Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Commedia in costume scoppiettante nel ritmo e nella scrittura, il film è un remake divertito di Blood Simple dei Coen, ricco di ironia e autoironia e debitrice dello stile slapstick della vecchia scuola di Hong-Kong.
Una buona prova d'attore, per Ben Stiller, che ancora una volta ne dimostra le qualità al di là del genere più propriamente comico che gli ha dato la notorietà.
Il biopic del giovane regista Mat Whitecross ripercorre con stile eclettico e forsennato la vita dell'irriverente cantante punk Ian Dury. Ma il valore aggiunto del film è l'incredibile performance mimetica di Andy Serkis: il suo corpo si trasforma per l'ennesima volta per assumere le sembianze dell'uomo che inventò il motto "Sex & Drugs & Rock & Roll".
Exit through the Gift Shop non è un film su Banksy, quanto un film di Banksy, in cui l'artista si prefigge lo scopo di promuovere l'idea di street art, sostenendo che tutti possono occuparsene, anche se, conclude a fine film con il suo innegabile sarcasmo, non tutti dovrebbero.
Il regista Noah Baumbach e gli attori Ben Stiller, Greta Gerwig e Rhys Ifans presentano ai giornalisti il film "Greenberg", in concorso al Festival di Berlino, durante un incontro in cui è prevalso un tono ironico e informale.
Visivamente denso, disturbante nei toni, stilisticamente sovraccarico e multisfaccettato, Shutter Island ci racconta una storia di fantasmi che non abitano un luogo ma una mente, quella di uomo costretto da un luogo infausto e dai misteriosi accadimenti a scontrarsi faccia a faccia con le sue paure più profonde e irrisolte.
Un Ozpetek, quello di 'Mine vaganti', con meno velleità d'autore rispetto agli ultimi lavori, ma che sembra aver trovato un equilibrio tra i suoi temi ed il suo stile.
Thomas Vinterberg procede, per strappi e provocazioni, fedele al suo cinema ipercerebrale fatto di un'umanità miserrima e volutamente sgradevole e di eccessi drammatici, il cui accumulo appare troppo spesso gratuito e costruito ad arte per instaurare il disagio nello spettatore
Alla sua opera prima, Serbian si iscrive in quel corpus magmatico che è il nuovo cinema rumeno e racconta una storia carceraria di ineluttabilità con impeto e generosità e con un occhio politico alla realtà
Avati si cala per la prima volta nella realtà contemporanea per denunciare il vuoto morale che contraddistingue i potenti di casa nostra, a cui contrappone la forza e il valore dell'ingenuità e della speranza di chi crede nei propri sogni.
In una sala stampa asserragliata dai giornalisti e circondata dai fotografi, Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio e il resto del cast di 'Shutter Island', hanno descritto la loro esperienza di lavoro e rivelato il proprio personale punto di vista nei confronti del film.
Gli attori Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Elena Sofia Ricci, Ennio Fantastichini e Lunetta Savino hanno assistito Ferzan Ozpetek nella conferenza di presentazione del suo ultimo film al 60° Festival di Berlino.
Primo evento fuori concorso alla Berlinale, 'My Name is Khan' parte come una sorta di 'Rain Man' in salsa curry, per poi buttarci dentro di tutto: l'undici settembre, la guerra in Afghanistan, l'uragano Katrina, il presidente Obama...
Il sorprendente livello qualitativo di Howl ha fornito il contesto adatto anche per uno stimolante incontro con i registi del film Rob Epstein e Jeffrey Friedman
Tratto dal best seller di Robert Harris, 'The Ghost Writer' segna il gradito ritorno di Roman Polanski alle atmosfere thriller delle origini, in cui momenti di suspense hitchcockiano si alternano a tocchi di humour nero e grottesco.
Giornata ricchissima centrata sull'ultimo riuscito film di Polanski, L'uomo nell'ombra. Presentato anche Howl, ricercata ricostruzione del processo per oscenità ai poemi di Ginsberg e l'italiano Due vite per caso.
