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Percy Jackson promette di prendere il posto di Harry Potter con la sua funambolica commistione tra epic movie e fantasy, tra passato e presente-verso il futuro. Ma oltre le battute divertenti, i simpatici aggeggi ultratecnologici, i sorprendenti superpoteri degli eroi alle prime armi e le suggestive scene d'azione si nasconde un messaggio universale.
Presentata a Roma la miniserie in due puntate in onda domenica 14 e lunedì 15 marzo in prima serata su Raiuno che narra la storia di una giovane bella ragazza di Pozzuoli che spinta dall'orgoglio di sua madre e dal sogno di diventare un'attrice famosa riesce ad arrivare a Hollywood, a vincere un Oscar e a diventare il mito del cinema italiano e della bellezza femminile italiana nel mondo.
Tartaglia sceglie il linguaggio della comicità per raccontare i drammi della società contemporanea: il precariato del lavoro e degli affetti, la difficoltà di sopravvivere nel mondo dei furbi, e gli assurdi espedienti a cui si deve ricorrere per farlo.
Una coppia di napoletani e l'arte (estrema) di arrangiarsi: incontro con Eduardo Tartaglia e il resto del cast de 'La valigia sul letto': Veronica Mazza, Alena Seredova, Ernesto Mahieux e Maurizio Casagrande.
La crisi di coppia è uno degli elementi centrali nel nuovo lavoro di Atom Egoyan, scritto dalla sceneggiatrice di Secretary ed ispirato ad una pellicola francese di qualche anno fa, 'Nathalie...'
L'Academy premia i film più indipendenti e le star meno celebrate e regala alla luccicante serata degli Oscar un lieto fine da vera e propria favola.
Scott Cooper sfrutta il suo background d'attore per costruire una messa in scena il più possibile funzionale all'autenticità espressiva degli interpreti. E riesce nell'impresa di realizzare probabilmente il miglior 'film d'attori' di questa stagione, offrendo al leggendario Jeff Bridges l'Oscar sul piatto d'argento.
Attraverso la passione tra la raffinata e ricca Suzanne e il rude manovale Ivan, la Corsini denuncia la vacuità di valori della società borghese ma rende anche giustizia alla forza trascinante del sentimento d'amore, capace di opporsi anche all'ineluttabilità del destino.
Arriva dall'Austria questo gelido noir che è stato anche candidato all'Oscar come miglior film straniero, forte di un racconto attraverso il quale vengono progressivamente a galla i sensi di colpa dei protagonisti, parimenti coinvolti in una rapina dall'esito tragico.
Tre grandi autori per tre film molto diversi tra loro, che arrivano nelle sale e faranno discutere i cinefili per la loro etichetta di 'film su commissione'. Un tema particolarmente caldo, soprattutto in vista degli Oscar.
Pur costretto in una sceneggiatura un po' troppo tradizionale e lineare, Burton sfodera - come da par suo - una baluginante confezione visiva, dove gli effetti speciali inondano la scena, plasmando a piacimento perfino i corpi degli interpreti. Ma a fare la differenza sono soprattutto le performance degli attori: gli sbalorditivi Mia Wasikowska, Johnny Depp e Helena Bonham Carter, perfettamente identificati con i loro assurdi personaggi.
Tra politica e sentimenti, il carattere energico, generoso e ribelle della Principessa Sissi è tornato prepotentemente alla ribalta, con Cristiana Capotondi nel ruolo che fu della sublime Romy Schneider.
Nella splendida cornice di Palazzo Taverna si è svolta a Roma la presentazione di Sissi, mini-serie televisiva in due parti che vede Cristiana Capotondi ereditare da Romy Schneider un ruolo straordinariamente importante, quello della celebre principessa austriaca.
La regista e il fascinoso attore spagnolo hanno incontrato la stampa per parlare del sensuale 'L'amante inglese', nel quale López recita con Kristin Scott Thomas.
Sette anni dopo 'Il diario di Bridget Jones', Sharon Maguire impugna la macchina da presa per vergare una lettera al 'Principe del terrore', attorno alla quale costruisce la storia di una donna la cui esistenza viene sconvolta da una tragedia.
Ricco di elementi thriller e horror, Codice Genesi è in sostanza un'avvincente avventura on the road intrisa di malinconia, permeata da un costante senso di smarrimento che spesso nasce dai movimenti di camera e dalle impressionanti soggettive offerte dalla regia dei fratelli Hughes.
