Il regista ha presentato a Roma in conferenza stampa il suo nuovo lavoro, che mette in scena l'epico scontro tra due campioni della Formula 1. Insieme a lui, i due interpreti Chris Hemsworth e Daniel Bruhl, oltre ad Alexandra Maria Lara e al nostro Pierfrancesco Favino.
La coppia 'polare', quella in cui la forza propulsiva è data dalle differenze, è al cuore di un paio di serie storiche che stanno per chiudere i battenti proprio in questi giorni. Cogliamo l'occasione per un nuovo viaggio nella storia della narrazione seriale sul piccolo schermo, sulle orme di quindici tandem indimenticabili.
Dal 13 Settembre su Fox Crime la stagione conclusiva della serie Showtime interpretata da Michael C. Hall.
Ottima resa in alta definizione per il film di Sasha Gervasi sul maestro della suspance. Buoni anche gli extra.
Il film di Almodòvar arriva in homevideo con un'edizione tecnicamente eccellente ma povera di extra.
Bates Motel, su Rai 2 dal 13 settembre, evoca i personaggi del romanzo del 1959 di Robert Bloch, Psycho, spostando l'azione a oggi e approfondendo l'adolescenza di Norman Bates e la sua insana relazione con la madre.
Michel Gondry porta sullo schermo il romanzo di culto La schiuma dei giorni di Boris Vian, un'opera tra le più acclamate della letteratura francese, che con la sua complessità di linguaggio e di contenuti, fornisce al regista il materiale per tornare ad un progetto che gli consente di dare sfogo alla sua creatività.
L'intento del documentario di Markus Imhoof non è accusatorio. Dopo aver identificato l'origine della misteriosa moria di api, il regista non punta il dito su una causa o sull'altra, ma cerca di contrapporvi modelli positivi che forniscano una risoluzione al dramma.
Seguendo in perfetto ordine cronologico l'opera letteraria di Riordan, il regista Thor Freudenthal porta sul grande schermo una nuova avventura di Percy Jackson in cui la mitologia, ancora una volta, si modernizza e commercializza ad uso e consumo del pubblico più giovane.
Un detective e uno sceriffo del vecchio West impegnati a fronteggiare le forze del male, in un film a tutto action nel quale trovano spazio anche elementi caratteristici di altri generi e nel quale l'aldilà dei protagonisti sembra più 'virtuale' che soprannaturale.
Il principale elemento significante diviene l'immagine, la ricerca di bellezza si fa ossessione contenutistica e il destino dei congiurati veneziani assume una valenza universale tra gli splendori di palazzi e monumenti.
Il regista Robert Luketic, traendo spunto da un romanzo di Joseph Finder, dirige con Il potere dei soldi un thriller finanziario, che affonda il suo sguardo nel lato nascosto, e predatorio, del capitalismo americano.
Premiato con l'Oscar per il documentario Watermarks, Yaron Zilberman debutta alla regia con un film che vuole essere un'esaltazione del gruppo e della musica come ideale supremo.
Nel suo documentario, Ken Loach mette a confronto le riforme sociali attuate in Gran Bretagna dopo il 1945, il più avanzato esperimento riformista nella storia europea, col disastro a cui, successivamente, avrebbe portato la politica economica di Margaret Thatcher.
Il toccante e intelligente film di Lorraine Levy arriva in homevideo con un discreto reparto tecnico. Deboli invece gli extra.
Buona edizione homevideo per la gradevole commedia di Edoardo Leo con Raoul Bova e Marco Giallini.
La divina Johansson e l'irrequieto Gilliam. Le creature da un altro mondo come Radcliffe e Nicolas Cage. Le meteore come James Deen e i poveracci condannati alle bolle di sapone. E poi i non-vip, tutti paillette e bigiotteria. Tutti 'in Mostra' tra photocall e redcarpet.
