Bean nel suo film abusa di voice off e di quegli stratagemmi un po' furbi per conquistare le simpatie del pubblico, ma Tim Robbins è bravo ed il suo personaggio così irresistibile che riesce da solo a reggere e portare a termine il film.
Il regista regala alla Festa il suo divertente film che prende spunto dal problema dell'inquinamento acustico di New York.
Hoffman è il solito mattatore, ma non gli sono da meno un inquieto Ethan Hawke e Albert Finney, nel difficile ruolo di marito vendicatore e padre che non perdona. Lumet è tornato grande.
Il regista e l'eccezionale cast del film in conferenza per raccontare Giorni e nuvole.
Non è un brutto film 'Rendition', ma non è certo così incisivo come avrebbe potuto essere. In ogni caso aggiunge un altro tassello alla comprensione di quel che è l'America contemporanea e tutte le opere realizzate per far aprire gli occhi allo spettatore non possono che guadagnarsi comunque il nostro rispetto.
Il regista, orfano dei suoi interpreti, racconta alla stampa accreditata alla Festa del cinema l'impresa dell'adattamento del romanzo di Baricco.
Il regista e i bravi interpreti del film presentano la pellicola, un riuscito ed emozionante thriller politico.
Alessandro Capone va ad indagare l'amore impossibile tra una madre e sua figlia nella Parigi di oggi, una storia coi toni da tragedia greca dominata dal dolore e dal sentimento di inadeguatezza dei suoi protagonisti.
Quella che sembra essere una ragazzina dall'innocenza ancora limpida si rivelerà poco a poco chiaro simbolo dell'intera storia dell'uomo, la vittima dei suoi flagelli, l'immagine della donna che cerca il riscatto dalla volgarità e dall'arroganza del maschio.
La grande attrice incontra il pubblico della Festa e si lascia andare più volte all'emozione mentre ricorda la sua straordinaria carriera.
Opera intensa quanto diseguale, affascinante ma ostica da affrontare e da "leggere", il ritorno di Coppola si rivela comunque un'esperienza cinematografica tutta da scoprire.
Francis Ford Coppola è l'assoluto protagonista della seconda edizione della Festa del Cinema con Un'altra giovinezza.
La storia trasmette tutta la passionalità infantile e matura per la musica, ma si sviluppa su una sceneggiatura manovrata da forzate coincidenze che distruggono involontariamente la credibilità del racconto
La storia passa improvvisamente da momenti divertenti ad un plot più noir approntato con un linguaggio cupo e pseudo poliziesco; ma i i caratteri dei personaggi tratteggiati superficialmente e la loro rappresentazione spesso stereotipata riducono alla banalità il messaggio antirazziale del racconto.
Hafez è un'opera di non facile lettura, ricca di simbolismi, di contrasti, dei tratti atipici di quelle persone dalla cultura così diversa dalla nostra che noi occidentali che ancora fatichiamo a capire fino in fondo.
Si rimette mano al lavoro già superbo del film precedente, e l'effetto non sarà altrettanto sorprendente, ma siamo comunque di fronte ad un'altra prova eccellente, che trasforma la giovane e coraggiosa principessa di Elizabeth in una donna fulgida e incantevole.
L'attrice - applauditissima - approda alla Festa di Roma in compagnia del collega Geoffrey Rush e del regista Shekhar Kapur.
Rispetto a 'Quel treno per Yuma' del '57, il regista James Mangold amplia il raggio d'azione della storia e la modernizza, ma ne mantiene l'atmosfera da western classico.
Un classico film di formazione, un teen movie on the road che procede diligentemente per tappe, verso quello che si presumerebbe un finale scontato, per poi virare bruscamente verso scelte di racconto forse poco credibili, ma sicuramente inaspettate.
In diverse sequenze, ralenti e dettagli iperrealistici evocano improvvisamente scenari fumettistici estranei alla sobrietà del genere, e l'effetto, pure originale e interessante, è di straniare lo spettatore.
La diva e il regista presentano alla seconda Festa di Roma il noir tratto dall'opera di José Giovanni.
Tornato nei panni del rude John Mc Clane, Willis a dispetto del suo mezzo secolo d'età, mostra muscoli d'acciaio e grinta da vendere. Fracassone, accurato ma un po' infantile 'Die Hard- Vivere o morire' soddisfa le attese di ragazzoni di ogni età.
Il contrasto visivo diventa una perfetta metafora dello scontro tra due mondi: quello tutto rose e fiori dei racconti infantili e quello caotico e complicato di una metropoli.
Il ruvido e affascinante attore australiano è atterrato a Roma per promuovere il film, già accolto calorosamente dalla critica in USA.
Un'edizione a disco singolo di tutto rispetto per Saw 3. Video e audio più che buoni sono affiancati da un pregevole comparto di extra che forse avrebbe meritato un disco esclusivo.
