Ultimi articoli sui film e cinema, con approfondimenti e speciali a cura della redazione
Mahamat-Saleh Haroun racconta ancora una volta il dramma del Ciad, e lo fa con dei potenti sottintesi che rallentano il ritmo del film ma al tempo stesso ne amplificano l'efficacia.
Nonostante i numerosi tentativi di conquistare il pubblico dei gamer al cinema, sono davvero poche le trasposizioni da videogioco a film che si possano dire riuscite, anche da un punto di vista esclusivamente economico. La Disney ci prova con l'avventuroso action interpretato da Jake Gyllenhaal.
'Le quattro volte' è un racconto poetico, che mette in scena la circolarità della vita, nel senso più ampio del termine, e lo fa in un luogo che nelle sue tradizioni, nel suo essere immutabile nel tempo, riesce ad amplificare il concetto e renderlo a sua volta eterno, scolpendolo nella nostra memoria.
Another Year è animato da un campionario di personaggi che bucano lo schermo sia attraverso una scrittura solida, che li rende reali e tridimensionali, con dialoghi brillanti sceneggiati dallo stesso Leigh, sia grazie alle impeccabili interpretazioni di tutto il cast.
Quando ci si trova su un ottovolante, non bisogna fare altro che chiudere gli occhi e farsi trasportare: Kaboom è proprio la stessa cosa, magari non adatto a tutti gli stomaci ma in grado di regalare novanta minuti di euforico divertimento.
Nonostante manchino le battute graffianti che sono il marchio di fabbrica del regista newyorkese, è il cinismo di fondo della pellicola a rendere interessante il suo ultimo lavoro.
Come già per il precedente capitolo, per capire ogni singolo aspetto della sceneggiatura servirebbe una laurea in economia, ma nonostante questo il film scorre benissimo per più di due ore regalando agli spettatori una storia che funziona su più livelli.
Nakata torna ad usare un espediente tecnologico per creare la tensione e, dopo le videotape di Ringu, si dedica al mondo delle chat online.
In assenza del regista Ridley Scott, i protagonisti del film hanno incontrato la stampa accorsa al festival per l'anteprima del film sulle origini del leggendario personaggio.
The Housemaid si sviluppa con misura ed eleganza per tutta la prima parte, ma quando la storia entra nel vivo il tono cambia radicalmente: quello che prima era sottilmente suggerito, diventa esplicito, quello che era soltanto accennato passa in primo piano.
La regista Isotta Toso esordisce con un'opera impegnata e ambiziosa sul difficile tema della xenofobia riuscendo a manipolare una materia letteraria frammentaria. A sostenerla un'ottima colonna sonora e un discreto cast da cui emerge la rivelazione Marco Rossetti.
Un'ambientazione inusuale, per il film di Wang Xiaoshuai, che si presta in modo efficace a raccontare la storia di un padre alle prese con un'ossessione e il proprio passato.
Amalric porta in scena una storia attraverso la quale trapela la fascinazione per il mondo dello spettacolo, ma anche per coloro che pur non essendo mai sul palco o sotto i riflettori sono in realtà il cuore pulsante del successo o meno di qualsiasi show.
Un film piccolo, ma soprattutto intimo e delicato, che colpisce proprio per la sua capacità di emozionare e coinvolgere con una narrazione ed una messa in scena essenziale.
Parti 'tribali' e attacchi di appetito smodati per J.Lo, che dopo essere diventata mamma nella vita, al cinema è di nuovo in dolce attesa. Una commedia che lascia il sorriso, nonostante l'umorismo di grana grossa.
'Adam' è una love story che utilizza la formula classica dei romance hollywoodiani, ma riesce a intrecciare alla storia sentimentale quella emozionale di una meravigliosa favola attuale, mai banale né glicemica.
Una storia d'amore tra Raoul Bova e la Cucinotta, il continuo susseguirsi di drammi famigliari e molto altro ancora, per questa pellicola ambientata in Sicilia e resa a tratti indigesta dall'eccessiva enfasi del racconto.
Menno Meyjes dirige un film di grande eleganza formale, persino sontuoso, che si regge tuttavia, oltre che sulla forza delle immagini, soprattutto sull'alchimia che si crea tra i suoi due protagonisti.