Un sonoro magistrale, una fotografia che parla da sola e panoramiche che tolgono il respiro tutte racchiuse in un film unico nel suo genere che regala momenti di grande intensità.
A otto anni dal primo Wolf Creek, Greg McLean confeziona un sequel che riprende le caratteristiche di base del prototipo, conferendo al suo folle serial killer una caratterizzazione politica ancora più spinta.
Sebastiano Somma riporta in TV Un caso di coscienza 5, apre la stagione delle fiction di Rai Uno e cambia registro anche grazie alla nuova arrivata Vittoria Belvedere, agguerrito magistrato antimafia
Un trionfo tutto italiano per la 70esima edizione della Mostra lagunare in cui hanno la meglio opere a tinte forti, documentari e interpreti capaci di scuotere gli animi con ruoli disturbanti. Ecco le loro dichiarazioni e le foto!
Nel rifare un classico degli anni Novanta come Gli spietati, il regista nippo-coreano Lee Sang-il sceglie di trasportarne ambienti e personaggi nel contesto del Giappone di inizio era Meiji: confezionando un remake corretto, ma che poco aggiunge a una vicenda già narrata e metabolizzata.
Da stasera su Premium action la nuova serie targata Dick Wolf, ambientata in una caserma dei vigili del fuoco dove pompieri e paramedici rispondono quotidianamente alle emergenze cittadine.
La Grecia violenta di Miss Violence, il misterioso Quebec rurale di Tom at the farm, lo spazio profondo di Gravity, l'Irlanda ipercattolica di Philomena. Ecco i nostri luoghi del cuore di questa Mostra del cinema.
Lo sguardo dell'autore è puntato sui volti e sui corpi delle attrici, attento a registrarne ogni singolo movimento e turbamento per restituire allo spettatore un coinvolgente percorso di formazione emotiva con sprazzi di bizzarra comicità e di sentimentalismo a vivacizzarne i toni
Almat Galym è incredibilmente convincente nel ruolo di questo piccolo grande uomo che scopre suo malgrado una delle grandi verità della vita, che i cosiddetti adulti sono in realtà dei "bambini" più disonesti e inaffidabili, spesso incapaci di farsi carico dei propri debiti e delle proprie responsabilità.
Una chiara e raggelante rassegnazione sembra pervadere il film di Allouache: la fotografia solare e luminosa, i panorami suggestivi e mozzafiato, sono destinati inevitabilmente ad essere avvolti dall'oscurità, a mostrare la vera faccia di una società tormentata e sofferente.
Il personaggio di Malika è l'elemento più interessante del film, grazie anche alla freschezza e al carisma della bella e brava Chaimae Ben Acha, un personaggio che all'inizio sembra voler nascondere sotto il suo aspetto da maschiaccio fragilità e insicurezza, ma cha ha delle sorprese in serbo per lo spettatore.
L'anziano, ma ancora lucidissimo e arguto regista, ha presentato al Lido, fuori concorso, il film realizzato per il ventennale della scomparsa del collega: con lui, la figlia Silvia, co-autrice della sceneggiatura, e un loquace e simpatico Sergio Rubini.
Nonostante le sue quattro ore di durata ed alcune lungaggini, At Berkeley riesce a non annoiare e coinvolgere lo spettatore su una delle realtà dell'istruzione superiore americana.
A vent'anni dalla morte di Federico Fellini, e a dieci dall'ultimo film girato, Gente di Roma, Scola torna dietro alla macchina da presa per ritrovare la memoria di una storia comune e riavvicinarsi ad un amico.
In Pine Ridge l'umanità meravigliosa degli indiani d'America incontra un luogo surreale, quasi paradossale, in cui l'arretratezza culturale e sociale si fondono con alcuni tra i paesaggi naturalistici più straordinari di tutti gli State.s
Mokri traduce il discorso sul tempo in una struttura narrativa circolare, in cui il pallino del gioco finisce di volta in volta a tutti i personaggi; una soluzione geniale in termini di messa in scena, ma anche di drammatizzazione.
