggioso e meno convenzionale.
Il nostro incontro con i dirigenti di Sky e gli autori di due delle serie italiane più attese della prossima stagione, 1992 e Gomorra; 'La tv a pagamento ci rende liberi e competitivi sul mercato internazionale', ha spiegato il produttore Riccardo Tozzi.
L'ingresso, nel mondo dell'animazione, dell'indipendente Reel FX, è segnato da un'opera gradevole e citazionista, anche se sofferente di un'esilità narrativa che la rende adatta soprattutto agli spettatori più giovani.
A rendere particolare questo documentario è la capacità dei due autori di sovrapporre il proprio sguardo con quello del protagonista, Sauro Ravaglia, dando nuova vita al materiale raccolto.
Il film interpretato da Brendan Gleeson e Taylor Kitsch è il più classico dei feel good movie, che va gustato sequenza per sequenza, nella sua totale semplicità.
Fotografata in uno splendido bianco e nero, Ida è un'opera dai toni molto sommessi che riesce a raccontare senza facili scorciatoie e insieme con grande rigore formale il percorso di maturazione di una giovane donna.
Un'opera che mescola sapientemente il documentario puro con la finzione (la linea di confine è quasi impercettibile) per dar vita a un ritratto di ragazza sincero e appassionato sullo sfondo della Thailandia moderna.
La guerra e soprattutto l'identificazione collettiva con l'Imperatore-dio ha creato nelle coscienze dei protagonisti (in particolare dei due personaggi maschili) una lacerazione così profonda da non poter essere più sanata.
Lo strappo insanabile fra Corea del Nord e Corea del Sud è tutto racchiuso in questa coraggiosa spy-story capace di reggere con disinvoltura ed eleganza la 'mano pesante' di Kim Ki-duk, autore della sceneggiatura e produttore.
Alla rappresentazione accurata di un ambiente sociale povero e degradato in cui si muovono i personaggi, non corrisponde la stessa attenzione nella "descrizione" del loro mondo interiore, quasi fossero denotati solo ed esclusivamente dalle loro azioni.
Abbiamo incontrato il grande attore americano ospite del Torino Film Festival per incontrare giornalisti, pubblico, docenti di cinema e studenti del DAMS e parlare della retrospettiva dedicata al Nuovo cinema americano, degli anni d'oro di Hollywood, del suo rapporto strettissimo con Robert Altman e con i registi che hanno animato quello che è stato forse il decennio cinematografico che ha segnato un'evoluzione epocale.
Abbiamo incontrato i due sceneggiatori premio Oscar arrivati a Torino per presentare fuori concorso il loro esordio alla regia, a breve nelle sale grazie alla 20th Century Fox.
Un progetto libero e fuori dagli schemi, in cui Miike, in dieci mini-storie che ammontano a 60 minuti totali, fa un giocoso elogio al tabagismo, ma soprattutto destruttura generi e topoi cinematografici, compresi i suoi.
Un film divertente e divertito, libero dalle regole, che segue una linea narrativa tutta sua e diretto da un regista che si prende i suoi rischi senza paura del lieto fine.
Commedia sentimental familiare, vintage sia nel look che nel mood, che fa riecheggiare nella mente il ricordo delle lunghe estati della nostra adolescenza in località di villeggiatura in cui il tempo sembra scorrere molto più lento rispetto al resto del mondo.
Dramma familiare sull'amore a tutto tondo che scruta, con delicatezza e senza mai emettere giudizi, i perversi e talvolta contraddittori meccanismi di sacrificio e sottomissione che scattano nel cuore e nella mente di una donna che perde il controllo della sua vita per inseguire l'amore.
Il nostro incontro con il regista Philippe Le Guay e la coppia Sansa-Wilson, due degli interpreti della commedia campione d'incassi in Francia, presentata nella sezione Festa Mobile.
A Torino per presentare il film di Noah Baumbach, l'attrice e regista californiana ha incontrato la stampa per parlare del ruolo che l'ha consacrata; 'La mia Frances? E' Peter Pan in versione femminile', ha raccontato in conferenza.
Nel complesso la commedia nera di Lannoo funziona, strappa anche qualche risata per il modo oltraggioso e amorale di rendere il problema, prendendosi i suoi rischi con coraggio, ma non riesce ad entrare sotto pelle.
Il film è un cioccolatino ripieno di cianuro, una pellicola scritta con intelligenza che all'inizio avvolge e rassicura, poi tramortisce e spiazza.
In questo affascinante 2 automnes 3 hivers il cinema si fa essenza, si fa denso di parole ed emozioni e la camera a mano si alterna all'uso mockumentaristico della macchina da presa fissa con cui il regista mette i suoi personaggi di fronte allo spettatore
La condizione umana nelle sue sfumature più dolenti osservata da un punto di vista inconsueto e illuminante, raccontata con lucidità e sprazzi di umorismo nerissimo che lasciano addosso una s(tr)ana sensazione di inquietudine.
Il nostro incontro con il regista della commedia intepretata da De Niro, Douglas, Kline e Freeman, inno all'amicizia e alla spudorata vitalità della terza età; 'Quattro premi Oscar insieme sono un miracolo', ci ha raccontato.
Quando il focus si concentra su Eva e su Albert la commedia si alza di livello e diventa il delizioso racconto di una storia d'amore tra due persone impacciate e sensibili, resa più preziosa dai due protagonisti, la radiosa Julie-Louis Dreyfuss e James Gandolfini.
Questo film è un ulteriore passo avanti per l'autore nordamericano, che, oltre ad avere mano felice nella strutturazione della storia, ci regala immagini di grande splendore, rappresentando i paesaggi del Canada con la grazia di un impressionista.
Tra i più solidi registi di genere, capace di spaziare dal fantasy alla rom-com, Turteltaub sfrutta bene lo schema del buddy movie, e costruisce una partitura in grado di far risplendere i magnifici solisti.