La realtà in cui ci cala 'Genitori & Figli' si preannuncia come una 'Tideland' all'italiana, ma Veronesi cambia il tiro della distorsione affidando la narrazione alla protagonista, una quattordicenne liceale che, tra parolacce, video su YouTube e reality, riesce a distinguersi dal gruppo dei propri coetanei.
Il regista ci racconta cosa lo ha spinto a creare un film sui turbamenti dell'adolescenza e sul potere mistificante delle immagini, che mai come oggi traducono la realtà sugli schermi televisivi e sui monitor dei nostri computer, trasformandola in qualcosa di remoto e indolore.
In concorso a Berlino nella sezione Panorama, 'Due vite per caso' costituisce un esordio decisamente insolito per il panorama cinematografico italiano. Il giovane regista Alessandro Aronadio sperimenta un'inedita struttura narrativa a bivi per intavolare una più ampia riflessione di natura sociale e politica.
Claudio Insegno declina sul grande schermo una sua commedia teatrale di successo, dove fanno da padroni i toni farseschi. Il ritmo troppo serrato, una certa ripetitività delle situazioni e l'accento caricaturale dei personaggi penalizzano la pellicola, che pure si fregia di un buon cast e di una comicità mai troppo volgare.
Il produttore Aurelio De Laurentiis, Silvio Orlando e Luciana Littizzetto a Roma per presentare 'Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso', il nuovo film di Giovanni Veronesi dedicato all'incomunicabilità tra genitori e figli.
Il nostro incontro con Claudio e Pino Insegno e il resto del cast della commedia ispirata a 'Un marito per due', in scena da diversi anni nei teatri italiani.
Un'assenza pesante quella di Roman Polanski all'ultima Berlinale, che sembra prendere posizione nei confronti della vicenda che lo vede protagonista assegnandogli l'Orso d'argento per la regia.
La scrittura fine e intelligente dei due registi e l'equilibrio magico tra le tante anime del film fanno la fortuna di un'opera preziosa; profonda e leggera allo stesso tempo.
Michael Winterbottom decide con coraggio di attenersi a una trasposizione cinematografica il più fedele possibile all'oscuro romanzo di Jim Thompson, non rinunciando a una rappresentazione diretta e cruda della brutale violenza del protagonista. Ma, forse proprio perché troppo preoccupato di rispettare alla lettera l'opera originale, il regista non riesce a restituire tutta l'ambigua complessità psichica del personaggio di Lou Ford.
Yoji Yamada è una delle voci più tradizionaliste del cinema giapponese e lo conferma anche in questo nuovo lavoro dai toni più leggeri.
Pernille Fischer Christensen si dimostra brava nel condurre il cast e metterlo nelle condizioni migliori per una buona prova, scrivendo una sceneggiatura equilibrata e mettendola in scena con una vivacità e brillantezza che rendono il tono meno pesante di quanto il tema lascerebbe pensare.
La regista Jasmila Zbanic ha ben chiari in mente i messaggi che vuole comunicare e dirige il film con sicurezza verso i propri obbiettivi, senza slanci, ma senza particolari difetti.
Dopo le polemiche al Festival di Sundance per l'insostenibile violenza di alcune sequenze, Michael Winterbottom presenta il suo controverso 'The Killer Inside Me' anche al pubblico berlinese, suscitando reazioni contrastanti anche presso la platea dei giornalisti alla proiezione stampa.
Il film racconta il mondo di Maria con gentilezza e sincerità ma anche con una messa in scena che opprime nei suoi continui movimenti a mano e negli insistiti fuori fuoco del mondo esterno, perfino dei suoi affetti.
Litri di sangue versato, budella al vento, decine di teste e braccia strappate via ai legittimi proprietari, Wolfman assolve al suo compito dal primo all'ultimo minuto divertendo e raccontando una storia d'altri tempi attualizzandone il contenuto.
Il film di Oskar Roehler, regista de 'Le particelle elementari', fallisce nel rievocare la genesi del film di propaganda antisemita 'Juss l'ebreo' sia dal punto di vista della ricostruzione storica, sia per quanto concerne l'evoluzione psicologica del protagonista.
Il regista Aleksei Popogrebsky gestisce il film con passo lento ed ipnotico, uno stile che inizialmente risulta efficace, ma che alla lunga toglie punti di riferimento narrativi.