Al Palermo Teatro Festivale il cinema di Lynch: ospiti Enrico Ghezzi e lo stesso regsita di Inland Empire.
Il film di David Payne si distingue per la sua emotività, per l'intelligenza del tema trattato nonché per l'ottima caratterizzazione dei personaggi, cosa abbastanza rara per un film di questo tipo.
A 12 anni dall'uscita dell'ultimo capitolo della saga, Willis racconta alla stampa romana il suo ritorno nei panni dell'agente McClane.
Uno dei punti di forza di 'Ratatouille' è la sua capacità di essere film a tutti gli effetti, ma allo stesso tempo mantenendo lo spirito, la consapevolezza e l'attitudine da cartone animato.
Facendosi beffe dei tentativi dei suoi contemporanei di raccontare la vita attraverso la letteratura, Sterne creò un omaggio sempiterno agli oggetti del suo dileggio. Nel suo piccolo, A Cock and Bull Story segue le orme dell'illustre modello ed è un successo quasi suo malgrado.
Lo studio di animazione ora parte della Disney è l'unico sistema di produzione industriale che al momento riesce a produrre contemporaneamente innovazione tecnica, tecnologica e intrattenimento di altissima qualità da 12 anni a questa parte.
Non più spazi claustrofobici e limitati come campo d'azione, bensì ampi paesaggi, coraggiosamente filmati in pieno giorno. Nel complesso, tuttavia, questo terzo capitolo ha ben poco di diverso dagli altri zombie-movie sfornati negli ultimi tempi.
Discreta edizione per la prima stagione di 'Dead Like Me', la serie dark della Showtime divenuta un cult.
Cofanetto a 4 dischi per la stagione 10 della famosa serie animata. Discreta la resa tecnica, apprezzabili anche i contenuti speciali.
Molto affascinante e convincente nella prima parte, quando psiche e paranoia si fondono al pericolo dell'imprevedibile e inaspettato; improbabile, splatter e scontata la seconda parte del film.
La cura del particolare e l'attenta ricostruzione storica sono ridotte a meri esercizi di stile, a fronte di una pellicola troppo presto esausta per l'abbondanza di sequenze ripetitive.
Il film di Vaughn conserva intatta tutta la magia della fiaba, incanta con la luminosità delle sue stelle e sa divertire e far sognare regalandoci due ore di autentico intrattenimento.
Il film non è mai pungente, il suo umorismo non vuole essere sferzante, ma mira solamente ad intrattenere volando basso, riproponendo quelle insoddisfazioni della famiglia borghese italiana già viste altrove.
Il regista campano presenta alla stampa una satira sulle infedeltà coniugali. Con lui Giorgio Panariello, Enrico Brignano, Lucrezia Lante della Rovere e Luisa Ranieri.
Washington e Crowe si confrontano in un film serrato, sotto l'attenta regia di Scott, che, pur dando fiato ad una pellicola solida e ben costruita, non riesce a mai a farle spiccare il salto.
Una special edition con i fiocchi per il secondo episodio de I fantastici quattro: video e audio ad altissimo livello, contenuti speciali abbondanti e interessanti.
Edizione discreta dal punto di vista tecnico e sufficiente negli extra per il bel film di Richard Eyre con Cate Blanchett e Judi Dench grandi protagoniste.
Un'edizione di basso profilo, quella della Fox per il film di Argento, che nonostante il buon video lascia l'amaro in bocca per la quasi totale assenza di extra.
L'alchimia tra Chan e Tucker è uno spettacolo che non ha prezzo, il film è uno scambio continuo di battute sulle differenze di cultura, stile e lingua, amplificate dal fatto di trovarsi in una città europea per antonomasia ostile agli estranei e di cui i due non sanno niente.
La mistura di generi 'thriller, commedia, dramma familiare' non sempre riesce in pieno e, in molti momenti, è ben visibile la fatica provata nel creare un incastro perfetto tra questi elementi.
Grande plauso alla Dolmen per aver distribuito in Italia il bellissimo film dedicato al calciatore Zinédine Zidane. Edizione di ottimo livello tecnico; peccato per gli extra insufficienti.
Inquadrature sempre piene ed un abile gioco di luci e ombre di chiara ispirazione espressionista, rendono evidenti e terrorizzanti un insieme di elementi ideati proprio per il film che ha creato il culto di Frankenstein ma inesistenti nell'opera originaria.
Regista e cast presentano alla stampa romana questo sorprendente esordio che rappresenta una virata interessante rispetto ai precedenti del team Brizzi-Martani.
Sorprende, e in positivo, questo esordio di Marco Martani dietro la macchina da presa, che conferma una recente tendenza nel panorama del cinema italiano che vede gli sceneggiatori cimentarsi con la regia.
Se la plausibilità dei sentimenti è d'encomiabile coraggio, la rappresentazione cinematografica lascia a desiderare; dalle evoluzioni sessuali all'aspetto fisico, nulla della protagonista conferma l'autenticità dei fatti.