Il vigoroso e inconfondibile marchio registico di Ridley Scott, dimostra una personalità lineare, ma indecifrabile allo stesso tempo. Eclettico ai limiti della schizofrenia, magniloquente ma sempre in perfetto controllo della macchina cinema, tutta la sua produzione ha un solo vero tratto comune: il pubblico come destinatario.
In occasione dell'uscita nelle sale del suo secondo film Shadow - L'ombra abbiamo intervistato in esclusiva per i lettori di Movieplayer.it Federico Zampaglione al ritorno sul grande schermo con un avvincente horror che racchiude tutta la sua rabbia artistica e in primis la grande voglia di riportare in auge in Italia uno dei generi più amati e prolifici della nostra storia cinematografica.
La 63esima edizione del Festival si apre con un tiepido sole e il debutto del nuovo kolossal di Ridley Scott. Nel dare ufficialmente il via alla kermesse, il presidente della giuria Tim Burton ha lanciato un appello per la liberazione del regista Jafar Panahi.
Il loro amore è iniziato dieci anni fa ormai e per celebrare la grande empatia professionale che li unisce la coppia d'oro Ridley Scott - Russell Crowe torna sul grande schermo con uno strepitoso Robin Hood, un kolossal in cui si torna a respirare aria di leggenda.
L'attore australiano svela in esclusiva il backstage del film di Ridley Scott. Assieme a lui, l'attore Kevin Durand, lo scenografo Arthur Max, la costumista Janty Yates e il produttore Charles J.D. Schlissel.
In occasione delle visita al set londinese dell'attesissimo kolossal targato Disney, Movieplayer.it ha incontrato l'eroe Jake Gyllenhaal, la splendida Gemma Arterton e il gran Sir Ben Kingsley.
Presentato a Roma,in un tripudio di italiche star, La bella società di Gian Paolo Cugno, film dai forti risvolti melodrammatici.
Nonostante i disagi degni di un disaster-movie e alcune aspettative deluse, il cartellone della nuova edizione del Festival si preannuncia particolarmente ricco e interessante.
Presentato a Roma il nuovo attesissimo film di Daniele Luchetti che tra qualche giorno sbarcherà sulla Croisette e cercherà di portarsi a casa la Palma d'Oro in palio nella 63ª edizione del Festival di Cannes.
Senza preoccuparsi di ammorbidire troppo la materia lavica che riprende in una scuola di Ostia, Claudio Giovannesi fotografa con sensibiltà gli immigrati di seconda generazione lasciando parlare le immagini come in un film-inchiesta di Rosi. Ne esce un ritratto preoccupante dell'Italia in cui il melting pot è ancora una chimera.
Abbiamo incontrato a Roma il numeroso cast del film 'Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio' che, insieme alla regista esordiente Isotta Toso, ci ha raccontato cosa significa oggi in Italia essere stranieri e che senso ha parlare di xenofobia.
Per il suo debutto nel genere fantasy, Paul Weitz sceglie di non lasciarsi alle spalle la teen comedy, restando però nell'ambito di un prodotto dedicato a tutti il cui risultato finale è sicuramente accattivante, ma un po' freddo e poco coraggioso per quanto riguarda i dialoghi e la messa in scena.
Gli irresistibili protagonisti di 30 Rock e The Office sono una coppia in Notte folle a Manhattan, in arrivo sui nostri schermi per questo week end.
Senz'altro apprezzabile il tema 'verde' come anche la partecipazione di Brooke Shields, che torna sul grande schermo dopo le numerose escursioni televisive degli ultimi anni, ma Puzzole alla riscossa resta lungi dall'esser un film fruibile e divertente per tutta la famiglia nonostante il plot sia ben congegnato e l'ambientazione splendida.
La controversa vicenda della Papessa Giovanna, donna che nell'Alto Medioevo sarebbe salita al soglio pontificio sotto mentite spoglie, torna sul grande schermo grazie a una pellicola impreziosita da ottimi interpreti, ma fiacca e convenzionale nella messa in scena.
In esclusiva per i suoi lettori Movieplayer.it ha incontrato la giovane interprete Isabella Ragonese che, dopo aver partecipato a successi come 'Tutta la vita davanti' di Virzì e 'Dieci inverni' di Mieli, torna sul grande schermo insieme a Lorenzo Balducci in 'Due vite per caso', opera prima di Alessandro Aronadio.
