The Wife - Vivere nell'ombra

2017, Drammatico

Da The Wife a Espiazione, quando il cinema racconta l’arte della scrittura

The Wife, interpretato da Glenn Close, riflette sulla scrittura e le sue ambiguità: ecco 10 film incentrati sul rapporto tra finzione letteraria e vita reale.

The Wife

Nella scena d'apertura di The Wife Joe Castleman, un celebre romanziere americano sulla settantina, si accinge ad andare a letto in preda all'ansia per la sua candidatura al premio Nobel, il cui annuncio è programmato per quella notte; sua moglie Joan tenta come può di rassicurarlo, al punto da concedergli un rapido e svogliato rapporto sessuale. Qualche ora più tardi, i due coniugi saranno svegliati dalla fatidica telefonata dall'Accademia di Svezia e dalla notizia che Joe è il destinatario del Nobel per la letteratura.

The Wife Pryce Close

E proprio la letteratura, al di là della professione di Joe, costituisce uno dei temi chiave del film di Björn Runge, adattamento dell'omonimo libro di Meg Wolitzer: un 'mestiere' legato a una vocazione e a un talento che, in alcuni casi, possono trasformarsi in una forma di dannazione, al punto da spingere a compiere delle scelte fatidiche e ad accettare dolorosi sacrifici. La necessità della scrittura, e quindi della rielaborazione artistica, è un elemento essenziale della trama del film, come abbiamo spiegato nella nostra recensione di The Wife, indispensabile per comprendere la natura della relazione fra Joe e Joan (la somiglianza dei nomi non è certo casuale) e le ragioni che, nel corso della vicenda, li porteranno a scontrarsi con ferocia inaudita e a rimettere in discussione la loro intera esistenza.

The Wife: il mestiere dello scrittore sul grande schermo

The Wife Close Pryce

Da giovedì scorso nei cinema italiani, dopo essersi rivelato negli Stati Uniti un piccolo fenomeno del circuito arthouse (quasi sette milioni di dollari incassati finora), The Wife è un magnifico dramma che, in maniera sottile ma inesorabile, lascia emergere turbamenti e frustrazioni del personaggio eponimo: una figura enigmatica affidata alla splendida interpretazione di una Glenn Close che, con Joan Castleman, costruisce uno dei ruoli più belli di tutta la sua carriera, prenotandosi un posto in prima fila per la prossima edizione degli Oscar. Al fianco di Glenn Close, Jonathan Pryce presta il volto a Joe Castleman, romanziere vanesio ed egocentrico che non fa mistero della propria devozione nei confronti di questa "moglie perfetta"... una moglie che, tuttavia, inizia a mostrare segni di insofferenza e, alla domanda del sovrano di Svezia, si definirà in maniera ermetica una "creatrice di re".

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Providence

The Wife si impegna nel compito di raccontare una forma d'arte, la letteratura, attraverso il linguaggio di una forma d'arte molto diversa quale appunto il cinema, pur passando per una fonte letteraria quale il libro della Wolitzer. Un'impresa non certo facile, ma che diversi registi, in passato, hanno affrontato con successo, indagando in particolare la dicotomia fra la scrittura creativa e la vita reale: emblematici i casi di Alain Resnais con uno dei suoi film più complessi e apprezzati, Providence (1977), e di Paul Schrader con Mishima una vita di quattro capitoli - Una vita in quattro capitoli (1985), in cui il ritratto di Yukio Mishima si intreccia con gli elementi dei suoi romanzi.

Mishima
Il Fiore Del Mio Segreto

Ma temi analoghi sono stati trattati anche dai fratelli Coen in Barton Fink (1991) e da David Cronenberg ne Il pasto nudo (1991), da Pedro Almodóvar ne Il fiore del mio segreto (1995) e da Gus Van Sant in Scoprendo Forrester (2000). In occasione dell'uscita di The Wife, vi segnaliamo dunque dieci film che, negli ultimi vent'anni circa, hanno esplorato la dicotomia fra l'esperienza biografica di uno scrittore e le sue invenzioni letterarie, mettendone in luce parallelismi e ambiguità, con toni che variano dalla commedia surreale al thriller psicologico...