Una prova d'attore, quella di Franco così come quelle degli altri interpreti, che non distoglie dall'opera messa in piedi dai due registi, che hanno realizzato un film dal messaggio preciso ed articolato, che oltre a sapere cosa dire, sa anche come dirlo, risultando sempre comprensibile e diretto.
In questa terza prova alla regia Moccia si sdogana parzialmente dal pubblico dei giovanissimi e tenta un excursus nel mondo dell'amore maturo, anche grazie ad alcune concessioni alla comicità. Non abbandona, però, l'atteggiamento eccessivamente superficiale e favoleggiante che è anche la chiave del suo successo.
Prima giornata dell'edizione numero 60 del Festival di Berlino dedicata alla conferenza di apertura, al cinese Apart Together, primo film in concorso e a numerosi film della sezione Forum. In serata inaugurata anche la sezione Panorama
Incontro con il regista e il cast di Apart Together, film d'apertura della sessantesima kermesse berlinese che racconta il dramma della divisione del popolo cinese affrontando però temi universali come l'amore a la famiglia.
Wang Quanan, già autore de Il matrimonio di Tuya, torna a Berlino con una nuova pellicola che apre la sezione competitiva.
Una chiacchierata con il cast e il regista del film: si parla di sentimenti, generazioni e di critica. E Raoul Bova si lascia sfuggire un'anticipazione sul suo prossimo futuro.
Sembra conoscere bene la materia che tratta, l'esordiente ventiseienne Antonio Campos, con un film dallo stile asciutto, quasi documentaristico ma in grado di coinvolgere nel profondo.
Quattro chiacchiere con Benicio Del Toro, attore tra i più premiati, affascinanti, talentuosi ed eclettici della sua generazione in arrivo sul grande schermo nei panni, anzi nei peli, di Wolfman, uno dei più bei licantropi mai visti al cinema.
Intervista all'autore de Il figlio più piccolo, che con questo film si concentra su 'un presente indecente che va sorvegliato', e al cast della pellicola, nel quale spicca il talentuoso Nicola Nocella e un insolito Christian De Sica.
Eastwood sbarca nel Sudafrica di Mandela e unisce la sua anima biografica a quella civile, passando per quella sportiva, portando in dote il suo cinema prezioso in termini di selezione e semplicità. Mancano però un po' il calore e la curiosità che anima il suo miglior cinema.
Un'edizione sulla carta molto interessante quella del sessantenario, che conferma il coraggio delle scelte del festival tedesco, mai alla ricerca affannosa dei grandi autori affermati. Tra big comunque Martin Scorsese fuori concorso con Shutter Island e l'ultimo di Roman Polanski in competizione. Italiani rappresentati da Soldini e Ozpetek.
Lo straordinario regista premio Oscar e l'attore hollywoodiano tra i più talentuosi della sua generazione sono sbarcati a Roma per presentare il loro ultimo lavoro Shutter Island, thriller psicologico intriso di inquietudine che arriverà nelle sale il 5 marzo prossimo.
Delattre si cimenta con una parodia del poliziesco basata sulla struttura della commedia degli equivoci. Nonostante possa contare su qualche situazione comica riuscita, il film ben presto si inceppa in una sceneggiatura troppo tradizionalista e politically correct.
Presentato a Roma Lourdes, terzo film della regista austriaca Jessica Hausner, già autrice dell'horror claustrofobico Hotel, presentato all'ultima edizione della Mostra di Venezia dove ha riscosso un grande successo di pubblico e critica.
A differenza di quelle del 'collega' Harry Potter, le allegre avventure della maghetta Martina si rivolgono soprattutto a un pubblico infantile, educando i piccoli spettatori e intrattenendoli con personaggi buffi e pasticcioni.
Chiacchierata con il celebre doppiatore romano - diviso tra impegni al cinema, nella fiction e nell'imminente reality L'isola dei Famosi - che racconta come si è calato nei panni del divertente mago Geronimo nel film fantastico Maga Martina e il libro magico del draghetto.