Red Hill è un western gustoso e essenziale, smaccatamente commerciale, ma capace di un entusiasmo "rock" contagioso. La sceneggiatura è talmente esile da sembrare quasi quella di uno slasher, ma il divertimento è assicurato
Pur inserendosi nel solco tradizionale della commedia familista americana, 'The Kids Are All Right', ha il pregio di affrontare con leggerezza un tema dibattuto come quello dei matrimoni gay, descrivendo una famiglia composta da coppia lesbica con figli come un nucleo perfettamente ordinario.
Nonostante alcune lungaggini e un certo ermetismo insistito, The Hunter getta uno sguardo duro e coraggioso sul nuovo corso dell'Iran, incrociando la storia di un uomo a cui è stato tolto tutto con la situazione politica del paese in un crescendo simbolicamente molto denso.
Dopo Appuntamento a Belleville, Sylvain Chomet si conferma con un film che vi si allontana per ritmo e ricchezza, ma che ne mantiene la stessa elevata qualità autoriale.
La giovane attrice di Twilight si mette alla prova con un ruolo molto diverso da quello che le ha dato la notorietà internazionale.
La regista indipendente Lisa Cholodenko assieme a Julianne Moore, una delle protagonista del film, presenta alla stampa 'The Kids Are All Right' commedia indie su una famiglia atipica in concorso al Festival di Berlino.
Capitolo conclusivo della 'trilogia di Yusuf', che ripercorre a ritroso la vita del protagonista, 'Honey' del regista turco Semih Kaplanoglu - in concorso alla sessantesima Berlinale - è un film dotato di una raffinata ricercatezza visiva, ma al tempo stesso eccessivamente oleografico e simbolico.
Pur con alcune trovate interessanti, il film della Holofcener lascia la sensazione di qualcosa di incompiuto, che scorre con ritmo per tutta la sua durata, ma che manca di affondare i colpi nelle accuse che muove alla nostra società, limitandosi a mostrare più che giudicare.
Jackie Chan insieme al regista al regista Ding Sheng e alla giovane attrice Peng Lin, hanno presentato a Berlino Little Big Soldier, anomalo wuxia cinese dal chiaro messaggio pacifista
Una conferenza tutta al femminile per presentare a Berlino "Please Give", nuova commedia indipendente di Nicole Holofcener. Oltre alla regista, presenti anche le acclamate attrici Catherine Keener, Rebecca Hall e Amanda Peet.
Dopo 'Giorni e nuvole' Silvio Soldini torna a parlare di precarietà sociale ed emozionale con il nuovo 'Cosa voglio di più' - presentato come evento speciale al festival di Berlino - affidandosi a un cast di attori in grado di trasmettere sensazioni di estrema autenticità e naturalezza.
Hans Petter Moland dimostra di districarsi egregiamente in un cinema che pesca abbondantemente nel grottesco, azzeccando momenti di comicità davvero esilaranti ma senza perdere di vista il tema del film.
Tratto da un romanzo austriaco, a sua volta ispirato a una storia vera, il film del tedesco Johann Rettenberger, in concorso al Festival di Berlino, finisce per risultare un'opera incerta, come sospesa tra le intenzioni di realizzare un film di genere e la dimensione metaforica della storia.
Kiji Wakasatsu firma il suo miglior film da molti anni a questa parte calibrando perfettamente il discorso politico, inequivocabile nei suoi intenti e nella sua durezza, con la storia di una donna costretta a accudire un uomo che per tutti è un Dio della guerra pluridecorato dall'Imperato, ma che in realtà non è nient'altro che un soldato che si è macchiato di uno stupro imperdonabile
La messa in scena è all'insegna della misura e la scrittura è altrettanto meticolosa nello scandire il passo del film tenendo il giusto equilibrio nella sua graduale progressione verso il finale.
Il veterano Marc Lawrence riunisce in un unico film un vasto campionario di temi ricorrenti ormai consolidatosi nella storia della commedia americana: il 'rimatrimonio', la fuga dalla città, la riscoperta del West, senza però riuscire a rielaborare in maniera originale le prospettive del genere.
Il regista Silvio Soldini e gli attori Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher e Teresa Saponangelo hanno incontrato a Berlino i giornalisti italiani, discutendo intorno al loro nuovo film 'Cosa voglio di più', e rivelando a volte anche opinioni divergenti sui personaggi.