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1. Harry a pezzi

Deconstructing Harry

Autori televisivi, scrittori e commediografi sono stati spesso protagonisti dei film di Woody Allen, che nel 1997, poco dopo il sublime Pallottole su Broadway, realizza uno dei suoi migliori lavori di fine millennio: Harry a pezzi, ritratto dell'esistenza di Harry Block, romanziere sessantenne e incallito donnaiolo che, in procinto di ricevere un prestigioso riconoscimento (l'omaggio a Il posto delle fragole di Ingmar Bergman è pressoché esplicito), ha occasione di ripercorrere alcuni momenti della sua vita e dei suoi rapporti con le donne. Tra flashback, geniali invenzioni letterarie e parentesi esilaranti, Harry a pezzi rimane una delle numerose perle nella ricchissima filmografia del nostro amato Woody.

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2. Il ladro di orchidee

Il Ladro Di Orchidee

Pochi autori hanno giocato con il metacinema e con le ambiguità metatestuali con la disinvoltura di Spike Jonze e Charlie Kaufman, rispettivamente regista e sceneggiatore, nel 2002, de Il ladro di orchidee, ispirato all'omonimo libro di Susan Orlean (e il titolo originale del film è quanto mai significativo: Adaptation). Nicolas Cage interpreta il ruolo di Charlie Kaufman, in piena crisi creativa mentre tenta di trarre una sceneggiatura dal romanzo Il ladro di orchidee, alle prese con i consueti dilemmi sulla fedeltà rispetto al testo di partenza e angosciato all'idea di incontrare la Orlean, che nel film ha il volto di Meryl Streep.

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3. The Hours

Nicole Kidman The Hours

Sempre nel 2002, accanto all'umorismo surreale de Il ladro di orchidee, un'altra pellicola incentrata sulla scrittura raccoglieva le lodi della critica e numerosi premi del settore: The Hours di Stephen Daldry, trasposizione del romanzo di Michael Cunningham Le ore. È un classico della narrativa novecentesca, La signora Dalloway, a costituire il fil rouge fra le esistenze delle tre protagoniste del film: Virginia Woolf (una Nicole Kidman da Oscar), che mentre scrive il suo capolavoro combatte contro lo spettro della depressione; Laura Brown (Julianne Moore), che vede la propria vita riflessa nelle pagine della Woolf; e l'intellettuale Clarissa Vaughan (Meryl Streep), la quale più o meno consapevolmente rivive le tappe della giornata di Clarissa Dalloway.

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4. Truman Capote - A sangue freddo

Philip Seymour Hoffman interpreta Truman Capote

Fin dove è lecito spingersi pur di soddisfare le proprie ambizioni letterarie? Uno scrittore ha il diritto di 'vampirizzare' le vite e la sofferenza dei soggetti a cui si ispira? Sono gli interrogativi posti da Bennett Miller nel suo acclamato film del 2005, Truman Capote, ritratto del famoso autore americano, a cui dà vita con una performance da Oscar Philip Seymour Hoffman. La pellicola si sofferma in particolare sulla genesi e la composizione di A sangue freddo, il libro più importante nella carriera di Capote: un azzardato esperimento di non-fiction novel basato su un tragico caso di cronaca seguito da Capote in maniera quasi ossessiva.

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5. Vero come la finzione

Stranger Than Fiction

Dal dramma alla commedia dai risvolti fantastici con Vero come la finzione di Marc Forster, uscito nel 2006: un altro esempio di racconto metatestuale, in cui un ispettore fiscale, Harold Crick (Will Ferrell), all'improvviso inizia a sentire una "voce narrante" intenta a raccontare la sua vita, e sospetta con sgomento che le sue azioni possano essere manovrate dalla fantasia di una scrittrice, Kay Eiffel (Emma Thompson); nel frattempo, in effetti, Kay si sta occupando di elaborare la trama di un nuovo romanzo, interrogandosi proprio su come 'uccidere' il suo protagonista.