Notte folle a Manhattan è una commedia degli equivoci sul classico tema dello scambio d'identità, che non riesce a sfruttarne a pieno le potenzialità del cast e del plot, causa una scrittura indecisa nel coniugare il messaggio familistico con il verbo comico più slapstick.
Nonostante la retorica finale, gli eccessi patriottici e qualche sentimentalismo da fiction, Le ultime 56 ore riesce nel difficile intento di coniugare spettacolo e riflessione rappresentando un raro esempio di cinema impegnato e 'scomodo' che non disdegna però l'intrattenimento.
Le intermittenze del cuore dei due protagonisti, arrotolati in un amore che si riscalda al chiar di luna, risultano funzionali ai lacrimoni in agguato, ma l'amour fou non domina la storia e viene sospeso per accogliere esorcismi politically correct ben più romantici.
Presentato a Roma il film di Alessandro Aronadio, in uscita il 7 maggio con la distribuzione di Lucky Red che vede protagonisti Isabella Ragonese e Lorenzo Balducci, che ha preferito disertare la conferenza stampa a causa delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il padre Angelo.
Quello della vendetta è un cinema che rincorre schematicamente due modelli estremamente diversi. Da una parte la vendetta come indagine su un sentimento ineluttabile di rabbia a una perdita inaudita, dall'altra la vendetta come reazione a un degrado sociale o alla paventata assenza di giustizia, presupposto per azioni di ricostruzione dell'identità personale, ma anche - demagogicamente - collettiva.
L'inchiesta cinematografica di Sabina Guzzanti colpisce nel segno, spaziando con feroce ironia dalle macerie del terremoto alle ferite altrettanto profonde che L'Aquila ha subito, e continua a subire, nel nome dei sordidi interessi che legano imprenditori privi di scrupoli a una classe politica irrimediabilmente corrotta.
Enfatico e magniloquente nello stile, dall'impostazione eccessivamente didascalica, il film è un interminabile 'tazebao' di propaganda che ricostruisce minuziosamente gli anni di ascesa del Partito comunista cinese e della nascita della Repubblica popolare.
Diviso nettamente in due parti, il film concilia la messa in scena melodrammatica e sontuosa, tipica dei blockbuster cinesi, con sequenze d'azione ipercinetiche e realistiche che omaggiano il grande cinema di Hong Kong del passato.
Il curioso film di Lee Hey-jun, bizzarra favola metropolitana dal tocco stralunato e leggero, è la storia dell'incontro tra due solitudini, quella di un insolito naufrago e quella di una hikikomori, che riescono a completarsi a vicenda.
Insolito thriller di provincia che, prendendo spunto da modelli come 'Memories of Murder' e 'The Chaser', si caratterizza per un rifiuto deliberato delle convenzioni del genere, prediligendo una regia minimalista e anti-spettacolare.
Presentato a Roma il dramma bellico che per la prima volta in Italia affronta la triste vicenda dei militari italiani colpiti da leucemia dopo essere entrati in contatto con l'uranio impoverito nelle zone di guerra del Kosovo.
Il trentennale della morte di Alfred Hitchcock ci fornisce lo stimolo per ripercorrere la sua incredibile carriera e sottolineare l'importanza assoluta della sua opera, ancora attuale e insuperata.
Definito come l''Harry Potter coreano', il blockbuster natalizio 'Woochi' è in realtà una mescolanza sregolata e disarmonica di svariati elementi, dall'action, al fantasy, passando per la commedia fracassona, interpretato dal divo coreano Gang Dong-won.
Dramma sentimentale per teenager romantici, 'The Last Song' prova a lanciare la popstar disneyana Miley Cyrus nel mondo dell'entertainment per adulti, ma la storia, straziante melodramma familiare per cuori teneri scritta dal famoso Nicholas Sparks, non la fa decollare.
Sulla scia del successo commerciale del precedente '4bia', la casa di produzione GTH rilancia con un nuovo horror a episodi dallo stile variegato e fluttuante. Degni di nota in particolare l'episodio 'Backpackers', originale rivisitazione dello zombie-movie, e 'In the End' esilarante satira metacinamatografica sulle convenzioni del genere horror.
Insolito tentativo di rivitalizzare l'horror asiatico inoculando riflessioni sul tema della fede, 'Possessed' riesce ad affascinare per l'amalgama di suggestioni religiose evocate, dal cristianesimo alla ritualità pagana, e per l'originalità di alcune soluzioni visive.