Che il processo di emancipazione sia arrivato realmente a compimento non possiamo saperlo, ma la prima opera dedicata a Femen ci lascia con parecchi dubbi a causa della scelta volontaria della sua autrice di rimescolare più volte le carte in tavola.
Liberando i suoi personaggi da conflittualità culturali, Segre lascia che l'ambiente circostante faccia da contro canto, imponendo difficoltà naturali e il confronto con un territorio sconosciuto che non è disposto a fare sconti
Il regista ed ex documentarista ha presentato al Lido, nella sezione Orizzonti, il suo secondo lungometraggio di fiction: la storia dell'amicizia tra un bambino orfano di padre e un immigrato. Insieme agli interpreti, nell'incontro stampa, Segre ha spiegato genesi e motivi ispiratori del film.
Un caso di coscienza 5 inaugura il palinsesto autunnale di Rai Uno riportando Sebastiano Somma e la sua squadra in tribunale. Ce lo raccontano tutti insieme anticipando new entry e promettendo colpi di scena e ritmo.
Il nuovo capitolo della saga horror arriva in alta definizione con un video che convince più in 2D che in 3D. Ottimo e coinvolgente il reparto audio.
Edizione tecnicamente soddisfacente ma povera di extra per la gradevole commedia francese basata su una storia vera.
Quello di Wajda è un ritratto interessante, che alterna le battaglie e l'impegno politico di Walesa all'aspetto più umano ed intimo del leader di Solidarnosc.
Il tuffo nel passato evocato dal bianco e nero è funzionale alla volontà di Philippe Garrel di raccontare la storia d'amore del padre trentenne, già separato dalla madre, per un'altra donna.
Narrato in quattro atti, L'Armée du salut è il racconto di un frammentario viaggio alla ricerca di identità che non segue né logiche né sequenzialità temporali ma narra in maniera del tutto poetica e romantica una vita fatta di dolori, di odori, di colori e di desideri, di passioni e di abbandoni.
Juno Mak, attore e star del pop hongkonghese, esordisce alla regia con un film che omaggia la tradizione del Geung Si ('vampiri volanti') locale, contaminandolo con forti elementi del filone del J-Horror.
La celebre tangenziale di Roma diviene oggetto di un suggestivo documentario firmato da Gianfranco Rosi, ospite del concorso veneziano.
Nonostante le incoraggianti premesse e i tentativi del regista di rendere il film più moderno con movimenti di macchina nervosi e l'utilizzo della camera a mano, Une promesse è un film vecchio in partenza, un vero e proprio melò tanto nella forma che nei contenuti che non riesca ad offrire nulla che non sia già stato visto decine e decine di volte.
Il film non racconta Roma, i drammi sociali che si consumano ai margini della grande città, sebbene se ne intravedano i risultati, ma mette in luce le persone che la animano, con una narrazione piacevole e non fredda.
Il nuovo film di Tsai Ming-Liang conferma tematiche e stilemi del suo autore, senza tuttavia dar mai l'impressione di scivolare nella maniera: al contrario, colpisce la sua lucida rappresentazione di una famiglia sui generis, condannata a restare ai margini, e dello spietato contesto sociale in cui questa si muove.
Giocando con lo spettatore e mantenendosi per tutto il tempo sul confine tra realtà e immaginazione, la Odell ci regala un'opera d'esordio caustica, strana, innovativa, costruita in maniera del tutto inusuale che indaga sui meccanismi psicologici ed i pericoli che si celano dietro al bullismo e al rifiuto.
Capitan Harlock 3D è un'opera visivamente imponente che avrebbe necessitato di maggior compattezza narrativa, ma resta l'occasione per offrire un personaggio mitico ad una nuova generazione di spettatori.
Con la sua delicatezza, Still Life riesce ad essere il ritratto di un uomo ed una efficace riflessione sulla mortalità e l'importanza di condividere la propria vita.