Il regista del primo e del secondo 'Harry Potter' ci racconta il suo ritorno al fantasy con un progetto che ricorda quello del maghetto, ma stavolta ricorre agli effetti speciali d'ultima generazione per portare sul grande schermo la mitologia greca nella saga che si profila come la più anti Hollywoodiana degli ultimi anni.
Niente effettacci o make-up particolarmente elaborati: a rendere Paranormal Activity un film terrificante sono pochi elementi ben calibrati che lavorano egregiamente sulla suggestione dello spettatore.
Abbiamo incontrato a Roma il regista e sceneggiatore rumeno autore de Il Concerto, lo straordinario film che attraverso una delle magistrali opere di Cajkovskij ci regala una straordinaria e universale metafora sociale sulla dignità dell'individuo e sul dialogo interculturale.
Il regista francese e l'animazione italiana danno vita a un film grazioso e divertente, in cui la battaglia di Nat per superare i propri limiti si fa portavoce di una necessità universale: quella di non dimenticare l'importanza della fantasia, e di non sottovalutare la ricchezza della diversità.
Abbiamo intervistato la giovane attrice britannica protagonista che dopo il grande successo riscosso ne Il Diavolo veste Prada torna sul grande schermo al fianco di Benicio Del Toro e Anthony Hopkins nell'imminente monster-kolossal Wolfman.
Quentin Tarantino porta i suoi Bastardi senza gloria in vetta alla top ten della nostra redazione per il 2009, tallonato da Gran Torino e Revolutionary Road.
Trasposizione su grande schermo di una serie manga di grande successo, King of Thorn non ha il tempo di concedere la giusta attenzione ai pur interessanti sviluppi della trama e alla riflessione di fondo che anima la pellicola: il ruolo dell'immaginario come via di fuga ma anche come creatore di mondi e realtà.
Il 3D è ancora al centro dell'ultima edizione del Festival, con un interessante focus in materia e con le anteprime di Toy Story 1 e 2 e unapreview sul terzo capitolo.
Dal Future Film Festival, una preview del nuovo, attesissimo fantasy diretto da di Peter Hastings.
Attraverso lunghi flashback tra vecchiaia e gioventù il film tv ci racconta Sant'Agostino non facendone un preciso ritratto storico bensì una biografia romanzata di uno dei primi uomini di fede che ha insegnato al mondo ad interrogarsi sul rapporto tra fede e ragione, sull'esistenza di Dio, sul bene e sul male, sulla relazione tra tempo, eternità e creazione.
La settima edizione del Festival si chiude con l'anteprima di 'Gamer' e le versioni 3D dei primi due capitoli di 'Toy Story'.
La terza giornata di Future Film Festival 2010 ci ha regalato un interessante focus sulla stop-motion, una delle tecniche più antiche dell'animazione, che oggi viene ripresa con grande creatività da artisti, studi e case di produzione.
Giornata dedicata al 3D con 'Dragon Trainer' e 'The Hole' di Joe Dante, ma anche ad altre interessanti anteprime.
In diretta streaming da Atene, le promettenti e giovani star Logan Lerman, Alexandra Daddario, Brandon T. Jackson e Jake Abel, arruolate dal regista dei primi due episodi di Harry Potter, si raccontano e ci parlano del film che si preannuncia il nuovo successo 2010 del pubblico giovane.
La prima pellicola canadese realizzata in stop motion è un piacevole connubio di dark comedy e splatter, a cui però mancano un'impostazione più rigorosa della sceneggiatura e un'attenta caratterizzazione dei personaggi per arrivare a convincere fino in fondo.
Presentato dal regista Oren Peli a Roma Paranormal Activity, il film horror dei record che ha terrorizzato Steven Spielberg e che arriverà nelle sale il 5 febbraio prossimo distribuito da Filmauro.
Black Sheep lasciava presagire che anche in ambito fantasy il regista avrebbe sorpreso tutti con il suo dissacrante umorismo. Aldilà di qualche parentesi ironica, però, il film si muove su binari piuttosto convenzionali.
Oltre a una panoramica sul cinema canadese, la quarta giornata della kermesse bolognese punta su altri titoli in concorso e non, tra cui i due attesissimi capitoli della saga di 20th Century Boys.