6. Espiazione

Keira Knightley e James McAvoy in una scena del dramma Espiazione (Atonement)

È Briony Tallis, ragazza tredicenne con una fervida immaginazione e una precoce passione per la scrittura, il personaggio chiave del romanzo più elogiato di Ian McEwan e della sua fortunata trasposizione cinematografica del 2007, Espiazione, per la regia di Joe Wright. La finzione letteraria come strumento in grado di rielaborare la realtà e, forse, di procurare un'impossibile redenzione: è il nocciolo di questo racconto che si sviluppa a cavallo fra gli anni Trenta e la Seconda Guerra Mondiale, con uno spiazzante epilogo affidato alla breve ma intensa apparizione di Vanessa Redgrave nel ruolo di Briony, anziana scrittrice gravata da un doloroso segreto.

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7. Ruby Sparks

Ruby Sparks: Paul Dano e Zoe Kazan in una scena della commedia romantica diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris

L'immaginazione galoppante di uno scrittore può arrivare al punto di modellare la realtà, fino a far prendere corpo e anima alle proprie fantasie letterarie? Su questo spunto fantastico, l'attrice e sceneggiatrice Zoe Kazan ha costruito lo script di una delle più inventive commedie dell'ultimo decennio, Ruby Sparks, diretto nel 2012 da Jonathan Dayton e Valerie Faris.
La storia è quella di Calvin Weir-Fields (Paul Dano), giovane e promettente romanziere affetto dal blocco dello scrittore, che ritrova la vena creativa delineando su carta la ragazza dei suoi sogni... la quale, però, di colpo prenderà vita in un assurdo corto circuito tra verità e finzione.

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8. Nella casa

Ernst Umhauer insieme a Fabrice Luchini in una scena del dramma Dans la Maison

Nel 2012 in Nella casa, il miglior film di François Ozon, il regista francese tornava a indagare il rapporto fra le vite di persone in carne e ossa e le distorsioni (talvolta pericolose) operate mediante la finzione creativa, come aveva già fatto nel 2003 nel thriller Swimming Pool. Sviluppato come un dramma psicologico sempre più teso e incalzante, Nella casa adotta il punto di vista di Germain Germain (Fabrice Luchini), disilluso docente di lettere di un liceo, il quale si impegna a coltivare il talento per la scrittura del suo studente più brillante, Claude Garcia (Ernst Umhauer); tuttavia, il loro "gioco letterario" finirà per portare a risvolti inaspettati e potenzialmente distruttivi.

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9. Quello che non so di lei

Quello che non so di lei: Eva Green con Emmanuelle Seigner in una scena del film

Risale appena al 2017 il più recente lavoro di uno dei grandi maestri del cinema, Roman Polanski: Quello che non so di lei, tratto dal libro Da una storia vera di Delphine de Vigan e con diverse attinenze con i titoli già citati. Emmanuelle Seigner, moglie di Polanski, interpreta il ruolo di Delphine Dayrieux, autrice di best seller in cerca di un'ispirazione che stenta a manifestarsi, mentre un'intrigante Eva Green presta il volto a una sua fan adorante. Incuriosita e affascinata da questa giovane donna, Delphine la lascia entrare sempre di più nella propria vita, pensando di 'usarla' come spunto per un nuovo romanzo... fin quando, come nel più classico dei copioni polanskiani, la situazione non le sfuggirà di mano.

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10. Eva

Eva: Gaspard Ulliel e Isabelle Huppert in un'immagine del film

Concludiamo infine con una pellicola molto sottovalutata, uscita proprio quest'anno (ma potete recuperarla in streaming su InfinityTV, Eva, sceneggiato e diretto da Benoît Jacquot a partire da un libro di James Hadley Chase, già alla base dell'omonimo film di Joseph Losey del 1962. Gaspard Ulliel veste i panni di Bertrand Valade, giovane escort che, grazie ad una fortunata occasione, ruba una pièce teatrale ancora inedita e la spaccia per propria, ricavandone prestigio e celebrità. Incapace di produrre un secondo lavoro, Bertrand decide di sfruttare la vita reale e intraprende una relazione con una misteriosa e seducente squillo d'alto bordo, Eva, interpretata da Isabelle Huppert: ma fin dove arriva il potere del (falso) scrittore di mantenere le redini del racconto e in quale momento, invece, la sua 'musa' riuscirà a prendere il sopravvento?

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